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venerdì 31 ottobre 2025

Allontanamenti

Mi sto progressivamente allontanando da Facebook. Già da qualche tempo ho smesso di scriverci, limitandomi a entrare al volo, linkare i post che scrivo qui e andarmene. Ultimamente non faccio più neanche questo, i post che scrivo qui rimangono qui. Alcune cose mi mancano, non posso negarlo, penso ad esempio alle pagine culturali e scientifiche che seguo (perché, come accade in ogni dove e a ogni latitudine, nessun prodotto in sé è totalmente buono o totalmente cattivo, dipende dall'uso che se ne fa), oppure penso a quelle pagine che reclamizzano eventi, libri, conferenze, concerti e altre iniziative interessanti. Ma dall'altra parte ho recuperato un sacco di tempo che prima perdevo scrollando ipnoticamente la home page. E ho recuperato anche un po' di salute epatica, credo, avendo eliminato le incazzature generate da ciò che propone l'algoritmo (litigi tra politici, giornalisti, personaggi improbabili di qualsiasi risma). Perché mi sono reso conto che ci si può illudere di indirizzare le impostazioni secondo i propri desideri, ma alla fine l'algoritmo fa ciò vuole e ti mostra ciò che vuole.

Il guadagno di tempo per fare altre cose è stato immediatamente tangibile e un'altra cosa di cui mi sono reso conto è che, rispetto allo scrolling compulsivo della home di faccialibro, è molto più interessante scorrere il blogroll dei blog che seguo, dove nessuno urla, nessuno strepita e i contenuti di chi ancora ha voglia di scrivere un post che abbia un capo, uno svolgimento e una fine, sono molto più interessanti. Per ora non penso di cancellare l'account tout court, mi limito a godere della maggiore quantità di tempo recuperata, poi vedrò.

lunedì 27 settembre 2021

Dietro a facebook

Articoli come quello pubblicato da Paolo Attivissimo sono utili ma, temo, totalmente inefficaci. Inefficaci perché, pur sapendo cosa c'è dietro, chi ha un account su facebook difficilmente lo cancellerà. Si sa da anni chi e cosa c'è dietro la amichevole facciata blu del social di Zuckerberg, e lo scandalo Cambridge Analytica scoppiato nel 2018, in cui si scoprì che facebook aveva acquisito i dati personali di 83 milioni di utenti senza chiedere loro il permesso e li aveva poi usati per fare propaganda politica, è solo l'ultimo in ordine di tempo che certifica il marcio che si nasconde al suo interno. 

Ma, appunto, togliersi da facebook non è facile perché il social di Zuckerberg, ma è caratteristica comune di tutti i social, è congegnato in modo che sia difficilissimo abbandonarlo. Si crea infatti una sorta di sudditanza psicologica che è simile a quella dell'ostaggio in un rapporto sociale di soggezione. Come scrive l'autore nei commenti, chi ne è ostaggio "difficilmente ammette di esserlo e si rassegna a continuare a esserlo. Perché il costo di cercare di liberarsene è troppo alto."

martedì 7 giugno 2011

Ce la faranno anche la prossima volta (a perdere)?

Ieri, dopo aver letto della lite Bersani-Vendola, avevo scritto di getto su Facebook e su Twitter: "Il giorno in cui nel csx smetteranno di litigare, forse ci sarà qualche flebile speranza di vincere qualche elezione", da cui è nata tra l'altro anche una interessante discussione.

Stamattina, guarda caso, il leggendario Gramellini scrive questo sulla Stampa.

domenica 1 maggio 2011

La distanza che separa il ricordo dall'idolatria

Anche io tengo sul computer la foto di mio nonno, morto esattamente un anno fa. Mi strappa un sorriso o qualche lacrima: E' un ricordo, un momento per pensare a una persona che nella mia vita è stata importante. Ciò che non faccio con la foto di mio nonno però è utilizzarla come un amuleto, come un oggetto di venerazione, e soprattutto non rivolgo le mie preghiere a lei (e quindi a lui), non ritengo che per una qualche misteriosa forza egli sia in grado di compiere miracoli dall'oltre tomba, e cose di questo tipo.

