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giovedì 5 gennaio 2012

Belve


Mi permetto di fare sommessamente notare ad Alemanno che nel 2008 divenne sindaco di Roma basando tutta la sua campagna elettorale sulla sicurezza.

martedì 8 novembre 2011

Occhio a italia-programmi.net

Ieri mi è arrivato questo commento a un vecchio post che scrissi nel 2007. E' da un po' che non mi occupo più di questo genere di cose, ma la segnalazione mi ha comunque alquanto incuriosito.

Una veloce googlata mi ha permesso di risalire a questo ottimo articolo di Dario d'Elia, dell'agosto scorso. Qui è spiegato molto bene cos'è italia-programmi.net e cosa fa. Vicende come questa dimostrano, ancora una volta, che bazzicare in rete con occhi bene aperti e buon senso è sempre cosa buona.

sabato 15 ottobre 2011

I tagli e Maroni

Maroni, scrive il Corriere, è riuscito a ottenere il dimezzamento dei tagli previsti nella legge di stabilità al comparto sicurezza, che inizialmente si aggiravano attorno i 550 milioni di euro.

Intanto, giusto per cominciare, Carabinieri e Polizia, che notoriamente nuotano nell'oro, si vedranno tagliati 60 milioni nei prossimi due anni. Ma state pure tranquilli: dalle parti della lega nessuno si alzerà per protestare. I tempi in cui ogni giorno ci rompevano le scatole con la storia della sicurezza, i militari, ecc., sono acqua passata.

domenica 24 luglio 2011

La (loro) sicurezza

Scrive il Messaggero che per le strade di Roma sono in servizio, quando va bene, una cinquantina di volanti, mentre quelle adibite alle scorte sono 300. Vi ricordate tutti i blablabla sulla sicurezza, i militari per le strade (a proposito: che fine hanno fatto?) e slogan vari?

Che intendessero la loro, di sicurezza?

venerdì 17 settembre 2010

Sicurezza in salsa leghista

Ricordate l'episodio vergognoso, che ho raccontato qui, del consigliere comunale pidiellino che in Puglia si è beccato una denuncia dopo essersi inventato di sana pianta una aggressione da parte di un immigrato?

Bene, ci spostiamo in quel di Parma. Qui un pimpante consigliere regionale leghista ha combinato qualcosa di simile.

Il comunicato è stato inviato a tutte le testate giornalistiche locali, nel tardo pomeriggio di martedì. Il consigliere regionale e segretario provinciale della Lega Nord, Roberto Corradi, vi raccontava un episodio di microcriminalità avvenuto in pieno centro alle 16. Una scena mediaticamente impressionante: uno scippatore aggredisce una mamma in sella a una bicicletta col suo bambino piccolo legato sul seggiolino.
[...]
Ma il fatto non trova conferme, a parte quella del politico [...] La polizia si attiva, occupa degli uomini per indagare su quanto riportato dai media locali. Senza trovare nulla: nessun testimone, nessuna traccia di sangue in via Farini, nessuna persona che si sia presentata al Pronto soccorso per farsi medicare delle lesioni dopo un'aggressione. L'unico che sembra saperne qualcosa è solo Corradi, che però non si è premurato di rivolgersi alle forze dell'ordine per denunciare il reato prima di comunicarlo alla stampa.

E' rincuorante sapere che sulla sicurezza nelle città vigilano e si danno da fare quelli della lega...

lunedì 3 maggio 2010

Roma dopo 2 anni di Alemanno

Il 28 aprile di due anni fa Alemanno diventava sindaco di Roma e prendeva il posto di Veltroni, sindaco dimissionario in seguito alla sua candidatura a segretario del Pd. Alemanno diventava sindaco facendo della sicurezza un punto fondamentale del suo programma. Si usciva infatti dalla tristemente nota vicenda di Giovanna Reggiani, la signora rapita, violentata e uccisa di un romeno nella zona di Tor di Quinto, episodio in seguito al quale l'allora governo Prodi varò in fretta e furia il famoso decreto sulle "espulsioni facili".

