Il sempre attento Paolo Attivissimo segnala, in questo bell'articolo sul suo blog, la ricorrenza dell'attacco informatico chiamato Iloveyou, dal titolo di una mail truffaldina che esattamente vent'anni fa fece disastri in mezzo mondo. Mentre leggevo il post di Paolo pensavo che nel 2000, quando esplose Iloveyou, io non ero ancora informatizzato, se così si può dire, cioè non avevo ancora messo le mani su un pc.
Il primo lo acquistai un anno dopo, nel 2001; Windows 2000 era appena stato collocato in pensione e i pc nuovi venivano venduti con preinstallato Windows Xp, uno dei più longevi (e bacati) sistemi operativi di tutta la storia dell'informatica, tanto che una certa quota di utenza lo utilizza ancora oggi nonostante Microsoft abbia interrotto ormai da anni il rilascio degli aggiornamenti.
Quel pc fisso, che assemblai con l'aiuto di un amico in quanto io ero totalmente a digiuno di collegamenti, aveva, ricordo, 512 MB di RAM e un disco fisso da ben 40 GB, due parametri che oggi fanno quasi sorridere ma che all'epoca facevano del mio pc l'equivalente informatico di una Ferrari. Niente prese usb, mi pare, ma un bel lettore di floppy disk, oggi pura archeologia informatica. Credo ci fosse nella dotazione anche un masterizzatore di cd, ma non sono sicuro.
Di adsl, all'epoca, neppure a parlarne, in quanto la mia zona sarebbe stata coperta solo nel 2007. Con cosa navigavo, quindi, all'epoca? Sfruttando la linea del telefono fisso alla velocità di 56K (se non sapete cosa sia, qui trovate un'ottima spiegazione), e utilizzando una specie di router preistorico (in realtà era un modem analogico) che permetteva una navigazione lentissima convertendo il segnale della linea telefonica fissa da analogico a digitale e viceversa.
All'epoca non esistevano tariffe flat come siamo abituati ora, e quindi navigare aveva un costo notevole, un po' come telefonare, senza contare che con la navigazione a 56K il pc non era perennemente collegato alla rete, come succede ora con l'adsl, ma ogni volta che si voleva utilizzare internet bisognava collegarsi e poi, una volta terminata la navigazione, scollegarsi. Naturalmente, quando il modem era collegato alla rete il telefono diventava muto, cosa questa che è stata all'origine di non poche litigate con mia moglie (all'epoca i cellulari erano ancora lontani), e vabbe'. Ah, volete sentire il suono caratteristico di un modem a 56K che si collegava a internet? Eccolo qui. Ecco, quando mia moglie sentiva questa sequenza di suoni gracchianti e incomprensibili cominciava ad alzare gli occhi al cielo.
Scampai Iloveyou perché, come detto, misi le mani sul mio primo pc un anno dopo la sua deflagrazione, quando già gli antivirus lo riconoscevano perfettamente e lo neutralizzavano. Feci comunque una discreta collezione di altri virus, di tutte le tipologie, finché un giorno mi stancai e abbandonai Windows per passare a Linux, passaggio pieno di difficoltà, allora - oggi la maggior parte dei sistemi operativi Linux è estremamente user-friendly, forse addirittura più dei vari Windows - che attuai grazie all'aiuto di Maurizio Antonelli, che con una pazienza da premio Nobel mi supportò ad ogni mia difficoltà.
Era finito l'incubo dei virus, finalmente (gli eseguibili .exe non giravano su Linux), e potei dire addio ad antivirus, antidialer, antispyware e quant'altro, navigando in tutta tranquillità. Inutile dire che, da allora, non ho più abbandonato i sistemi operativi del pinguino.
Perché questo excursus storico-informatico originato da Iloveyou? Mah. Forse perché, per dirla alla De Gregori, "vent'anni [passati] sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più." Sì, sarà per questo.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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venerdì 8 maggio 2020
giovedì 18 marzo 2010
Internet Explorer 9 saluta Windows Xp
La notizia gira da qualche giorno in rete: la futura versione 9 del browser di casa Microsoft non girerà sul caro vecchio Windows Xp, ma solo su Vista col Service Pack 2 installato e Seven (e anche ovviamente il futuro Windows 8). I motivi, a detta degli sviluppatori, sono principalmente tecnici - Windows Xp non supporta la tecnologia Direct2D, utile a migliorare la qualità e la velocità di visualizzazione dei video caricati su internet, utilizzata invece già da tempo dai browser concorrenti.A parte la vicenda Internet Explorer si/no, comunque, della quale allo scrivente non potrebbe fregare di meno - IE l'ho abbandonato da una vita -, la rilevanza della notizia sta soprattutto nell'ulteriore passettino verso il definitivo pensionamento di Xp. Molti utenti magari non lo sanno, oppure se ne sono dimenticati, ma il sistema operativo più longevo, amato e utilizzato (per quel poco che può contare lo vedo anche dai report di accesso al blog) di casa Microsoft se ne sta, lentamente ma inesorabilmente, andando verso la pensione. Già dal 30 giugno 2008, ad esempio, è cessata la commercializzazione OEM sui pc in vendita nei negozi, mentre il supporto riguardante gli aggiornamenti critici per la sicurezza terminerà definitivamente (salvo ulteriori improbabili proroghe) l'8 aprile 2014.
E a quel punto ho paura che serviranno a poco anche le petizioni, le campagne e i siti dedicati.
domenica 3 maggio 2009
Windows 7, dal 5 maggio disponibile il download
Windows 7, il nuovo sistema operativo di casa Microsoft, da martedì 5 maggio sarà disponibile al download nella sua versione Release Candidate, una definizione che sostanzialmente indica la versione quasi definitiva. Secondo quanto scrive Microsoft nella pagina dedicata, la stessa da cui sarà possibile effettuare il download, il nuovo sistema si caratterizzerà per una velocità maggiore rispetto al suo predecessore, l'elefantiaco Vista, e gli sforzi degli sviluppatori pare si stiano concentrando in particolar modo su questo aspetto.
Da segnalare, tra le novità, l'adozione della funzione Xp Mode, una sorta di ambiente virtuale, compatibile col buon vecchio Xp, che andrà però scaricato e installato separatamente e che richiederà un pc dalle prestazioni di un certo rilievo.
