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lunedì 14 settembre 2009

Annozero e tutti gli altri che (forse) verranno

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.


Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d'inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

Io ho tendenzialmente una visione positiva delle cose. Sono quello che si potrebbe definire un ottimista. Lo so, lo è anche qualcun altro di nostra conoscenza, vabbè... Comunque, in ossequio a questo mio modo di approcciarmi alle cose, tendo a interpretare quanto sta accadendo in questo periodo in certi ambienti della Rai come un disguido. E' vero, c'è già chi parla di censura, di pressioni occulte per tentare di impedire la messa in onda di alcuni programmi scomodi, ma, come dicevo, penso che sia una visione forse troppo pessimista degli eventi. O almeno lo pensavo inizialmente. Ma cos'è che sta succedendo?

Da un certo periodo di tempo sono pronti in Rai gli spot pubblicitari per reclamizzare l'imminente inizio della nuova stagione di Annozero, il noto programma giornalistico di Michele Santoro. Il problema è che questi spot, qui in alto ne avete appena visto uno, non vengono trasmessi dalla Rai. Perché? Mistero. Il primo pensiero è appunto quello del disguido. Poi, il 9 settembre scorso, sul sito di Annozero Michele Santoro ha pubblicato l'appello che ho citato qui sopra. Da lì in poi, ovviamente, internet ha fatto il resto e attualmente questi spot, in televisione tuttora bloccati, sono tra i più visti in rete. La pentola è scoperchiata e della vicenda ha cominciato a interessarsi anche la stampa. Il Corriere, ad esempio, solo per citarne uno, ha pubblicato un interessante articolo che racconta la vicenda: la mancata messa in onda, l'appello di Santoro alla rete perché veicoli i messaggi promozionali bloccati in Rai e la lettera che Santoro spedisce al direttore della Rai per chiedere chiarimenti: in primis il motivo di tale blocco, e poi i motivi per cui i contratti di molti addetti impegnati nella trasmissione sono ancora bloccati (tra i quali quello di Travaglio).

Venerdì 11 settembre, sempre sul sito di Annozero compare quest'altro mesaggio, sempre a firma Santoro:

Cari amici, sono Michele Santoro. Voglio ringraziare tutti voi per aver fatto circolare su Internet gli spot che annunciano il ritorno di Annozero. Grazie a voi questi spot sono diventati un vero e proprio caso mediatico su Youtube e su Facebook con quasi 130mila viste. E le statistiche sono in continua crescita.
Ciò nonostante la Rai insiste a non volerli mandare in onda. Continuate ad aiutare me e il mio gruppo a diffondere il nostro messaggio!
L’appuntamento con Annozero rimane comunque per Giovedì 24 Settembre alle 21.00 su Rai Due.

Insomma, la trasmissione dovrebbe andare in onda regolarmente a partire dal 24 settembre, ma dei famosi spot ancora nessuna traccia. Repubblica, ancora l'8 settembre scorso scriveva:

A due settimane dalla partenza di AnnoZero, nessuno dei contratti dei collaboratori del programma è stato ancora firmato. Compreso quello di Marco Travaglio, uno dei nomi di punta del programma di Rai 2. Per questo Michele Santoro, che conduce la trasmissione, ha scritto una lettera al direttore generale della Rai, Mauro Masi e al direttore di Raidue, Massimo Liofredi. Santoro ricorda come gli spot non siano ancora partiti e sottolinea che "non intende rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono". Un chiaro riferimento alla sentenza con cui Santoro è stato reintegrato alla Rai.

Per Santoro, "una simile situazione non si è mai verificata da quando lavoro in televisione, né era mai accaduto che obiezioni e perplessità in materia editoriale si presentassero sotto forma di impedimenti burocratici. Perché questo modo di fare non può che minare l'autonomia dell'azienda e le sue finalità produttive".

Il giornalista parla poi di "ripetute assicurazioni" avute dai vertici Rai, ma nonostante questo "la situazione non è sostanzialmente cambiata". Anche perché, a quanto scrive Santoro, quello di Annozero non è un caso isolato. "Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Rai 3, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda".

Come? Altri programmi stanno incontrando gli stessi ostacoli di Annozero? Una veloce googlata e si scopre che è vero, Annozero non è l'unico programma in difficoltà da questo punto di vista. Pure Report, la trasmissione di inchiesta di Raitre per la quale tempo fa ebbi a dire che è forse l'unica per la quale vale la pena pagare un canone, pare infatti avere qualche problemino. E non un problemino di poco conto; la Rai pare infatti intenzionata a togliere la tutela legale ai giornalisti che realizzano le inchieste per il programma. Scriveva La Stampa il 9 settembre scorso:

La trsmissione di inchieste Report rischia di restare senza copertura legale. «E' stata manifestata apertamente dalla Rai l’intenzione di toglierla - dice la giornalista Milena Gabanelli - e non capisco perchè, visto che finora non abbiamo perso una causa. Mi auguro che a breve il segnale sia chiaro, in un senso o nell’altro».

Penso che non sia difficile immaginare che sarebbero ben pochi i giornalisti che continuerebbero a lavorare per la trasmissione in assenza di questa garanzia fornita dalla Rai. Report, come ben sa chi la segue, è una di quelle trasmissioni che non le manda a dire, come si dice, che scava, porta documenti, mette il naso in faccende scomode, e che per questo è più che ovvio che attiri grane su grane. Pensate davvero che sia possibile mettere in piedi una trasmissione del genere senza la certezza di avere una adeguata copertura legale contro le cause spesso pretestuose intentate dai potenti?

Insomma, due delle trasmissioni più scomode, di quelle che fanno informazione senza bavaglio, si trovano con parecchi bastoni tra le ruote. A queste si può aggiungere anche Chetempochefa, il noto programma di Fabio Fazio. Anche questo pare avere qualche bega. Insomma, questa è la Rai che qualcuno forse vorrebbe che fosse nell'era di Berlusconi. E forse la risposta di tutto, sempre che non ve la siate già data da soli, sta tutta tutta in queste poche righe di Repubblica di venerdì scorso:

Un editto soft, una goccia cinese che scava la roccia fino all'obiettivo finale: addomesticare la Gabanelli, Fazio, la Littizzetto, Bertolino, "Parla con me", ridimensionare, cancellare forse. Silvio Berlusconi l'ha anche detto: quei programmi di Raitre non mi piacciono.

Ora, sgombriamo il campo da equivoci. Santoro, come ho già scritto in altre occasioni, non è che mi stia eccessivamente simpatico, ma qui non è questione di simpatie o antipatie, è questione che c'è qualcuno nelle alte stanze che forse si sta adoperando per cercare di imbavagliare certi programmi o ammorbidire certi giornalisti. Questa è la cosa antipatica e fastidiosa, e per quel che mi riguarda sarebbe fastidiosa anche nell'assurda ipotesi che vittima di tali oscure operazioni fosse il tg4. Perché la censura, da qualsiasi parte venga e verso chiunque sia rivolta, è sempre sinonimo di sopraffazione, di ingiustizia e di ignoranza. Tanto più nell'era di internet, come dimostrano i video di Annozero in circolazione in rete. Da ieri, nella colonna qui a fianco in cui di solito inserisco i clip interessanti che trovo in rete, ho messo uno di quelli promozionali censurati dalla Rai, e lo terrò lì fino al 24 settembre, o almeno finché la Rai stessa non si deciderà a metterli in onda.

Non cambierà niente, intendiamoci, ma tutte le volte che c'è da fare qualcosa per aggirare una stupida censura, io nel mio piccolo ci sono.


Aggiornamento 18,15.

Michele Santoro, tramite i suoi avvocati, ha scritto una lettera ai vertici della Rai. Qui il testo.

venerdì 12 marzo 2010

Sentenza del Tar. Tornano Porta a Porta e Annozero?

