lunedì 14 luglio 2008

La Lega sulla strada sbagliata?

Beppe Grillo ha pubblicato sabato, sul suo blog, una lettera inviatagli da un lettore di nome Dante, un militante leghista dal lontano 1984. Un militante deluso ma nello stesso speranzoso.

Non ho particolare simpatia per la Lega (anche alla luce di quello che sta combinando nell'ultimo periodo), ma non ho problemi ad ammettere che un sottile piacere l'ho provato quando alle ultime elezioni ho visto i risultati elettorali che ha avuto. Piacere che deriva dal fatto che tale risultato è stato sicuramente frutto dell'insoddisfazione generale generata dall'immobilismo e dai deludenti risultati ottenuti dal biennio Prodi. A questo proposito penso che sia significativo il fatto che i due partiti minori che hanno raddoppiato il numero dei voti rispetto alle politiche del 2006, siano due di quelli (Lega e Italia dei Valori) che maggiormente si sono opposti all'indulto di mastelliana memoria.

Ma tornando al nostro militante leghista, una domanda sorge quasi spontanea: quanti sono i leghisti che si rispecchiano in quello che dice il lettore? Molti? Pochi? Quanti sono quelli costretti ad ingoiare il rospo di un'alleanza con l'attuale premier, quello che fino solo a pochi anni fa Umberto Bossi (foto) dipingeva come il diavolo in persona? (complimento ovviamente ricambiato con gli interessi)

In politica, si sa, tutto cambia e tutto evolve. Le geometrie e i disegni prestabiliti cambiano con una rapidità molto elevata in virtù degli scopi e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. La Lega vuole il federalismo fiscale: l'ha imposto a Berlusconi come punto fermo per formare l'alleanza. Ma, come osserva giustamente il lettore, di questo federalismo non c'è ancora nessuna traccia; i primi cento giorni di questo disgraziato governo sono infatti per la maggior parte stati utilizzati per sistemare le magagne giudiziarie del premier (per la cronaca, ci è quasi riuscito), ma quello che interessa veramente i leghisti pare sia ancora latitante.

E il timore espresso dal lettore è proprio quello che quando l'uomo di Arcore avrà sistemato le sue grane e sarà a posto, il federalismo e la Lega tutta potranno tornare tranquillamente da dove sono venuti. Naturalmente con tanti saluti e ringraziamenti. Si tratta di ipotesi, certo, di domande che si pone il lettore e magari anche solo una piccola fetta dell'elettorato leghista. Ma, pensandoci bene, questa ipotesi è così peregrina?

domenica 13 luglio 2008

Online le foto delle vacanze

Come vi avevo promesso, ho pubblicato una piccola carrellata di foto scattate durante la breve vacanza in quel di Sesto (Bz). Le trovate qui.

Buona domenica.

sabato 12 luglio 2008

Niccolò Ghedini

Uno dei personaggi spesso al centro della cronaca politico/giudiziaria è Niccolò Ghedini (foto), l'avvocato, o meglio uno degli avvocati, di Silvio Berlusconi, nonché parlamentare del PdL.

Mi sono sempre chiesto che tipo fosse questo Ghedini, cosa si nascondesse dietro gli occhiali spessi (un po' come i miei) e quella faccia un po' - come dire - da "secchione", ovviamente in senso bonario.

Beh, Piero Ricca, uno di quelli che non la manda a dire, ma va a "rompere" direttamente dove serve, gli ha fatto una bella intervista che ha pubblicato poi sul suo blog. Eccola qui:



Lo sapete che alla fine questo Ghedini mi è quasi simpatico? Mi trovo un pelino in disaccordo con molte delle cose che ha detto, ma almeno, come ha poi ammesso anche lo stesso Ricca, con lui ci si può parlare (a differenza di quanto succede con personaggi di altro calibro).

Il post di Piero in cui commenta l'intervista è qui.

venerdì 11 luglio 2008

Relatività

Come vedrebbe Einstein le ultime vicende politiche:

(via altagradazione)

Google è di sinistra?

Secondo voi Google è di destra o di sinistra? La risposta prova a darla un Renato Farina in splendida forma, il quale - se mai ce fosse ancora bisogno - ci ricorda per l'ennesima volta in che mani siamo.