Il ricordo è lecito e giusto. Ciò che contesto è che se sei Cristiano, se ti attieni a ciò che dice il testo di riferimento (canone biblico), se leggi quello che lì c'è scritto e ti attieni alle parole del Fondatore, non esiste né il concetto di beatificazione né quello di "santo subito" (se non in un senso molto più diciamo "democratico", nel senso che tutti i Cristiani, indistintamente, sono chiamati "santi", ma non per il loro merito, bensì per ciò che Cristo ha compiuto per loro; questo concetto si trova nelle lettere di Paolo), così come non esiste preghiera che non sia rivolta alla Trinità.

Ecco perché io oggi sono arrabbiato. Per questioni di coerenza e onestà.


(commento pubblicato su Facebook dal mio amico Jonathan Benatti, e ripubblicato qui col suo consenso).

domenica 10 aprile 2011

Oltre il milione


Poveretto. Già deve vedersela con 1.000.000 di persone che tutte le sere, quando appare, scappano a gambe levate da Raiuno. Adesso ci si mette anche Facebook. E' proprio un momentaccio...

domenica 30 gennaio 2011

Senti chi parla


D'Alema non ha mai cessato di colludere con il primo ministro, cui si è rivolto per averne l'appoggio prima per tentare la scalata al Quirinale, dicendosi disposto alle riforme volute dal Cavaliere, poi chiedendo il suo consenso per diventare Ministro degli Esteri della UE e infine avendo i voti del PDL per diventare Presidente del Copasir. Tutto questo in continuità con le scelleratezze del passato. Che, è bene ricordarlo anche al popolo viola, rischia di ritornare.

Repubblica, stamattina, pubblica un'intervista a D'Alema che si colloca tra il patetico e il ridicolo. In pratica, uno dei maggiori responsabili dell'affermazione e consolidamento del berlusconismo viene oggi a darci suggerimenti su come liberarcene.

(citazione tratta da Partiti 2010. Pericoli d'involuzione della democrazia, pubblicato su Facebook dal giudice Ferdinando Imposimato)

venerdì 26 novembre 2010

La civiltà secondo Fede

La prima versione della sua personale visione di "paese civile" l'ha tirata fuori l'altro ieri sera, quando ha dichiarato che gli studenti che protestano vanno menati.

La seconda, invece, è di ieri sera: "una società civile dovrebbe chiudere Facebook, che è una realtà delinquenziale all’origine di episodi drammatici", ha dichiarato l'esimio giornalista inviperito dai commenti apparsi sul social network dopo l'episodio dei pugni ricevuti da Giuliani.

Quindi, ricapitolando, secondo Fede un paese per potersi difinire "civile", deve:

1) accettare passivamente e senza fiatare qualsiasi legge venga partorita dal governo di turno. Il dissenso è vietato.

2) chiudere uno dei social network più utilizzati del pianeta perché da qualcuno viene utilizzato in maniera che a lui non piace.

Il concetto che ha Fede di paese "civile" non potrebbe essere più chiaro.

domenica 21 novembre 2010

Voglio essere come un cartone animato

Chi bazzica abitualmente su Facebook sa già il significato che ha questo breve video. Per tutti gli altri la spiegazione è qui.

Lui è Giorgio Faletti, e la breve traccia che segue è estratta da questo suo album del 1994.

Buona domenica.

sabato 30 ottobre 2010

Polizia dentro Facebook, cosa c'è di vero? Poco, sembra

Da un po' di giorni sta facendo un certo rumore in rete la notizia del presunto "accordo" tra la Polizia italiana e i vertici del maggiore social network del pianeta. Accordo in base al quale sembrerebbe che la Polizia Postale potrà da ora in poi entrare nei profili privati degli utenti di Facebook senza autorizzazione di un magistrato e senza attendere gli esiti di eventuali richieste di rogatoria. Cosa c'è di vero in tutto questo? Partiamo dall'inizio.

Tutto nasce da un articolo, pubblicato giovedì dall'Espresso, dal titolo alquanto inquietante: "La polizia ci spia su Facebook". Vi si legge:

In Italia, senza clamore, lo hanno già fatto. I dirigenti della Polizia postale due settimane fa si sono recati a Palo Alto, in California, e hanno strappato, primi in Europa, un patto di collaborazione che prevede la possibilità di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network senza dover presentare una richiesta della magistratura e attendere i tempi necessari per una rogatoria internazionale. Questo perché, spiegano alla Polizia Postale, la tempestività di intervento è fondamentale per reprimere certi reati che proprio per la velocità di diffusione su Internet evolvono in tempo reale.