Mi pare che mai come in questo periodo il Tar sia al centro della cronaca. Prima a causa delle sue sentenze sul pasticciaccio delle liste - alcune riammesse, altre escluse, ecc... - e ora per la sentenza, che è proprio di poco fa, con cui in sostanza ha certificato l'illegittimità del provvedimento che, interpretando in modo eccessivamente restrittivo la legge sulla par condicio, ha oscurato tutte le trasmissioni di approfondimento giornalistico (Annozero, Porta a Porta, Ballarò, ecc...) fino alle elezioni. Certo, a chi non si interessa di politica e informazione questa sentenza non dirà granché, ma il fatto che per legge si oscurino trasmissioni di informazione, proprio come accade nei regimi dittatoriali, e oltretutto proprio nel periodo in cui chi va a votare ha più interesse a sapere i fatti, mi pare sia una cosa che va al di là del mero interesse o meno per la politica.

Per adesso la sentenza del Tar riguarda solo le emittenti private e non la tv di stato, ma non è difficile prevedere che pure la Rai con questa sentenza dovrà comunque fare i conti, se non altro per la situazione di palese disparità che si viene così a creare nei confronti delle emittenti private. Nello specifico, comunque, "Il Tar del Lazio, accogliendo la richiesta di sospensiva di Sky e Ti Media, ha di fatto bloccato l'articolo del regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (gemello di quello della Vigilanza per la Rai) nel quale si chiedeva una normativa così stringente per i talk show, da portare al loro stop nell'ultimo mese di campagna elettorale".

C'è da dire, a margine, che molti giornalisti televisivi non sono comunque rimasti con le mani in mano, ma si sono dati da fare utilizzando il web, il tanto vituperato web. E' partito ieri Mentana con la sua Mentana Condicio, una vera e propria trasmissione televisiva in diretta streaming trasmessa dal sito del Corriere (oggi alle 16 si replica con Di Pietro). Prima di lui erano già partiti quelli de Il Fatto Quotidiano col loro Telebavaglio. Pure Annozero ha in programma una puntata, il 25, a pochi giorni dalle elezioni, fatta interamente via internet. Sta a vedere che alla fine il bavaglio all'informazione voluto dal centrodestra ha avuto come effetto quello di far (ri)scoprire a politici e giornalisti la rete - intendiamoci, non è detto che sia un bene.

A proposito di censura, vale la pena segnalare quello che per adesso è solo un piccolo scoop, ma che potrebbe ben presto diventare qualcosa di più. Sarebbero venute fuori, infatti, alcune intercettazioni che coinvolgono il premier, Minzolini e tale Innocenzi, membro dell'Agcom. Argomento? Naturalmente chiudere Annozero (qui il Fatto e qui Repubblica).

giovedì 24 settembre 2009

Riflessioni su come si fa certa tv

Come sapete - avevo già scritto qualcosa qui - quest'anno alcuni dei maggiori programmi di informazione delle reti Rai hanno avuto grossi problemi a partire con la normale programmazione invernale (i casi più eclatanti Annozero e Report). La querelle sul programma di Santoro, ad esempio, è già da un bel po' che si trascina e francamente comincia anche a stufare. Inizialmente si parlava di strani ritardi nella definizione dei contratti di collaborazione di molti addetti allo staff tecnico, e non solo, della trasmissione. Poi via via la cosa pare essersi ristretta al solo contratto di Travaglio, il quale contratto avrebbe dei problemi a causa delle sanzioni in cui potrebbe incorrere la Rai qualora si ravvisassero nelle "performance" del giornalista elementi in contrasto con la definizione di servizio pubblico, soprattutto per quanto riguarda la completezza e l’imparizialità dell’informazione.

Alla fine, comunque, stasera la trasmissione pare che si faccia, e con la partecipazione del giornalista, anche se probabilmente solo in qualità di ospite visto che alla definizione di questo bendetto contratto ancora non si è arrivati.

Quello che lascia un po' perplessi, alla fine, sono comunque le parole del direttore generale della Rai, Mauro Masi, dette in commissione vigilanza Rai sul caso Annozero. Vale la pena riportarle.

"...il servizio pubblico deve essere un servizio plurale, deve rispettare la pluralità dei cittadini. Nel corso della mia vita professionale, osservando la situazione sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna, non ho mai visto che reti del servizio pubblico facciano programmi contro. Le inchieste si devono fare trasparenti e secondo le regole. Non si fanno trasmissioni politiche contro. L'apriori va contro il servizio pubblico. Se c'è un'evasione del canone Rai al 30% vuol dire che, oltre alle cause tecniche, c'è una parte del Paese che non si riconosce nel prodotto Rai. E questo è un fatto".

Visto che queste parole le ha pronunciate a margine della discussione sul caso Annozero, è fuor di dubbio che abbia voluto riferirsi proprio a questa trasmissione. Due cose mi lasciano perplesso: la definizione di "programmi contro" (con evidente riferimento al governo) invece di programmi di informazione; l'evasione del canone valutata attorno al 30% anche a causa di "una parte del Paese che non si riconosce nel prodotto Rai". Anche qui il riferimento è evidentemente ad Annozero. Chissà se Masi ha mai preso in considerazione l'idea che in quel 30% ci sia magari qualcuno che non ne vuole sapere di pagare lo stipendio a Bruno Vespa...

giovedì 4 febbraio 2010

Liveblogging su Annozero via Facebook

La puntata di stasera di Annozero è una di quelle che mi sembrano particolarmente interessanti. L'argomento - e come poteva essere diversamente? - è naturalmente il legittimo impedimento, appena passato alla Camera e in procinto di essere discusso (sapete com'è, c'è un po' di urgenza) al Senato. Da Santoro ci saranno il "deus ex machina" della maggior parte delle leggi ad personam fatte per il cavaliere, Niccolò Ghedini, assieme a De Magistris, il giornalista del Corriere Felice Cavallaro e Giorgio Bocca in collegamento.

Sulla pagina Facebook di Annozero si farà un po' di liveblogging. Se avete voglia ci si vede lì.

giovedì 18 marzo 2010

Il quartier generale racconta/5



Il Giornale e Libero questa mattina aprono all'unisono (che Feltri e Belpietro si siano telefonati, ieri sera?) con una notizia terrificante: qualcuno avrebbe organizzato un attentato per uccidere Berlusconi. Chi era quel qualcuno? Mah, non si sa. Qualche indizio potrebbe venire dalla prima pagina di Libero; l'immagine qui sopra purtroppo è in bianco e nero, ma l'originale in edicola ha lo sfondo dietro a Berlusconi di colore viola. Non può che trattarsi, quindi, di un appartenente alle famigerate brigate della morte che fanno capo al popolo viola. Ecco il motivo per cui Berlusconi telefonava all'AgCom; mica per far chiudere Annozero & c., ma va là: era per confessare a Innocenzi il suo timore per il possibile attentato.

