Francamente non penso che ci sia molto da aggiungere alla vicenda della clinica Santa Rita, a Milano. Una quindicina di medici arrestati, cinque dei quali con l'accusa di omicidio volontario - con l'aggravante della crudeltà - per aver inutilmente operato pazienti con l'unico scopo di fare soldi, è una di quelle vicende che lasciano attoniti. Eppure le accuse sono queste, e le intercettazioni (quelle che qualcuno sta pensando di eliminare) pare lascino pochi margini di dubbio.
Tra i tanti pensieri che mi vengono in mente leggendo i particolari della vicenda, ce n'è uno che prevale su tutti e che vorrei condividere con voi.
Ci siamo appena lasciati alle spalle una campagna elettorale fatta a colpi di promesse di combattere e debellare la criminalità, specie quella di stampo extracomunitario. Una coalizione di governo ha vinto con ampio margine anche in forza di queste promesse e, come è sotto gli occhi di tutti, ha subito dato il la a una lotta senza quartiere a un tipo criminalità identificata esclusivamente con quella esterna.
Sarò banale, ma alla luce di quanto sta succedendo a Milano - prova evidentissima che il marcio si nasconde anche (anzi, soprattutto) all'interno del sistema - a qualcuno non viene il dubbio che la panacea di tutti i mali non è solamente la lotta al clandestino o al rom ubriaco?
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
giovedì 12 giugno 2008
mercoledì 11 giugno 2008
Voglia di visibilità (e di stupidità)
Cos'hanno in comune i due recenti episodi accaduti a Torino e Milano? Beh, in primis direi l'incoscienza e le zucche vuote, seguite a ruota dalla voglia di farsi notare, di essere visibili. Già, essere visibili: un bisogno irrefrenabile di dire al mondo "oh, guardate che ci sono anch'io, possibile che non ve ne accorgiate?".
La prima domanda che mi sorge spontanea è quale sia il motivo di questo bisogno. Uno psichiatra alla Andreoli o Crepet saprebbe subito come rispondere: l'importanza dell'apparire nella nostra società, l'esistere perché si è visibili (mai il contrario?), i valori che se ne vanno allegramente a ramengo, il ben noto disagio giovanile (sempre utile in questi casi), ecc... Scusate, ma è mai possibile che la tranquilla vita vissuta nell'anonimato non interessi più a nessuno? Vabbé, questi sono casi limite, si dirà. Certo, casi limite, magari (volutamente ) pompati, ma indubbiamente sempre più frequenti. E se si va a chiedere ai responsabili il motivo di queste bravate, la risposta è quasi sempre quella: "Ci annoiavamo...". Ma come si fa ad annoiarsi a 14/15 anni?
Bene, oggi esiste lo strumento perfetto per poter combattere la noia e allo stesso tempo soddisfare questo bisogno di popolarità: internet. Uno accende il telefonino, fa un clip e lo mette nel calderone youtube. Ma siccome lo fanno tutti, e quindi è altamente improbabile che qualcuno se ne accorga, ecco che è necessario ricorrere al gesto eclatante, alla cretinata plateale. Devastare scuole comincia a essere uno stratagemma abusato, si corre il rischio che non faccia più notizia, e quindi si ricorre alle percosse al ragazzo down, alla devastazione di un bosco, alla crudeltà e al sadismo sugli animali e, come avvenuto appunto l'altro ieri, al fucile ad aria compressa da utilizzare contro il tram. Tutto fa brodo.
Se poi magari qualcuno ci rimette un occhio, pazienza. Anzi meglio: in questo modo la bravata non correrà sicuramente il rischio di passare inosservata.
La prima domanda che mi sorge spontanea è quale sia il motivo di questo bisogno. Uno psichiatra alla Andreoli o Crepet saprebbe subito come rispondere: l'importanza dell'apparire nella nostra società, l'esistere perché si è visibili (mai il contrario?), i valori che se ne vanno allegramente a ramengo, il ben noto disagio giovanile (sempre utile in questi casi), ecc... Scusate, ma è mai possibile che la tranquilla vita vissuta nell'anonimato non interessi più a nessuno? Vabbé, questi sono casi limite, si dirà. Certo, casi limite, magari (volutamente ) pompati, ma indubbiamente sempre più frequenti. E se si va a chiedere ai responsabili il motivo di queste bravate, la risposta è quasi sempre quella: "Ci annoiavamo...". Ma come si fa ad annoiarsi a 14/15 anni?
