Visualizzazione post con etichetta nucleare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nucleare. Mostra tutti i post

giovedì 17 novembre 2011

Il senso di Clini per il nucleare

Il nuovo ministro dell'ambiente, Corrado Clini, ha dichiarato che al nucleare si può guardare "a certe condizioni". Nell'attesa di saperne di più riguardo alle suddette condizioni, sarebbe forse il caso di ricordare al neoministro che il nucleare è già stato bocciato dagli italiani da ben due referendum, di cui l'ultimo appena qualche mese fa.

lunedì 12 settembre 2011

E' una notizia?


Esplosione in un sito nucleare francese a 240 Km da Ventimiglia. Il Giornale mette la notizia a fondo pagina dopo due importantissimi articoli: "dal sadomaso al fetish" e "sono peggio le corna o la noia?".

Nel frattempo, Max segnala su Facebook che al Tg1 delle 17 hanno mandato in onda un chilometrico servizio sul matrimonio di Brunetta.

martedì 14 giugno 2011

Qualcuno spieghi a Feltri e Belpietro che non siamo fessi

Gli editoriali odierni di Feltri (ritornato al Giornale) e Belpietro (ancora su Libero), hanno un comune denominatore: quello di apostrofare neanche tanto velatamente come gonzi i 27.000.000 di elettori che hanno rifiutato il ritorno al nucleare di Berlusconi.

Feltri lo dice esplicitamente, affermando che i votanti sono stati "infinocchiati" da chi ha cavalcato la vicenda Fukushima. Belpietro la prende un po' più alla larga, parlando di risultato dettato più "dall'irrazionalità che dal ragionamento".

Ora, nessuno mette in dubbio che quello che è successo in Giappone abbia avuto un certo peso nel raggiungimento (e superamento) del quorum referendario, e nessuno mette in dubbio che molti elettori siano stati influenzati da quel disastro. Ma accanto a questi, ci sono elettori che si sono interessati al problema in modo più approfondito, documentandosi con l'aiuto di internet o ascoltando gli esperti.

Elettori che hanno messo la croce sul "sì" perché conoscono l'imponderabilità dei costi del nucleare (compresi quelli della futura dismissione delle centrali, di cui non parla mai nessuno), l'incognita del rapporto costi/benefici, il problema (tuttora insoluto) delle scorie, i rischi che si corrono a imbarcarsi in questo titanico progetto infrastrutturale in un paese in cui la corruzione la fa da padrona e in cui gli imprenditori guardano al massimo profitto col minimo investimento possibile.

Non è, quindi, cari Feltri e Belpietro, solo un problema di "paura". E non potete liquidare la questione semplicemente affermando che a causa della suddetta paura ci siamo fatti "infinocchiare". Anzi, molti di quelli che hanno votato "sì", compreso il sottoscritto, probabilmente pensano che quello della sicurezza sia paradossalmente il problema minore rispetto a tutti gli altri.

Insomma, se volete prendere per fesso qualcuno, liberissimi. Fate attenzione, però, che tra quei fessi non ci sia chi se ne accorge.

sabato 4 giugno 2011

Tentare il tutto per tutto


L'ultima, disperata mossa del cavaliere per tentare di annullare il referendum sul nucleare - ha una paura boia che si raggiunga il quorum -, è il ricorso alla Corte Costituzionale. Quella che fino a ieri era da riformare perché "costituita in prevalenza da giudici che provengono dalla sinistra" e che abrogano leggi (secondo lui) "giuste".

giovedì 2 giugno 2011

Sperando che Marcello abbia ragione

Marcello Sorgi, stamattina, sulla Stampa, dà quasi per certo il raggiungimento del quorum nei referendum. Lo spero, ma secondo me è stato un tantino troppo ottimista.

Il quartier generale racconta/58

Un paio di divertentissimi spunti dall'editoriale odierno di Sallusti. Uno riguarda la decisione della Cassazione sul referendum. "Una decisione politica" [e ti pareva? ndr] "che senso ha votare sì o no a una cosa che non c'è più?".

Naturalmente Sallusti sa benissimo che nel decreto omnibus il nucleare è stato solo congelato in attesa di tempi migliori, non certo cancellato, ma vabbè.

"Da ieri però il vento ha cominciato a ricambiare direzione. La nomina di Alfano a segretario unico, compatta e rafforza il Pdl". Come no? E' un po' come dire che se si tornasse a votare domani l'esito sarebbe diverso grazie alla nomina di Alfano.

mercoledì 1 giugno 2011

Il referendum sul nucleare si farà


Il Giornale: "colpo di mano della Cassazione". Come se uno dei massimi organi giuridici del nostro ordinamento costituzionale emettesse sentenze con lo scopo di scontentare/accontentare qualcuno, invece di basarsi su quello che prevede la legge. Quelli del Giornale non cambieranno mai, e neppure i suoi lettori.

