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domenica 27 febbraio 2011

Genchi


Il fatto che Gioacchino Genchi sia stato radiato dalla polizia, mentre i poliziotti condannati in appello per i fatti della Diaz hanno avuto tutti avanzamenti di carriera, penso sia sintomatico di come funziona la nostra società.

venerdì 26 marzo 2010

Gioacchino Genchi sospeso per la terza volta dalla Polizia

Nell'indifferenza quasi generale, Gioacchino Genchi (foto) è stato sospeso dalla Polizia per la terza volta. Qualcuno dirà: chi è Gioacchino Genchi? E qualcun altro: perché è stato sospeso? Ho già scritto in passato alcuni post riguardo alla sua vicenda, e quindi non sto a tornarci sopra. Molto brevemente (qui la sua pagina su Wikipedia e qui il suo blog), dico solo che si tratta di un poliziotto - attualmente è vice questore a Palermo - con una grande esperienza come informatico. Questa sua esperienza l'ha messa al servizio di molte procure e tribunali; cosa, questa, che alla fine gli ha procurato più grattacapi che elogi - tutto partì dalle false accuse, da parte di Berlusconi, di essere al centro del più grande scandalo intercettazioni della storia della Repubblica.

Ma cos'ha fatto di così terribile quest'uomo per meritarsi la terza sospensione di fila dal corpo della Polizia? Una cosa gravissima. Scrive la Stampa: "Gioacchino Genchi, l’ex consulente del pm Luigi De Magistris, è stato sospeso a tempo indeterminato dalla Polizia di Stato perchè nel corso di un dialogo via web avvenuto sul suo blog avrebbe reso dichiarazioni 'lesive per il prestigio di istituzioni dello Stato. [...] Considerato che il funzionario in data 19 marzo 2009 ha pubblicato sulle pagine web del blog da lui stesso creato e denominato legittima difesa -si legge sul provvedimento- un dialogo con un giornalista del settimanale Panorama in merito alle note vicende che lo vedono attualmente coinvolto e ritenuto che dall’esame del dialogo, anche in questa occasione, il dottor Genchi non ha richiesto la preventiva autorizzazione al competente ufficio del dipartimento' e che il suo comportamento 'si traduce sostanzialmente in un atto contrario ai doveri derivanti dalla subordinazione' decreta la sospensione di Genchi cautelarmente dal servizio".

Eh, povero dott. Genchi: l'ha proprio fatta grossa. Vale la pena riportare quanto scriveva ieri Travaglio, sul Fatto, in merito a questa vicenda.

Lo so che è bizzarro, almeno in Italia. Ma chi scrive,
fra guardie e ladri, ha sempre scelto le guardie,
convinto che la magistratura e le forze dell’o rd i n e
abbiano sempre ragione fino a prova contraria. Il
guaio è che, sempre più spesso, dalle forze dell’o rd i n e
giungono prove contrarie. I casi di detenuti o fermati
massacrati di botte, morti in circostanze misteriose
coperti di lividi, come i casi di contestatori prelevati e
trascinati lontano da manifestazioni del centrodestra per
aver osato contestare civilmente o sventolare cartelli
critici, fanno temere che qualcosa di spiacevole stia
accadendo fra i “tutori della legge”. E le reazioni
prudenti, ai limiti della reticenza, dei vertici lasciano la
sgradevole sensazione che non si tratti di casi isolati, delle
solite mele marce.

La sensazione diventa qualcosa di più
concreto quando si legge che il capo della Polizia,
Antonio Manganelli, vuole cacciare il vicequestore
Gioacchino Genchi, esperto informatico al servizio di
Procure e Tribunali, già consulente di Falcone e
uomo-chiave nelle indagini sulle stragi del 1992. L’anno
scorso Manganelli aveva sospeso Genchi per aver
risposto su Facebook a un giornalista che gli dava del
bugiardo; e l’aveva ri-sospeso per avere financo rilasciato
un’intervista sul suo ruolo di consulente: condotte
“lesive per il prestigio delle Istituzioni” e “nocive per
l’immagine della Polizia”. Ora ha disposto la terza
sospensione, che porterà automaticamente alla
destituzione dopo 25 anni di onorato servizio
(sempreché il Tar non accolga i ricorsi di Genchi),
peraltro preannunciata dal settimanale berlusconiano
Panora ma e sollecitata dall’apposito Gasparri (“Se il capo
della Polizia Manganelli si avvalesse ancora di un
personaggio del genere, la cosa sarebbe sconcertante e
non priva di conseguenze…”). Senza dimenticare la
violenta campagna scatenata da L i b e ro contro il pm
romano Di Leo che ha affidato a Genchi una consulenza
sulla truffa Fastweb-Di Girolamo, mentre la stessa Procura
indaga su di lui (per iniziativa dall’indimenticabile Achille
Toro). Stavolta il peccato mortale di Genchi è aver
accettato di intervenire al congresso Idv, come se un
poliziotto, per giunta sospeso, fosse un libero cittadino
con libertà di parola. Curiosamente la sanzione gli è stata
notificata un mese dopo il congresso, il 22 marzo,
proprio un giorno prima che Genchi riprendesse
servizio. E proprio mentre il Pdl cannoneggiava la Polizia
per aver osato smentire il mirabolante dato sul milione di
manifestanti in piazza San Giovanni: meglio non sollevare
altre polemiche consentendo a Genchi di rientrare in
servizio il 23 marzo.

