Leggendo questo post di Romina mi è venuto in mente che venerdi scorso avevo scattato alcune foto mentre camminavo di sera nelle campagne qui attorno a casa. Io sono un fotografo molto scarso, non ho alcuna dimestichezza con le macchine fotografiche, mi limito a qualche scatto con lo smartphone. Venerdì sera, però, ho scattato alcune foto che non mi sembrano male, forse perché c'era una luce particolare, boh, va' a capire. Non certo per merito mio né del mio datato smartphone, sono venute e basta.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 19 maggio 2026
domenica 23 novembre 2025
sabato 1 novembre 2025
Michela e Dumas
lunedì 17 gennaio 2022
Ferrara
lunedì 3 gennaio 2022
Dozza
Ieri, complice la giornata soleggiata e quasi primaverile, io e mia moglie abbiamo fatto un giretto a Dozza. Dozza è un piccolo borgo medievale situato sull'Appennino tosco-romagnolo a una manciata di chilometri da Bologna. È rinomato, oltre che per essere la sede dell'Enoteca Regionale dell'Emilia-Romagna, anche per i numerosi e caratteristici dipinti che abbelliscono le facciate delle case.
L'arte di dipingere i muri delle case del piccolo borgo risale al 1960, quando l'allora sindaco del paese ideò il Muro Dipinto, una manifestazione che nel tempo si è affermata e consolidata, tanto che dal 1965 è diventata Biennale e coinvolge critici e artisti nazionali e stranieri.
Ovviamente, ho fatto qualche foto.
Come ogni borgo medievale che si rispetti, anche Dozza ha la sua rocca: Rocca Sforzesca, nata nel 1200 come fortezza medievale per poi trasformarsi, nel corso dei secoli, in residenza rinascimentale e settecentesca (la sua storia in dettaglio la trovate qui).
Per chiudere, un'immagine del tramonto scattata da una delle torri della rocca.
Avevo sentito parlare spesso di questo piccolo paesino coi muri dipinti ma non l'avevo mai visitato. Dopo averlo visto mi sono pentito di non esserci andato prima.
sabato 27 novembre 2021
Cieli
Sono appena tornato da una delle mie solite passeggiate sulle colline qui attorno a casa (il tragitto, più o meno, è sempre il solito). La giornata, da queste parti, coi suoi 14° sembra quasi primaverile, nonostante dicembre sia praticamente alle porte. Mentre camminavo ho ascoltato una delle mie solite conferenze scientifiche su Youtube, che però vi risparmio per non tediarvi. Qualche foto, però, ve la faccio vedere, naturalmente confidando nella vostra comprensione, dal momento che come fotografo non ho mai brillato.
domenica 14 novembre 2021
In direzione contraria
Oggi, qua a Santarcangelo, l'annuale fiera di san Martino vive il suo ultimo giorno. L'anno scorso, prima volta nella sua antichissima storia, non si è svolta a causa della pandemia, quest'anno è tornata e, complice il bel tempo e le temperature quasi estive, probabilmente farà il botto. Ho fatto un giretto veloce giovedì, nel primo pomeriggio, mentre in bicicletta tornavo dal lavoro, poi più niente, anche a causa della mia nota allergia al casino e al pigia-pigia. Sono però uscito di casa e mi sono incamminato, a piedi, in direzione esattamente contraria, sulle colline verso Poggio Berni.
Ho camminato per un'oretta e mezzo in maglietta a maniche corte. È abbastanza sorprendente che a metà novembre ci siano 14°, ma questo è. Non so come sia il meteo nel resto dello stivale, ma qua la famosa "Estate di san Martino" sta dando il meglio di sé.
Durante la camminata ho ascoltato, presentato dal grande Alessandro Barbero, il racconto di una delle pagine più traumatiche della storia degli USA: il processo alle streghe di Salem. La vicenda si inserisce all'interno del più ampio periodo storico, che comprende tutto il XVII secolo, in cui nella zona dell'attuale New England si diffuse tra i coloni puritani inglesi la pratica della caccia alle streghe. Il puritanesimo fu un movimento sorto in Inghilterra, nell'ambito del protestantesimo calvinista, alla fine del 1500 e il suo obiettivo era quello di "purificare" la chiesa d'Inghilterra da tutto ciò che non era conforme alle sacre scritture.