Oggi, dopo appunto due anni di giunta Alemanno, il Corriere della Sera si è preso la briga di fare un po' il punto della situazione. L'articolo integrale lo trovate qui, e l'opinione di oltre 14.000 cittadini (immagine in alto) la trovate qui.

giovedì 25 febbraio 2010

Lotta senza quartiere alla criminalità

“Soprattutto nelle ore notturne – ha spiegato il funzionario – c’è panico se si verificano eventi di particolare rilievo. Questi Uffici si reggono ormai in maniera assolutamente precaria solo grazie alla professionalità e allo spirito di sacrificio dei colleghi che operano in condizioni a dir poco critiche: doppi turni, tagli allo straordinario, orario di servizio fuori dalla grazia di Dio, penuria assoluta di mezzi e strumenti”.

La catastrofe romana ha già visto chiudere i commissariati di Montesacro, Fregene, Porta del Popolo, Centocelle e la caserma di Tor Bella Monaca e sembra che si starebbe provvedendo a sospendere l’attività anche a Torpignattara, Porta Pia e nei presidi Rai delle sedi di viale Mazzini, via Teulada, Saxa Rubra, Salario e Dear.


Chissà se la lotta senza quartiere alla criminalità, tante volte evocata da Maroni e soci, passa anche attraverso queste soluzioni.

lunedì 15 febbraio 2010

Condannare sempre la violenza

Tra le tante reazioni ai fatti di cronaca di Milano, a parte quelle demagogiche della lega, spicca quella del grande Gasparri, il quale ha dichiarato: "Non possiamo tollerare - dice ancora Gasparri - vere e proprio guerre etniche nelle nostre città. Si proceda alla revoca di ogni tipo di permesso e alla espulsione immediata di chi alimenta violenze. Servono risposte drastiche e immediate, coerenti con le norme volute dal centro-destra. Tolleranza zero per i violenti che non hanno il diritto di devastare le nostre città."

Giusto, giustissimo; chissà se la tolleranza zero vale anche per i tifosi - italiani - che una domenica sì l'altra pure si divertono a devastare le nostre città.

giovedì 14 gennaio 2010

Ma dove li mettono quando li arrestano?

Non so se ve lo siete mai chiesto; io spessissimo. Quando si legge - e succede abbastanza spesso - di grandi operazioni contro la criminalità organizzata, clan mafiosi, grosse bande di trafficanti di droga, operazioni che spesso comportano l'arresto cautelare di decine se non centinaia di persone, dove la mettono tutta 'sta gente con le carceri che sono ormai praticamente delle pentole a pressione?

Ecco perché non mi ha stupito questo breve articolo sul Corriere in merito all'operazione di oggi della procura di Catania. Chissà se, ragionando per assurdo (ma assurdo quanto?), si arriverà mai al punto che una procura non porterà a termine un'operazione contro la criminalità per l'ìmpossibilità materiale di arrestare i criminali?

giovedì 7 gennaio 2010

Chi ha paura del body scanner?

Sono sincero: un po' capisco le prese di posizione contro la decisione del governo di adottare anche negli aereoporti italiani, inizialmente Fiumicino e Malpensa, i body scanner; ma mi pare che forse si stia un tantino esagerando.

Per chi non sapesse di cosa si sta parlando, quelli che vengono definiti body scanner altro non sono che degli apparecchi in grado di trasmettere onde radio ad elevatissima frequenza. L'energia di queste onde viene riflessa dal corpo umano ed utilizzata per costruire immagini tridimensionali. Questi apparecchi sono in funzione in moltissimi aereoporti del mondo perché consentono di vedere in profondità qualunque tipo di oggetto il passeggero che si sta per imbarcare porti addosso.

Le lamentele più frequenti riguardano ovviamente la questione della privacy. Il motivo è molto semplice: se passiamo attraverso uno di questi marchingegni l'addetto ci vede come mamma ci ha fatti. Capisco che la cosa possa creare imbarazzo, ma provate a chiedere a uno dei passeggeri miracolosamente scampati all'attentato terroristico del volo Amsterdam-Detroit se avrebbe preferito farsi "scannerizzare" piuttosto che passare quello che ha passato. Perché la questione è tutta qui, è inutile girarci intorno. Gli aereoporti, oggi, dal punto di vista della prevenzione al terrorismo sono dei colabrodi. L'ha ammesso lo stesso Obama pochi giorni fa. E allora c'è poco da fare: se si vuole viaggiare un tantino più sicuri - neppure il body scanner offre garanzie assolute - il prezzo da pagare è questo. Cosa credete, che sia facile per me essere d'accordo con Frattini?