E pazienza se il vicequestore, per 25
anni, ha sempre ottenuto un punto in più del massimo
nelle valutazioni di merito per le sue “eccezionali doti
m o ra l i ” e le capacità operative. E pazienza se la Polizia
non sospende nemmeno i suoi uomini condannati in
primo grado per stupro e omicidio. E pazienza se tutti i
poliziotti condannati in primo e/o secondo grado per le
violenze e le torture alla scuola Diaz e alla caserma di
Bolzaneto durante il G8 di Genova nel 2001, o per le
violenze dell’anno precedente sui no-global a Napoli
sono rimasti in servizio, e in alcuni casi han fatto
addirittura carriera. Vincenzo Canterini, condannato a 4
anni in primo grado per la mattanza alla Diaz, è stato
promosso questore e ufficiale di collegamento Interpol a
Bucarest. Michelangelo Fournier, condannato a 2 anni in
primo grado, è al vertice della Direzione Centrale
Antidroga. Alessandro Perugini, celebre per aver preso a
calci in faccia un quindicenne, condannato in primo
grado a 2 anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a 2
anni e 3 mesi per arresti illegali, è divenuto capo del
personale alla Questura di Genova e poi dirigente in
quella di Alessandria. Evidentemente le loro condotte
non erano “lesive per il prestigio delle Istituzioni” e la
loro permanenza in servizio non è “nociva per
l’immagine della Polizia”. Mica hanno scritto su Facebook
o parlato a un congresso.

venerdì 10 aprile 2009

Annullato il sequestro del (presunto) archivio Genchi

Finora, a parte l'Agi, e ovviamente lui stesso sul suo blog, non ne ha parlato nessuno. Si sa com'è, certe notizie è meglio non evidenziarle troppo, si corre il rischio che la sostanziale infondatezza di tutto il castello accusatorio costruito attorno a Genchi venga reclamizzata troppo, e qualche politico potrebbe non gradire.

Ringrazio i tanti amici che mi sono stati vicini da ogni parte d’Italia. Spero solo di trovare il tempo, a questo punto, per rispondere alle centinaia di migliaia di e-mail e di messaggi su facebook che ho ricevuto in questi giorni.
Confermo la mia più assoluta stima ed incondizionata subordinazione al Capo della Polizia, alle Istituzioni dello Stato e ringrazio i tantissimi colleghi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, del ROS, della DIA e della Guardia di Finanza, con i quali ho avuto l’onore di collaborare in oltre 20 anni della mia attività professionale.
Ringrazio ancora i numerosi signori magistrati – requirenti e giudicanti – che hanno avuto fiducia nel mio lavoro e nella mia persona e che questa fiducia mi hanno confermato fino a ieri, con attestazioni di stima e conferimenti di incarichi in delicatissimi procedimenti di mafia e di omicidio, anche pendenti presso la Procura della Repubblica di Roma che mi ha indagato.

(dal blog di Gioacchino Genchi)

lunedì 16 marzo 2009

Il computer? "Un imbecille ad alta velocità"

Tra le tante definizioni che mi è capitato di sentire, riferite a un computer, devo ammettere che questa è sicuramente una delle più originali. Ed è la definizione che del computer dà Gioacchino Genchi, il noto consulente informatico di cui tanto si vocifera in questo periodo.

Ho già parlato altre volte, qui, nel blog, di questo signore, e non solo io. Pure la stampa e i telegiornali continuano a parlarne, additandolo come il creatore del famigerato "archivio Genchi", una sorta di database in cui sarebbero finite le intercettazioni non autorizzate di milioni di italiani e di molte istituzioni. Un consulente mal visto dalla maggior parte dei politici di ogni schieramento, costantemente impegnati in un'opera di delegittimazione a mezzo stampa a 360 gradi. A mio modo di vedere c'è solo una spiegazione del fatto che questo signore stia così sulle scatole alle alte sfere della politica (giusto l'altro ieri Cicchitto si domandava cosa ci facesse ancora nella Polizia; io, alla stessa maniera, mi domando invece cosa ci faccia lui in politica).

E la spiegazione si evince in maniera molto chiara dall'intrvista rilasciata dal consulente alla gionalista Silvia Resta e mandata in onda da La7. Una delle cose più interessanti è l'affermazione, fatta da Genchi in coda all'intervista stessa, nella quale dice che buona parte degli italiani non ha creduto che uno con quella faccia potesse essere l'ideatore dello scandalo del secolo, e chi ha avuto voglio di sentire tutte le campane (non solo quelle dei giornali), è andato in rete e ha potuto valutare la situazione nelle sua varie sfaccettature.

In fondo a questo serve internet. (qui il video dell'intervista)

domenica 1 marzo 2009

Gioacchino Genchi, o è pazzo o c'è sotto qualcosa di grosso

Non sono abituato a dare in pasto ai miei lettori filmati o documenti di cui non mi sono accertato preventivamente della fondatezza o dell'attendibilità.