Ma ecco alcuni passi del Giornale: "Altro che chiusura di Annozero, altro che intercettazioni col «botto». Di esplosivo c’è ben altro nell’inchiesta di Trani. Nel tentativo di dimostrare le indebite pressioni di Silvio Berlusconi sul membro Agcom Giancarlo Innocenzi, il pm è costretto ad allegare un’intercettazione agghiacciante del novembre scorso. Nella quale il premier, stanco del clima di odio e delle trasmissioni televisive che lo alimentano, rivela al suo interlocutore di essere stato oggetto di un progetto d’attentato con un’autobomba a Roma". Ecco la verità che è finalmente venuta a galla: Annozero va chiuso mica perché parla di Mills, D'Addario, Spatuzza, crisi economica e compagnia bella, argomenti rigorosamente censurati dappertutto, ma perché alimenta l'odio, e per lui che è il capo del partito dell'amore questa cosa è intollerabile. Dice poi Berlusconi a Innocenzi: "Ecco io farei così, io ho parlato con il direttore Masi e con tutti i nostri uomini, perché ho fatto uno studio sulle televisioni europee, non c’è nessuna televisione europea in cui ci sono questi pollai. E allora perché noi dobbiamo avere queste fabbriche di fango e di odio". A parte la baggianata dei pollai, la domanda vera che bisognerebbe porsi è se ci sia qualche altro paese europeo (o del mondo) dove il capo del governo è anche padrone della quasi totalità del sistema televisivo privato e gestisce indirettamente pure gran parte di quello pubblico. Sarebbe interessante consultare il famoso studio europeo di cui parla il Giornale per saperlo, ma naturalmente la risposta la sappiamo già.

"E allora non si può più vedere i Di Pietro che fanno quella faccia in televisione...". Eccolo là, Berlusconi è sicuro: l'ondata di odio che pervade ogni angolo della penisola viene da Di Pietro e dalle apparizioni del suo brutto muso in televisione. Se questa emerita cretinata avesse anche solo un minimo di fondamento bisognerebbe togliere dal video anche la Russa, a questo punto. A meno che uno che dice per tre volte in tv, rivolto ai giudici europei sulla nota vicenda del crocifisso, "possono morire!" sia considerato un messaggero d'amore e di ogni bene. E a questo punto si potrebbe tranquillamente censurare dalla tv uno come Brunetta, che coi suoi "la sinistra vada a morire ammazzata", e altre lodevoli espressioni in perfetto Dolce stil novo, fa sicuramente buona compagnia a la Russa nel novero dei messaggeri d'amori appartenenti al Pdl. Ma questi non fanno testo, la pietra dello scandalo è Di Pietro. Punto.

Naturalmente quelli del Giornale si guardano bene dal riportare anche la parte di intercettazioni in cui Berlusconi dice: "Dovete aprire il fuoco, non solo su Santoro, apritelo su tutte le trasmissioni di questo tipo. Quello che adesso bisogna concertare è che l'azione vostra sia un'azione che consenta alla Rai per dire 'chiudiamo tutto'". Ma la scelta del Giornale tutto sommato è comprensibile. Qualche lettore potrebbe infatti incautamente pensare che l'espressione "aprire il fuoco" stoni un pochino nella bocca di chi aspira ad ascendere alla destra del padre e ha pure fondato il partito dell'amore. E quindi evita accuratamente di riportarla.

Il Giornale, poi, ci delizia, sempre dalla prima pagina, con un altro bell'articolo dal titolo: "15 motivi per andare in piazza sabato". Si riferisce ovviamente alla manifestazione del Pdl di sabato prossimo a Roma. Ne cito alcuni perché sono veramente simpatici. "Per tutelare la democrazia da aggressioni extrapolitiche". Bella questa; un buon spunto per la sinistra. La prossima volta che andrà in piazza, infatti, potrà mettere tra i motivi "per tutelare la democrazia da aggressioni politiche", visto che Berlusconi è - ahimé - un politico e aggredisce regolarmente magistratura, Consulta, Quirinale, Parlamento, ecc... "Perché dietro Berlusconi non c’è un regime, ma una maggioranza. In democrazia si pesano i voti". Sì, di solito nei paesi normali è così. L'unica cosa che bisognerebbe verificare, e qui purtroppo non potremo mai accertarlo, è quanto influiscano sul "si pesano i voti" 20 anni di lavaggio del cervello televisivo sulle note di "Per fortuna che Silvio c'è" e simili. "Per dare un volto a questa maggioranza". Ecco, questo lo condivido. "Perché non si vive di solo antiberlusconismo. E la manifestazione del Pdl forse aiuta chi, nel centrosinistra, ne è cosciente". Che si riferiscano a D'Alema e ai suoi tre lustri di inciuci col cavaliere? "Perché il popolo non ha colore. Secondo la vulgata gli elettori di centrodestra sono solo telespettatori". Mi pare che sia un dato di fatto. "Perché non si vince permettendo agli altri di non votare". Se Milioni sta fuori a mangiare panini e sette sentenze tra Tar e Consiglio di Stato hanno certificato la non validità delle liste, con chi se la prendono?

"Anche perché molti potrebbero cedere alla tentazione di cercare vittorie a tavolino, ogni volta che si vota". Perfettamente d'accordo. Pensate se ogni volta che una lista viene esclusa, al relativo partito venisse voglia di farsi un decreto interpretativo. "Perché gli elettori del Pdl sono stufi di tribunali in piazza". Comprensibile. D'altra parte il loro capo nei tribunali normali non si fa vedere, non restano che quelli in piazza.

giovedì 16 aprile 2009

Annozero, cadono le prime teste

Dopo alcuni giorni di riunioni e consultazioni in casa Rai, sono arrivati i primi provvedimenti a carico di Santoro e soci per la trasmissione Annozero andata in onda giovedì scorso, e cioè l'obbligo per il conduttore di mettere in piedi una puntata "riparatrice" e la sospensione del vignettista Vauro a causa di alcune vignette mostrate in trasmissione.

In particolare, la vignetta di Vauro che, almeno stando a quanto riporta La Stampa, gli è costata la sospensione sarebbe questa:



Ognuno, com'è naturale che sia, ha una propria sensibilità e un proprio modo di vedere e interpretare le cose. Vauro è stato sospeso perché questa vignetta, secondo i vertici Rai, avrebbe leso i sentimenti di pietà dei defunti. A me sinceramente non sembra; evidentemente sono anch'io senza pietà. Anzi, mi pare una motivazione pure un tantinello ipocrita messa lì per tentare di giustificare un provvedimento che sa molto di censura. Ma, come al solito, si tratta di una mia impressione.

Piuttosto, quello che ho trovato curioso, e per certi versi anche abbastanza divertente, è la questione della puntata riparatrice. Santoro, infatti, dovrà fare in modo che "sin dalla prossima puntata di Annozero siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall'Abruzzo". Ma cos'è, una presa in giro? Cosa dovrebbe fare quindi, mandare in onda altrettanti servizi in cui si dice che la macchina dei soccorsi è stata perfetta?

Sapete cosa mi ha fatto venire in mente questa cosa? Avete presente quando si va dal prete a confessarsi e in base alla gravità di quello che si è combinato ci si becca la penitenza (di solito una sequela più o meno lunga di Pater Ave Gloria da recitare)? Ecco, più o meno la stessa cosa.

Naturalmente, dopo Santoro, aspettiamo che i vertici Rai prendano provvedimenti contro altre vergogne, queste a mio avviso molto più gravi, di cui si è macchiata l'informazione di stato.

venerdì 26 marzo 2010

Il quartier generale racconta/10


Difficile immaginare che il Giornale potesse aprire in altro modo. Come probabilmente avrete letto, e magari l'avete anche seguita, ieri sera è andata in onda, non in tv ma sul web, la versione internettiana di Annozero: Raiperunanotte, che tra l'altro pare aver avuto un ottimo successo. Poteva il Sallusti non commentare, ovviamente a suo modo, la serata? No di certo. Vediamo un po' con cosa ci ha deliziato quest'oggi.