Ultima novità degna di nota riguarda gli utenti che hanno una particolare propensione a collezionare virus: nel nuovo Windows niente più autorun, quell'automatismo malefico che in tutte le precedenti versioni di Windows consentiva, come impostazione di default, di far partire in automatico qualsiasi tipo di eseguibile (virus compresi) contenuto in penne usb,
L'ultima cosa da ricordare è che una volta scaricato, il sistema operativo sarà utilizzabile fino al primo giugno 2010, poi diventerà inutilizzabile.
sabato 28 marzo 2009
Il 1° aprile si attiva Conficker, e non è uno scherzo
Manca ancora qualche giorno al primo di aprile, e ho pensato di scrivere questo breve articolo per segnalare, a chi ancora non ne fosse al corrente, che proprio in quel giorno si sveglierà dal sonno il temibile Conficker, il worm che a febbraio aveva infettato qualcosa come 10 milioni di pc.Sembra uno scherzo, ma non lo è. Il creatore (o i creatori) del worm, sul quale Microsoft ha recentemente posto una taglia di 250.000 $, ha programmato la sua creatura in modo che si attivi appunto il primo aprile. Il problema vero è che, nonostante gli sforzi delle società che si occupano di sicurezza informatica, sui possibili effetti ci sono per ora solo ipotesi. Scrive webnews.it:
All'interno del codice, infatti, è stato scoperta una procedura che dovrebbe determinare nella data indicata [1 aprile, nda] una improvvisa attivazione delle cellule dormienti infettate da Conficker. Nell'occasione il worm dovrebbe generare una lunga lista di domini che verranno contattati dai pc infetti (fino a 50000 nuovi indirizzi al giorno) per scaricare nuove componenti maligne oppure per inviare dati a server specifici. L'accesso ad altri siti Web sarebbe inoltre inibito, il che potrebbe determinare l'impossibilità di accesso a software antivirus o servizi informativi a protezione dello stato di infezione conquistato (bloccato, in particolare, ogni processo ricollegato a stringhe di testo quali "ms08-06", "hotfix", "kb958", eccetera): tale istinto difensivo risultava inesistente nelle versioni precedenti di Conficker, il che delinea una certa maturazione internamente ad un codice maligno già di per sé letale.
Altre ipotesi interessanti sono state elaborate da Gizmodo, e tra queste spiccano un gigantesco attacco basato sul Denial of Service, una gigantesca ondata di spam con conseguenze imprevedibili sulla tenuta di molti server sparsi per il pianeta e altre cosucce dal sapore vagamente apocalittico.
Ma la cosa che in maniera maggiore dà da pensare quando si verificano disastri informatici di questo genere, è che una parte non trascurabile di responsabilità ce l'hanno gli utenti. Per la serie "diamo a Cesare quel che è di Cesare", infatti, va ricordato che la patch che rattoppava la falla su cui si sviluppa il worm è stata rilasciata da Microsoft pochissimi giorni dopo la scoperta del bug, addirittura in via straordinaria all'infuori del normale ciclo mensile con cui vengono rilasciate le normali correzioni.
Nonostante questo, a fine gennaio risultava ad esempio che più del 30% dei pc sparsi per il mondo non erano stati patchati, e le conseguenze non hanno infatti tardato a farsi vedere. Se a questo si aggiunge che il worm è da molto tempo perfettamente riconoscibile dai normali antivirus correttamente aggiornati, un po' di tristezza e rassegnazione sono perfettamente giustificati.
Insomma, se Windows e l'antivirus sono correttamente aggiornati (la patch Microsoft specifica è questa) non dovrebbero esserci problemi di sorta, indipendentemente dal fatto che si tratti alla fine del classico pesce d'aprile o meno. Visto però che al Conficker-day mancano ancora alcuni giorni, vale la pena segnalare che l'installazione di Linux su un normale pc richiede poco più di un'oretta.
(fonte immagine: media.macworld.co.uk)
lunedì 9 marzo 2009
Windows 7 permetterà agli utenti di rimuovere Internet Explorer (e di essere un pochino più liberi)
La notizia, che era già nell'aria da qualche tempo, pare proprio che ora sia ufficiale. Il nuovo sistema operativo di casa Microsot, Windows 7, permetterà agli utenti che vogliono sbarazzarsi di Internet Explorer di disinstallarlo come una qualsiasi altra normale applicazione. Ne aveva già parlato The Register qualche giorno fa, citando quanto riportato in questo post pubblicato sul blog ufficiale dell'azienda.E pare che l'elenco delle applicazioni targate Microsoft che possono essere eliminate dal sistema non si fermi a Internet Explorer, ma comprenda anche Windows Media Player, Windows Media Center, Windows Search e molti altri.
La possibilità di poter rimuovere Internet Explorer dal sistema porterà sicuramente almeno paio di benefici: maggiore possibilità di scelta da parte dell'utente e un maggiore livello di sicurezza di tutto l'ambiente internet in generale. Non è una novità infatti che proprio il browser di casa Microsoft sia da tempo immemorabile il software maggiormente preso di mira dagli aggressori informatici; in primo luogo a causa della sua diffusione, e anche per la sua intrinseca e ormai leggendaria vulnerabilità. Cosa di cui si può rendere conto facilmente qualsiasi utente Windows guardando a chi sono in prevalenza indirizzate le patch che più o meno regolarmente Microsoft rilascia.
E' quasi la fine di un'epoca verrebbe da dire, visto che Internet Explorer equipaggia in maniera inscindibile i sistemi Windows dalla versione 4.0 abbinata al primo Windows 98. Da allora, di tempo, di noie legali con l'antitrust di vari paesi del mondo e di disastri informatici più o meno gravi ne sono passati parecchi, e anche Microsoft ha deciso di voltare pagina e cambiare strategia, avvicinandosi così alle richieste di una sempre maggiore fetta di utenza.
Utenza che a partire da Windows 7 sarà sicuramente un po' più libera.
venerdì 20 febbraio 2009
Conficker è arrivato a quota 10.000.000
Anzi, meglio, erano soltanto ricordi, perché è di questi giorni la notizia che Conficker, in circolazione in questo periodo, è arrivato a quota 10.000.000 di pc infettati. In pratica una gigantesca e silenziosa aggregazione di pc - in gergo tecnico una botnet - che in perfetta sincronia vengono utilizzati da remoto, all'insaputa dei proprietari, ai comandi dei creatori del worm in questione. Da notare che a dicembre, appena due mesi fa quindi, secondo il New Youk Times i pc infettati erano 9 milioni.
Tecnicamente Conficker è appunto un worm, in pratica un malware in grado di replicarsi senza bisogno di legarsi ad altri eseguibili. L'espansione, ormai difficilmente controllabile, ha indotto addirittura Microsoft, una settimana fa, a mettere una taglia di 250.000 $ sui creatori del virus/worm. I sintomi che si accompagnano all'infezione sono principalmente quattro:
- È impossibile fare aggiornamenti di Windows.
- Windows Defender è disattivato.
- La rete è congestionata: è impossibile caricare anche delle semplici pagine web.
