sabato 1 dicembre 2018

La tassa sui money transfer

Tra i provvedimenti più stronzi e palesemente razzisti partoriti da questo sciagurato governo, c'è l'introduzione di una tassa (una commissione dell'1,5% sugli importi trasferiti) sui money transfer, cioè sulle transazioni di denaro che chi lavora in Italia invia alle famiglie nei paesi d'origine.

Perché è una misura stronza e razzista? In primo luogo perché colpisce quasi esclusivamente gli stranieri, e in secondo luogo perché danneggia i lavoratori regolari: operai, colf, badanti ecc., dai cui trasferimenti di denaro spesso dipende il destino delle relative famiglie nei paesi d'origine.

Oltretutto, sulle transazioni di denaro verso paesi extra UE già grava una commissione. Se ad esempio il cameriere bengalese del ristorante all'angolo spedisce cinquanta euro alla famiglia in Bangladesh, 3,25 (il 6,5%) vengono trattenuti dallo Stato. Adesso la Lega gli aggiunge un'ulteriore tassa dell'1,5%, facendo finta di ignorare che più i canali regolari vengono tartassati, maggiormente se ne avvantaggiano quelli irregolari, spesso gestiti da criminalità organizzata e mafia.

Naturalmente la Lega lo sa benissimo, così come conosce benissimo la profonda incoerenza insita nel provvedimento. Non sono loro, infatti, che da anni ci frantumano le appendici pendule con la storiella che bisogna aiutarli a casa loro? E questi lavoratori cosa fanno, non aiutano le loro famiglie a casa loro? Adesso non va bene neppure così? Ma l'importante è continuare a foraggiare la pancia dell'elettorato, poi delle conseguenze chi se ne frega?

Stronzi e razzisti.

(A proposito, IlSole24Ore ha calcolato che il misero introito annuale di questa tassa, discriminatoria e persecutoria, equivale a circa una sessantina di milioni di euro all'anno, appena dieci in più di quelli che la Lega deve restituire al popolo italiano. Così, per dire.)

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