Bene, oggi esiste lo strumento perfetto per poter combattere la noia e allo stesso tempo soddisfare questo bisogno di popolarità: internet. Uno accende il telefonino, fa un clip e lo mette nel calderone youtube. Ma siccome lo fanno tutti, e quindi è altamente improbabile che qualcuno se ne accorga, ecco che è necessario ricorrere al gesto eclatante, alla cretinata plateale. Devastare scuole comincia a essere uno stratagemma abusato, si corre il rischio che non faccia più notizia, e quindi si ricorre alle percosse al ragazzo down, alla devastazione di un bosco, alla crudeltà e al sadismo sugli animali e, come avvenuto appunto l'altro ieri, al fucile ad aria compressa da utilizzare contro il tram. Tutto fa brodo.
Se poi magari qualcuno ci rimette un occhio, pazienza. Anzi meglio: in questo modo la bravata non correrà sicuramente il rischio di passare inosservata.
martedì 10 giugno 2008
De Magistris, questi magistrati così fastidiosi...
E così il pubblico ministero Luigi De Magistris (foto), a quanto pare, non ha fatto niente di male. O almeno niente di ciò che gli era stato inizialmente addebitato.Mi pare giusto riportare nel mio piccolo questa notizia, perché i giornali, e tanto meno i tiggì, non mi pare che le abbiano dato eccessivo risalto. Ma vediamo di fare un breve riassunto per chi magari si fosse perso le puntate precedenti.
De Magistris è un magistrato della procura di Catanzaro, titolare di alcune inchieste particolarmente delicate e scottanti. In particolare due di queste, Poseidon e Why Not (guarda a caso entrambe sottrattegli, ufficialmente per presunte incompatibilità procedurali), si occupavano di rapporti tra politici di spicco, mafia e criminalità organizzata. Nello specifico, l'inchiesta Poseidon indagava sull'uso illecito di denaro pubblico proveniente dalla Comunità Europea (fonte), più o meno come Why Not, che si occupava di "Un presunto gruppo di potere trasversale, tenuto insieme da una loggia massonica coperta, accusato di avere commesso una serie di truffe nella gestione di finanziamenti pubblici". (fonte)
Da notare che in quest'ultima inchiesta erano rimasti coinvolti, tra gli altri, due personaggi politici di spicco della precedente legislatura: Clemente Mastella, ministro della giustizia, e Romano Prodi, presidente del consiglio. Poco dopo, casualmente, tale inchiesta verrà tolta al magistrato.
Naturalmente quello era solo l'inizio del suo calvario. La sua attività si è scontrata infatti spesso con l'ira funesta del mondo politico, da sempre poco incline a essere oggetto di indagini e controlli, tanto è vero che, come abbiamo già visto, sia Why Not che Poseidon gli furono tolte e nel settembre dell'anno scorso il magistrato fu addirittura trasferito, ufficialmente per fuga di notizie e interviste inopportune.
Calvario durato fino a pochi giorni fa, quando appunto la procura di Salerno, che si occupa del caso, ha chiesto l'archiviazione di tutte le accuse rivolte al magistrato, riconoscendo di fatto la correttezza del suo operato.
Si legge su antimafiaduemila.com:
La richiesta di archiviazione firmata ieri dal procuratore di Salerno Luigi Apicella e dal sostituto Gabriella Nuzzi è di quelle destinate a far discutere. Perché contrariamente a quanto denunciato da ambienti dell'imprenditoria, della politica e della magistratura – Csm in primis – i giudici competenti sui magistrati del distretto di Catanzaro hanno stabilito non solo l'infondatezza delle denunce e degli esposti presentati nei mesi scorsi contro De Magistris ma, al contrario, “una pressante attività di interferenza da parte dei vertici della procura di Catanzaro, resasi sempre più manifesta con il progressivo intensificarsi delle investigazioni da parte del pm”. E volta a “screditarne la credibilità personale e professionale”. (fonte)Insomma, secondo la procura di Salerno De Magistris non ha fatto niente di male e ha sempre svolto le sue inchieste nell'ottica della correttezza e della professionalità. Professionalità che evidentemente a qualcuno cominciava a dare fastidio.
lunedì 9 giugno 2008
Sequestri preventivi
Circa un annetto fa - forse qualcuno ricorderà - scrissi un articolo sulla vicenda del sequestro, da parte della Guardia di Finanza, del blog di Piero Ricca, avvenuto in seguito a querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei confronti del blogger.Oggi la storia si ripete: cambiano gli attori ma lo scenario è quello, e a farne le spese è questa volta il blog di Antonino Monteleone, come potete vedere chiaramente dall'home page (alcune informazioni sulla vicenda le trovate qui). Non conoscendo i dettagli, non entro ovviamente nel merito della questione, ma non posso fare a meno di condividere alcune osservazioni espresse dallo stesso Piero nel suo post.