- Gli accessi ai siti relativi agli antivirus sono bloccati. (fonte)
Come è ormai prassi consolidata, il worm funziona solo su piattaforma Windows, quindi chi utilizza altri sistemi operativi non ha niente da temere. A tal proposito va segnalato che l'infezione è in costante espansione pur essendo il worm già tempo riconoscibilissimo dagli antivirus. Per contenerla, quindi, non sono richiesti chissà quali accorgimenti o competenze informatiche, sarebbe sufficiente utilizzare correttamente un antivirus tenendolo aggiornato.
Purtroppo, come dimostra tutta la vicenda, la quota di utenti che (spesso in maniera irresponsabile) non si cura di conoscere e mettere in pratica le basilari regole di sicurezza informatica, è tutt'altro che trascurabile.
lunedì 12 gennaio 2009
Microsoft rilascia la versione beta di Windows 7
Alla fine è arrivato. Il nuovo sistema operativo del big di Redmond, Windows 7, naturalmente ancora in versione beta testing non definitiva, è dall'8 gennaio scorso online e liberamente scaricabile come immagine ISO dall'apposita pagina predisposta da Microsoft.Giova ricordare che il nuovo sistema operativo, che in sostanza non è altro che una sorta di upgrade di Vista, una volta installato sarà utilizzabile in versione gratuita di prova solo fino al 1 agosto di quest'anno, mentre la versione stabile e definitiva (e ovviamente a pagamento) sarà disponibile, probabilmente, da settembre o al più tardi ottobre.
Steve Ballmer l'ha già definito "il miglior Windows di sempre", ma mi pare che quelli di Microsoft dicano così ogni volta che c'è il lancio di un prodotto nuovo. Poi, ovviamente, sono i fatti che contano.
Non chiedetemi com'è: non l'ho provato e non potrei neanche volendo, in quanto i requisiti del mio pc sono ben lontani da quelli minimi richiesti per poter fare girare decentemente il tutto, e cioè: (copiaincollato dal sito Microsoft)
- Processor: 1 GHz 32-bit or 64-bit processor
- Memory: 1 GB of system memory
- Hard drive: 16 GB of available disk space
- Video card: Support for DirectX 9 graphics with 128MB memory (in order to enable Aero theme)
- Drive: DVD-R/W drive
- Internet connection (to download the Beta and get updates)
Sostanzialmente i requisiti richiesti sono analoghi a quelli necessari a far girare Vista, almeno nella sua versione Ultimate; sembra però, almeno da quanto si legge in giro, che Windows 7 sia decisamente più veloce e reattivo (qui trovate qualche screen). Di prezzi ancora non si parla; si ipotizza per ora un upgrade gratuito per gli utenti che già utilizzano Vista, ma di ufficiale non c'è niente.
Per quel che mi riguarda salterò probabilmente a piè pari Windows 7, così come ho fatto con Vista, in primo luogo per i motivi che ho già menzionato sopra (requisiti hardware del mio pc inadatti a far girare software elefantiaci), in secondo luogo perché preferisco usare sistemi operativi totalmente gratuiti e terzo perché il pc mi serve esclusivamente per lavorare, e l'idea di tornare indietro e ricominciare a tribolare con antivirus, antispyware, deframmentazioni e compagnia bella non mi attira per niente.
Se per caso qualcono di voi ha provato il nuovo Windows (o ha intenzione di farlo in futuro) e vuole scrivere qualcosa nei commenti, è ovviamente il benvenuto.
mercoledì 17 dicembre 2008
Aggiornamento eccezionale di Internet Explorer, fossi in voi lo installerei
Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Microsoft ha pubblicato ieri un avviso tramite il quale dichiara che nella serata di oggi verrà rilasciato un aggiornamento eccezionale per quanto riguarda il browser Internet Explorer.
Succede molto raramente che l'azienda di zio Bill (anzi, adesso zio Steve) rilasci aggiornamenti al di fuori del tradizionale ciclo mensile normalmente previsto (l'ultimo dei quali è stato tra l'altro piuttosto corposo), e ciò è dovuto alla presenza di quelle che in gergo si chiamano falle "zero-day", che altro non sono che dei bugs e/o delle vulnerabilità non ancora coperte e risolte dalle patch.
Il problema che affligge attualmente il browser di Windows può essere sfruttato - secondo Trend Micro - da quasi 10.000 siti appositamente modificati, messi online col preciso scopo di sfruttare il bug (in parole più semplici è sufficiente visitare uno di questi siti con un Internet Explorer non patchato per infettarsi).
La patch, come detto, dovrebbe essere messa online tra circa un'oretta, verso le 19. Se proprio non riusciamo a sbarazzarci non dico di Windows, ma almeno di Internet Explorer, direi che è il caso di installarla.
Aggiornamento 21,50.
ZeusNews segnala che la patch rilasciata da Microsoft ha avuto una "gestazione" di soli otto giorni. Si tratta della patch che ha battuto tutti i record di velocità - riferiti a quello che è lo standard Microsoft - tra la scoperta di una vulnerabilità e la pubblicazione del rimedio.
venerdì 14 novembre 2008
AVG si scusa offrendo un anno di licenza gratuita
Qualche giorno fa - forse qualcuno ne avrà sentito parlare - il noto antivirus AVG ha mandato in palla qualche milionata di pc, con a bordo Windows Xp, a causa della distribuzione di un errato aggiornamento del suo software antivirus. In pratica, dopo questo update, AVG riconosceva come trojan due file di sistema vitali per il funzionamento di Windows, e cioè user32.dll e winsrv.dll, consigliandone la rimozione. Ovviamente tutti quelli che hanno rimosso i due files in questione, si sono poi ritrovati col pc buono giusto come soprammobile. In breve tempo, anche se ormai il danno era fatto, è stato pubblicato il rimedio per cercare di rimettere le cose a posto, rimedio a cui sono seguite le scuse pubbliche della software house per l'errore commesso.Alcune testate specializzate (qui prnewswire.de e qui hwupgrade.com) segnalano oggi che, oltre alle scuse ufficiali, è intenzione dell'azienda regalare ai clienti vittime dell'aggiornamento difettoso un anno di licenza gratuita del proprio software. Gli interessati verranno contattati direttamente dalla casa, a partire dal 24 novembre prossimo, per concordare le modalità dell'operazione. Il gesto dell'azienda mi pare meritevole, ma non posso esimermi dal fare una breve considerazione.