"Ci siamo liberati si Santoro", titolone a tutta pagina. Se uno non prosegue nella lettura dell'articolo, la prima cosa che pensa è che Sallusti abbia bevuto, visto che forse mai come ieri sera la trasmissione ha avuto tanta pubblicità e richiamo. Vabbé, andiamo avanti. "Per la prima volta i cittadini non hanno pagato per il suo show". Beh, io ho pagato. Per la precisione 2,50 € via PayPal per sostenere la trasmissione, e lo rifarei volentieri ogni giovedì se servisse a evitare le menate di Sallusti e ad assicurare tre ore di spettacolo, divertimento e informazione. Ma lasciamo perdere il sottotitolo e buttiamoci sull'articolo. "Annozero è finalmente senza lacci, ma anche noi lo siamo. Liberi di non versare a Santoro 700.000 euro l'anno per farci insultare". Sallusti naturalmente si riferisce al versamento del canone da parte degli utenti che serve anche a pagare lo stipendio a Santoro. Dimentica però un paio di cose: (1) col canone non si paga solo lo stipendio a Santoro, ma anche a Bruno Vespa. Se permettete preferisco finanziare lo stipendio di Santoro, o magari della Gabanelli e del suo Report piuttosto che quello di Vespa. Certo, se uno si diverte di più coi plastici di Cogne in studio o vedendo un conduttore genuflettersi sistematicamente davanti al potente di turno, per di più evitando accuratamente di fare domande scomode, liberissimo, ognuno ha i suoi gusti. (2) Sallusti evita accuratamente di dire che Annozero potrebbe benissimo andare in onda anche se non ci fosse il canone, visto che gli altissimi ascolti di ogni giovedì consentono di coprire i costi della trasmissione con i soli sponsor (e ce n'è anche d'avanzo).

"Ci siamo liberati della libera faziosità pubblica", prosegue poi il Sallusti. Pensate cosa arriva a dire, a proposito di faziosità, chi ha come direttore quel Feltri appena sospeso dall'albo dei giornalisti per 6 mesi per tutte le balle raccontate su Boffo. Vabbé, alla prossima puntata.

mercoledì 30 dicembre 2009

A molta gente, nonostante tutto, piace informarsi

Chi l'ha detto che le persone non si interessano a quello che succede nel nostro paese? Dove sta scritto che le italiche genti si azzuffano solo quando è ora di mettersi in coda per il cinepanettone? L'anno vecchio che se ne sta andando annovera tra i suoi bilanci anche quello della stagione televisiva appena trascorsa, e si scopre così che tra le trasmissioni più seguite non ci sono solo isole, fattorie, fratelli e idiozie correlate, ma un posto di rilievo lo occupano pure le cosiddette trasmissioni di approfondimento politico e di attualità.

Alcuni dati li ha riportati ieri Repubblica in questo articolo, dove si scopre, dati auditel alla mano, che tra le trasmissioni più seguite ci sono Annozero, Ballarò e Porta a porta. Intendiamoci, si tratta molto spesso di trasmissioni caratterizzate da urla, strepiti e azzuffamenti verbali piuttosto sgradevoli, tutta roba che non sfigurerebbe affatto al confronto di certe zuffe all'interno della casa, ma il tutto è controbilanciato dal fatto che molte cose che vengono raccontate non si leggono facilmente altrove - i motivi sono noti.

D'altra parte è probabilmente il forte seguito che hanno queste trasmissioni il motivo principale degli innumerevoli "imprevisti" strani che si sono verificati, in particolar modo quest'anno, al momento della partenza (ricordate, solo per citarne alcuni, la questione del contratto di Travaglio ad Annozero, della copertura legale di Report della Gabanelli, i problemi sempre di contratto per Fazio e il suo Chetempochefa?). Adesso è abbastanza chiaro il motivo. Queste trasmissioni sono nonostante tutto molto seguite, raccontano fatti che in genere sono sistematicamente censurati dal restante planetario dell'informazione allineata e quindi danno fastidio. E' stato lo stesso Cicchitto, se ricordate, all'indomani dell'aggressione a Berlusconi, a indicare espressamente Annozero come uno dei mandanti morali del clima di odio che avrebbe portato il Tartaglia all'insano gesto. Eh sì, perché da noi, per uno strano gioco di manipolazione di parole e di concetti, l'informazione è considerata semplicemente "terrorismo mediatico".

sabato 18 settembre 2010

Annozero, stessa storia dell'anno scorso

L'anno scorso, sempre in questo periodo, ho scritto più di un post sui tentativi messi in atto dalla Rai (su ordini superiori) di boicottare la trasmissione di Santoro.

Quest'anno mi risparmio la fatica, ma il copione è pressoché identico. Niente di grave, intendiamoci. Succede in ogni paese in cui il capo di governo controlla gran parte delle tv del paese medesimo.

Comunque, per la cronaca, Annozero dovrebbe iniziare regolarmente (anche se la Rai per ora non manda in onda gli spot pubblicitari) il prossimo giovedì.

giovedì 5 febbraio 2009

Genchi va ad Annozero: bisogna fermarlo!

Ormai è praticamente cosa fatta. Come si legge anche sul sito ufficiale della trasmissione, questa sera Gioacchino Genchi sarà ospite di Santoro per dire la sua verità. Di Gioacchino Genchi, consulente informatico di molte procure italiane (da ieri indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy), ho già parlato e quindi non mi dilungo. E sono molti quelli che in questi ultimi giorni ne hanno parlato, compreso il premier, secondo cui sarebbe il responsabile del più grande e imminente scandalo dell'Italia repubblicana.

La notizia che il super perito andrà in tv a raccontare come stanno realmente le cose, ha ovviamente messo in fibrillazione il mondo politico, in particolare il centrodestra, che ovviamente non vede di buon occhio il rischio che alcuni milioni di spettatori vengano a sapere una cosa diversa rispetto a quello che i media tutti hanno dato da intendere in questo ultimo periodo. E, infatti, un paio di esponenti proprio della coalizione del cavaliere si sono già messi all'opera in tal senso, chiedendo, in una nota congiunta al neoeletto presidente della commissione vigilanza Rai, Sergio Zavoli, di intervenire.

A mio giudizio vale la pena dare un'occhiata a questa puntata di Annozero (e non certo per Santoro), in quanto - almeno da quanto sembra - l'argomento sarà il recente disegno di legge sulle intercettazioni, tema che come sapete sta molto a cuore al cavaliere. Anche sulle intercettazioni non mi dilungo, avendone parlato già quasi fino alla nausea. Ribadisco solo che probabilmente non c'è mai stato argomento rispetto al quale si sono raccontate una montagna altrettanto grande di balle, e proprio per indorare la pillola di una riforma che altrimenti sarebbe stata difficilmente digeribile dall'opinione pubblica.

E infatti il disegno di legge attualmente all'esame della Camera, nonostante gli ultimi emendamenti che apparentemente sembrano non voler sconquassare più di tanto le impostazioni e l'impianto originale, va proprio in un'unica direzione: togliere le intercettazioni e basta, come spiega bene il magistrato Bruno Tinti dal suo blog.

Intercettazioni che hanno ieri indotto Antonio Di Pietro a rivolgere una richiesta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: quella di interrogarsi sulla costituzionalità o meno di questo provvedimento prima di firmarlo. A tal proposito è interessante notare come questa semplice richiesta abbia scatenato le ire di molti esponenti del Pdl, tra i quali spicca Capezzone, che hanno parlato di intimidazioni da parte di Di Pietro nei confronti del Capo dello Stato, come se a lui non si potesse rivolgere una semplice richiesta. Ma la politica ci ha abituato (e assuefatto) a questa ed altre cose.

Per quel che mi riguarda, mi sento di concordare con quanto dice Marco Travaglio nel breve filmato che trovate qui sotto, il quale spera che la bozza di legge non venga fatta più oggetto di nessun emendamento migliorativo. Per il semplice fatto che correrebbe il rischio di essere approvata. Così com'è adesso, invece, è talmente controversa, scritta male, ambigua, criminogena addirittura, che anche se dovesse essere approvata da Napolitano verrebbe probabilmente bloccata dalla Consulta.

