Visualizzazione post con etichetta finanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta finanza. Mostra tutti i post

sabato 28 aprile 2012

Terrorismo che serve

Vi ricordate il cancan che esplose dopo i controlli a sorpresa, a Cortina, degli uomini dell'Agenzia delle Entrate e della Finanza? Vi ricordate i Cicchitto e le Santanchè che strillavano contro il terrorismo mediatico-finanziario degli 007 del fisco?
Beh, quando avete un minuto, avvisate i due onorevoli chiacchieroni che a qualcosa il cancan è servito.

mercoledì 4 gennaio 2012

Cortina e la Santanché

Articolo aggiornato.

Non so se avete letto bene quello che è successo a Cortina nei giorni a cavallo di capodanno. Per farla breve, la finanza ha fatto controlli a tappeto (e a sorpresa) tra molti esercizi commerciali della nota località vip. Risultato: gli incassi "sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia allo stesso periodo del 2010", "I ristoranti - sottolinea l'Agenzia delle Entrate - hanno registrato incrementi negli incassi fino al 300% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, i commercianti di beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dell'anno prima, i bar fino al 40% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno (+104% rispetto al giorno prima)".

Ma la notizia non è (solo) questa. Pare infatti che molti personaggi di spicco della politica si siano scagliati contro i controlli. Il leggendario Cicchitto, ad esempio, ha detto che tutta l'operazione è "chiaramente ispirata ad una concezione ideologica del controllo fiscale" (l'interpretazione di questa perla la lascio a voi). Non poteva poi mancare l'altrettanto leggendaria Santanché, la quale ha dichiarato: "Sono assolutamente contraria a questi metodi da polizia fiscale e trovo sbagliato colpire la ricchezza".

Forse al sottosegretario in gonnella sfugge il fatto che la Guardia di Finanza è a tutti gli effetti un corpo di polizia fiscale, cioè si tratta di forze dell'ordine, armate, con specifici compiti di prevenzione e repressione di crimini di natura finanziaria. Ecco, la signora Santanché trova quindi strano che un corpo di polizia fiscale usi metodi da polizia fiscale (pensava forse che sarebbero intervenuti con estintori e autoscale, come i pompieri?). Inutile, a questo punto, fare notare alla ciarliera signora che l'operazione è stata fatta per colpire l'evasione, non la ricchezza.

Qui, se c'è un mistero, non è il metodo usato dalla finanza per fare i controlli, ma semmai come abbia fatto la Santanché a diventare sottosegretario.


Aggiornamento 21:39.

Mi fanno notare su Facebook che i controlli sono stati effettuati non dalla Guardia di Finanza, ma da funzionari dell'Agenzia delle Entrate. Chiedo venia per l'imprecisione, convinto che comunque per la Santanché non faccia molta differenza.

sabato 21 maggio 2011

Comunisti anche loro

Quei comunisti incalliti di S&P hanno declassato il nostro paese a causa del debito pubblico. "Le attuali prospettive di crescita sono deboli e l'impegno politico per riforme che aumentino la produttività sembra incerto". Non è incerto: è assente. Le uniche riforme a cui tiene il tipo di Arcore lo sappiamo quali sono.

giovedì 5 maggio 2011

Tanzi va dentro


In tutto il resto del mondo questa sarebbe una notizia tra le tante. Da noi, evidentemente, no.

mercoledì 4 maggio 2011

E' l'Europa che ce lo chiede


Pare che sia in arrivo, qua verso giugno, una manovrina da 8 miliardi di euro per cercare di contenere un po' il disastro del nostro debito pubblico. Il Giornale è l'unico che dà la colpa all'Europa.

venerdì 8 aprile 2011

Secondo voi lo diranno?


Secondo voi, oggi, saranno più i telegiornali che spareranno questa notizia senza approfondire, magari lamentandosi pure della lentezza dei processi, o quelli che spiegheranno perché (e soprattutto grazie a chi) la prescrizione per i reati finanziari è stata segata così di brutto?