lunedì 7 dicembre 2009

150 km/h

Sapete che è curiosa questa cosa? Ogni volta che un ministro propone di alzare i limiti di velocità in autostrada nessuno che faccia una semplice osservazione: che a quella velocità gran parte degli automobilisti ci va già comunque, senza aspettare che li autorizzi un ministro. L'ultima proposta del genere è arrivata ieri dalla Lega, proposta che ha immediatamente avuto il beneplacito di Matteoli, il quale dice:

«sono stato sempre favorevole ad aumentare la velocità in alcune autostrade che hanno le caratteristiche adatte come le tre corsie e il tutor - dice Matteoli - ma non per tutte le auto, ma per quelle che per cilindrata e caratteristiche di sicurezza, possono viaggiare tranquillamente a 150 km orari. Certo non le piccole auto».

Ora, in linea di principio potrebbe essere anche giusto che in tratti autostradali dotati di certe caratteristiche alcune tipologie di autovetture possano correre un po' di più - anche perché quelle macchine lì generalmente già lo fanno -, il problema è che non ci sono solo quelle. Le autostrade non sono come i circuiti di formula 1 dove ci sono autovetture appartenenti alla stessa categoria e con le stesse caratteristiche, ma ci sono macchine superveloci che viaggiano assieme a qualche tapino mettiamo con una punto a gasolio un po' vecchiotta (ogni riferimento allo scrivente è puramente casuale).

E Matteoli non sembra neppure tenere conto del fatto che già adesso moltissimi automobilisti oltrepassano tranquillamente i 130 calcolando la quota che li separa da lì a quella oltre la quale scatta il ritiro della patente. Quindi, se questo limite, che adesso è appunto 130 km/h, verrà portata a 150 non penso sarà così improbabile vedere i soliti patiti dell'acceleratore pesante spingersi ben oltre, sapendo che eventualmente la patente non verrà loro ritirata se stanno entro i 40 km/h di scarto. Sbaglio?

domenica 22 novembre 2009

Chi controlla il vicino

Certo che quello della sicurezza per questi qua è proprio un pallino. Le ronde, come sapete, sono state un flop colossale. Uno pensa: l'avranno capita. E invece no, sennò che gusto c'è? E quindi al posto delle ronde, adesso, in Lombardia, ci saranno i vicini di casa. Sì, avete capito bene. Ecco qui sotto il logo dell'iniziativa.



Si tratta di un progetto di controllo del vicinato. Lo so, è dura da spiegare. Faccio prima a copiaincollare quanto scrive Repubblica.

Prevede che i sindaci affidino direttamente ai cittadini, ma più ancora alle associazioni di categoria e agli amministratori di condominio, il compito di fare da sentinella nei quartieri delle città. Annotare targhe di macchine sospette, affacciarsi se un cane abbaia o se nei pressi dell’appartamento del vicino si aggira qualche faccia poco rassicurante, o denunciare la presenza di un clandestino nel vicinato.

La questione della "faccia poco rassicurante" merita poi di essere approfondita, se non altro per stabilire quali siano i criteri per capire quando lo è e quando no. Per dire, anche Giovanni Brusca e Antonio Ingroia se li metti vicini in qualcosa si assomigliano, solo che uno è un killer mafioso e l'altro uno dei magistrati attualmente più impegnati sul fronte della lotta alla mafia. E quindi?

Vabbè, ne riparleremo tra qualche mese, quando si tireranno i bilanci dell'ennesima pagliacciata. Nel frattempo, mi raccomando, si continui ad avere paura.

giovedì 12 novembre 2009

Le scuse di Giovanardi vanno bene, ma...

L'atteggiamento di chi chiede scusa è sempre da apprezzare. Scusarsi significa riconoscere di aver fatto un errore, magari di aver detto una parola di troppo, una parola fuori posto che può avere offeso la sensibilità di qualcuno. Carlo Giovanardi si è scusato per le parole dette sul caso Cucchi. Prendiamo atto, sperando magari per il futuro che prima di dire qualcosa rifletta un po' di più, specie se in merito a vicende così tragiche.

