mercoledì 6 agosto 2008

Pechino 2008, ma si gioca anche?

In principio era lo smog, che inesorabile avvolgeva (e avvolge tuttora) la città e gli impianti sportivi destinati a ospitare i giochi. Poi la bufera doping, con la vicenda Baldini che ha tenuto banco negli ultimi giorni. Adesso, tanto per non farci mancare niente, ecco puntuale l'ultima polemica, innescata dalla mitica coppia Gasparri/Meloni (ma chi è?), i quali chiedono un "gesto forte" ai nostri atleti per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sistematica violazione dei dirittti umani in Cina.

Una delega, insomma. Niente di più, niente di meno. In sostanza il governo suggerisce agli atleti di esprimere quel dissenso che lui si è sempre ben guardato dal manifestare in maniera plateale (si sa, disturbare la sesta potenza economica mondiale non va bene). Ma gli atleti sono atleti, cosa c'entrano con la politica?

Mi tocca per caso dare ragione a Petrucci?

La "percezione della sicurezza" secondo lui

Sia chiaro: in linea di principio non ho niente contro l'impiego dei militari nelle grandi città come deterrente al dilagare (?) della criminalità, anche se, come ho già scritto, avrei preferito qualcosa di diverso. Mi inalbero un tantino solo quando sento La Russa (foto) ribadire, dall'alto della sua pluriennale e comprovata esperienza di comando nelle forze armate, che non si tratta di operazione di facciata.

Allora, va bene i militari, va bene l'aumento della "percezione della sicurezza", va bene tutto, ma per favore la smetta di prenderci per i fondelli, altrimenti sembra che il generale Mario Buscemi, che dal 1992 al 1998 è stato a capo di 20.000 (ventimila) soldati nella sola Sicilia per l'operazione "Vespri Siciliani", dica cretinate quando afferma che si tratta di pura operazione simbolica. La Russa abbia l'onestà di dirci le cose come stanno. Ma niente, lui è convinto che il dispiegamento in modalità random di 3.000 militari, un po' qua e un po' là in giro per lo stivale, aumenterà questa benedetta percezione della sicurezza, e vabbè...

Tra l'altro è interessante notare come in concomitanza con questa grande operazione militare, il Censis pubblichi uno studio in cui risulta ad esempio che le morti da incidenti stradali superano di gran lunga quelle causate dalla cosiddetta criminalità, per non parlare poi delle morti bianche, superiori di ben 8 volte rispetto sempre a quelle da criminalità.

Ecco uno stralcio di ciò che scriveva in proposito ieri il Corriere:
E nonostante i decessi sul lavoro e quelli legati a incidenti stradali superino quelli legati alla criminalità, nel nostro Paese, sottolinea il Censis, «gran parte dell'attenzione pubblica si concentra sulla dimensione della sicurezza rispetto ai fenomeni di criminalità». Il numero degli omicidi in Italia continua a diminuire. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Sono molti di più negli altri grandi Paesi europei, dove pure si registra una tendenza alla riduzione: 879 casi in Francia (erano 1.336 nel 1995 e 1.051 nel 2000), 727 in Germania (erano 1.373 nel 1995 e 960 nel 2000), 901 casi nel Regno Unito (erano 909 nel 1995 e 1.002 nel 2000). Anche rispetto alle grandi capitali europee, nelle cittá italiane si registra un numero minore di omicidi. Nel 2006 a Roma si sono contati 30 casi, quasi come Parigi (29 omicidi, ma erano 102 nel 1995), 33 a Bruxelles, 35 ad Atene, 46 a Madrid, 50 a Berlino, 169 a Londra, che aveva toccato la punta massima (212 omicidi) nel 2003. (fonte)
Insomma, stando ai numeri forniti dal Censis non sembra che l'Italia sia questo covo di delinquenti e assassini che molti vogliono dipingere, al punto che sia necessario mobilitare l'esercito, e comunque non è messa peggio della maggior parte dei paesi europei presi come riferimento. La sensazione è insomma che si voglia distogliere l'attenzione da quella che è forse la vera piaga che flagella il nostro tessuto sociale: la corruzione.