Do un aiutino a quelli che magari avessero dei dubbi. La risposta la trovate nascosta in questo elenco.

domenica 20 marzo 2011

Federalismo fiscale e aliquote IRPEF regionali

Comincia a venire fuori, piano piano, quello che si nasconde dietro il famoso federalismo fiscale, bandiera della Lega e del governo che non mette le mani nelle tasche degli italiani.

Così, giusto per fare un esempio, un lavoratore dipendente che rientra nella fascia di reddito tra 15.000 e 28.000 euro (metti ad esempio lo scrivente) potrebbe vedersi aumentare il prelievo fiscale alla fonte del 16,7% (287 euro). Naturalmente questa cosa vale anche per chi ha redditi inferiori a 15.000 euro, come ad esempio la stragrande maggioranza dei pensionati.

Mi vengono in mente tutte le panzane che raccontano i vari vessilliferi governativi su stampa e tv: "il federalismo abbasserà le tasse". Sì, come no? Mi fa piacere, comunque, che piano piano i nodi vengano al pettine. Chissà che molti di quelli che vanno ai raduni a Pontida vestiti da Obelix non comincino a capire che li stanno prendendo per il culo da una vita. E non solo sul federalismo.

martedì 1 marzo 2011

Balzelli nuovi

Alcune banche hanno aumentato da 1 a 3 € la commissione che si applica quando si ritira denaro contante allo sportello. Devono recuperare "i costi del servizio alla cassa", dicono. E io che pensavo che li recuperassero già con gli altri balzelli e la sostanziale abolizione degli interessi sui depositi.

giovedì 13 gennaio 2011

I conti pubblici? "Sotto controllo"


Marco Calì, sul suo blog, si chiede di cosa parlino i vari tromboni che un giorno sì e l'altro pure si vantano di avere tenuto i conti a posto.

mercoledì 29 dicembre 2010

Lo IOR righi dritto


Grande iniziativa di Ratzinger: "lo Ior dovrà attenersi rigidamente alle normative antiriciclaggio dell'Unione Europea". Come dire che finora la banca vaticana è stata un po' terra di nessuno. Cosa che ovviamente era più che nota.

lunedì 27 dicembre 2010

Default extracomunitari


Per quelli che non lo sapessero, il rischio di default di interi stati non riguarda solo la nostra cara vecchia Europa, vedi ad esempio Grecia, Portogallo e Irlanda (e noi?), ma anche qualche paese che sta dall'altra parte dell'Atlantico. In questo momento, ad esempio, stanno rischiando grosso l'Illinois e la California di Schwarzy. Così, giusto per consolarci un pochino.

domenica 12 dicembre 2010

Governo ladro?


Contribuenti.it ha certificato quello che si sapeva già: siamo un popolo di evasori fiscali. Addirittura primi in Europa. E poi ci lamentiamo dei politici che rubano.

mercoledì 20 ottobre 2010

Stupori di massa

Dalla perplessità, alla meraviglia, allo stupore. Cambiano spesso umore in Vaticano. Perplessità e meraviglia l'avevano manifestata il 21 settembre scorso, quando la procura di Roma aveva messo sotto indagine il presidente dell IOR sequestrando 23 milioni di euro depositati dalla banca vaticana su un conto del Credito Artigiano.

Lo stupore, invece, è arrivato oggi, quando il tribunale del riesame ha risposto alle rimostranze d'oltre Tevere che il sequestro era più che legittimo. Siamo noi che ormai, purtroppo, non ci stupiamo più di niente.

martedì 28 settembre 2010

Tra Bossi e il debito pubblico

Mentre qua ci si trastulla dietro alle cretinate di Bossi e alla casa a Montecarlo di Fini, in Europa hanno a che fare con cose più serie. Naturalmente non ne parla nessuno (occorre spulciare i siti specializzati) per non disturbare il quieto vivere e il famoso "da noi va tutto bene" che propaganda continuamente il governo. Per farla breve, l'Italia rischia di essere sanzionata dall'UE per eccessivo debito pubblico.

