domenica 30 dicembre 2018

Non si legge, dicono al Giornale

Stupisce che dalle parti del Giornale ci si allarmi perché gli italiani non leggono. Dal tipo di commenti che si trovano in calce ai vari articoli ospitati dalla testata diretta da Sallusti, infatti, dove le sgrammaticature sono più fitte di una distesa di margherite in un prato a primavera, non si ha esattamente  l'idea che il target medio dei lettori abbia particolare feeling coi tomi.

Per il resto, niente che non si sappia già e che non sia ciclicamente e puntualmente ribadito da ogni rilevazione, e cioè che la maggioranza degli italiani non apre neppure un libro all'anno e spesso, se anche uno lo apre, è magari un libro di ricette (nelle statistiche infilano anche quelli).

Una cosa che mi fa piacere è che, nonostante le profezie di morte del libro cartaceo che hanno accompagnato l'avvento degli e-reader, il suddetto libro cartaceo è nel suo piccolo vivo e vegeto. Il 95% di quei pochi che ancora leggono, preferisce infatti ancora sentire il profumo della carta e del processo di stampa.

Comunque sia, non siate allarmati, cari amici del Giornale, testate come la vostra hanno tutto da guadagnarci dal generale disinteresse per i libri.

3 commenti:

  1. Bisogna dire comunque che al Giornale, giornale illeggibile quasi, hanno degli ottimi collaboratori alle pagine culturali.

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    1. È una battuta, immagino :-)

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    2. No, no. È verissimo. Non tutti ma hanno, possono piacere o no, gente molto in gamba come Gianpaolo Serino, Davide Brullo e altri

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