Detto questo, una domanda sorge spontanea: cosa succede quando siamo in mano allo Stato? Ieri, nel giorno in cui il ministro si scusava, l'Ansa riportava la notizia di un altro caso, ancora tutto da approfondire, che presenta comunque alcune analogie con quello di Stefano. Caso, questo, che, nonostante ci sia un'inchiesta in corso che dovrebbe servire a fare luce piena, sembra ingarbugliarsi ancora di più. Ci sono discrepanze ad esempio tra quanto dichiarato dai medici del carcere Regine Coeli e quelli dell'ospedale Fatebenefratelli. Poi è all'improvviso uscito fuori un testimone, un clandestino di 31 anni, che racconta che Stefano "sarebbe stato picchiato da 2 agenti di polizia penitenziaria mentre era nella cella del palazzo di Giustizia di Roma" - cosa che escluderebbe quindi le responsabilità sia del carcere romano che dell'ospedale. Insomma ogni giorno si aggiunge un tassello che invece di chiarire la vicenda la complica ancora di più.

Una cosa sola è certa: Stefano è morto - palazzo di giustizia, carcere o ospedale che sia - mentre era nelle mani dello stato, nel luogo cioè in cui ogni cittadino dovrebbe avere meno timore per la sua incolumità. E quello di Stefano è solo l'ultimo caso conosciuto, se si esclude la vicenda del ragazzo di Parma venuta fuori ieri. Un caso che ne segue molti altri, tragici, che in questi ultimi anni sono balzati agli onori della cronaca (Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino, Riccardo Rasman), e che hanno tutti come comune denominatore una responsabilità più o meno diretta da parte dello Stato.

Il nostro stato di diritto.

giovedì 29 ottobre 2009

Chissà se Maroni...

...ogni tanto si fa un giretto su YouTube (visto che nei tiggì è piuttosto improbabile trovare servizi di questo tipo).

Se anche i "panzoni" protestano

I "panzoni", naturalmente, sarebbero i poliziotti, quelli in ufficio, che appena qualche mese fa furono apostrofati così dal ministro Renato Brunetta. Sono tornati all'attenzione dell'opinione pubblica ieri, quando le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria hanno sfilato per le strade di Roma per protestare contro i tagli del governo al comparto sicurezza.

Ora, intendiamoci, manifestazioni di questo tipo non sono una novità, né con questo governo né coi precedenti - tagli alla sicurezza, chi più chi meno, li hanno sempre fatti tutti -, ma questo è stato il primo, e speriamo l'ultimo, a mettere in pista le ronde. E' vero che non sono previsti finanziamenti dallo stato per questo scopo, ma è anche vero che dove non arriva lo stato arrivano i comuni e le province - quella di Milano ha stanziato in febbraio 250.000 euro per le ronde. Poi, che questa pagliacciata, almeno finora, sia stata sostanzialmente un grosso flop poco importa, ma i poliziotti giustamente si incavolano.

E nel mirino ci finisce appunto anche Brunetta:

«Noi difendiamo anche la tua sicurezza e tu ci ha preso in giro e ci hai dato dei 'panzonì », hanno urlato gli organizzatori della protesta passando sotto la sede del ministero della Funzione Pubblica in corso Vittorio Emanuele. Subito dopo una bordata di fischi si è alzata verso le finestre del ministero: «Lo sappiamo che sei chiuso dietro il tuo scranno d'oro - hanno aggiunto - perchè non vieni giù a parlare con chi ti difende?»
[...]
«Questo governo vi ha dato le ronde - hanno detto rivolgendosi ai cittadini - hanno messo i soldi per questa vergogna invece che darli ai poliziotti».
[...]
"Il taglio di circa tre miliardi di euro in tre anni al comparto sicurezza e difesa, unito agli effetti dell’ex decreto Brunetta ora convertito in legge - denunciano i sindacati -, sta producendo una pesante riduzione di personale a causa del mancato turn over e un innalzamento dell’età media dei poliziotti italiani, che ormai sfiora i cinquant’anni".
[...]
Con questa giornata di protesta i sindacati delle Forze di polizia denunciano «le irresponsabili scelte del governo di ridurre di oltre 40mila unità il numero degli operatori in servizio, di sottrarre il 44% delle risorse alle attività operative e organizzative, di rinviare di tre anni il rinnovo del contratto collettivo di lavoro e di sottrarsi all’impegno di realizzare un nuovo modello di sicurezza che esalti le professionalità Sono scelte, queste del governo, che smentiscono gli impegni assunti in campagna elettorale, ed esprimono una sostanziale indifferenza verso il diritto alla sicurezza dei cittadini e verso i diritti professionali di chi in condizioni di crescente disagio assicura il massimo impegno a garanzia della convivenza civile e la sicurezza del Paese».