C'è in proposito un interessante dato (aggiornato al 2006) pubblicato dal Sole24ore: l'Italia si trova al 45° posto nella lista dei paesi in cui è più alto il tasso di corruzione a tutti i livelli. Una cosa ritenuta da lorsignori evidentemente poco importante, visto che:
  • tale reato era stato inizialmente inserito tra quelli i cui processi non erano considerati urgenti
  • è stato approvato il lodo Alfano, che impedisce per i prossimi 5 anni la prosecuzione del processo a carico del premier, indagato e rinviato a giudizio guarda a caso proprio per corruzione in atti giudiziari (processo Mills)
  • è stato soppresso per decreto legge - misura operativa a partire dal prossimo 25 agosto - l'alto commissariato per la lotta alla corruzione (notizia passata pressoché inosservata)
  • una delle priorità della futura riforma della giustizia sarà la limitazione delle intercettazioni telefoniche ai soli reati di mafia e terrorismo (guarda a caso l'intercettazione è uno degli strumenti principe nella lotta alla corruzione)
Ovviamente di questo aspetto i media nostrani (chissà mai per quale motivo) si guardano bene dal parlare, tanto è vero che per trovarne traccia bisogna andare a fare un giretto su qualche testata estera. Come il Financial Times, ad esempio, che in questo editoriale dice senza tanti giri di parole quello che sembra essere sfuggito a tutti: la corruzione in Italia non solo non è minimamente contrastata, ma pare si faccia di tutto per agevolarla.

Scriveva ieri l'Unità a proposito del suddetto articolo:
Dati positivi, quelli sulla sicurezza in Italia, ma ingannevoli? Si chiede il Financial Times. Evidentemente sì. O meglio poco importa cosa dicono le statistiche, sottolinea il giornale, poco importa in realtà che il tasso di criminalità in Italia sia più basso che in altri Paesi europei e che i cittadini romani vivano più sicuri di quelli di Londra, Copenaghen e Amsterdam. Berlusconi ha ragione a pensarla diversamente, perché - scrive Dinmore - «come ogni politico sa, è la percezione che conta».

Ma se per quanto riguarda la criminalità il Belpaese non è messo così male in Europa, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda la corruzione, che vede l'Italia al 40mo posto tra le nazioni più corrotte secondo l'indice globale di Transparency international. Peggio fra i paesi «fondatori» fa solo la Grecia. Eppure, osserva il giornale, «la lotta alla corruzione non figurava tra le priorità» della campagna elettorale.
Insomma, alla fine, è sufficientemente chiaro a cosa servono i soldati nelle città o no? E voi, vi siete fatti la vostra "percezione" della situazione?

martedì 5 agosto 2008

Adesso è ufficiale: della scuola (pubblica) non gliene frega niente a nessuno

Sono sincero: a mio parere tutte i recenti blablabla sul ritorno del 7 in condotta, e in generale sul fatto che la condotta influisca sulla promozione, sono solo fumo negli occhi. Una polemica inutile e creata ad arte per cercare di nascondere qualcosa di ben più grave: i tagli previsti dalla finanziaria 2009 a tutto il comparto scuola e istruzione.
Una drastica dieta dimagrante per un paziente già in agonia. I tagli alla scuola previsti dal Decreto in discussione in Parlamento, mettono in serio pericolo la tenuta dell’intero sistema scolastico italiano: oltre 87.000 cattedre in meno che andranno a diminuire l’attuale rapporto docenti /alunni, a scapito della qualità dell’insegnamento nella scuola pubblica italiana.
[...]
“L’Italia è tra i Paesi europei che investono di meno nella scuola, neanche il 2% del PIL – ha dichiarato Vanessa Pallucchi, responsabile del settore Scuola e Formazione di Legambiente – e nonostante questo, continua a sottrarre risorse al sistema scolastico, che ha già avuto anni bui di riforme e controriforme, tagli continui agli organici e ai finanziamenti”. (fonte)
Per carità, niente di nuovo sotto il sole: questo governo non fa nient'altro che tagliare grosse risorse alla scuola (quasi 200.000 docenti e 456 milioni di euro in tre anni) esattamente come ha fatto il precedente e quello prima ancora (che poi è sempre questo).

Le scuole private (specialmente quelle cattoliche) ovviamente ringraziano, anche perché il trend è ormai consolidato da anni. Evidentemente la simpatica chiacchierata avvenuta a giugno tra il premier e l'allegro rappresentante di Dio in terra sta dando buoni frutti.

