sabato 4 dicembre 2021

La società irrazionale

Il rapporto annuale del Censis fotografa quella che viene definita "La società irrazionale". Il 5,9% degli italiani interpellati, circa 3 milioni di persone, è convinto ad esempio che il covid non esista. Non è che lo sottovaluta, lo minimizza, pensa che sia niente di più di una influenza o simili: no, non esiste proprio, è una invenzione. Il 10,9% pensa che il vaccino sia inutile, il 31,4% pensa che sia sperimentale e noi cavie su cui testarlo. Poi, dopo il covid, c'è tutto il repertorio fantastico già tristemente noto di cui ogni tanto parlano le cronache: il 5,8% degli italiani che pensa che la Terra sia piatta, il 10% convinto che sulla Luna non ci siamo mai andati; il 20%, un italiano su dieci, che pensa che la tecnologia 5G sia un sofisticato strumento per il controllo delle persone. C'è poi un sorprendente 40% di italiani che crede al Great Reset, un complotto europeo, scientemente studiato a tavolino, che ha come obiettivo la sostituzione etnica degli italiani e degli europei autoctoni con lo strumento dell'immigrazione.

In termini assoluti, chi crede a questi complotti rappresenta una percentuale tutto sommato minoritaria rispetto a una ben più cospicua maggioranza che pensa razionalmente e che è in grado di "vedere" la realtà così com'è. In realtà il pensiero magico, il pensiero religioso, il complottismo, la capacità di immaginare cose che non esistono e tutta la serie di comportamenti collegabili alla sfera dell'irrazionalità sono perfettamente umani, sono caratteristiche peculiari della nostra specie e, evolutivamente parlando, sono quelle cose che hanno contribuito a fare sì che noi Sapiens diventassimo i signori assoluti del pianeta (che poi questo sia stato un bene o un male, è un'altra faccenda).

Sulle cause di questa dilagante irrazionalità non c'è naturalmente convergenza di punti di vista. Molti ricercatori, scienziati, psicologi ritengono che il ricorso al pensiero magico sia causato da problemi contingenti come la crescente insicurezza, riscontrabile ad esempio nel fatto che oggi un titolo di studio non è più sufficiente a garantire un lavoro stabile e ben retribuito; c'è poi l'incertezza nel futuro, gli stipendi sempre più bassi, la povertà dilagante, tutti fattori che hanno concorso a produrre la società irrazionale di cui parla il Censis e a cercare rifugio nel pensiero magico.

In realtà questa impostazione non è nuova. Già Marx, ad esempio, a metà del 1800, faceva questo discorso relativamente alla religione, forse la massima espressione dell'irrazionalità, con la famosa frase in cui la definiva "oppio dei popoli". Con questa espressione Marx non intendeva dire che la religione fosse una droga, come molti comunemente credono, ma intendeva assegnare ad essa una valenza consolatoria. Siccome era convinto che la società capitalista era marcata da una profonda ingiustizia (una "valle di lacrime"), quanti la abitavano avevano bisogno di conforto e consolazione, e lo trovavano nella religione. Se ci si pensa, qualsiasi ricorso all'irrazionalità ha forti motivazioni di questo genere. Perché le bufale, i complotti, il pensiero magico, il pensiero religioso sono così diffusi e allettanti? Perché sono rassicuranti, offrono consolazione, consentono di poter trovare (e potersi creare) punti di riferimento e appigli a cui aggrapparsi nell'incertezza generale dilagante. 

Sulla sindrome dei complotti Umberto Eco ha scritto pagine bellissime e forse ancora ineguagliate. In alcune di queste, ad esempio, spiegava che i complotti non sono per definizione immaginari. La storia è piena di complotti reali, a partire da quello per uccidere Giulio Cesare in qua. Ma come si distingue un complotto reale da uno immaginario? Quello reale viene smascherato subito, quello immaginario è destinato a perpetuarsi negli anni e a volte nei secoli. Il fatto ad esempio che a distanza di vent'anni si parli ancora del complotto undicisettembrino secondo il quale gli americani si sarebbero buttati giù da soli le torri gemelle per avere il pretesto per invadere l'Afghanistan; il fatto che dopo più di cinquant'anni si parli ancora del complotto che vuole che sulla Luna non ci siamo mai andati; il fatto che a distanza di quasi un secolo dai quei terribili fatti ci siano ancora i negazionisti dell'Olocausto, e altri, sono la migliore dimostrazione che non si trattava di complotti (purtroppo, nel caso dell'Olocausto).

Con la faccenda di oggi del covid, i negazionisti e i complottari avranno conferma o smentita dei loro deliri utilizzando lo stesso parametro indicato da Eco: il tempo. Se fra dieci o venti o cento anni si parlerà ancora della pandemia come di un gigantesco complotto, sarà la prova provata che non si trattava di un complotto. Sempre ammesso che, nel frattempo, i suddetti complottari non siano già stati fatti fuori dal tempo o da quello che pensavano fosse un complotto.

11 commenti:

Guchi chan ha detto...

Vero, gli esseri umani hanno bisogno di conforto e consolazione, così come di sentire di avere ancora un certo potere sulle proprie vite. Quindi l'ignoranza non ha nulla che fare con lo scenario complottistico? Sarà che sono reduce da una cena con un'amica che insegna alle medie e, da come mi ha descritto i suoi alunni, una volta che saranno adulti li vedo benissimo compre preda di complottismi, ma la mia interpretazione è legata all'ignoranza.

teti900 ha detto...

bellissimo post!

Andrea Sacchini ha detto...