A mio parere, in generale, spendere soldi per acquistare un antivirus è una cosa totalmente priva di senso (almeno per i normali utenti casalinghi); non solo perché in circolazione esistono antivirus gratuiti più che validi, ma perché spendere soldi per tenere a bada le magagne dei vari Windows mi fa un effetto strano. Ci pensi Microsoft! E' come se io avessi una macchina di una certa marca che ha il difetto di perdere ogni tanto una ruota e dovessi pagare per montare sulla suddetta macchina un dispositivo che risolve tale difetto: ci pensi la casa costruttrice.
mercoledì 22 ottobre 2008
La Giornata Antipirateria di Microsoft
Ieri, martedì 21 ottobre, era la Giornata Globale Antipirateria proclamata da Microsoft. Una 24 ore in cui attraverso varie iniziative sparse per il globo il gigante di Redmond ha cercato di sensibilizzare utenti, stampa e aziende circa i danni economici provocati dalla pirateria software.Il riferimento, ovviamente, va al sistema operativo tuttora più utilizzato (e piratato) della famiglia Windows, e cioè quell'Xp che nonostante da tempo i vertici Microsoft ne abbiano decretato la morte - ufficialmente dal 30 giugno scorso i produttori hardware hanno cominciato a sfornare i propri computer senza Xp a bordo -, continua imperterrito a essere il s.o. più utilizzato in assoluto nel mondo. Anche perché sui computer low cost tale termine è prorogato ad esempio fino al 30 giugno 2010.
Quando si tira in ballo Microsoft, ma non solo, fa comunque sempre un certo effetto parlare di pirateria, anche perché adesso - giustamente - l'azienda ci tiene a enumerare i danni economici - specialmente in termini di mancati guadagni e mancata possibilità di creare nuovi posti di lavoro - derivanti dalla pirateria software dei suoi prodotti, ma dimentica di menzionare, come spesso accade, che se oggi si trova nella posizione monopolistica che sappiamo, gran parte del merito è paradossalmente proprio della suddetta pirateria.
Insomma, se Windows gira sul 90% dei computer del mondo e l'Office di Microsoft è la suite per ufficio più utilizzata del pianeta - praticamente uno standard di fatto -, è perché fino a poco tempo fa il gigante di Redmond non ha mai posto in essere serie ed efficaci misure per contrastare il fenomeno, consapevole appunto che il mantenimento dello status quo non avrebbe fatto altro che consolidare questo monopolio. E non sarà facile, adesso, invertire questa tendenza. E' vero che negli ultimi due o tre anni il fenomeno (anche da noi) ha subito una riduzione, ma prima di arrivare all'estirpazione completa ne dovranno passare di giornate antipirateria. E pure di Genuine e compagnia bella.
Personalmente sono contro la pirateria software. Per carità, agli inizi i miei bei programmini (Nero e compagnia bella, per intenderci) li craccavo anch'io, sarebbe sciocco negarlo, ma poi col tempo mi sono accorto che nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un'operazione perfettamente inutile, in quanto esistono nell'area dei programmi free e/o open source degli equivalenti ai programmi più blasonati e noti che non li fanno per nulla rimpiangere, anzi a volte sono pure migliori (c'è ad esempio qualcosa che K3b non fa rispetto a Nero?).
Microsoft, a mio avviso, non deve quindi preoccuparsi più di tanto della pirateria software (o almeno non solo di quella), ma semmai dell'avanzata - lenta ma inesorasile - della quota di utenti che abbandonano i vari Windows e programmi proprietari in genere in favore di quelli liberi, spesso, anzi quasi sempre, gratuiti e pure una spanna sopra gli altri.
giovedì 14 agosto 2008
Ad Angelina Jolie non si resiste (e ci si infetta)
Arstechnica, in un suo articolo di una ventina di giorni fa, riportava come la maggior parte delle e-mail spazzatura e veicola-virus attualmente in circolazione utilizzino il trucchetto trito e ritrito di promettere la visione di spezzoni di filmati, rigorosamente senza veli (altrimenti chi ci casca?), di bellone famose (e formose) e star internazionali.In questo periodo pare che vada per la maggiore la bella e avvenente moglie di Brad Pitt: Angelina Jolie (foto).
In pratica, l'e-mail che piove nelle caselle di posta degli utenti contiene un allegato dal nome tipo video-nude-anjelina.avi.exe o simili, che stando a quanto riportato nella stessa e-mail dovrebbe essere il famoso video di Angelina senza veli, ma che una volta aperto dall'allegra orda di allupati maschietti, frementi all'idea di vedere la gentil donzella in tenuta discinta, installa invece nel loro pc un bel trojan chiamato Trojan.Agent.AGGZ.
Curioso a questo proposito notare come nel 2008 venga ancora utilizzato e sfruttato il vecchio, ma evidentemente sempre efficace, trucchetto della doppia estensione del file (in questo caso .avi seguito da .exe), che su un sistema Windows configurato per nascondere l'estensione dei files conosciuti (impostazione in genere attiva di default) può contribuire a giocare dei brutti scherzi in presenza di e-mail di questo tipo.
Ma la cosa ancora più curiosa, e per certi versi inquietante, è che queste e-mail si ripresentano ciclicamente (generalmente a cadenza annuale), ogni volta mietendo lo stesso numero di vittime, se non più elevato. L'e-mail di Angelina Jolie, ad esempio, non è una novità di quest'anno, ma ha già fatto la sua comparsa e i suoi danni (seppur con modalità tecniche differenti) anche nel 2007, mentre Repubblica parlava già di questa piaga in un suo articolo addirittura del 2005. Verrebbe da dire che l'esperienza non insegna niente.
Da qualche anno - come ben sanno i miei lettori più affezionati - mi interesso, tra le altre cose, di quello che accade nel mondo di internet, della sua evoluzione, e ancora oggi mi stupisco di fronte alla potenza del social engineering. Di come sia capace, se opportunamente sfruttato, di sgretolare tutti i muri che si costruiscono basandosi sull'esperienza e sul buon senso (che in rete è un requisito fondamentale per quanto concerne la sicurezza).
Se basta la promessa di 20 secondi di filmato "hard" per far cadere tutto questo, direi che agli spammer e criminali informatici vari difficilmente si riuscirà a mettere i bastoni tra le ruote.
mercoledì 9 luglio 2008
Gli aggiornamenti di Windows chiudono l'accesso a internet ai pc che utilizzano ZoneAlarm
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Ho ricevuto oggi pomeriggio una telefonata da un mio caro amico, il quale mi ha spiegato di aver installato le patch mensili di Windows e di non essere più riuscito, da quel momento, a connettersi a internet. Successivamente mi ha poi richiamato, avvisandomi di essere riuscito a tornare online dopo un ripristino configurazione di sistema tramite il quale ha eliminato le patch installate in precedenza.
Ho fatto un breve girettino in rete e ho trovato il motivo del problema. Come spiegato bene in questo articolo di ZeusNews, pare che una delle 4 patch in circolazione - la prima - vada in conflitto col firewall ZoneAlarm chiudendo ogni accesso a internet. Al momento pare che l'unica soluzione per non vedersi pregiudicata la possibilità di connettersi alla rete sia la disabilitazione di ZoneAlarm (ovviamente per chi lo utilizza) oppure evitare momentaneamente di installare gli aggiornamenti (definiti tra l'altro importanti proprio da Microsoft).