Speriamo bene.


martedì 23 marzo 2010

Il quartier generale racconta/8


Il Giornale oggi parte all'attacco. Di chi? Ma di Santoro e Travaglio, ovviamente, che diamine! E' una costante, fateci caso: quando non si hanno più argomenti per attaccare gli avversari si mette in piazza quanto guadagnano - se siete forti di stomaco l'articolo di Feltri è qui. Ma perché questo attacco? In fondo Annozero è chiuso per censura fino alle elezioni, che bisogno c'era di muovere i reggimenti? Beh, il motivo è semplice. Santoro e soci hanno trovato il modo di aggirare la censura utilizzando - pensate un po' - la rete. E grazie quindi a una miriade di siti internet, blog, radio e piccole reti locali, giovedì sera saranno regolarmente in onda e visibili in streaming via internet su ogni computer collegato alla rete. E siccome la voce si sta spandendo - stamattina ne parlavano quasi tutti i quotidiani - e ci sono serie possibilità che questa puntata "clandestina" di Annozero faccia gli stessi ascolti della normale versione tv, gli house organ non potevano restarsene con le mani in mano, impotenti, con travaso di bile in corso. Ecco quindi l'attacco.

Non la tiro per le lunghe, oggi. Mi limito a segnalare un interessante (e spassoso) articolo, a forma Giancarlo Perna, dal titolo emblematico - lo vedete qui a fianco. Voi sapete che Obama, dopo poco più di un anno che è alla guida dell'America, ha realizzato una delle più importanti riforme promesse in campagna elettorale: la riforma sanitaria. Il povero Perna, interpretando probabilmente i pensieri di molti berluscones, ammette che "Obama è stato il più veloce a mantenere le promesse" e si chiede come mai a Berlusconi questi miracoli non riescono. Ovviamente il Perna non si rende conto che il solo paragone tra i due personaggi è improponibile e rasenta il ridicolo. Da una parte un presidente, Obama, che pur essendo vistosamente sceso nei sondaggi è andato avanti a testa bassa con quello che voleva fare realizzandolo in poco più di una anno; dall'altra, qui da noi, un mezzo zoticone che è dal '94 che promette mari e monti senza essere mai riuscito a fare un tubo. Ah no, dimenticavo, anche a lui qualcosa è riuscito: il lodo Alfano. Peccato che la Corte Costituzionale gliel'abbia mandato al macero.

Pianeti (e presidenti) diversi.

sabato 26 settembre 2009

Notizie in pillole (29)

Brunetta e le norme "sparite". Piccolo giallo intorno ad alcune delle norme fortemente volute dal sanguigno Brunetta nella sua eterna lotta agli sprechi e ai fannulloni di stato. Repubblica scriveva ieri che "è stata silenziosamente abrogata con un decreto legge pubblicato l'1 luglio (poi diventato la legge n.102/2009) la normativa 'antifannulloni' varata l'anno scorso dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che prevedeva disposizioni penalizzanti per gli impiegati pubblici, tra le quali indennità di malattia ridotta, e fascia di reperibilità per i dipendenti in malattia estesa praticamente a tutta la giornata (con un'unica 'ora d'aria' dalle 13 alle 14)." Il ministro non conferma - riconosce solo la modifica alle fasce di reperibilità - i sindacati sì (per ora). Vedremo gli sviluppi.

Non c'era un altro stalliere per Arcore? "Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza". E' piuttosto curioso che dopo più di 30 anni un procuratore si decida a dire al mondo, in una requisitoria pubblica, quello che è stato uno degli interrogativi che sotto sotto si sono posti tutti quelli che hanno seguito negli anni la vicenda dello stalliere di Arcore. Tutto questo nell'imminenza della sentenza d'appello del processo a Marcello Dell'Utri, attuale senatore del Pdl e tra i fondatori dell'allora Forza Italia. Marcello Dell'Utri, ricordo, esce da una condanna a nove anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e fu quello che materialmente assunse Vittorio Mangano come stalliere nella tenuta brianzola di Berlusconi. Prosegue il procuratore nella sua requisitoria: "Ma davvero - si chiede il Pg - non fu possibile trovare in Brianza persone capaci di sovrintendere alla tenuta di Arcore? Davvero dall'estremo nord ci si dovette spostare a Palermo per trovare una persona che non conosceva la zona e le coltivazioni brianzole?" Bella domanda...

Ramadan e presunte balle della Santanchè. Ricordate l'aggressione denunciata dall'onorevole Santanchè qualche giorno fa? Beh, peacereporter.net ha messo online un video che racconta una storia un tantino diversa.



Se chi conta i disoccupati rimane... disoccupato. La cosa, se si esclude Santoro l'altra sera ad Annozero, è passata praticamente sotto silenzio: niente editoriali, niente prime pagine. Pure Repubblica si è limitato a infilare la notizia all'interno, tra le pagine dell'economia. Si tratta dell'Istat, il prestigioso istituto di rilevamento, che ha deciso dopo 7 anni di non rinnovare il contratto e lasciare quindi a casa 317 dipendenti co.co.co., guarda a caso specificamente addetti alle rilevazioni sul tasso di disoccupazione. Beh, apparentemente niente di strano, dirà qualcuno, il periodo è quello che è e quindi magari anche l'Istat ha deciso di riorganizzarsi un po'. Sì, apparentemente non c'è niente di strano. Reset-italia.net, però, fa notare una cosa piuttosto interessante: sia Tremonti che Scajola avevano già nel mirino l'Istat per i dati che diffondeva sulla disoccupazione. Ipotesi e giochetto di parole di Reset-italia.net: "esternalizzazione della rilevazione della disoccupazione sa tanto di ritorsione".

Facci su Feltri. Altra chicca andata in onda giovedì sera ad Annozero. Filippo Facci, firma di lunga data de Il Giornale, dice alcune cose di Vittorio Feltri, da poco insediatosi alla direzione dello stesso.

lunedì 13 aprile 2009

Santoro e le speculazioni televisive sul terremoto in Abruzzo

Come ho scritto alcuni giorni fa in un post precedente, questo terremoto passerà alla storia, oltre che per la sua gravità, anche per come certa informazione si è comportata nel raccontarlo. Quando le cose, più o meno, parevano però essersi un po' quietate, è arrivato il terremoto Santoro (foto) a guastare tutto, o almeno così dicono. E lo avrebbe fatto nella puntata di Annozero di giovedì scorso, 9 aprile 2009, in cui si parlava proprio della tragedia in Abruzzo.

Ora, devo fare una premessa: la trasmissione non l'ho vista, quindi faccio una breve riflessione basandomi su quello che ho letto in giro in questi ultimi due o tre giorni e sugli spezzoni di filmato presenti su YouTube. Lo so, potrei guardarmi la replica intera della trasmissione sul sito di Annozero, ma, sono sincero, non ne ho voglia. Oltretutto non sono un affezionato seguace di Santoro, la sua trasmissione la guardo solamente alcune volte quando tratta argomenti che mi interessano e quando non ho altro da fare. A dire la verità, poi, Santoro non è neanche che mi stia particolarmente simpatico. Sarà un bravo giornalista, per carità, niente da dire, ma è proprio una questione di pelle. Probabilmente questa sottile antipatia è dovuta al fatto, impressione personale, ovviamente, che lo trovo troppo schierato, troppo di parte. Lui ha una sua tesi e quella dev'essere: potrebbe quasi essere visto come una sorta di Emilio Fede al contrario.

Ma queste sono divagazioni mie, il punto è la trasmissione di giovedì scorso. Come dicevo, la puntata non l'ho vista, ma, da quello che si legge in giro, pare che tutto l'impianto su cui è stata costruita fosse quello di mettere in cattiva luce, diciamo così, l'operato della protezione civile, evidenziandone ritardi, negligenze e mancanze. E, a supporto di questa tesi, sarebbero stati messi in onda servizi come quello che vi ripropongo qui sotto.