E' curioso, e fa anche un certo effetto, dopo tutto questo, andare un po' indietro nel tempo e provare a ricordare che questa maggioranza è andata al governo col cavallo di battaglia della sicurezza. Che ci ha fatto e ci fa tuttora, con media e giornali compiacenti al seguito, due scatole così con questa storia della sicurezza. Perché eravamo tutti a rischio: nelle città, nelle periferie, nei quartieri, nelle campagne. E per che cosa? Per giustificare l'introduzione delle agili e longilinee ronde, e fare così contenta la lega, a scapito dei "panzoni".

giovedì 22 ottobre 2009

Ronde? Arriva il secondo flop

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Da un po', non so se avete notato, nessuno ne parla più. Intendo delle ronde, i famosi gruppi di cittadini non armati che nelle intenzioni del governo dovevano andarsene a zonzo per le città armati di pettorina e telefonino per la nostra sicurezza. Ma vi ricordate il fiume di polemiche, parole, articoli, liti in parlamento, prese di posizione contrastanti tra favorevoli e contrari? Poi, finalmente, ai primi di luglio, le ronde, assieme a quell'altro abominio chiamato reato di clandestinità, diventano legge. Tripudio, festa, la Lega che sventola i fazzoletti verdi in segno di vittoria, Maroni e soci che gongolano - intanto mezza Italia si vergogna - perché finalmente il paese a loro immagine e somiglianza è realtà. Ronde e reato di clandestinità come binomio vincente per riportare l'Italia alla legalità e alla sicurezza.

Poi, come è noto, specie da quando è in carica questo governo, un conto sono i proclami e un conto è la realtà. A cominciare dal reato di immigrazione. Quanti sono i clandestini incappati nelle rigorose maglie della nuova legge? E, soprattutto, questa legge funziona? No, non funziona. I primi casi dibattuti sono stati delle farse. Leggetevi questo articolo del Corriere del mese scorso: dubbi, rinvii, forti sospetti di incostituzionalità della legge, imputati latitanti, avvocati alla ricerca dei propri clienti spariti e giudici di pace - quelli a cui compete la patata bollente - che si trovano di fronte a norme inapplicabili. Morale: nessun processo per questo reato è stato ancora celebrato per palese inapplicabilità delle norme contenute nella legge - scusate, come si fa comminare alcune migliaia di euro di multa a persone che nella migliore delle ipotesi si dichiareranno nullatenenti? L'unica cosa clandestina in tutta questa faccenda sembra essere il cervello di chi ha partorito una legge simile.

Vabbè, dirà qualcuno, ci sono sempre le ronde, siamo tranquilli. Come no? Qualcuno le ha viste? O dobbiamo aspettare carnevale? Magari qualche amministrazione comunale, in giro per l'Italia, ne avrà messa in campo qualcuna, ma forse ai più è sfuggito un aspetto piuttosto singolare di tutta la questione: due delle città a maggiore "concentrazione" leghista non hanno richieste. Nessuno che si sia fatto avanti. I registri istituiti presso le rispettive prefetture desolatamente e irrimediabilmente vuoti. Sto parlando di Treviso, la città del mitico vicesindaco Gentilini, e di Milano. Qui, per la verità, una associazione si è fatta avanti.