Gran parte delle colonie britanniche del nord America era composta di aderenti a questo movimento, che tra le sue caratteristiche aveva quella di essere contraddistinto da una elevata dose di fanatismo. La caccia alle streghe, che quasi paradossalmente ebbe il suo massimo furore nell'America del nord nello stesso periodo in cui qua nel vecchio continente si spegnevano gli ultimi fuochi, maturò proprio in questo contesto sociale, fatto appunto di cieco fanatismo, furore religioso, superstizione, diffidenza, odio e paura. Una vicenda che, ascoltata nella sua interezza, dà l'impressione di essere una specie di horror story raccontata da qualche scrittore particolarmente fantasioso, mentre invece è, purtroppo, pura realtà storica.
sabato 30 ottobre 2021
Perché noi sì e gli animali no?
Oggi, mentre camminavo, ascoltavo negli auricolari la lezione dello scienziato Edoardo Boncinelli che ripubblico qui sotto. A un certo punto, dal minuto 46 circa, Boncinelli parla delle differenze tra noi e gli animali, evidenziando il fatto che noi umani siamo per alcuni aspetti uguali ad essi e per altri diversi. Gli aspetti che ci rendono uguali a loro riguardano la biologia e la sua evoluzione. Cioè noi, esattamente, come gli animali, ci siamo biologicamente evoluti a partire da antenati comuni, i nostri processi vitali e biologici di base sono esattamente uguali a quelli della maggior parte degli animali e delle piante. Poi, a un certo punto, abbiamo preso una strada diversa.
Circa due milioni di anni fa un nostro progenitore, una specie di scimmione che vagamente ci assomigliava, ha cominciato a scheggiare della selce per ricavarne uno strumento con una sua utilità; da lì è cominciata quella che viene chiamata evoluzione (o rivoluzione) culturale. Accanto a una evoluzione biologica, esattamente uguale a quella di tutte le altre specie, noi abbiamo dato inizio a una evoluzione culturale, prerogativa esclusivamente nostra e sconosciuta alle altre specie. Partendo da quella selce scheggiata abbiamo poi inventato la ruota, scoperto il fuoco, la scrittura, l'agricoltura, fino ai moduli spaziali per andare su Marte.
A nessun animale eccetto noi è consentito di "vedere" il mondo, oltre che di guardarlo; a nessun animale eccetto noi è concesso di mettersi a sedere e raccontare delle cose ad altri animali che gli si stringono attorno. A nessun animale è concesso di trasmettere un sapere ai suoi discendenti in modo che ogni nuovo nato non debba partire da zero. A noi è concesso. Ma la domanda da cento milioni di dollari è: perché è stato concesso a noi, che in fin dei conti nell'albero della vita non siamo che un piccolo e periferico ramoscello appena nato, e non a un'altra specie? Perché abbiamo avuto noi questo privilegio (che è un onore ma anche un onere) e non, ad esempio, i cavalli, o gli orsi, o una delle centinaia di migliaia di specie animali che popolano, o hanno popolato, il pianeta?
Non c'è risposta. O meglio, non c'è una risposta univoca ma infinite ipotesi. A tentare di rispondere a questa domanda cominciò Aristotele, permeando la sua risposta di una valenza metafisico-ontologica. Aristotele ipotizzò che noi, a differenza di tutti gli altri animali, siamo stati dotati di quegli strumenti eccezionalmente versatili e sofisticati che sono le mani. Anche Lucrezio ipotizzò che il motivo fosse questo, ma a differenza di Aristotele non disse che le mani ci sono state fornite da una divinità, o comunque un'ente superiore, perché era desiderio di quest'ultimo che noi ci differenziassimo e prevalessimo su tutte le altre specie, ma per puro caso, e tutto è successo grazie appunto a quell'evento puramente casuale.
In realtà nessuno, oggi, è in grado di rispondere a questa domanda, domanda che forse non avrà mai risposta. L'unica parvenza di certezza è che a noi sia toccato questo destino per puro caso, quella casualità su cui Darwin ha basato tutta la sua poderosa produzione scientifica. Il problema è che a noi, che nasciamo e viviamo da sempre in un contesto culturale gravemente impregnato di teleologia, la spiegazione che tira in ballo il caso risulta controintuitiva, difficilmente accettabile, nonostante Darwin e nonostante ogni evidenza scientifica abbia ormai inequivocabilmente dimostrato che il grande naturalista inglese ci aveva visto giusto. Ma si fa giusto per amor di speculazione, dal momento che, come detto, questa domanda non avrà mai risposta.
martedì 26 ottobre 2021
Rasiglia e Foligno
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