Qualsiasi persona ha il diritto legale e morale di querelarne un'altra quando ravvisi negli scritti o nelle parole di quest'ultima gli elementi che a suo giudizio ledono la sua reputazione ed onorabilità: questo va concesso. Ma che senso ha mettere sotto sequestro un blog o un un intero sito internet? Un articolo è diffamatorio nei confronti di chichessia? Bene, in attesa dell'eventuale processo si rimuova l'articolo incriminato. Cosa c'entra chiudere un blog? Qual'è il senso?
Nel caso specifico, poi, al blogger - almeno da quanto si legge - non è neppure stato notificato niente: nessuna comunicazione, nessuna notifica da parte di nessuno e, tanto meno, nessuna motivazione: si è semplicemente trovato di punto in bianco il blog oscurato, cosa questa che potrebbe far insorgere qualche dubbio sulle modalità con cui è stato condotto il "sequestro". Ma questo si vedrà in futuro.
Va comunque segnalato che la querela per diffamazione è una pratica che sta cominciando a prendere piuttosto piede in rete. E i motivi sono tutto sommato abbastanza intuibili:
(fonte Punto Informatico)
domenica 8 giugno 2008
L'e-mail di Ennio Zibris sui rimborsi di Trenitalia è una truffa
Mi sono arrivate da un paio di lettori le segnalazioni di una e-mail apparentemente spedita da Trenitalia. Ecco il testo:Oggetto: I: xxxxxxxxxx@alice.it U: xx L: xx T: x N: panda Trenitalia - Notifica Rimborsi Ritardi
Gentile Viaggiatore,
Ferrovie dello Stato è lieta di informarla che dal 1° Maggio 2008 è possibile richiedere il rimborso sui ritardi effettuati su tutte le tratte nazionali.
A seguito di ciò, la informiamo che da un nostro controllo contabile, le spetta un rimborso di Euro 324,00.
La invitiamo a visualizzare il modulo in allegato, e seguire le istruzioni per farci pervenire tale modulo.
N.B.
Il rimborso avverrà mediante bonifico bancario entro e non oltre 5 giorni lavorativi dalla ricezione.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------
Certi di averle fatto cosa gradita
Porgiamo Distinti Saluti
Ennio Zibris
Responsabile Rimborsi
Trenitalia S.p.a.
Come dichiarato dalla stessa Trenitalia sul suo sito ufficiale, questa e-mail è una truffa. Aprendo infatti l'allegato al messaggio si viene reindirizzati a un sito chiamato rimborsi-online.com (attualmente irraggiungibile) dal quale - secondo quanto riportato da voceditalia.it - si scarica un modulo chiamato A3345/08.
Tale modulo, apparentemente innocuo, installa in realtà nel pc un'applicazione, probabilmente un keylogger, tramite la quale è possibile carpire dati personali sensibili dell'utente quando questi li digita sulla tastiera.
Anche l'importo del fantomatico rimborso può variare da messaggio a messaggio. Su alcuni siti è riportata la cifra di € 780,00, mentre nell'e-mail in alto, che mi è stata segnalata dai lettori, è di € 324,00. La sostanza truffaldina del messaggio comunque non cambia.
Le raccomandazioni sono ovviamente quelle di sempre: mai cliccare sugli allegati inattesi e dubitare di qualsiasi messaggio che chiede di inserire dati sensibili personali, oppure che rimanda a siti terzi con le stesse finalità.
Generale
Ci sono cantautori che a mio avviso andrebbero preservati come patrimonio dell'umanità. Tra questi c'è sicuramente Francesco De Gregori (foto).Ho cominciato ad ascoltarlo da piccolo, grazie alle "contaminazioni musicali" dei campeggi parrocchiali estivi in Trentino. Campeggi, ovviamente, a base di preghiere (uff...), scarpinate e canzoni con la chitarra.
De Gregori si cantava sempre, quasi fino alla nausea: Pablo, Rimmel, Il signor Hood, Titanic, Generale...
Già, Generale, quella che è probabilmente una delle sue canzoni più conosciute, amate e suonate. Eccola qui sotto, nella sua versione originale, così com'è inserita nell'album omonimo (Francesco De Gregori) pubblicato nel '74.
Buona domenica.
sabato 7 giugno 2008
Innocui giochetti pubblicitari
L'altro ieri, nell'home page del Corriere, c'era il link a un articolo nel quale si parlava delle cosiddette "pompe bianche" (per la cronaca l'articolo è qui), i fantomatici distributori indipendenti che venderebbero i carburanti a prezzo ridotto. Tra i link che riconducevano ad articoli attinenti al tema in questione, sempre in home page, ce n'era uno che rimandava a un altro articolo in cui si parla di Gtl, una sorta di gasolio ottenuto dal gas metano.
Il link è l'ultimo che vedete nella schermata qui sotto:

La prima cosa che ci si aspetterebbe è che cliccando sul suddetto link si venga rimandati al relativo articolo, e cioè questo. Invece no, il rimando è alla sezione "motori" del Corriere, dove sono raccolti un buon numero di articoli zerbino sulle ultime novità partorite dalle case automobilistiche.
A questo punto uno si ricorda che stava cercando un articolo sul Gtl e comincia a chiedersi dove sia. Eccolo:

Quella piccola riga anonima dopo il quadratino blu, che a un occhio poco attento potrebbe anche non sembrare un link, è invece proprio il fatidico rimando all'agognato articolo. Forse la schermata seguente rende meglio l'idea della sua posizione:

E' stato un po' complicato, ma alla fine ci siamo arrivati. Eh, benedetta pubblicità...
Il link è l'ultimo che vedete nella schermata qui sotto:

La prima cosa che ci si aspetterebbe è che cliccando sul suddetto link si venga rimandati al relativo articolo, e cioè questo. Invece no, il rimando è alla sezione "motori" del Corriere, dove sono raccolti un buon numero di articoli zerbino sulle ultime novità partorite dalle case automobilistiche.
A questo punto uno si ricorda che stava cercando un articolo sul Gtl e comincia a chiedersi dove sia. Eccolo:

Quella piccola riga anonima dopo il quadratino blu, che a un occhio poco attento potrebbe anche non sembrare un link, è invece proprio il fatidico rimando all'agognato articolo. Forse la schermata seguente rende meglio l'idea della sua posizione:

E' stato un po' complicato, ma alla fine ci siamo arrivati. Eh, benedetta pubblicità...
venerdì 6 giugno 2008
Alitalia
Alla fine ci siamo riusciti. L'Unione Europea, che ultimamente pare averci preso gusto ad aprire nei nostri confronti procedimenti di infrazione, sta per avviare l'ennesimo in merito alla famosa questione del prestito-ponte, sul quale si puntava per tentare di salvare la nostra compagnia di bandiera.
L'ipotesi che lo Stato "presti" alla compagnia 300 milioni di euro (nostri) per tirare avanti ancora un po', è infatti giudicata illegale in quanto considerata aiuto di stato, e quindi in contrasto con le regole europee in materia (dettagli qui).
Ora, naturalmente, io non sono particolarmente esperto di questioni economiche di questo genere, ma alcune considerazioni mi sorgono spontanee. Ad esempio, non sarebbe stato il caso di approfittare quando si faceva ancora tempo (adesso Alitalia non se la fila più nessuno) dell'offerta di AirFrance? Ha avuto senso arroccarsi su posizioni intransigenti per poi cambiare idea adesso che ormai è troppo tardi?
Il piano di AirFrance è stato inizialmente ostacolato in tutti i modi, sia dall'attuale premier (in nome di uno pseudo-campanilismo acritico e controproducente) che dai sindacati, inorriditi dal numero degli esuberi (circa 1600) stimati dalla compagnia francese (non mi pare di aver ancora letto di analoghe proteste per i 5000 previsti da Telecom). E adesso? L'Unione Europea, a partire dalla data di avvio della procedura d'infrazione, dà all'Italia 4 mesi di tempo per trovare la famosa cordata tanto strombazzata in campagna elettorale, dopodiché si chiude baracca e burattini, con buona pace del premier e dei sindacati.
A meno che, naturalmente, non intervenga l'esorcista.
L'ipotesi che lo Stato "presti" alla compagnia 300 milioni di euro (nostri) per tirare avanti ancora un po', è infatti giudicata illegale in quanto considerata aiuto di stato, e quindi in contrasto con le regole europee in materia (dettagli qui).
Ora, naturalmente, io non sono particolarmente esperto di questioni economiche di questo genere, ma alcune considerazioni mi sorgono spontanee. Ad esempio, non sarebbe stato il caso di approfittare quando si faceva ancora tempo (adesso Alitalia non se la fila più nessuno) dell'offerta di AirFrance? Ha avuto senso arroccarsi su posizioni intransigenti per poi cambiare idea adesso che ormai è troppo tardi?
Il piano di AirFrance è stato inizialmente ostacolato in tutti i modi, sia dall'attuale premier (in nome di uno pseudo-campanilismo acritico e controproducente) che dai sindacati, inorriditi dal numero degli esuberi (circa 1600) stimati dalla compagnia francese (non mi pare di aver ancora letto di analoghe proteste per i 5000 previsti da Telecom). E adesso? L'Unione Europea, a partire dalla data di avvio della procedura d'infrazione, dà all'Italia 4 mesi di tempo per trovare la famosa cordata tanto strombazzata in campagna elettorale, dopodiché si chiude baracca e burattini, con buona pace del premier e dei sindacati.
A meno che, naturalmente, non intervenga l'esorcista.
giovedì 5 giugno 2008
Giornata Mondiale dell'Ambiente (quale?)
L'Unione europea ha iniziato il procedimento di sanzione contro l'Italia per la mancata applicazione delle disposizioni comunitarie in materia ambientale, relative alla costruzione di un nuovo inceneritore di rifiuti in Puglia, a un progetto di prelievo d'acqua da un fiume in Emilia Romagna e a un piano regolatore in provincia di Gorizia.
Già lo scorso 6 maggio l'Italia aveva subito un deferimento alla Corte di Giustizia europea per il mancato rispetto della normativa comunitaria riguardante la gestione dei rifiuti in Campania.
La procedura di sanzione aperta oggi dalla Commissione riguarda la non esecuzione da parte italiana di una valutazione dell'impatto ambientale del nuovo inceneritore in Puglia.
Su gli altri due progetti poi la Commissione si è espressa chiaramente: il progetto di prelievo dell'acqua dal fiume Trebbia in Emilia arrecherebbe ingenti danni ad un habitat faunistico presente nella classifica UE dei siti protetti.
Il progetto, invece, di un nuovo piano regolatore in provincia di Gorizia sarebbe viziato dalla inadempienza delle autorità competenti le quali non hanno effettuato le valutazioni strategiche di impatto ambientale prima di approvare questo nuovo piano. (fonte)
Oggi, 5 giugno 2008, è la Giornata Mondiale dell'Ambiente e nessuno dei media - almeno da quello che ho letto in giro - l'ha segnalato.
Ma forse è meglio così...
Già lo scorso 6 maggio l'Italia aveva subito un deferimento alla Corte di Giustizia europea per il mancato rispetto della normativa comunitaria riguardante la gestione dei rifiuti in Campania.
La procedura di sanzione aperta oggi dalla Commissione riguarda la non esecuzione da parte italiana di una valutazione dell'impatto ambientale del nuovo inceneritore in Puglia.
Su gli altri due progetti poi la Commissione si è espressa chiaramente: il progetto di prelievo dell'acqua dal fiume Trebbia in Emilia arrecherebbe ingenti danni ad un habitat faunistico presente nella classifica UE dei siti protetti.
Il progetto, invece, di un nuovo piano regolatore in provincia di Gorizia sarebbe viziato dalla inadempienza delle autorità competenti le quali non hanno effettuato le valutazioni strategiche di impatto ambientale prima di approvare questo nuovo piano. (fonte)
Oggi, 5 giugno 2008, è la Giornata Mondiale dell'Ambiente e nessuno dei media - almeno da quello che ho letto in giro - l'ha segnalato.
Ma forse è meglio così...
Come registrare le telefonate via Skype con Scx Tool
Non è detto che si tratti di uno di quei programmi assolutamente indispensabili, ma può capitare che si abbia la necessità di registrare una telefonata fatta via VoIP con Skype. Chi utilizza Windows grossi problemi non ne ha, in quanto il programma apposito si trova già in formato binario pronto per essere avviato (consiglio in proposito questa ottima guida di Salvatore).
Per chi invece utilizza Linux, come al solito la faccenda si complica un po', ma in fondo neanche tanto: basta seguire alla lettera alcuni passaggi. Nel mio caso, il programma l'ho installato su Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, il sistema operativo che utilizzo che è poi attualmente una delle distribuzioni più diffuse.
Come prima cosa occorre scaricare l'archivio compresso tar.gz del programma da qui. Una volta scompattato l'archivio ed estratta la cartella coi files del programma (naturalmente si dà per scontato che Skype sia già installato nel sistema) occorre aprire un terminale come utente root dando il comando
ed inserendo la relativa password. A questo punto è necessario inserire la seguente stringa, che consentirà di risolvere alcune dipendenze:
Si inserisce quindi, sempre da amministratore, la stringa
A questo punto occorre fare una piccola sostituzione all'interno dell'editor Gedit che si è nel frattempo aperto. Per la precisione occorre cancellare questa sequenza:
#ifdef Status
#error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status
#endif
e sostituirla con questa:
#ifdef Status
/** #error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status **/
#undef Status
#endif
Ecco fatto. Adesso si può salvare il tutto e chiudere l'editor di testo Gedit. Si entra quindi, sempre via terminale, nella cartella scx-recorder e si dà il comando
Se tutto è andato per il verso giusto, ci dovrebbe quindi essere un eseguibile chiamato con lo stesso nome della cartella, come si vede nell'immagine qui sotto. Doppio clic sopra ed ecco avviarsi la prima finestra di impostazioni del programma:

Da qui è già possibile fare alcune semplici regolazioni, tipo il formato audio in cui verrà salvata la conversazione e la cartella di destinazione dello stesso, che in caso si lascino le impostazioni di default sarà:
/home/[nome_utente]/Skype Records/
Finito. Da adesso in poi, ogni volta che si vorrà registrare una conversazione, sarà sufficiente avviare il programma, che solo per la prima volta dovrà essere autorizzato da Skype:

A questo punto, con una cliccatina sul pulsante rosso si avvierà la registrazione della conversazione...

...che verrà automaticamente salvata nella cartella indicata in fase di settaggio del programma, nel mio caso questa:

Per chi invece utilizza Linux, come al solito la faccenda si complica un po', ma in fondo neanche tanto: basta seguire alla lettera alcuni passaggi. Nel mio caso, il programma l'ho installato su Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, il sistema operativo che utilizzo che è poi attualmente una delle distribuzioni più diffuse.
Come prima cosa occorre scaricare l'archivio compresso tar.gz del programma da qui. Una volta scompattato l'archivio ed estratta la cartella coi files del programma (naturalmente si dà per scontato che Skype sia già installato nel sistema) occorre aprire un terminale come utente root dando il comando
sudo -i
ed inserendo la relativa password. A questo punto è necessario inserire la seguente stringa, che consentirà di risolvere alcune dipendenze:
apt-get install build-essential libqt4-core libqt4-dev libqt4-gui libasound2-dev skype
Si inserisce quindi, sempre da amministratore, la stringa
gedit /usr/include/qt4/QtCore/qtextstream.h
A questo punto occorre fare una piccola sostituzione all'interno dell'editor Gedit che si è nel frattempo aperto. Per la precisione occorre cancellare questa sequenza:
#ifdef Status
#error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status
#endif
e sostituirla con questa:
#ifdef Status
/** #error qtextstream.h must be included before any header file that defines Status **/
#undef Status
#endif
Ecco fatto. Adesso si può salvare il tutto e chiudere l'editor di testo Gedit. Si entra quindi, sempre via terminale, nella cartella scx-recorder e si dà il comando
./compile
Se tutto è andato per il verso giusto, ci dovrebbe quindi essere un eseguibile chiamato con lo stesso nome della cartella, come si vede nell'immagine qui sotto. Doppio clic sopra ed ecco avviarsi la prima finestra di impostazioni del programma:

Da qui è già possibile fare alcune semplici regolazioni, tipo il formato audio in cui verrà salvata la conversazione e la cartella di destinazione dello stesso, che in caso si lascino le impostazioni di default sarà:
/home/[nome_utente]/Skype Records/
Finito. Da adesso in poi, ogni volta che si vorrà registrare una conversazione, sarà sufficiente avviare il programma, che solo per la prima volta dovrà essere autorizzato da Skype:

A questo punto, con una cliccatina sul pulsante rosso si avvierà la registrazione della conversazione...

...che verrà automaticamente salvata nella cartella indicata in fase di settaggio del programma, nel mio caso questa:

(articolo liberamente ispirato a questo howto pubblicato da Khole8.wordpress.com)
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