Passa un giorno e lo stesso Espresso pubblica una smentita che arriva direttamente dalla Polizia:

La polizia "non può accedere ai profili degli utenti di Facebook, se non dopo un'autorizzazione del magistrato e con l'utilizzo di una rogatoria internazionale". Lo precisa il direttore della polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese, in riferimento all'articolo che sarà pubblicato domani dall'Espresso. "Si tratta di un equivoco" afferma Apruzzese, che poi spiega: "Alcune settimane fa sono venuti i responsabili di Facebook in Italia, in seguito ad una serie di contatti che abbiamo avuto nei mesi passati con l'obiettivo di capire come funziona la loro macchina".
[...]
"Noi - prosegue il direttore della polizia Postale - svolgiamo quotidianamente un'attività di monitoraggio della rete, che è la stessa che fanno i colleghi in strada con le volanti. Non abbiamo la possibilità di entrare nei domicili informatici né nelle caselle postali degli utenti internet, senza autorizzazione della magistratura". Una cosa che tra l'altro, conclude Apruzzese, "non ci passa neanche per la testa, visto che sarebbe un reato e non sarebbe utilizzabile come fonte di prova"

Segue, naturalmente, nello stesso articolo, la replica dell'Espresso, il quale in sostanza ribadisce la veridicità di quanto scritto in prima battuta basandosi anche sulla testimonianza di un dirigente della Polizia postale, il quale avrebbe affermato: "L'accordo prevede la collaborazione tra Facebook e la Polizia delle Comunicazioni che prevede di evitare la richiesta all'Ag (autorità giudiziaria, ndr) e un decreto (del pm, ndr) per permettere la tempestività, che in questo settore è importante."

Naturalmente, in rete si sono subito scatenati gli allarmismi, in particolare riferiti alla onnipresente questione della privacy. Tuttavia, forse basta analizzare le cose con un po' di calma e di competenza per scoprire che (almeno speriamo) probabilmente si tratta di una tempesta in un bicchier d'acqua.

Scrive ad esempio Daniele Minotti (uno che di queste cose un pochino si intende) sul suo blog:

Cominciamo col dire che la “notizia” è che la nostra Polizia Postale avrebbe stretto con Facebook un patto segreto per spiare tutti gli utenti del social network più popolare
[...]
Il patto è tanto segreto che i segugi de L’Espresso l’hanno scoperto subito, nei minimi dettagli.
[...]
e fosse vero quanto raccontato da L’Espresso, ci troveremmo di fronte a gravissime violazioni di certa rilevanza penale. E tutta questa mega porcheria uscirebbe fuori così, subito dopo e con inusuale “naturalezza”?
Quelli di Facebook non sono dei cretini. Anzitutto, non ucciderebbero così il proprio business “vendendo” i propri utenti.
Per giunta, non vedo cosa abbiano da temere tanto da scendere a pesanti patti, senza essere accusati di alcunché, con una polizia straniera.

Insomma, non sono pochi gli elementi che indicano che potrebbe trattarsi di molto rumore per nulla. Se a tutto questo si aggiunge - come fa notare sempre Minotti - che il famoso incontro segreto tra la nostra Polizia e quelli di Palo Alto è stato reso pubblico addirittura sul sito della Polizia di Stato, le conclusioni mi pare siano abbastanza facili.

mercoledì 20 ottobre 2010

Se la vicenda dei 33 minatori fosse successa qui

Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:

1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.
2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con barbara palombelli, belen e Lele Mora.
3° giorno: prime... difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità: BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto d'interessi; BERSANI: ... ma cosa ... è successo?? BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli la'; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; FINI: mio cognato non c'entra.
4° giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori.
5° giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!
6° giorno: cala l'audience, una finestra in Chi l'ha visto e da Barbara d'urso che intervista i figli dei minatori: "dimmi, ti manca papà?'"
dal 7° all 30esimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile. Dopo un mese, i minatori escono per fatti loro dalla miniera, scavando con le mani. Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario. Ma è successo in Cile.... ci siamo salvati!!!