Non si tratta di una sanzione da poco, ma di una multa che potrebbe avere effetti devastanti sulla nostra economia. Scrive wallstreetitalia.com: "Tremonti aveva cercato di far passare la tesi secondo cui si sarebbe tenuto conto anche del debito privato, oltre che di quello dello stato espresso in Cct e Bpt, debito che e' il terzo piu' alto del mondo e il piu' alto d'Europa. Ma i tedeschi, che ormai sono gli unici 'cani da guardia' di quel che rimane della traballante costruzione europea, non ci stanno. Il debito e' solo quello sovrano, sostiene la Germania".

Secondo i parametri della UE, il debito pubblico degli stati membri dovrebbe assestarsi attorno al 60% del Pil. Il nostro è praticamente il doppio, ed è aumentato da marzo 2009 per l'equivalente di tre volte l'ultima finanziaria di Tremonti (25 miliardi). Massì, ridiamo con Bossi, che è meglio.

Altri dettagli su Il Fatto Quotidiano.

martedì 21 settembre 2010

Dietro il... Profumo

Ufficialmente, dove per ufficialmente si intende quello che riportano i giornali, Alessandro Profumo, amministratore delegato di uno dei più grandi istituti bancari italiani, Unicredit, sta per lasciare spontaneamente la sua carica onde evitare di essere sfiduciato dal cda della banca stessa.

In sostanza, il malcontento nei suoi confronti - Profumo non è ben visto soprattutto dalla Lega - nascerebbe dal suo avallo alle quote sempre maggiori che i libici avrebbero all'interno dell'istituto di credito (libici che, attualmente, sarebbero i soci di maggioranza col 7,5% del capitale sociale).

Queste sono le ragioni ufficiali. Adesso bisogna vedere quali sono quelle reali.

Stupori vaticani

Chiunque conosca un po' la storia della banca Vaticana, sa che è stata toccata in passato da alcuni dei maggiori scandali politico-finanziari della storia repubblicana - tangentopoli e la vicenda del crac del Banco Ambrosiano solo per citarne un paio.

Oggi apprendiamo che l'attuale presidente, Ettore Gotti Tedeschi, è stato messo sotto indagine per omissioni nall'applicazione delle norme antiriciclaggio. Allo IOR sono stati sequestrati, a titolo cautelativo, 23 milioni di euro per alcune operazioni poco chiare intercorse con altri istituti di credito. Naturalmente i vertici del Vaticano si dicono "stupiti".

venerdì 30 luglio 2010

Il Tar blocca gli aumenti delle autostrade


Le motivazioni dei giudici del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio sono sostanzialmente che "Al pagamento deve corrispondere un servizio, non solo una tassa". Tra le reazioni più divertenti c'è quella dell'ex ministro della Giustizia di un precedente governo Berlusconi, Roberto Castelli, il quale ha dichiarato: "La sentenza del Tar del Lazio che ha accolto i ricorsi contro gli aumenti dei pedaggi è l'ennesima dimostrazione del caos che regna in un Paese in cui chiunque può bloccare le decisioni del governo".

In realtà Castelli dimentica che il governo ha sì il dovere di legiferare, ma entro certi paletti. E possibilmente senza vessare i già tartassati cittadini.

Ah, dimenticavo: Alemanno può rimettere la macchina nel garage.

lunedì 26 luglio 2010

Lo stress test de noantri


Nei giorni scorsi molti media hanno riportato la notizia del felice esito del cosiddetto "stress test", cioè la valutazione di come reagirebbero gli istituti bancari presi in esame in caso di un peggioramento repentino della crisi economica. Tutti e 5 gli istituti bancari italiani sottoposti a verifica hanno superato la prova.

Marco Calì, di sapienza-finanziaria.com, si chiede che attendibilità abbia un test sulle banche commissionato ed eseguito dalle banche stesse.

mercoledì 30 settembre 2009

Capitali criminali

Tra le considerazioni fatte ieri da Tremonti a sostegno del suo scudo fiscale, ce n'è una che lascia piuttosto perplessi.

"I capitali criminali non saranno rimpatriati"
[...]
"Non credo che la criminalità si servirà di questo strumento. I capitali criminali o sono in Italia perfettamente sbiancati o continueranno la loro attività all'estero".