Il problema è che in questo caso non riesco a venirne a capo, in particolare in merito al video in circolazione attualmente su YouTube con l'intervista a Genchi, video che in due giorni è stato visto da quasi 70.000 utenti in rete.

Di questo Genchi non parla più nessuno. C'è stato un gran putiferio all'inizio, quando Berlusconi affermò che questo signore aveva intercettato svariate centinaia di migliaia di persone, e poi più nulla. Silenzio.

Eppure a interviste come questa dovrebbe seguire come minimo un terremoto politico/istituzionale. I casi quindi sono due: o questo signore è un bufalaro (cosa di cui mi sento di dubitare) o c'è sotto qualcosa di grosso.


giovedì 5 febbraio 2009

Genchi va ad Annozero: bisogna fermarlo!

Ormai è praticamente cosa fatta. Come si legge anche sul sito ufficiale della trasmissione, questa sera Gioacchino Genchi sarà ospite di Santoro per dire la sua verità. Di Gioacchino Genchi, consulente informatico di molte procure italiane (da ieri indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy), ho già parlato e quindi non mi dilungo. E sono molti quelli che in questi ultimi giorni ne hanno parlato, compreso il premier, secondo cui sarebbe il responsabile del più grande e imminente scandalo dell'Italia repubblicana.

La notizia che il super perito andrà in tv a raccontare come stanno realmente le cose, ha ovviamente messo in fibrillazione il mondo politico, in particolare il centrodestra, che ovviamente non vede di buon occhio il rischio che alcuni milioni di spettatori vengano a sapere una cosa diversa rispetto a quello che i media tutti hanno dato da intendere in questo ultimo periodo. E, infatti, un paio di esponenti proprio della coalizione del cavaliere si sono già messi all'opera in tal senso, chiedendo, in una nota congiunta al neoeletto presidente della commissione vigilanza Rai, Sergio Zavoli, di intervenire.

A mio giudizio vale la pena dare un'occhiata a questa puntata di Annozero (e non certo per Santoro), in quanto - almeno da quanto sembra - l'argomento sarà il recente disegno di legge sulle intercettazioni, tema che come sapete sta molto a cuore al cavaliere. Anche sulle intercettazioni non mi dilungo, avendone parlato già quasi fino alla nausea. Ribadisco solo che probabilmente non c'è mai stato argomento rispetto al quale si sono raccontate una montagna altrettanto grande di balle, e proprio per indorare la pillola di una riforma che altrimenti sarebbe stata difficilmente digeribile dall'opinione pubblica.

E infatti il disegno di legge attualmente all'esame della Camera, nonostante gli ultimi emendamenti che apparentemente sembrano non voler sconquassare più di tanto le impostazioni e l'impianto originale, va proprio in un'unica direzione: togliere le intercettazioni e basta, come spiega bene il magistrato Bruno Tinti dal suo blog.

Intercettazioni che hanno ieri indotto Antonio Di Pietro a rivolgere una richiesta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: quella di interrogarsi sulla costituzionalità o meno di questo provvedimento prima di firmarlo. A tal proposito è interessante notare come questa semplice richiesta abbia scatenato le ire di molti esponenti del Pdl, tra i quali spicca Capezzone, che hanno parlato di intimidazioni da parte di Di Pietro nei confronti del Capo dello Stato, come se a lui non si potesse rivolgere una semplice richiesta. Ma la politica ci ha abituato (e assuefatto) a questa ed altre cose.

Per quel che mi riguarda, mi sento di concordare con quanto dice Marco Travaglio nel breve filmato che trovate qui sotto, il quale spera che la bozza di legge non venga fatta più oggetto di nessun emendamento migliorativo. Per il semplice fatto che correrebbe il rischio di essere approvata. Così com'è adesso, invece, è talmente controversa, scritta male, ambigua, criminogena addirittura, che anche se dovesse essere approvata da Napolitano verrebbe probabilmente bloccata dalla Consulta.

Speriamo bene.


domenica 1 febbraio 2009

Gioacchino Genchi, facciamo dire qualcosa anche a lui?

Per Rutelli "...nelle prossime settimane ci si renderà conto che si tratta di una questione molto rilevante per la nostra libertà e la nostra stessa democrazia". Per Berlusconi, il fantomatico "archivio Genchi" sarà invece il più grande scandalo della storia Repubblicana. Il signore in questione, infatti, sempre secondo il premier, avrebbe messo sotto controllo addirittura più di 350.000 persone.

Poco importa che lo stesso Genchi a tuttora non risulti aver fatto niente di irregolare, come continua a spiegare egli stesso sul suo blog e sul suo sito, l'importante è cavalcare il falso scoop per convincere il popolo bue che la riforma della giustizia (in particolare per quanto riguarda la stretta sulle intercettazioni) non può più essere rimandata.

Visto che comunque, finora, il personaggio in questione è stato additato dalla stampa di regime come il responsabile del più grande scandalo che si sia mai visto senza poter in alcun modo replicare, vogliamo dare questa possibilità anche a lui?

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...