(Emanuele Zampetti via Facebook)

lunedì 23 agosto 2010

Notizie in pillole (50)

E' da parecchio tempo che non pubblico più qualcuna delle mie "pillole". Lo faccio oggi perché raccolgo in questo post un po' delle cose che ho pubblicato ieri e sabato su Facebook e che sono state oggetto di discussione là.

Scrivere su Facebook, per certi versi è molto più stimolante che sul blog. I post sono più succinti, è vero, e c'è anche minore possibilità di scrivere articoli approfonditi e completi. Però c'è più discussione, più dibattito e più interazione tra chi scrive e chi commenta. Per cui, spesso, quegli approfondimenti che magari mancano nel post iniziale, arrivano successivamente man mano che si sviluppa la discussione.

A volte penso anche che mi piacerebbe chiudere il blog e scrivere solo là.


Le occasioni del Pd. "Il Pd ci offre un'occasione straordinaria per fare
proselitismo. Quando verranno a bussare alla porta i Testimoni di
Bersani accoglieteli nelle vostre case. Poi mostrategli il filmato in
cui Violante spiega come i post comunisti hanno regalato le televisioni a
Berlusconi e, se non basta, anche le dichiarazioni di D'Al...ema sullo
Scudo Fiscale, approvato grazie all'assenza dei pdimenoellini e per
finire le dichiarazioni di Bersani per la privatizzazione dell'acqua e
di Chiamparino per la TAV, il nucleare e gli inceneritori. I Testimoni
vi ringrazieranno, stracceranno la tessera e si iscriveranno subito al MoVimento 5 Stelle"
(via beppegrillo.it).


Tutti fuori dalle scatole. Non so se ci avete fatto caso. Sarkozy, per risalire un po' nei deludenti sondaggi, sta buttando i rom fuori dalla Francia a vagonate. Qui da noi Maroni applaude e dice che il prossimo 6 settembre, a Parigi, chiederà di fare lo stesso in Italia. Anzi, la sua intenzione sarebbe addirittura quella di cacciare non solo i rom e i clandestini, ma anche i cittadini comunitari. Insomma, in Europa stiamo assistendo alla più grande operazione di pulizia etnica dopo la deportazione degli ebrei. Si è per caso sentito qualche politico protestare?


I vescovi all'opposizione. Metilparaben fa notare che mentre quelli del Pd sono alle prese con la gravissima grana degli inviti alle feste dell'Unità, i vescovi stanno facendo quello che dovrebbe fare l'opposizione: incazzarsi col governo per la vicenda dei clandestini.


Gli "squadristi" della libertà. Pare che dopo i "Testimoni di Bersani", lanciati dal Pd per fare opera di proselitismo porta a porta in vista delle possibili, imminenti elezioni, Berlusconi abbia lanciato le Squadre della Libertà, col compito di "istruire i cittadini su quanto fatto dal governo fino ad ora e dovrà essere fatto". Ugo Magri, ieri mattina, su La Stampa, faceva notare come la scelta di questo nome potrebbe rivelarsi una sorta di "autogol da metà campo". :-)


Obesità e controsensi. Negli USA, a partire dalle prossime settimane, la catena di fast food Burgher King metterà in vendita "un panino alto 15 centimetri, imbottito con 4 fette di carne di manzo, peperoni, mozzarella e due tipi di salsa" di oltre 2500 calorie. "Negli USA i giganti del fast food si sfidano da qualche mese a suon di ciclopici hamburger da migliaia di calorie", scrive sempre il Corriere.

Se si considera che "entro il 2030 i cittadini americani saranno quasi tutti obesi, nove su dieci per l’esattezza", e che "il totale delle spese mediche dovute a problemi di salute legati all’obesità si attesterà intorno ai 956,9 miliardi, il 17% del totale", non pensate anche voi che in America ci sia qualcosa che non va?


La telenovela di Melfi. Ricordate la vicenda dei tre operai di Melfi? Inizialmente sono stati licenziati in tronco da Fiat perché accusati di aver interrotto la produzione durante un corteo interno. Poi è arrivato un giudice che ha stabilito che il licenziamento è illegittimo, intimando all'azienda di riassumere immediatamente i tre e accusandola, nella motivazione, di "comportamento antisindacale". Nonostante questo - è notizia di ieri - Fiat ha inviato un telegramma ai tre invitandoli, oggi, a non ripresentarsi in azienda.