Vi cito solo un estratto del suo discorso tenuto l'altro ieri alla Commissione Cultura della Camera (il testo integrale lo trovate a pagina 56 della versione online pubblicata sul sito della Camera):

A proposito di Internet, sono d'accordo che vada sostenuto, anche se è curioso che Di Pietro, che gestisce uno dei blog più importanti d'Italia, chieda un sostegno ai blog. Si tratta di un piccolo conflitto di interesse, ma questo non c'entra. Si parla di Internet come luogo della massima democratizzazione. È vero, però è anche luogo della giungla. Se infilate una mano in Internet e poi cercate di ritirarla, vi mancheranno almeno tre falangi, perché qualcuno nel frattempo ve le avrà mangiate! Internet prospera moltissimo sull'anonimato, ma non ritengo democrazia quella, basata sulla delazione fatta attraverso i famosi nickname, che non sono regolati e che portano a cause di diffamazione che non si risolvono mai. Abbiamo poi il mito dei motori di ricerca, che dovrebbero essere neutrali e che invece sono evidentemente condizionati, a loro volta, da interessi finanziari. Se digitate il vostro nome su un motore di ricerca e siete di centrodestra, verranno fuori le cose più atroci del mondo. Se siete di sinistra, vedrete le cose migliori. (Commenti) Ve lo garantisco. Google Italia è così, provate. Ci saranno al suo interno certi algoritmi che permettono questo.

Avete capito, no? Di Pietro avrebbe un "piccolissimo conflitto di interesse" perché dal suo blog ha chiesto un sostegno ad altri blogger per promuovere qualche sua iniziativa. E io - ingenuo - che ho sempre pensato che i veri conflitti di interesse fossero altrove (magari nei panni di qualche presidente del consiglio che controlla qualche tv e un po' di giornali)...

Per quanto riguarda la seconda "perla", sarebbe interessante una dichiarazione di Google Italia che spieghi a Farina come funziona il suo algoritmo - così, giusto per evitargli una complicata e pesantissima ricerca in rete -, ma temo sarebbe tempo perso.

(via .mau.)

giovedì 10 luglio 2008

Così vincerà sempre lui

Ho letto qua e là i resoconti pubblicati dai quotidiani in merito alla manifestazione di piazza Navona. Non mi pare ci sia granché da dire, se non che gli "antiberluscones" hanno probabilmente buttato al vento un'ottima occasione. Non ho visto gli interventi più contestati - quello di Grillo e della Guzzanti -, ma, come dicevo, ne ho letto i resoconti ieri dai giornali.

Dispiace dirlo, perché in fondo lo spirito della manifestazione era a mio parere più che condivisibile, ma la querela della Carfagna nei confronti della Guzzanti per quello che ha detto ci sta tutta. Io ho seguito in streaming via internet dal sito di Repubblica parte della manifestazione, e devo dire che fino al collegamento telefonico con Rita Borsellino tutti gli interventi sono stati entro i limiti della pacatezza e della correttezza. Poi ho dovuto chiudere e quello che è successo dopo l'ho appreso ieri dai giornali.

Difficile da quello che ho letto non condividere le prese di distanza della stessa Borsellino, di Di Pietro e di Colombo dagli interventi più "scorretti". Vorrei però fare a questo proposito un piccolo distinguo, e specificamente in merito all'intervento telefonico di Grillo. Al comico è stato contestato di aver offeso e ingiuriato il presidente Napolitano - pare che della cosa si interessi pure la procura di Roma -, ma nelle parole di Grillo (se sono effettivamente quelle riportate dalla stampa) non mi pare di leggere insulti od offese al Capo dello Stato, a meno che essere definito "Morfeo" non costituisca un insulto.

Col termine "Morfeo" Grillo ha a mio parere solo voluto evidenziare un certo lassismo e una certa leggerezza di Napolitano nel firmare alcuni provvedimenti e nel non prendere posizione riguardo agli stessi: non vedo in tutto ciò un insulto, ma semmai una critica. Il Presidente della Repubblica non si può criticare? L'insulto mi pare sia un'altra cosa.

A margine di tutto, comunque, c'è un aspetto - pare - che girotondini e contestatori vari non hanno ancora capito: manifestazioni come questa, specie se condotte in questo modo, servono solo a fornire solidi appigli ai vari Fede e Feltri e ad accrescere il già ampio consenso popolare nei confronti del premier. Insomma, alla fine quello che dispiace è che questa manifestazione resterà nella memoria come una sterile sequela di insulti a destra e a manca invece che una sacrosanta e pubblica denuncia delle leggi ad personam del cavaliere.

mercoledì 9 luglio 2008

Gli aggiornamenti di Windows chiudono l'accesso a internet ai pc che utilizzano ZoneAlarm

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho ricevuto oggi pomeriggio una telefonata da un mio caro amico, il quale mi ha spiegato di aver installato le patch mensili di Windows e di non essere più riuscito, da quel momento, a connettersi a internet. Successivamente mi ha poi richiamato, avvisandomi di essere riuscito a tornare online dopo un ripristino configurazione di sistema tramite il quale ha eliminato le patch installate in precedenza.