Ronde per la sicurezza: dopo fiumi di parole e di polemiche, a Milano è flop. A più di due mesi dall'entrata in vigore del decreto del Viminale - 8 agosto 2009 - che detta le regole, il registro della Prefettura è rimasto praticamente in bianco. Una sola organizzazione ha chiesto di entrare nell'elenco ufficiale dei «volontari per la sicurezza», e si tratta di chi già in precedenza faceva servizio di controllo nei quartieri: l'Associazione poliziotti italiani, che raccoglie ex appartenenti alle forze dell'ordine in congedo. (fonte)

Questo è il quadro. Un quadro desolante e triste perché, come del resto moltissimi avevano capito fin dall'inizio, tutto il carrozzone normativo contenuto all'interno di quel famigerato decreto sicurezza è pura demagogia, un insieme di norme messe insieme in qualche modo per rispondere e accontentare la pancia degli elettori leghisti. Poi, che dietro a tutto, come è chiaro finora, ci sia il vuoto assoluto non importa, l'importante erano i proclami. D'altra parte si sa, non è mai stato molto difficile prendere per i fondelli gli elettori leghisti.


Aggiornamento 20,20.

Inviato Speciale dà un quadro più completo della situazione.

lunedì 21 settembre 2009

Che succede a Roma?

Se lo chiede Piero Marrazzo, attuale presidente in quota Pd della regione Lazio, dopo l'assalto di questa mattina a una sede della Croce Rossa, atto che ha provocato l'immediata solidarietà di Alemanno.

Se anche un'istituzione come la Croce Rossa diventa oggetto di aggressioni e di intolleranza, mi chiedo davvero che cosa stia succedendo a questa citta' -conclude Marrazzo- Questo quotidiano bollettino di aggressioni non e' piu' accettabile: mi auguro che i diversi teppisti che umiliano la Capitale vengano presto fermati.

Ora, Marrazzo non lo dice esplicitamente, ma il riferimento è probabilmente all'ondata di violenza e aggressioni, spesso a sfondo razziale, che da mesi ormai vedono Roma e il suo hinterland come teatro. Quella stessa Roma così ipotizzata da Alemanno non appena insediato sindaco:

"La mia sarà una Roma più sicura, più partecipata, con più rispetto nei confronti dei cittadini e con dinamiche di sviluppo più profonde e nette".

venerdì 18 settembre 2009

Due notizie sulle ronde

Vi ricordate, penso, che con questo governo sono state legittimate per legge le ronde, vero? Bene, la stampa ci delizia con due notizie in proposito che fanno riferimento a fatti accaduti in due distinte zone d'Italia: Roma e Treviso.

A Roma sta succedendo un certo casino perché pare che siano da oggi su strada le ronde nere, gruppetti di ispirazione di estrema destra con tanto di divisa attinente. Scrive Repubblica:

I primi volontari della Guardia Nazionale, meglio noti come 'Ronde nere' sono scesi in strada nella capitale questo pomeriggio. Tra loro ci sono la presidente dell'Msi (Movimento Destra Nazionale) Maria Antonietta Cannizzaro e uno dei promotori delle ronde, il presidente del Partito Nazionalista Italiano Gaetano Saya. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha richiesto l’intervento del questore e del prefetto “per evitare che la nostra città venga segnata dalle vergognosa pagliacciata delle ronde nere".

Alemanno, come è noto, non ha mai visto di buon occhio fin dall'inizio l'istituzione di queste benedette ronde, e adesso che a Roma sono su strada un pochino si incavola. Anche perché la legge prevede che questi signori che se ne vanno a zonzo per la nostra sicurezza devono obbligatoriamente appartenere a organizzazioni apolitiche e apartitiche. E infatti...

Altro versante: Treviso, una delle roccaforti della Lega. Un paese nel quale come minimo ci si aspetterebbe un boom di iscrizioni nel registro prefettizio appositamente istituito. E invece:

Ronde, tanto rumore per nulla. O, per usare le parole del procuratore Antonio Fojadelli, «è un problema più discusso che reale». Già, perchè dalla data della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto Maroni che le regolamenta, nessuna associazione a Treviso s’è ancora fatta avanti. Lo confer­ma il prefetto Vittorio Capocelli: «Nessuna richiesta pervenuta». Il decreto sicurezza prevede l’istituzione di un albo delle asso­ciazioni di «osservatori volontari, cittadini che potranno presta­re attività di volontariato, gratuita e senza fini di lucro, con fina­lità di solidarietà sociale nell'ambito della sicurezza urbana».