A me, come padre (con due figlie che vanno in due scuole pubbliche diverse), rimane l'amara constatazione di come effettivamente il sistema scuola sia arrivato al capolinea (non si può pensare diversamente davanti a continue richieste di soldi per fotocopie, carta, penne, ecc...): il collasso è vicino e quel poco che resta cadrà inesorabilmente sotto le spallate rigorosamente bipartisan dei continui tagli.

Quindi, forse, è meglio tornare a parlare del 7 in condotta...

lunedì 4 agosto 2008

La fine del mondo (come la vedrebbe Repubblica)

(fonte immagine e breve spiegazione: Leonardo)

Le firme destinate al cesso e quelle che servono

Il Partito Democratico, nel pieno della fase "tentativi patetici di risurrezione dopo la batosta elettorale", annuncia ieri dalle pagine dell'Unità - suo megafono mediatico ufficiale - il raggiungimento delle 650.000 firme raccolte nell'iniziativa "Salva l'Italia". L'obiettivo che si erano prefissi gli organizzatori era (ed è) il raggiungimento di 5.000.000 di firme entro il 25 ottobre, data in cui si terrà una grande manifestazione nazionale organizzata proprio dal partito.

Ora, a parte il fatto che è altamente improbabile che la petizione raggiunga il numero di firme previste, ma dopo? Che ne sarà di queste firme? Come verranno utilizzate? Serviranno a qualcosa? Scrive sempre l'Unità:
«La petizione pone al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo e la lotta per far ripartire l'Italia, cominciando da stipendi e pensioni. Obiettivo, primario completare la raccolta di firme promossa dal segretario nazionale Walter Veltroni per dire no ad un governo che non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per far crescere salari e pensioni mentre l'Italia vive una pesante crisi e le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese».
Adesso è tutto chiaro: le firme serviranno sostanzialmente per dire no alla politica dell'attuale esecutivo, specialmente in materia di giustizia ed economia. Bello. Peccato che al cavaliere di queste firme e relativa manifestazione non gliene importerà un bel niente, perché lui, come ha già ampiamente annunciato, andrà avanti a testa bassa, con o senza il famoso dialogo con l'opposizione di cui tanto si parla.

Se il Pd vuole veramente fregiarsi del titolo di opposizione deve fare ben altro che raccogliere firme inutili in una petizione il cui valore è pari a zero, o indire grandi manifestazioni-baraccone alla fine delle quali non cambierà assolutamente niente. Se deve (e se vuole) fare qualcosa lo deve fare in parlamento: con la presenza, il voto, l'ostruzione, gli emendamenti. Insomma deve almeno provare a fare finta di essere ancora vivo. Non si può aspettare di protestare in massa a fine ottobre: sarà troppo tardi perché da qui a quella data il cavaliere avrà fatto tempo a farne ancora di cotte e di crude (tipo questa, che pare stargli molto a cuore).

Fortunatamente c'è qualcuno che ha ben chiaro quale è il vero concetto di opposizione, decidendo di scendere dal tandem Pdl/Pd - ultimamente sempre più a braccetto - e di passare dalle parole ai fatti:

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domenica 3 agosto 2008

Ti lascio una parola (goodbye)

"Non c'è gioia più grande che trovare nuovi amici, non c'è dolore più grande che separarsi dai vecchi amici."
Proverbio cinese.


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Buona domenica.

sabato 2 agosto 2008

Come deformare un po' le foto degli amici (o anche le proprie)


Mettiamola così: ieri sera, complice il caldo e un po' di "slonza", un mix micidiale che fa passare qualsiasi voglia di buttare giù qualcosa di serio, mi sono divertito a modificare la foto del mio account su blogger, quella che mi ritrae assieme alla compianta Frùgola. E il risultato lo potete appunto vedere qui sopra, in questa sorta di obbrobrio che ricorda un po' il volto del protagonista del mitico The Elephant Man, di David Lynch..

Se volete anche voi modificare allo stesso modo una vostra immagine, oppure quella di un vostro amico, o magari di qualche personaggio famoso, potete farlo tramite questa pagina di magixl.com, un sito a cui sono arrivato attraverso il blog del buon Sbronzo e che permette di fare anche altre cose, tipo creare caricature e simili.

Ah, dimenticavo: per l'invio via e-mail agli amici della foto modificata, il sito richiede una registrazione. Se la cosa vi dà noia, potete bypassare il problema catturando una schermata della foto dal sito stesso quando la modifica è pronta.