Ho fatto un breve girettino in rete e ho trovato il motivo del problema. Come spiegato bene in questo articolo di ZeusNews, pare che una delle 4 patch in circolazione - la prima - vada in conflitto col firewall ZoneAlarm chiudendo ogni accesso a internet. Al momento pare che l'unica soluzione per non vedersi pregiudicata la possibilità di connettersi alla rete sia la disabilitazione di ZoneAlarm (ovviamente per chi lo utilizza) oppure evitare momentaneamente di installare gli aggiornamenti (definiti tra l'altro importanti proprio da Microsoft).
E' infatti probabile che a breve venga rilasciata un'ulteriore patch per correggere... la patch (non è la prima volta che succede).

Curioso come sempre più spesso gli aggiornamenti che vengono rilasciati per motivi di sicurezza tendano invece a pregiudicarla (in questo caso si è costretti a rinunciare a uno dei due elementi più importanti per la sicurezza del pc). Ma Microsoft ci ha da tempo abituato a questo e ad altro.


Aggiornamento 21,45

Del problema parla anche The Register, mentre nel sito di ZoneAlarm è disponibile una pagina esplicativa con alcune indicazioni per risolvere temporaneamente il problema.

Sicurezza fai da te

Che le nostre forze dell'ordine siano costrette a operare in condizioni che definire precarie è un eufemismo, non è una novità. Non è infatti raro leggere di volanti a rischio stop per mancanza di fondi per la benzina, ad esempio, e magari provare stupore sapendo che la maggior parte degli elicotteri utilizzati dalla Polizia di Stato hanno più di 35 anni.

Ogni governo - destra o sinistra è indifferente - ha in genere sempre inserito in ogni sua finanziaria qualche taglio più o meno pesante al Ministero dell'Interno, cioè a Polizia, Vigli del Fuoco, ecc... Lo ha fatto Prodi nella sua finanziaria 2007, provocando a dicembre dello scorso anno la massiccia discesa in piazza delle forze dell'ordine (ovviamente Berlusconi, all'epoca all'opposizione, solidarizzò), e lo ha fatto di nuovo adesso Tremonti con la sua finanziaria di quest'anno. I tagli alle forze dell'ordine contenuti nella manovra dell'attuale esecutivo dovrebbero aggirarsi intorno ai 500 e rotti milioni di euro.

Forte di queste cifre, La Stampa pubblica un'interessante (si fa per dire) storia che riguarda il comune di Vercelli. Eccone un estratto:
Ma davvero la situazione è così compromessa? Morello [segretario regionale Consap, ndr] non ha dubbi: «E’ disastrosa, ed i problemi si trascinano da anni. La provincia di Vercelli è poi la più negletta di tutte. I nostri agenti, compresi quelli della Polstrada, continuano a viaggiare con le vecchie “Marea”, quando in tutti gli altri posti sono già arrivate le nuove “Alfa 159”. Da noi soltanto la Polstrada di Villarboit ha le Audi A4, ma perché quelle vetture sono finanziate dirattamente da Autostrada, con un’apposita convenzione». Restando nel campo delle auto, Morello ricorda che fino a poco tempo fa, chi percorreva la Tangenziale Sud di Vercelli poteva vedere, lungo la strada, una serie di vetture della polizia ferme nel cortile di una concessionaria. Spiega: «Erano le nostre auto in manutezione da tempo immemorabile perché non c’erano i soldi per pagare le riparazioni». (fonte)
Ovviamente il buon Maroni, pur ammettendo i pesanti tagli, ha prontamente dichiarato che nemmeno un cent verrà sottratto alla sicurezza e alla lotta alla criminalità. Staremo a vedere.

E' interessante comunque notare come la famosa "tolleranza zero", tanto strombazzata in campagna elettorale, contempli poliziotti che si devono cucire le divise, impronte ai bimbi rom e a decreti legge "blocca processi".

martedì 8 luglio 2008

La falsa e-mail di eBay spedita dai... Carabinieri

Spulciando la mia webmail, ieri, ho notato tra gli altri questo messaggio:


Ovviamente si tratta di spam che per qualche motivo ha bypassato la spamfolder della mia webmail. Si capisce facilmente sia dall'italiano assolutamente ridicolo (copiare/incollare nel browser la "maglia di muggito" è bellissimo) sia dal fatto che il buon Firefox avvisa della presenza di un link truffaldino:


E' interessante però notare l'intestazione, che potrebbe generare in alcuni utenti qualche preoccupazione. Pare infatti che il messaggio sia stato spedito nientemeno che dai Carabinieri. L'indirizzo di posta elettronica, tra l'altro, è reale e consente di comunicare proprio con l'Arma.