Ma come? a Treviso delle ronde non frega niente a nessuno? Beh, se non sono notizie queste...

sabato 15 agosto 2009

Provvedimenti ad hoc

Poteva passare il ferragosto senza... lo stupro di ferragosto? Certo che no. E infatti eccolo servito. Uno stupro che arriva poche ore dopo gli annunci a reti unificate di Maroni sul calo dei reati, e che, se confermato come l'ha raccontato la ragazza, in un colpo solo fa cadere almeno due dei numerosi stereotipi con cui questa maggioranza ha finora imbambolato gli italiani: Roma con Alemanno è più sicura, gli stupri sono in prevalenza compiuti da extracomunitari.

E' curioso, poi, notare come questo gravissimo fatto criminoso si verifichi proprio il giorno dopo l'annuncio, sempre da parte di Alemanno, di un energico giro di vite contro i pericolosissimi lavavetri che molestano gli automobilisti ai semafori.

Attendiamo con ansia anche un giro di vite contro i tranquilli mascalzoni italiani che stuprano le ragazzine in spiaggia.

L'epico scontro tra l'esercito del bene e quello del male (compreso qualche dato)

Hanno un qualcosa di epico, quasi di cavalleresco, le dichiarazioni odierne del presidente del Consiglio fatte alla conferenza stampa ferragostana al Viminale in presenza di Maroni e Alfano (rispettivamente Interno e Giustizia).

"Il governo", ha aggiunto il premier, "ha la fortuna di essere sostenuto da una vasta e solida maggioranza, perciò resterà in carica altri 4 anni. E metterà in atto un piano a lungo termine e si spera definitivo contro le forze del male, non solo contro la criminalità diffusa ma anche contro la criminalità organizzata".
[...]
"Uno Stato - spiega il premier - ha il compito di difendersi anche dagli attacchi interni, mettendo in campo l'esercito del bene". (fonte)

Così, di primo acchito, quando ho letto l'articolo di Repubblica mi sono venuti in mente i cartoni animati giapponesi che guardavo da piccolo. Penso ad esempio a Goldrake, Mazinga e simili. Avete presente, no? Il filo comune che li legava tutti era la presenza di un esercito del male che ambiva a conquistare la Terra ma che doveva vedersela con l'esercito del bene - i vari supereroi, appunto - che dovevano difenderla. Ma vediamo di analizzare alcune delle cose dichiarate dal simpatico terzetto (di supereroi).

Berlusconi ha detto che è in cantiere un progetto anti-criminalità a lungo termine che impegnerà il governo fino alla fine della legislatura. Non un progetto generico, ma specificamente indirizzato a combattere e debellare - nelle intenzioni in maniera definitiva - la mafia e le altre forze del male. I dettagli di questo "uovo di Colombo" anti-crimine non sono noti, ma Alfano ha evidenziato un paio di punti:

"Il nuovo piano contro la mafia vedrà la luce a settembre". E spiega che è basato sia su un inasprimento del regime del carcere duro, sia sul principio "dei soldi della mafia contro la mafia": i proventi del sequestri vanno in un Fondo unico giustizia, da dove vengono prelevati per essere utilizzati nella battaglia contro le cosche.

Già qui ce n'è abbastanza per alcune riflessioni.

Un governo che voglia seriamente impegnarsi nella lotta alla mafia, non può a mio avviso prescindere dal dimostrare un comportamento coerente in merito, un comportamento che non autorizzi nessuno ad additarlo come colui che predica bene e razzola male, per intenderci. E com'è possibile che questo accada quando tra i Senatori della Repubblica eletti in Parlamento ce n'è uno, tal Marcello Dell'Utri, che ha sul groppone una condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa? E' vero, dirà sicuramente qualcuno, si tratta pur sempre di una condanna in primo grado, ed è noto che per la Costituzione Italiana tutti sono da considerare innocenti fino a sentenza definitiva, ma com'è possibile che non si veda l'incongruenza, l'innoportunità, anche davanti agli occhi dell'opinione pubblica, di un simile atteggiamento? Tu sei un governo che ha deciso di impegnarsi seriamente nella lotta alla mafia? Bene, prendi questo personaggio e finché una sentenza definitiva non avrà stabilito inquivocabilmente la fondatezza o meno delle accuse che gli vengono rivolte lo mandi a casa. Poi, eventualmente, lo riprendi in Parlamento. Troppo difficile? O troppo semplice?