Ora, un ministro dell'economia che fa una dichiarazione simile si presume che la faccia con cognizione di causa. Certo, c'è quel "non credo" che dà adito a qualche dubbio, però, insomma, se lui dice così, sarà così. Eppure no, non può essere così, e per un motivo molto semplice. Se si va a guardare tra le pieghe di questo benedetto scudo, si vede chiaramente che a chi riporta in Italia capitali illecitamente detenuti all'estero è garantito l'anonimato. Scrive il Sole24Ore in proposito:

Grazie, poi, a un emendamento approvato dal Senato, è stato precisato che le operazioni di regolarizzazione e di rimpatrio non comportano l'obbligo di segnalazione di operazioni sospette in materia di antiriciclaggio.

E ancora:

Da segnalare, ancora, come i dati e le notizie comunicati dal contribuente agli intermediari per l'operazione di rimpatrio o di regolarizzazione non possono costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in via autonoma o addizionale, in ogni sede amministrativa o giudiziaria.

Ovviamente gli "intermediari" copra citati sono le banche, i soggetti cioè materialmente deputati a ricevere questo denaro frutto di evasione fiscale. Allora, visto che il tutto si svolge in maniera perfettamente anonima e che le banche hanno in sostanza la facoltà piena di garantire questo anonimato, come fa Tremonti a dire che non saranno rimpatriati capitali di provenienza criminale? Ecco, forse, spiegato quel "non credo". A tal proposito vale la pena segnalare un articolo molto particolareggiato ed esplicativo, pubblicato stamattina su il Fatto da Roberto Scarpinato, pubblico ministero alla DIA di Palermo. Ne risporto qualche stralcio.

Per valutare le possibili ricadute della prossima approvazione del nuovo scudo fiscale, può essere utile ricordare alcuni degli effetti negativi conseguenti all’entrata in vigore del precedente scudo: quello introdotto dal decreto legge 350/2001. In quell’occasione fu regolarizzata una somma globale di circa 73 miliardi di euro. A fronte di tale enorme massa di capitale, furono effettuate meno di trecento segnalazioni di operazioni sospette in tutt’Italia, di cui nessuna che riguardava la Sicilia. Grazie alle garanzie di anonimato accordate da quella legge, non fu possibile selezionare e intercettare il denaro sporco frutto di gravi delitti, ben diversi da quelli di natura fiscale per i quali era stata accordata la non punibilità.
[...]
Per evitare che la legislazione antimafia diventi un’eterna tela di Penelope (...) sarebbe il caso che questa volta non si ripetessero gli errori del passato e, dunque, si dotasse la magistratura di strumenti idonei per intercettare quelli tra i capitali rientrati che non sono frutto di reati condonabili, ma di altre attività criminose.
[...]
Attualmente tale obbligo è previsto solo da una semplice circolare del 2007, che già in tanti si sono affrettati a ritenere non applicabile in quanto non espressamente richiamata dal decreto legge 78/2009 che prevede il nuovo scudo fiscale.
[...]
D’altra parte rendere immediatamente “visibili” alla magistratura i nominativi dei soggetti scudati, offrirebbe la possibilità di verificare - nei modi e con le garanzie previste per le indagini penali - se tra costoro si celino prestanome e riciclatori di indagati per reati di mafia ed altri gravi reati, e di sventare così il tentativo di approfittare indebitamente dell’opportunità offerta dalla nuova legge per “ripulire” sotto banco denaro sporco. Continuare invece a garantire l’anonimato ai soggetti scudati, affievolire per gli intermediari finanziari o addirittura eliminare l’obbligo di segnalare le operazioni sospette potrebbe essere frainteso come un pericoloso cedimento alla cultura dell’omertà, oltre che aprire di fatto un varco incontrollabile al riciclaggio di capitali illegali. (fonte)

A questo punto direi che solo il tempo dirà se ha ragione Tremonti o se, piuttosto, sono fondati i timori del magistrato di Palermo. Io una mezza idea ce l'ho.

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...