Ora, per quello che può valere la mia impressione, io penso che davanti a tragedie di questo genere sia più che plausibile, anche se naturalmente difficilmente accettabile, che la macchina dei soccorsi non sia riuscita ad arrivare tempestivamente subito e in ogni luogo, mi sembra una cosa che ha oltretutto una sua spiegazione abbastanza logica. La valutazione, quindi, se proprio valutazione dev'essere, andrebbe fatta semmai sull'operato della protezione civile nel suo complesso, e proprio sotto questo punto di vista mi pare che le opinioni di tutti, addetti ai lavori e stampa di ogni schieramento, siano concordanti nel senso dell'ottimo lavoro svolto dai soccorsi.

Sia chiaro, nessuno nega che possono esserci stati anche disservizi e contrattempi, dovuti magari a problemi di organuzzazione o altro, ma imbastire una trasmissione intera su alcuni, pochi e specifici episodi, non mi pare sia segno di elevati standard di professionalità giornalistica e autorevolezza. Insomma, l'impressione è che si sia voluto utilizzare anche una tragedia di questo genere per dare contro al governo. Governo che, come è noto, non sta molto simpatico neppure a me, ma questo non ha niente a che vedere con la qualità o meno dei soccorsi. Anche perché, altrimenti, si sarebbe quasi obbligati a pensare che se al governo ci fosse ad esempio stato Prodi i soccorsi sarebbero stati impeccabili, il che è ovviamente una cretinata.

Queste sono le argomentazioni che avrebbero dovuto addurre Fini e Berlusconi quando hanno criticato la trasmissione, e non - questo l'ha detto Fini - cose come "Non si può speculare sulla tragedia come qualcuno ha fatto per trarre vantaggio per la sua audience," perché altrimenti avrebbe dovuto menzionare tutte le trasmissioni-avvoltoio che hanno costellato il panorama televisivo in questo ultimo periodo, compresi i telegiornali, alcuni dei quali si sono pure pubblicamente vantati dell'audience raggiunto alle spalle dei disgraziati che hanno perso tutto.

Ecco, in definitiva, diciamo che Santoro ha perso l'ennesima occasione per fare una trasmissione seria e professionale, e Berlusconi e Fini l'ennesima occasione per tacere.

mercoledì 17 marzo 2010

Il quartier generale racconta/4


Il principale "sparatutto" di casa Berlusconi - il Giornale appunto - apre oggi in maniera quasi scioccante: "Ecco le telefonate di Silvio". Uno dice: ma come, non ne hanno sempre dette di cotte e di crude contro le intercettazioni? E adesso che fanno, riportano quelle del premier? Beh, in effetti la cosa a prima vista appare abbastanza strana, ma una spiegazione c'è e si trova evidenziata nel cerchietto rosso: "Berlusconi non dice niente di sconvolgente". A dirlo è ancora una volta il buon Sallusti nel relativo articolo. E badate che sotto certi punti di vista ha anche ragione; a ben pensarci, infatti, se si sfoglia la storia giudiziaria del presidente del Consiglio, si vede chiaramente come questo tipo di telefonate non rappresentino niente di nuovo rispetto al suo normale modo di fare. Scrive Sallusti: "Due indagati, Giancarlo Innocenzi dell'Agcom e Augusto Minzolini, direttore del Tg1, interrogati dai pm di Trani negano di avere ricevuto minacce da Silvio Berlusconi per chiudere Annozero. Ai magistrati non basta, e non basta neppure che Santoro sia sempre andato in onda in piena libertà". Beh, sul fatto che Santoro "sia sempre andato in onda in piena libertà" mi pare che l'interessato abbia qualcosa da ridire, ma si sa che lui è un rompipalle brontolone. "Quindi non ci sono testimoni del presunto crimine, ma soprattutto non c'è il reato né parti lese o vittime". Ecco qua, il buon Sallusti, che evidentemente oltre a essere giornalista è anche magistrato, ha già fatto tutto da solo: non c'è il reato, non ci sono parti lese, non ci sono vittime, oggi non piove e stasera piadina e salsiccia. Alé! Lo dice lui, siamo a posto, che ci stanno a fare i magistrati quando c'è Sallusti? "Ma loro, i pm, non ci stanno ad accettare questa banale verità". Eh già, 'sti maledetti pm, sempre così ligi a quanto prescrive la Costituzione (vedi ad esempio l'obbligatorietà dell'azione penale) da non "accettare questa banale verità" che per Sallusti è quanto di più lampante ci possa essere.

"Ma i magistrati di Trani vogliono avere il loro momento di gloria e vanno avanti. Sanno che in ogni caso non possono tenersi l'inchiesta perché non sono competenti". Il magistrato Sallusti, nonostante l'indagine sia ancora nelle fasi preliminari e nessuno abbia ancora affrontato il capitolo della competenza territoriale, sentenzia già che Trani non è competente. Su cosa si basa per dirlo? Ecco pronta la risposta: "I fatti non li riguardano per nulla, ma proprio nulla. Berlusconi sta a Roma, Minzolini e Innocenzi pure. Annozero, come noto, non va in onda dalla Puglia ma dalla capitale. E allora? I magistrati, per non passare l'inchiesta-bufala a Roma, si attaccano al fatto che una telefonata di Minzolini parte dalla piazza principale di Trani e che quindi tutto è di loro competenza". Stavolta Sallusti ci ha preso. Pare infatti che la cella da cui è stata intercettata la telefonata di Minzolini sia proprio a Trani, ragion per cui i magistrati rivendicano la competenza territoriale dell'indagine. Naturalmente non conta niente il fatto che a Trani ci siano gli ispettori prontamente inviati da Alfano e che sono lì apposta per verificare anche questo; ma va là, l'ha già detto Sallusti, non si capisce perché Alfano non li richiami; che bisogno c'è di continuare a star lì a perdere tempo?

"Ieri il Csm ha infatti aperto un'inchiesta contro gli ispettori mandati a Trani dal ministro Alfano. Peccato che il governo stia esercitando un diritto previsto dall'articolo 107 della Costituzione". Questa è una balla colossale. Sallusti lo sa, forse quelli che leggono il Giornale no. Se infatti si va a leggere l'art. 107 della Costituzione, è facile accorgersi che l'unico riferimento alla vicenda di cui stiamo parlano è il comma che recita "Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare". Beh, cosa c'entra questo con l'inchiesta di Trani? Alfano mica ha mandato gli ispettori a Trani per punire qualcuno o per promuovere azioni disciplinari. Semplicemente, come spiega lui stesso, perché ravvisa alcune anomalie su alcuni aspetti dell'inchiesta e vuole vederci chiaro, tutto qua. Cosa c'entra l'art. 107 della Costituzione? Non si sa. Sallusti, piuttosto, sarebbe meglio che spiegasse ai lettori del Giornale che gli ispettori a Trani il ministro Alfano non poteva proprio mandarli. E non perché lo dico io che sono solo un umile blogger di campagna, ma perché lo spiega dettagliattamente un ex procuratore, uno che evidentemente di queste cose ne sa più di Alfano - di Sallusti neanche a parlarne. E' un po' tecnico ma ve ne riporto qui di seguito un estratto perché mi pare molto esplicativo.