E' infatti probabile che a breve venga rilasciata un'ulteriore patch per correggere... la patch (non è la prima volta che succede).
Curioso come sempre più spesso gli aggiornamenti che vengono rilasciati per motivi di sicurezza tendano invece a pregiudicarla (in questo caso si è costretti a rinunciare a uno dei due elementi più importanti per la sicurezza del pc). Ma Microsoft ci ha da tempo abituato a questo e ad altro.
Aggiornamento 21,45
Del problema parla anche The Register, mentre nel sito di ZoneAlarm è disponibile una pagina esplicativa con alcune indicazioni per risolvere temporaneamente il problema.
mercoledì 14 maggio 2008
Sistemi operativi preinstallati, arriva la class action
La mai sopita questione, che si trascina da anni, dei sistemi operativi Windows preinstallati sui pc, si è arricchita di un nuovo e per certi versi inaspettato capitolo: una probabile class action.A darne notizia è tra gli altri PI, che in questo articolo segnala l'iniziativa presa dall'associazione dei consumatori Aduc.
Come è noto, quando si va ad acquistare un pc ci si trova nella stragrande maggioranza dei casi già preinstallato Windows. Si tratta dei famosi sistemi OEM (Original Equipment Manifacturer), tramite i quali Microsoft cede ai produttori di pc i diritti di preinstallazione.
Il motivo principale della class action, come si legge nella pagina del sito dell'Aduc che si riferisce all'iniziativa, va ricercato nella conclamata impossibilità - se non a prezzo di assurde e sfiancanti acrobazie burocratiche - di ottenere il legittimo rimborso per ciò che non si utilizza e non si vuole.
E' vero che oggi sono sempre in maggior numero le catene e i negozi che vendono pc privi di sistema operativo o con preinstallato Linux (ad esempio computerdiscount.it), ma, come documentato a suo tempo da Paolo Attivissimo, chi si vuole imbarcare in una impresa del genere deve armarsi di una titanica dose di testardaggine e pazienza. E tutto questo pure in presenza di sentenze che stabiliscono la legittimità della richiesta di rimborso.
A margine di tutto ciò, quello che lascia un po' di amaro e che rattrista è che si debba ricorrere a una class action per vedere riconosciuto un diritto legale, in questo caso espressamente previsto dal contratto di licenza Microsoft.
lunedì 17 marzo 2008
Prima (Windows Xp) e dopo (Linux)/2
Qualche giorno fa, come ricorderete, ho installato nel pc che utilizzano Chiara e le mie figlie un sistema operativo Linux, e precisamente Ubuntu 7.10. Come ho già scritto nel post precedente, l'approccio, pur con qualche naturale diffidenza iniziale, è stato buono e il passaggio sostanzialmente indolore. Questo, naturalmente, anche perché ho cercato di ottimizzare le impostazioni del nuovo sistema in modo che risultasse il più possibile simile all'Xp a cui erano abituate (comprese le cartelle sul desktop nella medesima posizione ^^).
Beh, devo dire che pur non essendo trascorsa neppure una settimana dall'operazione, di Xp si sono già dimenticate! Tutte le normali operazioni che svolgevano prima continuano a svolgerle tranquillamente sul nuovo sistema come se niente (o quasi) fosse. Solo a Francesca, la più piccola delle mie figlie, ogni tanto piace tornare di là, ma questo è dovuto sostanzialmente al fatto che per lei il pc è soprattutto sinonimo di giochi, tasto ancora piuttosto dolente per Linux. Chiara e Michela, invece, che utilizzano prevalentemente il pc per internet, video, musica e applicazioni office, nessun problema.
Naturalmente ci tengo a precisare - onde evitare che qualcuno pensi che io sia un padre despota e snaturato (^^) - che io non ho imposto niente a nessuno. Ho sì installato Linux sul loro pc e dato qualche breve spiegazione sul suo utilizzo, ma fin da subito ho fatto presente che Xp c'era ancora e che potevano all'occorrenza caricarlo tranquillamente al posto di Linux, poi hanno scelto loro.
Una nota interessante, invece, riguarda la stampante, questa. Per installarla su Xp è notoriamente necessario il cd di installazione, o, in mancanza di questo, reperire i driver dal sito del produttore e installarli manualmente. Con Linux è bastato accenderla: è stata immediatamente riconosciuta e una piccola finestrella sulla barra in alto mi ha immediatamente avvisato che era pronta per stampare. Alla faccia di chi ancora pensa che Linux dia noie con le periferiche!
Per quanto riguarda i giochi, invece, ho parzialmente risolto con un software di emulazione, Virtualbox (ne ho già parlato qui), tramite il quale ho installato un Xp virtuale su una partizione altrettanto virtuale. Una volta avviata l'applicazione, il sistema Windows viene visto come un normale processo di Linux.
Ecco alcune schermate dell'operazione:




Piccola curiosità: molti dei giochi che utilizzano Michela e Francesca sono delle versioni per pc dei classici arcade (Tetris, Pacman, Crazy Kong, ecc...) che imperversavano nelle sale giochi e nei bar negli anni '80 (chi ha la mia età sa di cosa parlo). Bene, per farli girare sui moderni pc vengono utilizzati dei particolari emulatori chiamati MAME (acronimo di Multiple Arcade Machine Emulator), i quali in pratica "trasformano" il pc in una consolle di gioco degli anni '80. Come vedete dall'immagine sopra, per farli funzionare si scarica dalla rete il relativo archivio .zip contenente i file del gioco e si apre trascinandolo sull'emulatore.
Nell'immagine qui sotto vedete ad esempio PBobble in azione:

In pratica abbiamo un gioco che gira su una consolle virtuale, installata su un sistema operativo virtuale su una partizione virtuale. E funziona anche...
Per ora mi fermo qui. Altre eventuali novità o aggiornamenti nei prossimi post. Vorrei chiudere con una battuta, per quelli che ancora pensano che Linux sia difficile:
"Difficile? Ma se lo usano anche i bambini..." :-)
Beh, devo dire che pur non essendo trascorsa neppure una settimana dall'operazione, di Xp si sono già dimenticate! Tutte le normali operazioni che svolgevano prima continuano a svolgerle tranquillamente sul nuovo sistema come se niente (o quasi) fosse. Solo a Francesca, la più piccola delle mie figlie, ogni tanto piace tornare di là, ma questo è dovuto sostanzialmente al fatto che per lei il pc è soprattutto sinonimo di giochi, tasto ancora piuttosto dolente per Linux. Chiara e Michela, invece, che utilizzano prevalentemente il pc per internet, video, musica e applicazioni office, nessun problema.
Naturalmente ci tengo a precisare - onde evitare che qualcuno pensi che io sia un padre despota e snaturato (^^) - che io non ho imposto niente a nessuno. Ho sì installato Linux sul loro pc e dato qualche breve spiegazione sul suo utilizzo, ma fin da subito ho fatto presente che Xp c'era ancora e che potevano all'occorrenza caricarlo tranquillamente al posto di Linux, poi hanno scelto loro.