Ah, dimenticavo: Wil segnala che quelli del Pdl hanno già cominciato a frignare.

giovedì 26 maggio 2011

Mentre aspettiamo che si decida

"I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere fra poche settimane fra un programma di fatto superato..." (Paolo Romani, 20 aprile 2011).

"Continuiamo ad essere convinti che la scelta nucleare sia la piu' corretta per un Paese industrializzato come il nostro" (Paolo Romani, 26 maggio 2011).

mercoledì 25 maggio 2011

Scippo (di democrazia) quasi riuscito

Per quelli che magari non ci hanno fatto caso, vale la pena ricordare che il famoso decreto omnibus, approvato ieri con l'ennesima fiducia, contiene al suo interno (oltre all'aumento del prezzo della benzina) la moratoria sul nucleare.

In pratica, viene abrogata tutta la legislazione introdotta finora per rilanciare il nucleare in Italia. Naturalmente, tutta la tiritera "in attesa di ulteriori valutazioni" non è altro che la classica presa per i fondelli, in quanto (quanto ci volete scommettere?) il tutto sarà ripresentato una volta passato il referendum - l'importante è negare ai cittadini la possibilità di esprimersi.

I possibili sbocchi, attualmente sono due: Napolitano non firma il decreto e lo rispedisce alle camere (mah...); se invece Napolitano firma, interviene la Consulta per valutare se "il decreto in questione superi la legge che il referendum ha ad oggetto e che potrebbe abrogare".

Al di là di tutto, i motivi di questi bizantinismi giuridico-legislativi penso che alla fine siano abbastanza chiari.

martedì 17 maggio 2011

Dalla Sardegna

Mentre ieri, e anche oggi, i media erano all'unisono, giustamente, concentrati sulla Waterloo berlusconiana a Milano, in Sardegna accadevano un paio di fatti che forse non è male segnalare.

1) Il referendum regionale sulla costruzione di centrali nucleari e siti di stoccaggio scorie ha visto contrario il 97% di quelli che si sono recati a votare (qualcuno, dalle parti di Roma, avrà cominciato a preoccuparsi?).

2) Oltre ad averle buscate nella "sua" Milano, Berlusconi è stato pure ridicolizzato nella "sua" Olbia, dove, dopo 10 anni di Pdl, hanno deciso di cambiare aria. Naturalmente anche lì ci aveva messo la faccia.

martedì 19 aprile 2011

Alla fine, dietro, c'è sempre lui

Il governo fa dietrofront ufficiale sul nucleare (in realtà molti ritengono si tratti solo di uno stop provvisorio, in attesa che siano passate le amministrative). Dall'iniziale ipotesi di moratoria si è infatti passati all'abrogazione "di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese". I motivi? Quelli ufficiali recitano: "Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore".

Quelli dei maligni, invece, li spiega molto chiaramente Il Fatto:

Il Governo blocca il progetto delle centrali nucleari, cercando di evitare il referendum previsto per il 12 giugno prossimo. C’è troppa attenzione sul tema, dopo la tragedia in Giappone. Così la maggioranza ha timore che gli italiani possano partecipare al quesito referendario per esprimere la loro contrarietà alla costruzione degli impianti sul terreno nazionale, raggiungendo il quorum. Ma soprattutto facendolo raggiungere anche al referendum che chiede di abrogare la legge sul legittimo impedimento. Vera preoccupazione del premier. La volontà della maggioranza non è quella di rinunciare alla partita nucleare ma piuttosto rimandare la questione a dopo le amministrative di maggio, che non si annunciano di certo facili. L’emendamento presentato stamani al Senato deve poi passare per la Camera e a Montecitorio sarà discusso il 20 maggio, cinque giorni dopo il primo turno delle elezioni amministrative. Stando a quanto riferiscono fonti vicine a Palazzo Chigi, dunque, il piano è solo rimandato. Poco importa se le schede per i referendum sono già state stampate.

Il Giornale fa finta di essere preoccupato, chiedendo "Adesso dove troveremo l'energia?". Eh già, è un bel problema, specialmente considerando il flop del fotovoltaico, dice sempre Il Giornale. Vabbè, se ne riparlerà dopo le amministrative.

martedì 22 marzo 2011

L'exit strategy dal nucleare

Io non ho mai pensato, sinceramente, che questo governo potesse portare a termine il progetto nucleare. Troppi gli ostacoli sul cammino: localizzazione dei siti, delle aree in cui stoccare le scorie, le rivolte delle regioni (vi ricordate il famoso "not in my garden"?) e via dicendo.