Come tutti sanno, a Trani sono stati inviati gli ispettori. Il problema è che questo studente universitario [quello preso come esempio da Alfano, ndr] avrebbe potuto spiegare al ministro quanto segue. Le ispezioni ministeriali sono regolamentate dalla legge 1311/62 che (art. 7) le prevede al fine di accertare la regolarità dei "servizi", cioè l’organizzazione degli uffici giudiziari e l’adeguatezza delle risorse materiali e umane. Sicché, a norma di legge, l’attività giurisdizionale non c’entra proprio nulla con le ispezioni che hanno natura amministrativa. Per esempio, se un magistrato decide di incriminare B&C, questi sono affari del Tribunale della Libertà, del gip, del Tribunale, della Corte d’Appello e della Corte di Cassazione che, tutti nell’ordine e per quanto di loro competenza, stabiliranno con ordinanze e sentenze se chi indaga è competente a farlo e se ci sono prove valide (il che significa anche acquisite legittimamente) a sostegno dell’ipotesi di accusa.
Non è il ministro della Giustizia, nemmeno se si chiama Alfano [e neppure Sallusti, ndr], che può stabilire chi sia la procura territorialmente competente e se le intercettazioni telefoniche (o qualsiasi altro mezzo di ricerca della prova) siano state disposte legittimamente. Quanto alla fuga di notizie, non è il ministro della Giustizia che può svolgere indagini circa la sussistenza di un reato: questo è compito della Procura della Repubblica. (articolo integrale qui)

Ecco, se incontrate Salluti in giro, fate il favore di spiegarglielo. Ma tenetevi forte perché adesso arriva il finale: "Questa sì che è una minaccia [l'iniziativa del CSM, ndr], una intimidazione. Ma tanto a loro, chi li indaga?" Eh già, a loro chi li indaga? Chissà, forse qualcuno c'è, visto che il nostro paese ha il maggior numero di provvedimenti disciplinari inflitti dal CSM ai magistrati rispetto a tutti gli altri paesi europei. Ma vallo a spiegare a Sallusti (e ai lettori del Giornale).

L'articolo di Sallusti per fortuna finisce qui (peccato perché stavo cominciando a divertirmi). E torniamo quindi al famoso cerchietto rosso evidenziato sopra ("Berlusconi non dice nulla di sconvolgente"). Ovviamente, per rispondere, non si chiede certo a Sallusti di leggere Il Fatto o Repubblica (qui e qui). Però chi vuole realmente farsi un'idea lo può fare.

martedì 29 settembre 2009

Ancora su scudo fiscale e Rai

Quelli di Annozero devono averla fatta proprio grossa giovedì scorso. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che a quasi una settimana di distanza, in Rai, e anche fuori, ci si continui a scannare per cercare in tutti i modi di bloccare il programma. La cosa curiosa è che non si capisce bene cosa abbia fatto di male Annozero. Io ho visto gran parte della trasmissione e non mi sembra che ci siano stati insulti, attacchi premeditati o congiure di qualche tipo contro chichessia. Semplicemente sono andate in onda alcune cose che in Italia non sono mai state trasmesse riguardanti la vicenda Berlusconi-escort, vicenda di cui da mesi parlano tutti i giornali del mondo tranne quelli italiani.

Certo, si può discutere finché si vuole se sia il caso di insistere ancora su questa storia, se serva a qualcosa, se Santoro non la prenda a pretesto magari in maniera strumentale, ma questo, semmai, lo deciderà chi si trova davanti al video. E i risultati in termini di audience dimostrano che la vicenda, evidentemente, a qualcuno ancora interessa. E preoccupa non poco, se è vero che il governo, tramite il ministro Scajola, ha deciso di convocare i vertici della Rai per verificare se siano stati rispettati i termini del contratto di servizio. Una cosa che non ha precedenti nella storia televisivo/politica della nostra Repubblica, e che, cosa ancora più grave, è passata sostanzialmente inosservata.

La gravità dell'iniziativa sta nel fatto che il governo, per legge, non ha alcun potere sui vertici dell'azienda Rai, tantomeno quello di convocarli per verificare qualsiasi cosa. Questo potere, infatti, spetta in maniera esclusiva al Parlamento nella sua totalità, come espressione di rappresentanza di tutte le parti politiche e non solo di una.

A Scajola ha ribattuto Sergio Zavoli, presidente della Commissione di Vigilanza Rai. «L'iniziativa del ministro Scajola sorprende per la sua singolarità, non corrispondendo ad alcuna regola o prassi istituzionale, stabilendo inoltre un pericoloso precedente». Zavoli ricorda a Scajola che «organismi di controllo e di intervento su trasmissioni televisive del servizio pubblico sono la Commissione parlamentare di vigilanza e l'Agcom. Non si tratta di rivendicare competenze, bensì di evitare improprie invasioni di campo che avrebbero il risultato di inasprire ulteriormente polemiche già fin troppo inquinanti il clima politico italiano».

Bene, nell'indifferenza generale siamo arrivati a questo e nessuno, a parte qualche cane sciolto in rete o su qualche giornale di nicchia, dice niente.

Vi lascio qui sotto, riguardo a questo tema, l'intervento di ieri di Marco Travaglio, intervento in cui aggiunge anche alcune puntualizzazioni sullo scudo fiscale che sta per essere approvato dal governo e del quale ho già parlato in un precedente post.

Non so quanti siano in Italia - presumo comunque pochi - quelli che si rendono conto di come siamo messi.

venerdì 24 settembre 2010

Indipendentemente

Indipendentemente dal fatto che uno segua la politica o no; indipendentemente dal fatto che Santoro stia simpatico o antipatico; sapete qual è la cosa più gustosa di Annozero? Il fatto che per quasi tre ore, ogni giovedì, quelli del Pdl (Berlusconi compreso) si facciano un fegato così perché milioni di italiani sentono parlare di tutto quello che loro cercano in tutti i modi di tenere nascosto. :-)

p.s.
ieri sera Annozero ha fatto quasi 5 milioni di telespettatori nonostante il boicottaggio da parte della Rai degli spot pubblicitari.

sabato 13 marzo 2010

Notizie in pillole (45)

Tra aborto e pedofilia. Ogni volta che un esponente di chiesa apre bocca per rilasciare interviste o dichiarazioni è sempre più facile capire il pensiero e l'ideologia che sta alle fondamenta. L'altro giorno ne abbiamo avuto un luminoso esempio con l'intervista al Maestro Emerito e Perpetuo della Pontificia Cappella Sistina, il coro del Papa. Un'intervista che necessita di ben pochi commenti. Ieri, invece, ci ha deliziato dalle colonne del Messaggero tale monsignor Girotti, con una dotta e articolata disquisizione sull'evoluzione del peccato dall'antichità ai giorni nostri. Alcuni stralci dell'intervista.

E per quanto riguarda la pedofilia come si deve comportare un confessore che raccoglie la confessione di un pedofilo? Che consigli fornite?
"Un penitente che si è macchiato di un delitto simile, se è è pentito sinceramente, lo si assolve. E’ chiaro che dinnanzi a casi di persone consacrate soggette a disordini morali costanti e gravi (sottolineo, costanti e gravi) il confessore dopo aver, senza successo messo in atto tutti i tentativi per ottenere l’assoluzione consiglierà di abbandonare la vita ecclesiastica".

Ma il confessore può andare dall’autorità giudiziaria e denunciarlo?
"Assolutamente no. Il confessore non solo non può imporgli l’autodenuncia, ma non può nemmeno recarsi da un magistrato per denunciarlo. Romperebbe il sigillo sacramentale. Una cosa gravissima. Se lo facesse il confessore incorrerebbe nella scomunica ipso facto, immediata. E poi verrebbe meno pure la fiducia sacramentale che è una disciplina molto rigida da sempre". [...]

Perchè i confessori possono assolvere direttamente un omicidio o anche un abuso sessuale ma non possono assolvere una donna che ha abortito se non prima di avere ottenuto dal vescovo una dispensa speciale?
"L’aborto viene considerato un peccato riservato, diciamo speciale. Oltre all’aborto vi è la violazione del sigillo sacramentale, l’assoluzione di un complice e la profanazione dell’eucarestia. Nel caso specifico è chiaro che la Chiesa vuole tutelare al massimo la vita della persona più debole, più fragile, e cosa c’è di più inerme di una vita che è in divenire e non è ancora nata?".

