giovedì 16 agosto 2007

Prova pratica di DRM by Google

Questo articolo è stato modificato dopo la pubblicazione iniziale.

Era da un pò che non toccavo più l'argomento DRM. E dire che nel mio sito internet prima, e nel mio blog poi, non mi sono certo risparmiato nel cercare di illustrare la palese contraddizione e l'ingiustizia insite in questo sistema di controllo dei diritti digitali da parte delle major musicali, cinematografiche e dei detentori dei diritti di copyright (una breve rassegna di miei articoli in proposito la trovate qui).

Perché sono tornato sull'argomento? Perché Google, da ieri, ha revocato agli utenti che hanno legittimamente acquistato i video sul proprio portale il diritto di vederli. Lo so, la materia DRM può sembrare qualcosa di noioso, di astratto, di lunare, di "ma a noi che ce ne frega?". Beh, chi ha acquistato legalmente su qualche portale tracce musicali protette con questo sistema e una volta scaricato il file si è accorto che suonava solo su un particolare player multimediale e non poteva essere masterizzato su cd, sa cosa voglio dire.

Ieri, come dicevo, la massima espressione di questo "sopruso" (non mi viene in mente termine più adatto) si è palesata sotto l'egida del colosso di Mountain View. Ne parla Paolo Attivissimo in un articolo sul suo blog: dateci un'occhiata anche se l'argomento non vi interessa, è breve ma molto chiaro (lo trovate qui).

Per il resto non che dirvi. Difficile davanti a queste cose non giustificare chi si scarica la musica o i film da qualche circuito p2p. Il DRM, nella sua accezione peggiore, è una inutile vessazione, che penalizza l'utente onesto che acquista in modo legale musica in rete e allo stesso tempo non contribuisce minimamente a fermare il fenomeno della pirateria.

Aspettiamo con ansia il giorno in cui i signori che stanno ai vertici dell'entertainment capiranno un tantino le dinamiche della diffusione della cultura in rete e si regoleranno di conseguenza.


Aggiornamento 22/08/2007.

Google pare abbia avuto un parziale ripensamento. Maggiori dettagli qui.

mercoledì 15 agosto 2007

Vuoi fare il test sulla sicurezza informatica?

Non so quanti di voi, oggi, saranno davanti al pc invece che al mare, in montagna o a spasso con la famiglia. Comunque sia vi segnalo un test de La Stampa, la quale, in vena di quiz ferragostani, propone alcuni quesiti per valutare un pò il nostro grado di conoscenza delle basilari regole di sicurezza informatica.

L'idea non sarebbe neanche malvagia, se non fosse che alcune delle domande ricalcano lo stile "di che colore era il cavallo bianco di Napoleone?", e quindi anche se la risposta non la si sa la si indovina per esclusione delle alternative. E vabbè...

Comunque sia, se volete farlo anche voi, andate qui e cliccate "quiz" in fondo all'articolo (se vi va potete scrivere nei commenti qui sotto come è andata).

Dopo vi dico quanto ho fatto io. :)

martedì 14 agosto 2007

Monopoli di Stato, Valentino Rossi e Branko

Qual'è il sottile filo che lega i tre soggetti del titolo? Tutto parte da un articolo pubblicato dal buon BigFab nel suo blog (qui), nel quale espone alcune considerazioni in merito alla notizia della mega evasione fiscale di cui sarebbero responsabili i Monopoli di Stato. L'inchiesta è partita da due giornalisti del Secolo XIX, ed è stata pubblicata a maggio (qui).

Riassumendo brutalmente (i dettagli li potete leggere nell'articolo che ho linkato), tutto ruoterebbe attorno al mancato collegamento via modem di circa 2/3 delle slot machine e videopoker sparsi per la penisola alla Sogei, la società che si occupa del controllo sul pagamento delle imposte. Da ciò scaturirebbe una mancata denuncia di introiti, con relativo mancato pagamento delle imposte, per una somma che si avvicinerebbe ai cento miliardi di euro. Quisquilie rispetto alla tanto strombazzata presunta evasione di Valentino, della quale ho parlato anch'io l'altro ieri.

