Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Penso che chiunque abbia visto la partita della nazionale, ieri sera (anzi, la non-partita, visto che alla fine non si è giocato), si sia fatto almeno una domanda: come hanno fatto quei "tifosi" a entrare nello stadio? Attualmente è in corso una diatriba, con tanto di immancabili risvolti politici, tra la Serbia e il Viminale e tra l'opposizione e Maroni - Pd e Idv ne chiedono le dimissioni.
A me, sono sincero, non interessa tanto la questione politica. A me interessa che qualcuno, alla fine, risponda alla domanda qui sopra. Io non sono abituale frequentatore degli stadi, ma so che generalmente i controlli agli ingressi durante le normali partite di campionato sono piuttosto meticolosi (ti controllano il contenuto degli zaini, ad esempio). Questi qua sono entrati con bengala, fumogeni e attrezzi per tagliare la recinzione. Non c'era nessuno all'entrata a controllare?
Maroni potrebbe spiegare qualcosa, oltre a limitarsi a dire che "la Polizia ha sventato una strage". Attendiamo fiduciosi.
Aggiornamento 17,56.
Maroni non si è fatto vivo. In compenso ha dato voce Roberto Massucci, portavoce dell'osservatorio delle manifestazioni sportive, il quale ha detto che i controlli all'entrata sono stati carenti (ma va?). Poi, però, ha aggiunto anche: "cio' e' stato dovuto a diversi fattori, tra cui 'la vera e propria determinazione criminale' dei tifosi violenti che hanno 'letteralmente assalito le forze di Polizia'". Cosa significa questo secondo voi?, che i controlli sono stati superficiali perché i delinquenti erano molto determinati? Spero di avere capito male.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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ti spiego come funziona nei campi di calcio (in alcuni campi di calcio) del Lazio nelle categorie inferiori (dalla serie D in giù).
RispondiEliminaHo diversi cugini che giocano a calcio e conosco delle persone che si recano a guardare le partite di calcio. Un mio vicino è anche custode dello stadio comunale in un Paese vicino Roma (Montelibretti).
Io sono stata allo stadio 2 volte: una volta una partita di serie D, un'altra volta una partita della Roma all'Olimpico, una decina di volte agli incontri di basket.
negli stadi piccoli esiste la formula dell'accordo: il custode permette ad alcuni capi-tifosi di portare oggetti di vario tipo chiusi in buste scure o in borse anche il giorno prima della partita.
I tifosi dicono di avere in queste borse i vari gagliardetti, striscioni e roba varia. La roba varia di solito non dovrebbe prevedere oggetti contundenti ma spesso li prevede oltre a fumogeni, lacrimogeni e petardi.
Nelle partite di paese sono assatanati!!
in cambio dell'accordo il custode si prende un po' di soldini per il caffè.
nello stadio di basket i tifosi invece si sono attrezzati in maniera diversa. A monterotondo (serie D quando ci sono andata io), un gruppo di tifosi, dopo aver passato gli scarsi controlli all'ingresso sistema una corda in una finestra dietro i bagni. gli altri tifosi dall'esterno dello stadio, di nascosto caricano in cima trombette e striscioni non consentiti. Una volta hanno portato anche delle uova!
a Roma non ti so dire. I controlli sono scarsi durante partite amichevoli, un pochino meglio durante il derby. Anche lì vige il sospetto di un accordo con i custodi prima della partita.
A San Siro riuscirono a introdurre persino un motorino.
sul fatto dello stadio di Montelibretti lo so per certo. su quello di monterotondo idem. è possibile che questa tradizione di comprarsi i custodi sia in vigore in tutta Italia anche nei grandi stadi.