L'ignoranza, e più in generale il collasso culturale verso cui stiamo andando, ha un suo peso in tutto questo, ma non è determinante. La nostra regione, l'Emilia-Romagna, ha ad esempio il numero più alto di operatori sanitari (medici, veterinari, farmacisti, fisioterapisti ecc.) novax in Italia. Essere contrari ai vaccini, quando ogni evidenza scientifica ne certifica l'utilità e l'efficacia, è un comportamento irrazionale, e se questa irrazionalità può essere giustificata in persone con un basso livello di istruzione, come si può giustificare in un medico? Eppure...

Se ascolti cinque minuti, a partire dal min. 52:50 di questo video, Telmo Pievani cita studi da cui risulta come molti appartenenti ai vari movimenti antiscientifici come i novax, siano persone con un livello di istruzione superiore alla media. Quindi sì, l'ignoranza ha un suo peso nel determinare questo avanzare della società irrazionale, ma è un peso non determinante. Questa cosa, sinceramente, ha sorpreso abbastanza anche me.

Andrea Sacchini ha detto...

Grazie, teti.

siu ha detto...

Per buttarla in farsa, ma in realtà è piuttosto tra il grottesco e il tragico, il tizio che è andato a farsi (non) vaccinare indossando una spalla posticcia di silicone è un dentista, dunque un medico.

Andrea Sacchini ha detto...

Ho letto di quella vicenda e, sinceramente, lì per lì non sapevo scegliere se ridere o piangere.

teti900 ha detto...

grazie a te.
io ho una domanda destinata a restare senza risposta per chissà quanto, ed è la seguente: i 'novax' sono altrettanto integralisti per tutto quanto attiene al web (social e app compresi), salute dell'ambiente, buone pratiche, rispetto dei diritti, uso dei farmaci (antibiotici in primis) e come si pongono in merito a discriminazioni di genere/razziali e poteri forti?
no, perché (sarò sorda, io) ma non ho mai sentito tanto can can per uno solo dei tanti temi scottanti di questo momento storico.

Andrea Sacchini ha detto...

Temo di non saperti rispondere. Anche per il fatto che, generalmente, il termine "novax" viene utilizzato per designare una galassia molto variegata e ricca di "sfumature". Non ci sono solo i novax ideologici o dogmatici (con quelli non ha senso tentare di instaurare un dialogo), ma ci sono anche quelli che sono magari dubbiosi, indecisi, titubanti, che scelgono di non vaccinarsi per timore o paura ma dentro di loro sono consci dell'efficacia del vaccino. Ecco quindi che è difficile etichettarli dal punto di vista politico e della loro visione riguardo alle tematiche che hai citato.
In linea generale mi pare sia abbastanza palese un rapporto di vicinanza tra i novax più integralisti e una certa destra, e questo magari lasciare intuire qualcosa sulle loro posizioni in merito ai temi etici cui accennavi, ma si tratta di qualcosa di molto ipotetico.

Caterina ha detto...

In effetti, come hai detto giustamente, l'irrazionalità è una caratteristica peculiare dell'Homo Sapiens. Io credo che a volte, come nel caso della negazione dell'esistenza del covid, ma è solo una mia opinione e magari mi sbaglio, l'irrazionalità sia un meccanismo di difesa che mette in atto la mente per cercare di "sopravvivere" alla realtà alla quale non riesce ad adattari. L'uomo è abituato a dominare il mondo e la natura, quando si trova di fronte a una situazione che non prende in considerazione le sue scelte, anzi lo travolge, un modo per cercare di difendersi per non pedersi sia quello di convincersi che non esiste niente, che è tutto frutto di un complotto e che va tutto bene. Potrebbe essere uno dei tanti modi per reagire alle situazioni drammatiche. Poi che è questo modo di reagire sia sbagliato è ancora un'altra storia. Forse mi sbaglio e cerco per forza di trovare una spiegazione di fronte a certe idee strampalate e campate in aria.

Andrea Sacchini ha detto...

Secondo me ciò che hai scritto è plausibilissimo: la negazione di una evidenza (il covid) come meccanismo di difesa, e credo che uno psicologo o una psicoterapeuta potrebbe spiegare il suo funzionamento - io non ho certo le competenze per farlo.
Ciò che dà da pensare è che mai come oggi, nell'era di internet, le persone hanno accesso alla documentazione e alla possibilità di informarsi correttamente. Quindi, in teoria, non ha alcun senso che così tante persone assumano questi atteggiamenti. Poteva averlo in passato, quando l'accesso alla conoscenza e alla documentazione erano appannaggio di pochi. Eppure sembra che mai come oggi abbiamo una così vasta platea di persone che si comportano in maniera irrazionale. Mah!

Gas75 ha detto...

Mi piace questa teoria secondo cui, qualora se ne parla nei decenni futuri, non è un vero complotto.
La gente ha bisogno di fantasia: a me per primo l'ingresso nel mondo della scuola ha spezzato le ali in tal senso, sottraendomi progressivamente tempo per creare personaggi e storie, scoprire il mondo con i miei occhi e, come realmente successo in alcuni casi, anticipare qualcosa che poi è stato commercializzato. Ne ho presa consapevolezza e indirizzato questa carenza verso la produzione narrativa, l'informatica, il web e la realizzazione di materiale didattico apprezzato (cerco di produrre e proporre quello che vorrei fosse già disponibile).
Chi dice di essere cresciuto, maturo, adulto, seppellendo anzitempo il proprio "fanciullino", poi si aggrappa alle fantasie più astruse e talvolta pericolose.

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