I tre hanno dichiarato che invece si ripresenteranno regolarmente, forti della sentenza del tribunale che dà loro ragione. Possibile che sia così difficile, per un lavoratore, in uno stato che si definisce "di diritto", far valere un suo diritto?

lunedì 12 luglio 2010

Falcone e Borsellino... falsi eroi su Facebook

Leggo sulle cronache dell'esistenza di un gruppo su Facebook dal titolo "Falcone e Borsellino... falsi eroi". Ho fatto un po' di ricerche e pare che adesso sia stato rimosso (o è stato rimosso dai titolari?). Sono rimasti solamente un paio di gruppi, uno dei quali tra l'altro con oltre 20.000 iscritti, nati appositamente per chiederne la chiusura.

Da quello che si legge ad esempio qui, non pare che fosse un semplice gruppo tramite il quale venivano espresse critiche (non mi risulta infatti che criticare sia una cosa proibita, almeno non ancora) ai due magistrati antimafia, ma erano presenti ingiurie e frasi offensive della memoria dei due giudici.

La Polizia Postale, che si occupa della vicenda ed è già risalita agli autori della bravata, denunciandoli, ritiene si tratti di troll. Chi gestisce un blog su internet, ma anche i moderatori di forum, sa perfettamente di cosa si tratta: sono quelli che non sapendo come passare il tempo (io avrei molti suggerimenti) si esercitano in bravate di questo genere, utilizzando la rete per goliardate, scherzi di pessimo gusto, o anche solo per disturbare.

Naturalmente quello che hanno fatto i due è comunque grave, ed in parte è sicuramente lo specchio del respirare comune al giorno d'oggi, la trasposizione in rete dei messaggi che passa la società. A tal proposito vorrei ricordare che in quanto a epiteti poco carini nei confronti dei magistrati in generale, l'attuale presidente del Consiglio può vantare un discreto repertorio - qui c'è uno dei tanti esempi. Volendo, poi, si potrebbe tornare con la memoria alla festa del Pdl dell'aprile scorso, quando in uno striscione molto interessante i giovani pidiellini misero Paolo Borsellino tra i tarocchi d'Italia.

Vabbè, che volete, in fondo Falcone e Borsellino sono morti ormai molti anni fa (se non altro evitano di assistere allo scempio della giustizia di questi ultimi anni; quella giustizia per la quale loro hanno dato la vita). E poi, sapete com'è, col tempo anche gli eroi cambiano e e vengono sostituiti.

giovedì 1 aprile 2010

Adesso mica lo chiuderanno...


Voi dite che adesso che anche il premier bazzica su Facebook Emilio Fede farà ancora i suoi mitici sondaggi per verificare quanti sono favorevoli alla sua chiusura?

venerdì 26 febbraio 2010

Se Facebook crea i somari

"I giovani scrivono male per colpa dei messaggini e del linguaggio usato sui social network", hanno dichiarato quelli del Moige. Può darsi, certo, d'altra parte riuscire a inserire un pensiero o una frase in un numero predefinito di caratteri, come accade ad esempio con gli sms o con Twitter, costringe spesso, inevitabilmente, a eliminare alcune vocali o a usare qualche "k" di troppo.

Mi pare però che lo studio del 2006 che ha evidenziato come "21 laureati su cento non riescono ad andare oltre il livello elementare di decifrazione di una pagina scritta", oppure i recenti clamorosi strafalcioni degli aspiranti avvocati in quel di Bari, siano esempi che affondano le radici in tempi ben precedenti all'avvento di Facebook o Twitter. Avanti di questo passo e riusciranno a dare la colpa ai social network anche della siccità estiva.

sabato 6 febbraio 2010

Nuova interfaccia Fb?


Dunque, mia figlia più grande, Michela, si è imbattuta nella nuova interfaccia di Facebook e ha detto: "babbo, ma cosa succede?". Chiara idem. Per Francesca, l'altra mia figlia, il problema non esiste visto che ancora su Fb non c'è. Io, che sono l'unico a cui piacerebbe averla perché sembra che sia più agevole, spartana e con meno chincaglierie inutili, ancora non ce l'ho.