Una nota interessante, invece, riguarda la stampante, questa. Per installarla su Xp è notoriamente necessario il cd di installazione, o, in mancanza di questo, reperire i driver dal sito del produttore e installarli manualmente. Con Linux è bastato accenderla: è stata immediatamente riconosciuta e una piccola finestrella sulla barra in alto mi ha immediatamente avvisato che era pronta per stampare. Alla faccia di chi ancora pensa che Linux dia noie con le periferiche!
Per quanto riguarda i giochi, invece, ho parzialmente risolto con un software di emulazione, Virtualbox (ne ho già parlato qui), tramite il quale ho installato un Xp virtuale su una partizione altrettanto virtuale. Una volta avviata l'applicazione, il sistema Windows viene visto come un normale processo di Linux.
Ecco alcune schermate dell'operazione:




Piccola curiosità: molti dei giochi che utilizzano Michela e Francesca sono delle versioni per pc dei classici arcade (Tetris, Pacman, Crazy Kong, ecc...) che imperversavano nelle sale giochi e nei bar negli anni '80 (chi ha la mia età sa di cosa parlo). Bene, per farli girare sui moderni pc vengono utilizzati dei particolari emulatori chiamati MAME (acronimo di Multiple Arcade Machine Emulator), i quali in pratica "trasformano" il pc in una consolle di gioco degli anni '80. Come vedete dall'immagine sopra, per farli funzionare si scarica dalla rete il relativo archivio .zip contenente i file del gioco e si apre trascinandolo sull'emulatore.
Nell'immagine qui sotto vedete ad esempio PBobble in azione:

In pratica abbiamo un gioco che gira su una consolle virtuale, installata su un sistema operativo virtuale su una partizione virtuale. E funziona anche...
Per ora mi fermo qui. Altre eventuali novità o aggiornamenti nei prossimi post. Vorrei chiudere con una battuta, per quelli che ancora pensano che Linux sia difficile:
"Difficile? Ma se lo usano anche i bambini..." :-)
lunedì 10 marzo 2008
Prima (Windows Xp) e dopo (Linux)
Linux avanza. E non solo nel mondo, tra amministrazioni, enti e governi, ma anche in casa Sacchini. Ieri pomeriggio ho infatti approfittato di un paio d'ore in cui ero in casa da solo, per installare, quatto quatto, Ubuntu 7.10 sul pc che utilizzano Chiara e le mie figlie abitualmente.
Ed ecco il pc dopo essere stato opportunamente "trattato".
Prima:

e dopo:

Il passaggio è stato tutto sommato indolore, a parte la sorpresa iniziale di Francesca quando è andata ad accendere il pc dopo essere tornata a casa. E' stato indolore principalmente perché l'unica cosa ad essere cambiata è stato l'ambiente, ma le applicazioni che si sono trovate sul nuovo Linux sono le stesse che utilizzavano prima su Windows:
L'operazione si è resa necessaria principalmente per un motivo di ordine pratico. Gestire un computer con su Windows, come ben sapete, significa spendere una certa quantità di tempo per tenerlo "in ordine": antivirus da aggiornare, file temporanei da eliminare, deframmentazioni, scansioni di ogni tipo (antispyware, antiquello, antiquell'altro e compagnia bella), ecc... Tutte cose che ho ovviamente spiegato a moglie e figlie, ma che sostanzialmente sono sempre rimaste lettera morta e alle quali dovevo quindi provvedere io, che notoriamente ho ben altro a cui pensare.
Siccome con Linux non è necessario niente di tutto questo, ma si lavora e basta, ecco risolto il problema alla radice. Per ora mi sembra che le prime reazioni siano buone, anche se Michela e Francesca lamentano la mancanza dei giochi che giravano su Windows, per i quali vedrò comunque di rimediare nei prossimi giorni con qualche software di emulazione (e per i quali possono sempre tornare all'occorrenza di là).
Per adesso mi fermo qui; in qualcuno dei prossimi post riporterò eventuali aggiornamenti su come evolve la situazione.
Ed ecco il pc dopo essere stato opportunamente "trattato".
Prima:

e dopo:

Il passaggio è stato tutto sommato indolore, a parte la sorpresa iniziale di Francesca quando è andata ad accendere il pc dopo essere tornata a casa. E' stato indolore principalmente perché l'unica cosa ad essere cambiata è stato l'ambiente, ma le applicazioni che si sono trovate sul nuovo Linux sono le stesse che utilizzavano prima su Windows:
- Openoffice.org per la scuola e per scrivere le loro cose (lettere agli amici, appunti, ecc...)
- Vlc Media Player per vedere film, videoclip musicali e per ascoltare i cd
- Firefox per internet, posta elettronica e messenger (tramite meebo.com)
L'operazione si è resa necessaria principalmente per un motivo di ordine pratico. Gestire un computer con su Windows, come ben sapete, significa spendere una certa quantità di tempo per tenerlo "in ordine": antivirus da aggiornare, file temporanei da eliminare, deframmentazioni, scansioni di ogni tipo (antispyware, antiquello, antiquell'altro e compagnia bella), ecc... Tutte cose che ho ovviamente spiegato a moglie e figlie, ma che sostanzialmente sono sempre rimaste lettera morta e alle quali dovevo quindi provvedere io, che notoriamente ho ben altro a cui pensare.
Siccome con Linux non è necessario niente di tutto questo, ma si lavora e basta, ecco risolto il problema alla radice. Per ora mi sembra che le prime reazioni siano buone, anche se Michela e Francesca lamentano la mancanza dei giochi che giravano su Windows, per i quali vedrò comunque di rimediare nei prossimi giorni con qualche software di emulazione (e per i quali possono sempre tornare all'occorrenza di là).
Per adesso mi fermo qui; in qualcuno dei prossimi post riporterò eventuali aggiornamenti su come evolve la situazione.
giovedì 28 febbraio 2008
Ennesima multa a Microsoft da parte dell'Antitrust europea
Sinceramente non so se valga la pena scrivere un post ogni volta che l'azienda di Bill Gates (foto) si becca una multa per abuso di posizione dominante, anche perché la cosa comincia a diventare ripetitiva e assume sempre di più la dimensione di un dialogo tra sordi.L'ultima in ordine di tempo se l'è comunque beccata ieri, per un importo che si aggira sugli 899 milioni di euro. Che sommati a quelli delle sanzioni precedenti a partire dal 2004, quando tutta la vicenda ha avuto inizio, fanno un totale di 1,68 miliardi di euro (non lasciatevi impressionare, si tratta sempre di una minima percentuale della media del fatturato globale annuo di Microsoft).