A questo proposito è interessante notare un fatto. Chi ha parlato di questa storia a parte - ovviamente - lo stesso Secolo XIX titolare dell'inchiesta e Beppe Grillo (qui)? Nessuno. O meglio, nessuno dei "grandi" organi di informazione (unica eccezione il Corriere che a fine maggio ha pubblicato un articoletto qui). Né Ansa, né Repubblica, né AdnKronos, né nessun altro si sono presi la briga di dare un pò di spazio alla cosa. Ma come - verrebbe da dire -, quando l'evasore è Valentino la notizia diventa immediatamente di dominio planetario e quando lo sono i Monopoli non interessa a nessuno?

Se non fosse stato per Beppe Grillo la cosa sarebbe probabilmente morta lì. Gli unici, oltre al comico genovese, che hanno fatto da passa parola alla notizia sono stati infatti i piccoli siti di informazione indipendenti e i blog, i tanto vituperati blog, che sempre più spesso arrivano là dove altri si fermano.

D'altra parte i grandi organi di informazione bisogna capirli: le notizie importanti da dare sono altre, tipo Briatore che sposa la Gregoraci, la moglie di Cosimo Mele che perdona il marito fedifrago, o l'Oroscopo di Branko, pubblicato sabato in prima pagina (sì, avete capito bene) sul Messaggero.

Per i Monopoli non c'è fretta.

lunedì 13 agosto 2007

Camomilla

Il Codacons ha proclamato per ferragosto lo "sciopero bianco degli automobilisti". In pratica, nel suddetto giorno di festa, gli automobilisti sono invitati a lasciare nel garage la macchina, e in più, il 13 (oggi), 14 e 15, sono invitati a boicottare le compagnie più costose, o almeno quelle che non diminuiranno il prezzo alla pompa di almeno 3 cent/litro.

L'iniziativa della nota associazione di consumatori è senz'altro positiva (anche se gli accorgimenti suggeriti dovrebbero essere osservati sempre e non solo a farragosto) e si prefigge lo scopo di sensibilizzare gli utenti sulle "intollerabili speculazioni sui prezzi dei carburanti, che si impennano ad ogni esodo facendo uscire milioni di euro in più dalle tasche delle famiglie in viaggio", si legge nella pagina in cui è reclamizzata l'iniziativa.

Vengono quindi elencati alcuni accorgimenti (in verità già noti) per ridurre il consumo di benzina e risparmiare un pò di soldini: andare piano, tenere una guida morbida, luci spente, marce alte, ecc..

Nel primo dei punti indicati (quello relativo al piede pesante), leggo (il neretto è mio):
Specie in città, tra un semaforo e l’altro, è dimostrato che non recuperate praticamente nulla, anche se vi mettete a fare le gare con il vicino. Quelli dietro, pian pianino, vi raggiungeranno. Se siete nervosi e siete in ritardo, fate un respiro profondo o prendete una camomilla.
Ecco, alla camomilla come antidoto per combattere il nervosismo da ritardo e traffico intenso non avevo mai pensato. Bisognerà che me ne ricordi la prossima volta che mi trovo imbottigliato a Rimini nel traffico delle otto.

domenica 12 agosto 2007

Mi dite qualcosa del Mac?

Ho notato da alcuni commenti che lasciate, e dai report di accesso a questo blog (immagine qui a fianco), che molti di voi utilizzano con soddisfazione un computer Macintosh.

La mia domanda è molto semplice: mi dite qualcosa del Mac?

Potete dire quello che volete e prendere in considerazione gli aspetti che più vi interessano. Io non ho mai usato un Mac; sono nato - informaticamente - con Windows e sono attualmente un felice utente Linux.

Mettiamola così: io devo acquistare un pc nuovo e voi dovete darmi dei buoni motivi per dare i miei soldi ad Apple. Ci state?

Evidentemente non siamo simpatici

Ormai è chiaro: a molti non siamo simpatici. Alludo - ovvio - a noi, poveri blogger, che usiamo il nostro piccolo angolino di internet per dire ciò che ci frulla in testa.