Vediamo se riconoscete qualcuno di questi:







Ecco qua. Non è difficile, vero? Vi dico solo che la modifica dell'immagine immediatamente qui sopra ha richiesto ben poco lavoro... :-)

venerdì 1 agosto 2008

E sono pure poeti...

Dopo Sandro Bondi, che più o meno regolarmente pubblica - niente meno che sul prestigioso Vanity Fair - dolcissime poesie ispirate al cavaliere, abbiamo oggi notizia di un altro valente politico in possesso di altrettanta felice e ispirata vena poetica: Silvio Sircana, ex portavoce dell'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, a sua volta ispiratore di molti dei sonetti scritti dal novello Giordano Bruno.

E pensare che noi, poveri blogger ingrati e un po' cinici, siamo sempre intenti a dileggiare questi uomini (politici); sempre pronti a lavorare di penna (e soprattutto computer) per mettere alla gogna e additare al pubblico ludibrio le promesse mancate, i sotterfugi, qualche piccola legge porcata, le incongruenze e le promesse da marinaio di questi uomini. Uomini che pur essendo oberati di lavoro (^_^) trovano il tempo di comporre versi sublimi come questo:

"Oh Clemente, Clemente..." (vabbè, continuate voi!).

Pronto? Opposizione? C'è nessuno?

Da Repubblica di ieri:

Le frange cattoliche sono ovviamente insorte di fronte alla sentenza. E il Pdl, e i presidenti di Camera e Senato, hanno deciso di sollevare il conflitto di poteri: se sarà dimostrata l'invasione di campo da parte del potere giudiziario, la decisione di interrompere l'alimentazione a Eluana potrebbe essere rivista. Oggi quindi il via libera dell'aula. Con il Pd che non ha partecipato al voto, pressato in questo senso dalla lobby teodem interna al partito. L'aula di palazzo Madama voterà domani il via libera al conflitto tra poteri dello Stato.
[...]

"Oggi il Pd con una sofferta mediazione ha offerto una importante manifestazione di unità e di compattezza non partecipando al voto sul conflitto di attribuzione" hanno sottolineato i teodem Binetti, Bobba, Carra, Calgaro, Lusetti, Mosella, Ria, Sarubbi che ribadiscono: "Noi vogliamo che Eluana viva riconoscendo anche alla sua esistenza attuale il diritto a vivere e riaffermando che nessuno può assumersi la tragica responsabilità di togliere la vita ad un'altra persona".


Scusate, è previsto in questo cavolo di paese un partito libero dalle varie Binetti, teodem e frange cattoliche oltranziste varie? E' previsto un cavolo di partito laico, nel senso più vero del termine, che sia capace di appoggiare uno straccio di legge che dica che posso decidere da me come morire? E' prevista un'opposizione che sia capace di prendere una decisione - che sia una - su qualsiasi cosa? Che sia capace insomma di scegliere, prendere parte, sbilanciarsi?

Ma, soprattutto, è previsto che ci sia un'opposizione?

Ma perché ce l'hanno tutti con Scajola?

Sinceramente non capisco tutto il putiferio sorto intorno alla (seppure infelice) uscita del nostro pimpante e ottimista Ministro dello Sviluppo Economico:

"Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro" (fonte: Repubblica)

La frase, inserita - pare - nel discorso di inaugurazione della nuova centrale elettrica a nord di Civitavecchia, ha scatenato l'indignazione e le levate di scudi da parte di buona parte della sinistra e della Cgil.

Io invece, per una volta, voglio andare controcorrente. Non penso cioè - come hanno riferito molti - che il ministro intendesse realmente dire che la vita di un paio di operai non è in fondo così importante o che comunque fa parte del "prezzo" da pagare per la realizzazione di una centrale. Penso che si sia trattato semplicemente di una frase sì infelice, ma detta però involontariamente, senza calcolarne le conseguenze. I giornalisti hanno poi fatto il resto.

Insomma, una gaffe nel vero senso della parola, ma senza il senso dispregiativo che le è stato da molti attribuito. Naturalmente si tratta di una mia impressione, ma penso che tutta la vicenda sia stata comunque eccessivamente enfatizzata. Specialmente se si considera che è stata partorita da uno che alle figure barbine (e alle dichiarazioni impossibili) ci ha da tempo abituato.

De Gregori vs Springsteen

Dopo Erri De Luca , De Gregori. Il problema è che se una delusione da De Luca tutto sommato la posso archiviare nel nutrito gruppo del chi s...