I motivi sono sempre quelli: zio Bill non ne vuole sapere di rendere pubbliche le specifiche di Windows, e quando lo fa, è a prezzi difficilmente sostenibili per i competitor che vogliono scrivere software pienamente compatibile coi suoi sistemi. Con la conseguenza che tutto il discorso sulla tanto strombazzata interoperabilità se ne va a ramengo.
Difficile dire, visto il tormentato rapporto che da anni intrattiene con le corti Antitrust di molti paesi (sulle vicende M$/UE c'è questo particolareggiato articolo di Repubblica), se zio Bill abbia imparato la lezione una volta per tutte. Così, a occhio, pare di no.
sabato 9 febbraio 2008
Lo salviamo Xp?
Un piccolo segnale abbastanza indicativo di questa tendenza si può trovare in una petizione online (chi è interessato la può sottoscrivere qui) che in meno di un mese di vita - è stata lanciata il 14 gennaio scorso - ha raccolto più di 75000 firme. E alla quale, abbastanza inaspettatamente, Microsoft ha risposto.
Come è noto, il supporto online (aggiornamenti critici e quant'altro) per Xp è previsto fino al 2014, ma ciò che preoccupa maggiormente gli utenti è la data oltre la quale sparirà dagli scaffali dei negozi, ossia il 30 giugno prossimo. E' interessante notare, a questo proposito, che anche questa scadenza è il risultato di una precedente proroga temporale, in quanto inizialmente lo stop della commercializzazione di Xp era prevista per il mese scorso. Data che è stata poi "spostata" in avanti a causa delle insistenti richieste dell'utenza.
E' comunque piuttosto difficile prevedere adesso quali saranno le mosse future dell'azienda, anche se - così, a naso - pare piuttosto difficile che Microsoft decida di prorogare ulteriormente tale termine. In ogni caso, nel rispondere alla petizione, un portavoce della casa di Redmond ha affermato che, così come è già avvenuto in occasione del primo posticipo, l'azienda sta valutando l'evoluzione della cosa.
E' interessante a tal proposito segnalare, come riporta sempre computerworld.com in quest'altro articolo, che in un sondaggio effettuato da King Research nel novembre scorso, quando la notizia della sospensione della vendita di Xp era già nota, il 44% degli interpellati ha ammesso senza mezzi termini di essere pronta a migrare verso la concorrenza (generalmente Linux o Mac) piuttosto che essere obbligata all'upgrade a Vista.
Insomma, se siete affezionati al buon vecchio Xp, che se vogliamo dirla tutta non è che vada ultimamente così male, avete tempo fino alla fine di giugno per le versioni OEM. Dopo si camperà solo di "rendita".
venerdì 25 gennaio 2008
Il mio primo post scritto su un sistema operativo "virtuale"
La marea di articoli e howto che trovate in questo blog e nel mio sito internet, li ho scritti per la maggior parte utilizzando il sistema operativo Linux (ovviamente dopo averlo conosciuto, prima usavo Windows). In ogni caso, sia che si trattasse dell'uno o dell'altro, erano sempre sistemi operativi "veri", diciamo così, cioè saldamente e permanentemente installati sul disco fisso del pc (eccetto alcune situazioni di emergenza in cui ho utilizzato Knoppix, un sistema operativo che gira su cd o dvdrom avviabile).
Ho sentito spesso parlare di software di emulazione, di virtualizzazione dei sistemi e cose simili (VMware e dintorni, per intenderci), ma non ho mai prestato a queste soluzioni molta attenzione. Poi ho trovato questo articolo sul blog di Salvatore e, più per sfizio che altro, ho provato. Ovviamente per chi già ha sperimentato questi software ho scoperto l'acqua calda, ma ne sono comunque rimasto affascinato ed entusiasta.
Per testare il programma ho usato il pc che utilizzano solitamente Chiara e le mie figlie (qualche protesta per l'intrusione, ma vabbè), sul quale gira Xp. Ho installato il software di virtualizzazione (download qui) e ho seguito la spiegazione di Salvatore. Ed ecco alcune immagini a operazione conclusa:

Virtualbox, una volta lanciato (partendo da "start", come tutti i normali programmi), si presenta come una normalissima finestra di Windows all'interno della quale gira il sistema operativo "ospite" (in questo caso Ubuntu 7.10). Al termine dell'installazione, il sistema "virtuale" è pronto per l'utilizzo con tutte le sue funzioni, esattamente come se fosse stato installato su hard disk (nell'immagine qui sotto sto facendo l'aggiornamento dei pacchetti software via internet al termine dell'installazione):

Se si espande la finestra a schermo intero, ecco che il sistema operativo ospite appare in tutta la sua interezza, esattamente come se fosse stato installato normalmente su hard disk:

Uno, tra i tanti, degli aspetti che più mi ha colpito è quello che il tutto (nonostante ciò che pensavo io inizialmente) non è affatto lento, ma le varie applicazioni si aprono alla stessa velocità di un sistema operativo tradizionale.
Il sistema operativo - come dicevo sopra - una volta installato è completo di tutte le sue funzioni, ed è possibile svolgere tutte le normali operazioni che si fanno comunemente col pc (ci sto scrivendo questo articolo), compresa l'installazione o la rimozione di programmi, la navigazione in rete, l'aggiornamento del software via internet, l'installazione di plugin vari, ecc...
Le macchine virtuali che si possono creare sono molteplici, e su ognuna può ovviamente essere installato un sistema operativo diverso. Ma l'aspetto più interessante di tutta la questione, è che tutto ciò che si fa all'interno del computer virtuale sul quale è installato il sistema operativo ospite rimane circoscritto al suo interno, e ciò evita la possibilità di combinare guai all'infuori di esso, che è poi il timore maggiore degli utenti in genere. In pratica, il vostro caro Windows installato sul disco fisso non ve lo tocca nessuno. Insomma, i titubanti non hanno più scuse per non provare Linux! :-)
Ultima cosa e poi chiudo. Il software di cui ho parlato è multipiattaforma: gira su Windows, su Linux e su Mac. Ciò significa che è possibile installare Linux su una macchina Windows (come ho fatto io), Windows su Linux, Linux su Mac, Windows su Mac, ecc...
Insomma, il divertimento è assicurato.
Ho sentito spesso parlare di software di emulazione, di virtualizzazione dei sistemi e cose simili (VMware e dintorni, per intenderci), ma non ho mai prestato a queste soluzioni molta attenzione. Poi ho trovato questo articolo sul blog di Salvatore e, più per sfizio che altro, ho provato. Ovviamente per chi già ha sperimentato questi software ho scoperto l'acqua calda, ma ne sono comunque rimasto affascinato ed entusiasta.
