sabato 20 febbraio 2010

"Finiremo come la Grecia..."

Uno dice: cavolo, un'affermazione del genere può essere sfuggita solo a un Bersani, un Franceschini, un Di Pietro, oppure a uno qualsiasi di quei fetenti di sinistra sempre intenti a cantare la canzone del pessimismo di berlusconiana memoria.

Non è esattamente così. L'ha infatti sibilata tra i denti il buon Tremonti, questa mattina, dopo che il premier l'ha fulminato con un'occhiataccia all'ennesimo annuncio di dimissioni ("Questa volta lascio, lascio davvero"). Niente di grave, è solo che nel partito (partito, insomma...) in questo periodo c'è un po' di maretta...

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