Nel frattempo il noto social network festeggia 6 anni di vita e 400 milioni di utenti. E si vocifera pure di un prossimo servizio webmail.

(fonte immagine: pctuner.net)

giovedì 4 febbraio 2010

Liveblogging su Annozero via Facebook

La puntata di stasera di Annozero è una di quelle che mi sembrano particolarmente interessanti. L'argomento - e come poteva essere diversamente? - è naturalmente il legittimo impedimento, appena passato alla Camera e in procinto di essere discusso (sapete com'è, c'è un po' di urgenza) al Senato. Da Santoro ci saranno il "deus ex machina" della maggior parte delle leggi ad personam fatte per il cavaliere, Niccolò Ghedini, assieme a De Magistris, il giornalista del Corriere Felice Cavallaro e Giorgio Bocca in collegamento.

Sulla pagina Facebook di Annozero si farà un po' di liveblogging. Se avete voglia ci si vede lì.

lunedì 25 gennaio 2010

Sulla privacy di Facebook

Sta facendo piuttosto rumore un articolo pubblicato alcuni giorni fa da therumpus.net. Si tratta di un'intervista rilasciata, naturalmente sotto anonimato, da una dipendente americana di Facebook. Lo so, fidarsi di interviste anonime non è mai deontologicamente corretto, ma d'altra parte è piuttosto difficile che, specialmente di questi tempi, qualcuno sia contento di farsi licenziare su due piedi. A questo va aggiunto che l'attendibilità di quanto dichiarato potrà essere valutata nel breve/medio termine.

Di questa intervista, oltre a techcrunch e cnet, ha parlato Marco Calamari nella sua consueta rubrica su Punto informatico. In sostanza, questa fantomatica impiegata avrebbe fatto alcune dichiarazioni che la dicono lunga su molti aspetti della gestione della privacy e dei dati degli utenti che bazzicano nel noto social network. Per la verità la questione privacy non è nuova in Facebook, e ha sempre accompagnato, spesso con polemiche e proteste - ricordate ad esempio la questione della permanenza sui server dei dati anche dopo la cancellazione di un account? -, lo sviluppo e la sempre crescente notorietà del portale. Scrive Calamari:

Ma la notizia più importante, riferita testualmente nell'intervista, ma che permea anche ogni singola parola e fatto riferito, è che tutto, tutto, quello che un utente fa o carica su Facebook viene memorizzato permanentemente, permanentemente, in una struttura di database facilmente ricercabile e di cui vengono frequentemente salvati snapshot ed effettuate repliche tra i datacenter.

I punti salienti dell'intervista - scrive sempre Calamari - in merito alle presunte pratiche messe in atto da Facebook sono:

  • l'esistenza di una master password per qualsiasi account di Facebook;
  • impiegati licenziati per aver abusato dell'accesso agli account;
  • il vero numero e le abitudini più strane degli utenti di Facebook
  • numero, dimensioni e caratteristiche dei datacenter;
  • future evoluzioni tecnologiche della piattaforma (HyperPHP);
  • peculiarità ed abitudini degli sviluppatori;
  • l'immenso database di immagini che Facebook sta accumulando.

Come dicevo, l'attendibilità di questa intervista potrà essere valutata per alcuni aspetti nel prossimo periodo. Si parla infatti, ad esempio, di alcune future evoluzioni tecnologiche della struttura della piattaforma. Se ciò effettivamente avverrà, sarà segno che qualcosa di vero c'è. Nel frattempo non mi sembra comunque il caso di allarmarsi più di tanto; nel senso che è vero che molti utenti questi problemi non se li pongono neppure, e forse quindi sottovalutano un po' la questione, ma è anche vero che la maggior parte di chi decide di utilizzare i vari Facebook, Google e simili, a un pezzo della sua privacy ha comunque rinunciato in partenza.

giovedì 21 gennaio 2010

Immunità e craxismo "live", stasera, su Facebook

Pare che nella puntata di stasera di Annozero, in onda tra una mezzoretta, si parlerà, tra le altre cose, di immunità parlamentare, politica, giustizia, B&B (Berlusconi e Craxi), insomma molti dei temi di cui ogni tanto mi piace scrivere in queste pagine.

Live blogging sulla pagina Facebook di Micromega. Se qualcuno vuol venire ci si trova lì.

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...