Per testare il programma ho usato il pc che utilizzano solitamente Chiara e le mie figlie (qualche protesta per l'intrusione, ma vabbè), sul quale gira Xp. Ho installato il software di virtualizzazione (download qui) e ho seguito la spiegazione di Salvatore. Ed ecco alcune immagini a operazione conclusa:

Virtualbox, una volta lanciato (partendo da "start", come tutti i normali programmi), si presenta come una normalissima finestra di Windows all'interno della quale gira il sistema operativo "ospite" (in questo caso Ubuntu 7.10). Al termine dell'installazione, il sistema "virtuale" è pronto per l'utilizzo con tutte le sue funzioni, esattamente come se fosse stato installato su hard disk (nell'immagine qui sotto sto facendo l'aggiornamento dei pacchetti software via internet al termine dell'installazione):

Se si espande la finestra a schermo intero, ecco che il sistema operativo ospite appare in tutta la sua interezza, esattamente come se fosse stato installato normalmente su hard disk:

Uno, tra i tanti, degli aspetti che più mi ha colpito è quello che il tutto (nonostante ciò che pensavo io inizialmente) non è affatto lento, ma le varie applicazioni si aprono alla stessa velocità di un sistema operativo tradizionale.
Il sistema operativo - come dicevo sopra - una volta installato è completo di tutte le sue funzioni, ed è possibile svolgere tutte le normali operazioni che si fanno comunemente col pc (ci sto scrivendo questo articolo), compresa l'installazione o la rimozione di programmi, la navigazione in rete, l'aggiornamento del software via internet, l'installazione di plugin vari, ecc...
Le macchine virtuali che si possono creare sono molteplici, e su ognuna può ovviamente essere installato un sistema operativo diverso. Ma l'aspetto più interessante di tutta la questione, è che tutto ciò che si fa all'interno del computer virtuale sul quale è installato il sistema operativo ospite rimane circoscritto al suo interno, e ciò evita la possibilità di combinare guai all'infuori di esso, che è poi il timore maggiore degli utenti in genere. In pratica, il vostro caro Windows installato sul disco fisso non ve lo tocca nessuno. Insomma, i titubanti non hanno più scuse per non provare Linux! :-)
Ultima cosa e poi chiudo. Il software di cui ho parlato è multipiattaforma: gira su Windows, su Linux e su Mac. Ciò significa che è possibile installare Linux su una macchina Windows (come ho fatto io), Windows su Linux, Linux su Mac, Windows su Mac, ecc...
Insomma, il divertimento è assicurato.
giovedì 29 novembre 2007
Gallina vecchia (Xp) fa buon brodo
Il prossimo anno sarà molto importante per i sistemi operativi di casa Microsoft. Sono previsti infatti i rilasci di nuovi service pack per i due sistemi Windows attualmente più diffusi sul mercato: Xp e Vista. Per Xp si tratta del terzo rilascio, mentre per il neonato Vista del primo. In attesa dell'evento, una società informatica specializzata della Florida ha svolto alcuni test comparati di benchmarch per vedere cosa cambierà, soprattutto in termini di prestazioni, nei due sistemi operativi dopo il rilascio delle mega patch.I risultati - piuttosto sorprendenti - stanno già da alcuni giorni facendo il giro della rete, tra dibattiti e discussioni. Alla luce del responso dello studio, infatti, risulta che Windows Xp dopo l'installazione del terzo service pack sarà mediamente del 10% più veloce di adesso, mentre al "pachidermico" Vista l'installazione del mega aggiornamento porterà un beneficio praticamente irrisorio (valutato tra l'1 e il 2% dell'attuale). Cioè, per intenderci, elefantiaco era ed elefantiaco rimane.
Per una singolare cocomitanza, questi test vengono pubblicati in rete proprio a poco tempo di distanza dalla decisione di Microsoft di prolungare la vendita di Xp fino a giugno 2008 (inizialmente era previsto lo stop della commercializzazione a gennaio del prossimo anno) a causa delle pressanti richieste della clientela. Come prima impressione, alla luce di quanto sopra, verrebbe quasi da dire che Vista ha il suo più acerrimo nemico proprio in casa.
Come è noto, infatti, la maggior parte dell'utenza tende in genere ad aspettare prima di fare l'upgrade alla versione successiva di un sistema operativo, e, specialmente con i vari Windows, ciò che si aspetta è appunto il primo service pack, quello che dovrebbe migliorare i cosiddetti "difetti di gioventù" dei sistemi immessi sul mercato.
In sostanza questo studio dimostra che, a parità di hardware, Windows Vista sarà addirittura più lento di Xp. Questo, in verità, era noto già da tempo. A tal proposito mi pare siano interessanti i risultati di un altro studio condotto recentemente. Sono stati messi a confronto i requisiti hardware richiesti da Vista e da Windows HPC Server 2008, un sistema operativo espressamente dedicato ai server e ai super pc. Sorpresa (sorpresa?): in termini di ram è risultato più esigente Windows Vista (fonte).
Sarà interessante vedere, a questo punto, quanti saranno gli utenti che riterranno più conveniente (e non solo economicamente) tenersi il buon "vecchio" Xp con la nuova mega patch piuttosto che passare a Vista.
martedì 30 ottobre 2007
Acer prende il toro per le corna
Ovviamente mi riferisco con questo titolo all'articolo pubblicato oggi da Punto Informatico. Brevemente, in questo articolo viene evidenziato come il quinto produttore di pc del mondo abbia deciso di semplificare la vita a tutti quegli utenti che vogliono acquistare un pc nuovo senza trovarsi Windows tra i piedi.
Chi si interessa un pò di informatica e di sistemi operativi sa quanto sia difficile oggi trovare un pc senza Windows, e, soprattutto, quanto sia ancora più difficile ottenere un rimborso per un Windows inutilizzato (rimborso sulla carta previsto da Microsoft, ma allo stato pratico estremamente difficile da ottenere).
Acer, probabilmente spinta un pò anche dalle ultime sentenze di questo periodo in merito, ha deciso di venire incontro agli utenti, evitando, tramite pochi e semplici passaggi, il ricorso a lungaggini burocratiche degne di miglior causa.
Tutto ciò sperando, ovviamente, che altre aziende decidano di seguire l'esempio.
Chi si interessa un pò di informatica e di sistemi operativi sa quanto sia difficile oggi trovare un pc senza Windows, e, soprattutto, quanto sia ancora più difficile ottenere un rimborso per un Windows inutilizzato (rimborso sulla carta previsto da Microsoft, ma allo stato pratico estremamente difficile da ottenere).
Acer, probabilmente spinta un pò anche dalle ultime sentenze di questo periodo in merito, ha deciso di venire incontro agli utenti, evitando, tramite pochi e semplici passaggi, il ricorso a lungaggini burocratiche degne di miglior causa.
Tutto ciò sperando, ovviamente, che altre aziende decidano di seguire l'esempio.
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