Si tratta della classica fakemail, ossia di un messaggio di posta elettronica con mittente falsificato, una tecnica che è oltretutto estremamente facile da attuare. Senza addentrarsi in laboriose ricerche, ce ne si accorge facilmente anche analizzando l'header del messaggio stesso, e in particolare il dettaglio che indica il fuso orario del server di posta dal quale è partito il messaggio:


Nella stragrande maggioranza dei server di posta viene indicata la differenza di fuso orario rispetto a quello di Greenwich, quindi l'indicazione "+0300" che vedete significa che il messaggio è partito da uno di questi paesi. E' perciò piuttosto difficile che sia stato spedito dai Carabinieri (i quali, probabilmente, hanno ben altro a cui pensare).

Non c'è che dire, questi spammer ne sanno una più del diavolo.

lunedì 7 luglio 2008

Ritorno alla vita (normale)

Una settimana in genere passa in fretta. Una settimana di ferie ancora di più. Ma c'è un aspetto a mio avviso ancora più importante del fatto che le ferie durino lo spazio di un weekend, di una settimana, di una quindicina di giorni o di un mese: e cioè che ci si rilassi e si lascino a casa, almeno per questo periodo, eventuali problemi o pensieri. Vi assicuro che per chi, come il sottoscritto, è abituato a ritmi piuttosto frenetici - lavoro, orari strani, impegni familiari vari -, anche solo una settimana in cui l'unica preoccupazione è quella di decidere dove si andrà a passeggiare il giorno dopo, è un toccasana e una ricarica fisica e mentale di non poco conto.

Anche se ero fuori, ho seguito un po' tramite i giornali quello che è successo nella settimana appena trascorsa, e ho notato che gli argomenti ricorrenti che hanno maggiormente tenuto banco - o perlomeno quelli a cui è stato dato più risalto - hanno più o meno sempre riguardato il gran daffare che si sta dando il nostro premier per cercare di eludere le sue grane giudiziarie (decreti e leggi cuciti su misura e compagnia bella, per intenderci). Rimane ancora un mistero, almeno per me, come un plurimilionario ultrasettantenne possa usare a suo piacimento le prerogative derivanti dalla carica che ricopre per farsi sostanzialmente i cavoli suoi e tentare di risolvere i suoi problemi e le sue grane nella sostanziale indifferenza delle masse (anche se qualcuno, all'interno della stessa maggioranza, pare cominci ad averne le scatole piene). Masse che probabilmente l'hanno votato pensando che si sarebbe occupato di loro. Ma la cosa, in fondo, non è che stupisca più di tanto, dal momento che i primi a fregarsene, a tollerare e a far finta di niente sono quei 4 gatti spelacchiati che dovrebbero formare l'opposizione. Vabbè...

Mi sono rimaste particolarmente impresse un paio di notizie. Una l'ho letta su Repubblica (cartacea) e riguarda quella truffa alimentare colossale, scoperta dalla Finanza, tramite la quale veniva portata sulle nostre tavole ogni possibile porcheria mascherata da latticini e formaggi freschi, il tutto con la complicità di tecnici ausl compiacenti che certificavano in maniera criminale la "genuinità" dei prodotti. A leggere i dettagli viene il volta stomaco, mentre lo schifo maggiore deriva dal sapere che qualora diventasse legge il decreto sulle intercettazioni, inchieste come questa sarebbero fortemente penalizzate. L'altra l'ho sentita in un tiggì (mi pare Studio Aperto: poi uno si chiede il perché di blog tipo questo), e riguarda gli i-Doser, i presunti mp3 con effetto dipendenza, sui quali si sono buttati a pesce stampa e tv, prontamente sbufalati dal buon Attivissimo.

Vittima di un imperioso desiderio di vedere un po' cosa stesse succedendo in rete, ho approfittato - verso metà settimana - di un tardo pomeriggio piovoso dopo il rientro da una passeggiata, per recarmi in un internet point situato all'interno di un piccolo bar di Sesto (purtroppo nella sala fumatori: grrr!!) del quale avevo notato l'insegna il giorno prima. Approfittando di una tariffa tutto sommato non troppo ladresca, mi sono fatto un bel giretto in rete. Avevo anche intenzione di scrivere due righe veloci ma poi ho lasciato perdere. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che il pc che era a disposizione dei clienti avesse installato in dualboot sia Xp che Ubuntu, segno che ormai quello del pinguino non è più un sistema operativo per "carbonari", ma di tutti.

Sto caricando, come ho fatto anche l'anno scorso, sul mio sito alcune delle quasi 500 foto che abbiamo scattato in giro per monti, boschi e sentieri. Appena sono online vi faccio un fischio. Per intanto godetevi questa succosa anteprima: le Tre Cime di Lavaredo viste dalla terrazza del rifugio Locatelli, a quota 2445 metri. Le altre a breve.

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...