Ho citato il caso Dell'Utri perché è quello più eclatante, ma si potrebbero citare i casi Mercadante, Cuffaro (quest'ultimo eletto nelle file dell'UDC), senza dimenticare la delicata questione del comune di Fondi. Insomma, si vuole condurre una lotta alla mafia senza "ombre"? Beh, le occasioni non mancano. Diversamente sarà molto difficile, penso io, avere una credibilità forte in merito.

Altro aspetto, dei due che ho citato prima, che merita riflessione: quello dell'intenzione di Alfano di convogliare i proventi dei sequestri alla mafia in un fondo apposito (Fondo unico giustizia) da destinare alla lotta alle cosche. Qui la cosa è poco chiara, in quanto non si capisce se si tratti di un nuovo fondo creato (o di prossima creazione) per l'occasione, o se queste risorse verranno convogliate in uno che è già esistente. Se così fosse, e io penso che sia proprio così, questo benedetto fondo non è una novità dell'ultima ora, come sembra voglia dare a intendere il ministro, ma esiste già. E precisamente dall'anno scorso, quando, con la legge 13 novembre 2008 n. 181, questo stesso governo ha istituito appunto il Fondo unico giustizia, avente per finalità la ridistribuzione delle risorse sequestrate alla criminalità organizzata per migliorare la funzionalità del sistema giudiziario italiano.

In pratica, seguendo un principio estremamente logico che è quello dell'autofinanziamento della giustizia, visto che questa non ha solo costi ma produce anche ricchezza (vedi sequestri alle associazioni criminali), si era disposto la creazione di questo fondo apposito. Fondo che però, vista l'entità della torta, è stato nel corso del tempo "depredato" del suo contenuto e destinato a chiudere altri "buchi", lasciando sostanzialmente la giustizia a bocca asciutta. Speriamo che questa volta Alfano faccia seriamente.

E adesso veniamo ai dati pomposamente e orgogliosdamente elencati da Maroni, il quale ha detto (cito una fonte neutra ^_^):

Nei 14 mesi del governo Berlusconi, risulta che tutti i reati sono in calo rispetto ai 14 mesi precedenti: un dato senza precedenti nella storia del contrasto al crimine.

Seguono le percentuali riferite sempre da Maroni, secondo cui tutti i reati collegati alla criminalità sono in calo: omici, furti, rapine, ecc...

Ora, c'è da dire che quanto detto da Maroni corrisponde al vero, in quanto i reati in generale nel nostro paese sono tendenzialmente in netto calo (qui trovate le tabelle con le percentuali esatte), ma Maroni ha omesso di dire qualcosa, o meglio, ha detto secondo me una cosa inesatta. La generale tendenza alla diminuziuone dei reati commessi, infatti, non si ha solamente "rispetto ai 14 mesi precedenti" (come a voler dire che questo governo ha fatto meglio del precedente), ma rispetto agli anni che vanno dal '92/'93 a oggi.

Se si analizzano i dati e si ha la di pazienza a googlare un po', si possono infatti scoprire molte cose interessanti.


Questa immagine (cliccare per ingrandire) rappresenta l'andamento degli omicidi in Italia negli ultimi 40 anni. Come si vede chiaramente, per trovare un tasso di omicidi pari a quelli commessi nel 2006 (termine ultimo a cui fa riferimewnto questa tabella), bisogna tornare indietro fino ai primi anni '70, e dopo il picco che si vede nei primi anni '90 la discesa è stata pressoché costante.


Questa tabella, invece, che si commenta da sé, mostra l'andamento degli omicidi commessi nel corso degli anni dalla criminalità organizzata (mafia, camorra, ecc...).

Queste tabelle, assieme a molte altre, altrettanto esplicative, che sono state pubblicate dal Ministero dell'Interno, le potete consultare qui. Mi pare che mostrino in maniera abbastanza eloquente come buona parte dei risultati vantati dall'azione del governo (a parte furti e rapine, per i quali pare ci sia stato effettivamente un miglioramento) sono in realtà il prosieguo di un processo iniziato da ben prima che l'attuale esecutivo si insediasse.

Ma non diciamo niente a Maroni, altrimenti magari si offende...

Taglio accise per i fessi

A proposito della riduzione delle accise sul gasolio, 17 centesimi al litro per 9 giorni partendo da oggi, giova ricordare che questo govern...