Beh, ad esempio un bambino stuprato. Cioè, non so se è ben chiaro quanto afferma questo monsignore. Se un assassino o un pedofilo vanno a confessarsi si possono assolvere senza tante storie; se una donna confessa di aver abortito no, occorre una dispensa speciale perché "la Chiesa vuole tutelare al massimo la vita della persona più debole". Insomma, secondo la chiesa l'aborto è più grave della pedofilia. Ricordo sempre che siamo nel terzo millennio (ovviamente dal punto di vista del calendario).


Quando ci vuole ci vuole. Appassionato e accorato videomessaggio di Berlusconi, trasmesso ovviamente integralmente ieri dal fido tg4 di Fede: "Sabato 20 marzo scenderemo in piazza.Come dicono a Roma, quando ci vuole, ci vuole. E questa volta e' assolutamente necessario. Ora piu' che mai e' importante difendere la nostra liberta' e la nostra democrazia". Curioso che si appelli alla democrazia proprio quello che sta sistematicamente cercando di farla a pezzi. Ma lo sproloquio non è finito qui; eccone altri pregevoli estratti.

"Il gioco della sinistra e dei magistrati che usano la giustizia a fini di lotta contro il nemico politico è sempre più scoperto, sempre più pericoloso". Ma avete mai sentito un ritornello più stanco, stantio, ripetuto, abusato di questo? Ma come si fa a ripetere da 15 anni le stesse balle? E, soprattutto, com'è possibile che ci sia ancora tanta gente che ci crede? Ah già, dimenticavo l'effetto grande fratello... "Appena il nostro governo, che è eletto dal popolo, vara una legge a loro sgradita, la impugnano e la portano davanti alla Corte Costituzionale, che immediatamente la cancella". Veramente la Corte Costituzionale non manda al macero le leggi sgradite alla sinistra, ma quelle che sono incostituzionali. E' lì apposta per quello. Lo so, le persone che ragionano con la propria testa queste cose le sanno: lo dico per i militanti del Pdl che ancora credono alla fatina buona del mandorlo in fiore.

Ma il bello viene adesso, perché a proposito delle imminenti elezioni dice: "Il caos delle liste in Lazio e Lombardia, spiega, è 'una porcheria ben pensata a nostro danno'". Che sia una porcheria a loro danno è indiscutibile; peccato che i responsabili siano facilmente individuabili all'interno del perimetro del Pdl - Metilparaben ci ha fatto pure un giochino. :-) Prosegue il cavaliere nei suoi deliri: "Governiamo già in due regioni importanti dal punto di vista della popolazione, che sono la Lombardia e il Veneto: per noi il successo sarà di salire a tre, quattro o cinque; ma già una regione in più sarebbe un successo". Nell'attesa di capire bene, alla fine, con quante regioni si quantifica questo successo, vale la pena segnalare che appena l'altro ieri Repubblica scriveva: "A dispetto del pronostico di Ignazio La Russa - 'sarà un successo se raddoppiamo le regioni da noi governate, passando da due a quattro' - per il premier sarà un disastro se le bandierine blu si pianteranno solo in Lombardia, Veneto, Calabria e Campania". Quindi, venerdì la vittoria in 4 regioni era già considerata dal cavaliere un clamoroso flop; da ieri, se ne beccano 3 e è già un successo (evidentemente ha visto i sondaggi). Non voglio pensare a cosa dirà lunedì.


Sul caso Annozero. Insomma, pare proprio che Berlusconi e Minzolini - qui il Corriere - siano indagati per la vicenda delle pressioni esercitate sull'Agcom per mettere con qualunque mezzo i bastoni tra le ruote ad Annozero e altri. Forse meglio di tutti lo spiega Di Pietro nel suo blog: "La storia è davvero squallida: si parla di un intreccio di rapporti personali e diretti fra il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il commissario Innocenzi per far chiudere dall’Agcom Anno Zero, in quanto Berlusconi non gradiva che in quella trasmissione gli italiani fossero informati sui suoi rapporti con personaggi legati alla criminalità mafiosa, Innocenzi si sarebbe attivato in tal senso. A sua volta, il direttore del Tg 1, Augusto Minzolini, avrebbe garantito a Berlusconi, su sollecitazione di quest’ultimo, editoriali per screditare il pentito di mafia che tirava in ballo Berlusconi (Spatuzza) e che avrebbe sparlato di alcuni magistrati che stavano svolgendo quell’indagine". Se alla fine tutta questa storia sarà una balla avremo preso una grossa cantonata, se sarà vera l'avremo presa lo stesso.


In piazza. Per quei quattro sciagurati che ancora pensano che non tutto sia perduto. Diretta streaming qui o qui nel pomeriggio; oppure sul canale 910 di Sky.

mercoledì 8 giugno 2011

Com'era la storia del canone?



C'è qualcosa che non mi torna. Ancora ieri il Giornale e Libero esultavano per il divorzio tra la Rai e Santoro perché da adesso in avanti i soldi del canone non sarebbero più stati usati per finanziare la terribile trasmissione. Non è roba di ieri, intendiamoci, sono anni che i berluscones la menano con questa storia, fingendo di ignorare che Annozero sarebbe potuta andare in onda tranquillamente coi soli proventi degli sponsor, dati gli ascolti.

E pure il cavaliere, in una infinità di occasioni (l'ultima neppure un mese fa), ha detto chiaramente che il canone non l'avrebbe più pagato finché Santoro fosse rimasto in onda.

Bene, adesso Santoro se n'è andato, e in Rai cosa pensano? Di aumentare il canone per pareggiare i futuri mancati introiti dovuti alla soppressione della sua trasmissione. Decisamente c'è qualcosa che non mi torna.

martedì 21 aprile 2009

C'è qualche problema con "Shooting Silvio"?

Prima che la vicenda balzasse agli onori della cronaca non sapevo né che tipo di film fosse Shooting Silvio, né di cosa parlasse e neppure chi ne fosse il regista. Adesso apprendo da Repubblica che si tratta di un film che racconta la storia di uno scrittore che medita di uccidere Berlusconi (è incredibile come a certa gente possano venire simili idee).

Il film è andato in onda in prima visione su Sky lunedì 13, ed erano successivamente previste altre repliche. Delle repliche non si è però saputo più niente. Sparite. Guarda a caso, però, il giorno dopo la prima si è levata forte la protesta del Pdl, secondo cui il film rappresenterebbe un incitamento alla violenza e un implicito incitamento pure contro Silvio.

Ora, uno potrebbe fare 2 + 2 e collegare, come ha fatto del resto pure Vicenzo Vita del Pd, la sparizione delle repliche con la protesta dei pidiellini; il che, francamente, mi sembra un'ipotesi un po' azzardata. Poi però mi viene in mente la vicenda della Bianchetti a Domenica In, di Vauro ad Annozero e altre cosette recenti, ed ecco che l'ipotesi azzardata diventa quasi una certezza.

venerdì 11 dicembre 2009

Travaglio 1, Sgarbi 0 (30.000 euro)

Il tribunale civile di Torino ha condannato Vittorio Sgarbi al pagamento di 30.000 euro per aver «ingiuriato» Marco Travaglio nel corso della puntata di Annozero (Rai Due) dell’1 maggio del 2008. (fonte)

Per carità, sono piccole cose. Ma mai come oggi anche queste piccole cose sono necessarie.

Studiare per amore

Questo saggio è incantevole ed entusiasmante. Non è un manuale su come studiare, è esattamente il contrario e l'ho trovato particolarmen...