venerdì 19 ottobre 2007

Sono pronto a chiudere il mio blog e il mio sito

Questo articolo è stato aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale.

Scrivo queste righe frettolosamente, mentre sto ancora cercando di capire bene i termini della questione che sta tenendo banco in rete da qualche ora e che sta allarmando chi si interessa di divulgazione e diffusione di contenuti (blogger compresi, a quanto pare).

In attesa di approfondire un pò il tutto, vi lascio alcuni link che parlano della questione:

link 1

link 2

link 3

link 4

Come giustamente osserva Paolo De Andreis, direttore di Punto Informatico, ci troviamo di fronte a un provvedimento che andrà poco lontano, tanto è raffazzonato, scritto male e macroscopicamente inapplicabile. E probabilmente presto cadrà nel dimenticatoio (mi auguro).

Se per qualche oscuro motivo ciò non dovesse accadere, sono pronto a chiudere all'istante sia il mio blog che il mio sito internet. Io non sono un giornalista professionista: scrivo per passione. Non ho nessun ritorno economico da ciò che scrivo: i miei articoli così come i miei howto di informatica che trovate nel mio sito li scrivo nel tempo libero, per pura passione.

Se per continuare a fare questo sarò obbligato a registrarmi all'Autorità delle Telecomunicazioni, pagare bolli e produrre certificati solo per essere più pesantemente colpito in caso di querela, beh, mi dispiace, ne trarrò le relative conseguenze.

Per adesso questo è quanto. Seguirò da vicino la vicenda in caso ci siano novità (che spero positive).


Aggiornamento 21:10.

Ho passato buona parte del pomeriggio per cercare di approfondire un pò la questione. Ho fatto una sorta di comparazione tra quanto riportato dai vari siti internet in proposito (che stanno via via ancora pubblicando articoli e commenti in proposito), e mi sono spulciato l'intero disegno di legge.

La conclusione a cui sono giunto è che probabilmente mi sono allarmato (insieme a molti altri) per niente. Una cosa del genere non potrà infatti mai passare: per il semplice motivo che se passasse sarebbe la conferma definitiva che ci governa non ci merita. Non siamo noi che non ci meritiamo loro, ma loro che non meritano noi.

Abbiamo avuto nel corso del tempo ampie dimostrazioni del livello di ignoranza in materia di internet e di comunicazione interattiva digitale propria di chi ci governa. Esempi se ne potrebbero citare a bizzeffe. Uno per tutti: la recente proposta di Frattini di abolire le parole sgradite dai motori di ricerca, come se bannare (spiegando ovviamente come si fa) termini come "bomba", "terrorismo" o "uccidere" significasse automaticamente la fine di questi problemi. Per fare un paragone sarebbe come pretendere di eliminare il bullismo dalle scuole cancellando le parolacce dal dizionario di italiano.

Questo è il livello di cultura e di conoscenza delle dinamiche della rete dei nostri politici (con eccezioni che si contano sulle dita di una mano). E la trovata di bannare i termini "pericolosi", tra l'altro, non l'ha sparata un politico qualsiasi (tipo uno di quelli che pensano che il Darfur sia uno stile di vita veloce), ma il vice presidente della Commissione Europea, il cui invio a Bruxelles con tale carica si è evidentemente rivelata una delle mosse più azzeccate del precedente esecutivo.

Tornando al provvedimento in oggetto, un altro dei motivi per cui non passerà mai è che internet è libera in tutto il mondo, senza eccezioni. Vi immaginate cosa comporterebbe, anche solo a livello di immagine di fronte al resto della comunità mondiale, la tassazione e la schedatura dei blog? Vi immaginate le risate (di compatimento) di chi dall'esterno vedrebbe il nostro governo impegnato in una seria opera di "medievalizzazione" (passatemi il termine) di internet?

Per ora ne ho abbastanza, e, a meno che non sopravvengano novità degne di nota, non ho intenzione di tornare ancora sull'argomento, se non quando verrà finalmente messa la parola fine a questa grottesca vicenda.

4 commenti:

  1. Hanno PAURA,

    Ne uccide di più la penna della spada e lo sanno.

    Ciao
    Maurizio

    RispondiElimina
  2. E io ti seguo a ruota!

    RispondiElimina
  3. Ho fatto un commento affrettato senza riflettere e senza pensare alle possibilità che ho, ossia un hosting in California preso da poco. Trasferirò li il mio blog in men che non si dica e sarò lieto di ospitare anche il tuo se questa legge schifosa dovesse essere approvata.

    Ciao

    RispondiElimina
  4. Beh, l'unico politico che al momento (almeno secondo me) è ancora coi piedi per terra mi sembra che abbia fatto dichiarazioni molto chiare:

    http://www.antoniodipietro.com/2007/10/no_al_bavaglio_per_la_rete_1.html

    Comunque, quando se ne escono con queste cose, li trovo ridicoli più di chi c'era prima...
    Tuttosommato a me la cosa preoccupa poco... Non concretizzeranno. Mi preoccupa il fatto che ad amministrare ci sia gente che ragiona così. Sicuramente solo per aver partorito una cosa del genere (e per il fatto che ci sia di mezzo anche il nome di Prodi) si siano giocati definitivamente il mio voto per le prossime elezioni.

    Cmq poco male. Male che va mi trasferisco su un server estero anch'io. Ci vuole tanto poco per fregare le fesserie che pensano ;). Manco l'hanno ancora capito che internet è una struttura tutt'altro che circoscritta a livello nazionale.

    RispondiElimina

Le distanze dal fascismo

La signora Meloni, già in odore di investitura a PresDelCons, ha cominciato a fare qualche dichiarazione in chiave disconoscitrice del vent...