Adesso hanno capito che continuare con questa storia avrebbe significato come minimo perdere di brutto le prossime amministrative, e di riflesso, probabilmente, anche le eventuali successive politiche. Meglio fare retromarcia con una bella moratoria di un anno. Il che significa, praticamente, abbandonare definitivamente il tutto. Tanti saluti.

domenica 20 marzo 2011

Tremonti e la dismissione (delle centrali)

Giulio Tremonti, mi pare sia il primo caso finora, ha dichiarato ieri che "Ci vuole una fase di riflessione e di calcolo, perché c'è anche il costo delle dismissioni delle centrali". Come dicevo, mi pare sia la prima volta (vado a memoria) che un ministro di questo governo ammette pubblicamente questa cosa.

Benvenuto nel club di quelli che lo sapevano già (in realtà lo sapeva benissimo, ma un conto è saperlo, un altro è ammetterlo pubblicamente).

venerdì 18 marzo 2011

E le macchine?

Bruno Tinti, sul Fatto, fa notare che negli ultimi 40 anni (l'età della centrale di Fukushima) sono morte in incidenti stradali 200.000 persone solo in Italia. E nessuno ha ancora chiesto di bandire le automobili.

giovedì 17 marzo 2011

Not in my garden


Vi ricordate i Cicchitto, i Romani, i Casini, i Veronesi, le Prestigiacomo e compagnia bella, tutti fermi e determinati con cose tipo "sul nucleare non si può cambiare idea ogni minuto"? Certo, ufficialmente la linea, pur essendosi notevolmente "intiepidita" nelle ultime ore, è sempre quella. Ma tra il governo centrale e i vari esponenti locali si evidenzia una certa discrepanza di vedute.

L'Espresso ha raccolto un interessante elenco di dichiarazioni in proposito. Eloquenti, mi pare, specialmente considerando che il referendum si avvicina e le amministrative pure.

Ah, per la cronaca segnalo pure la retromarcia di Chicco Testa.

mercoledì 16 marzo 2011

Nucleare, il gigante ci pensa bene

Scrive il Washington Post che la Cina ha deciso di bloccare seduta stante tutti i suoi piani nucleari. Non stiamo parlando della Merkel che spegne due vecchie centrali (tanto che differenza fa?) o di Sarkozy che ancora non ha deciso bene che fare. Stiamo parlando della seconda potenza economica mondiale per prodotto interno lordo.

Così, per dire...

domenica 13 marzo 2011

"La politica farebbe meglio a stare zitta" (sul nucleare)

“Le centrali nucleari giapponesi – spiega Tozzi – sono state costruite per sopportare un terremoto di 8,5 gradi della scala Richter. Poi cos’è successo? E’ arrivato un sisma di 8,9 e le strutture non hanno retto”. Le centrali italiane saranno costruite per resistere a delle scosse di circa 7,1 gradi, ma, come sostiene Tozzi, “chi ci assicura che un giorno non arriverà un sisma più potente?”. Nessuno, appunto. Perché i terremoti sono fenomeni che non si possono prevedere. Inoltre il disastro giapponese è avvenuto nel paese tecnologicamente più avanzato del mondo. A Tokio infatti è radicata una seria cultura del rischio che è frutto di una profonda conoscenza di questi fenomeni. “Con quale faccia di tolla i vari Cicchitto ci vengono a vendere l’idea che in Italia, in caso di terremoto, le cose possano andare meglio che in Giappone? Il terremoto dell’Aquila se si fosse verificato in Giappone non avrebbe provocato neanche la caduta di un cornicione. Da noi ha causato 300 morti. Chi può credere alle farneticazioni sulla sicurezza del nucleare italiano?”, chiede sarcasticamente Tozzi. E’ vero che l’incidente nucleare è più raro, ma è altrettanto vero che è mille volte più pericoloso. E il caso giapponese, secondo Tozzi, è da manuale: “Se a una centrale gli si rompe il sistema di raffreddamento diventa esattamente come un’enorme bomba atomica. Forse è questa la prova del nove di cui parla Giannino”.

La differenza tra uno scienziato e un politico è che lo scienziato sa di cosa sta parlando, e parla esclusivamente in base alla sua conoscenza. Il politico, invece, spesso è un ignorante su determinate questioni e parla solo per interesse suo o di una lobby a cui ha promesso qualcosa. Lo sputtanamento di un politico da parte di uno scienziato è sempre uno spettacolo che mette una triste allegria (specialmente quando, non avendo più argomenti, arriva a cose tipo "ti spacco la faccia").

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...