lunedì 4 agosto 2008

Le firme destinate al cesso e quelle che servono

Il Partito Democratico, nel pieno della fase "tentativi patetici di risurrezione dopo la batosta elettorale", annuncia ieri dalle pagine dell'Unità - suo megafono mediatico ufficiale - il raggiungimento delle 650.000 firme raccolte nell'iniziativa "Salva l'Italia". L'obiettivo che si erano prefissi gli organizzatori era (ed è) il raggiungimento di 5.000.000 di firme entro il 25 ottobre, data in cui si terrà una grande manifestazione nazionale organizzata proprio dal partito.

Ora, a parte il fatto che è altamente improbabile che la petizione raggiunga il numero di firme previste, ma dopo? Che ne sarà di queste firme? Come verranno utilizzate? Serviranno a qualcosa? Scrive sempre l'Unità:
«La petizione pone al centro due questioni: la difesa delle regole democratiche contro le forzature e le leggi sbagliate del governo e la lotta per far ripartire l'Italia, cominciando da stipendi e pensioni. Obiettivo, primario completare la raccolta di firme promossa dal segretario nazionale Walter Veltroni per dire no ad un governo che non rispetta le regole democratiche, forza la mano sui temi della giustizia e non fa nulla per far crescere salari e pensioni mentre l'Italia vive una pesante crisi e le famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese».
Adesso è tutto chiaro: le firme serviranno sostanzialmente per dire no alla politica dell'attuale esecutivo, specialmente in materia di giustizia ed economia. Bello. Peccato che al cavaliere di queste firme e relativa manifestazione non gliene importerà un bel niente, perché lui, come ha già ampiamente annunciato, andrà avanti a testa bassa, con o senza il famoso dialogo con l'opposizione di cui tanto si parla.

Se il Pd vuole veramente fregiarsi del titolo di opposizione deve fare ben altro che raccogliere firme inutili in una petizione il cui valore è pari a zero, o indire grandi manifestazioni-baraccone alla fine delle quali non cambierà assolutamente niente. Se deve (e se vuole) fare qualcosa lo deve fare in parlamento: con la presenza, il voto, l'ostruzione, gli emendamenti. Insomma deve almeno provare a fare finta di essere ancora vivo. Non si può aspettare di protestare in massa a fine ottobre: sarà troppo tardi perché da qui a quella data il cavaliere avrà fatto tempo a farne ancora di cotte e di crude (tipo questa, che pare stargli molto a cuore).

Fortunatamente c'è qualcuno che ha ben chiaro quale è il vero concetto di opposizione, decidendo di scendere dal tandem Pdl/Pd - ultimamente sempre più a braccetto - e di passare dalle parole ai fatti:

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2 commenti:

  1. Gia, anche perché sentire la Finocchiaro dire "Sul lodo Schifani o Maccanico io non ho nessuna pregiudiziale di principio", fa veramente cascare le p....

    :-(

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