"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
sabato 1 novembre 2025
Michela e Dumas
mercoledì 9 luglio 2025
Genitori amici dei figli?
domenica 19 marzo 2023
Vittime della storia
mercoledì 15 giugno 2022
Madri che odiano i figli
giovedì 2 giugno 2022
Parlare di sesso a scuola
giovedì 28 aprile 2022
Doppio cognome
mercoledì 2 febbraio 2022
Tempo che (s)corre
giovedì 30 settembre 2021
Amalia Signorelli
Come ho già scritto più volte su queste pagine, mi sono sempre risultate estremamente affascinanti le persone con una competenza, in qualsiasi campo. Da qualche tempo sto seguendo su YouTube, con un certo interesse, Amalia Signorelli, che è stata (è morta qualche anno fa) una accademica e una delle maggiori antropologhe italiane. Perché amo le persone competenti e preparate? Perché, nella stragrande maggioranza dei casi, dicono cose che vanno contro il senso comune, smontano i pregiudizi, le convinzioni stantie, le idee sedimentate e spesso incancrenite con cui amiamo trastullarci e dalle quali ci sentiamo confortati.
La chiacchierata tra lei e Corrado Augias che ripubblico qui sotto risale a qualche anno fa, e precisamente al periodo immediatamente precedente alla approvazione della legge che regolamenta le unioni civili, la cosiddetta legge Cirinnà. Come forse ricorderete, all'ultimo momento fu stralciato dalla legge l'articolo che prevedeva la possibilità di adozione del figlio del partner per le coppie omosessuali, perché signora mia, scherziamo, mica possiamo permettere uno scempio simile! E ve li immaginate quei poveri bambini come potrebbero crescere?
In realtà, come è dimostrato dall'esperienza di tutti i paesi in cui le copie omosessuali possono adottare figli (in Inghilterra questa possibilità esiste da più di vent'anni), il sesso dei genitori non c'entra assolutamente niente con l'equilibrio della crescita della prole, perché i figli hanno come bisogni primari e assolutamente inderogabili quelli di essere amati, seguiti; hanno bisogno di risposte ai loro bisogni, cure, attenzioni, e queste cose non c'entrano niente col sesso di chi gliele da.
La chiacchierata tra Amalia Signorelli e Corrado Augias abbraccia questo tema e anche altri, come l'annoso discorso sulla famiglia naturale (anche qui, quanti pregiudizi...) e il ruolo della religione nella determinazione dei convincimenti collettivi.
Ma ciò che più affascina della professoressa Signorelli sono la chiarezza e l'immediata simpatia che suscita il suo eloquio. Non sembra una docente universitaria di antropologia, di primo acchito sembra più la vicina di casa con cui si chiacchiera mentre si falcia l'erba.
sabato 11 settembre 2021
Genitori
sabato 10 aprile 2021
Figli sì o figli no?
Il tema è delicato, naturalmente, perché va a toccare la sfera della soggettività, dell'identità, dei valori e anche della visione della vita e del retaggio culturale che è proprio di ogni persona, aspetti sui quali io non mi sogno neppure di mettere becco. In linea generale, ed è abbastanza ovvio che sia così, chi ha figli tende a considerare inconcepibile l'idea che si possa non averne; chi invece non ne ha (qui mi riferisco ovviamente a chi non ne ha per libera scelta) ritiene che la vita abbia comunque perfettamente senso e pari dignità di chi ne ha.
Ammesso che la vita abbia un senso (la questione meriterebbe riflessioni a parte, quindi lascio stare), io tendo a trovarmi in sintonia con chi ritiene che non siano i figli a darglielo, che non sia l'essere madre (o padre, il discorso ha una sua plausibilità anche per gli uomini) a dare alla vita patente di completezza. Il senso che ogni persona dà alla propria vita credo sia definito da ciò che ognuno sente liberamente di voler fare, da ciò che riesce a realizzare, dai comportamenti che decide di attuare come riflesso delle proprie convinzioni e idee.
Alla luce di questo, mi riesce estremamente difficile comprendere perché una vita senza figli non debba avere senso o non possa essere completa, e tendo, correndo naturalmente il rischio di sbagliare, a pensare che questa idea sia niente di più che il lascito di un certo retaggio culturale piuttosto che un'idea fondata su basi razionali. La società odierna è figlia di una cultura storica di stampo patriarcale che ben conosciamo. Uno dei pilastri del fascismo, ad esempio, è stato quello di concedere alla donna una qualche considerazione sociale solo nella misura in cui partoriva prole, e questa idea non è sparita con la fine del fascismo ma, in maniera più o meno latente, è viva ancora oggi.
Si tratta di una visione che continua a essere mantenuta in vita, oggi che il fascismo non c'è più, almeno formalmente, dalla politica e dalla Chiesa, entrambi uniti con una sole voce a deplorare il gravissimo problema della denatalità e della catastrofe incombente come conseguenza, ed entrambi impegnati con solerzia a predicare le gioie insite nel fare figli (se non ricordo male, c'è pure un rituale che vede il papa ricevere e benedire pubblicamente, una volta all'anno, una famiglia numerosa in Vaticano).
Davanti a questo scenario, questi rituali e questa incessante propaganda, tutti volti a sottendere che la vita ha senso solo nella misura in cui si generano figli, è tutto sommato normale che tale idea abbia una vasta diffusione e sia largamente condivisa e accettata, che sia ancora metabolizzata come psiche collettiva, e temo che la strada da fare per uscire da questo modo di pensare sia ancora lunga e impervia.
giovedì 11 marzo 2021
Figlie che se ne vanno
lunedì 22 febbraio 2021
Topolini
martedì 29 settembre 2020
Fuori dalla storia
venerdì 28 agosto 2020
Genitori e figli
lunedì 3 agosto 2020
Educazione e centro estivo
sabato 1 agosto 2020
Soddisfazioni
lunedì 1 giugno 2020
Dialogo
sabato 28 marzo 2020
Dinamiche familiari ai tempi del coronavirus
Ora ci si vede tutti i giorni, tutti e quattro, a colazione, pranzo e cena, eccetto i giorni in cui io lavoro. La cosa ha ormai assunto una propria normalità, adesso, ma i primi tempi questa sorta di riunione/ritrovamento sembrava piacevolmente strana, e ce lo si diceva. Quando tutto questo sarà finito e ognuno tornerà (si spera) alla vita di prima, può darsi che tra tutti i disagi e i patimenti creati dalla pandemia, ci si ricorderà anche di questi momenti piacevoli.
sabato 8 febbraio 2020
Fine settimana a Graz
Sono a Graz. Mia figlia maggiore ha terminato i suoi sei mesi di Erasmus e invece di farle fare nove ore di pullman abbiamo fatto un salto qua in macchina per evitarle il ritorno da sola.
giovedì 2 gennaio 2020
La "ciccina"
De Gregori vs Springsteen
Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...
-
È in corso da un paio di giorni una discussione fiume sul blog di Moz . Tema: cosa resterà dei blog. Tra i tanti argomenti di cui si dibatte...
-
La morte appiana tutte le asperità, è noto. Succede da sempre e non ci sono eccezioni. Finché una persona è in vita è lecito criticarla aspr...
-
Pensavo a Cesare, il micio tigrato che per anni è stato la "mascotte" della stazione di Colleferro. Chiunque passasse di lì, speci...