Avevo avuto già sentore di questa cosa in tempi non sospetti, quando ancora questo blog non esisteva e usavo il mio piccolo sito per dire le mie cose. Nel corso del tempo le conferme non sono mancate. Qualche giorno fa, ad esempio, siamo stati accusati di essere dei bugiardi. E vabbè.

L'altro ieri è arrivato Luca Conti, a segnalare sul suo blog un altro interessante scritto apparso sulla versione cartacea di un inserto de La Stampa. In questo articolo (articolo?) veniamo questa volta accusati di essere dei "miserabili con la puzza sotto il naso".

Anche in questo caso, come ho già scritto in altre occasioni, replicare significa abbassarsi al livello dell'autore dell'articolo, quindi lascio perdere, tanto sapete già come la penso. Oltretutto l'articolista, a riprova che spesso le argomentazioni di chi ci dà contro attingono a storie già viste e sentite, fa riferimento a uno scritto di tale Lardellier già pubblicato a settembre dell'anno scorso da Repubblica, e già commentato da me qui.

Detto questo detto tutto.

Se comunque avete 5 minuti da perdere e volete darci un'occhiata, il jpg dell'articolo è qui.

(via Pandemia)

sabato 11 agosto 2007

Ferragosto? Mmh...


Sarà che fino a un'ora fa veniva giù un'acqua da diluvio universale, sarà il cielo scuro, sarà che la temperatura si è abbassata, sarà che Marco - qui di fronte a casa mia - ha chiuso il bar e se n'è andato in ferie. Sono sincero: non mi sembra il classico clima pre-ferragostano, ho più l'impressione di essere già in autunno inoltrato.

Il ché - detto per inciso - non mi dispiace affatto.

Requisiti minimi per il successo: la mediocrità

Domenica scorsa, a Montefiore Conca, bellissimo paesino dell'entroterra romagnolo, Luciano Moggi ha tenuto una specie di incontro pubblico sulla piazzetta del paese durante il quale ha cercato di spiegare "la sua verità" (non so se ci avete fatto caso: ogni volta che un personaggio pubblico risulta impelagato in fatti giudiziari deve sempre raccontare la sua verità. Vabbè...).

Leggo sull'articolo del Carlino che ho linkato sopra:
"Alla fine, 'Lucianone' ne è uscito da vincitore, applauditissimo, reclamato per una foto e un autografo, strattonato da chi lo vuole presidente del consiglio e star assoluta."
Curioso questo atteggiamento della stampa e della gente in generale: prima, subito dopo l'esplosione dello scandalo, è stato crocifisso dai media come responsabile di tutti i mali del calcio italiano. Ora che le acque si sono un pò calmate è partito invece il processo di beatificazione: acclamato, applaudito, manca solo che gli si chieda scusa per il disturbo.

Quello che dà fastidio non è tanto la vicenda in sé, né il fatto che Moggi sia stato rinviato a giudizio per associazione a delinquere e frode sportiva assieme ai suoi degni compari (in fondo se la legge è uguale per tutti anche lui è innocente fino a sentenza definitiva), quanto il fatto che se ne parli, che le cronache continuino a occuparsi di lui. Che quando il potente cade siano tutti pronti a dargli contro e appena rialza un pò la testa sia di nuovo osannato e idolatrato.

Non ne posso più di leggere nella prime pagine "Moggi ha fatto questo, Moggi ha fatto quest'altro". Possibile che l'attenzione dei media debba essere monopolizzata da questa gente? Possibile che le cronache si debbano occupare di cosa combinano Lele Mora, Corona e Fiorani? Possibile - in definitiva - che la gente sia così attratta da personaggi mediocri, nulli, privi si spessore e di "consistenza"?

Mi pare che stiamo assistendo a un upgrade: la mediocrità elevata al rango di eccellenza.

venerdì 10 agosto 2007

Non ce l'ho con loro



Io non ce l'ho con Gentilini e Caruso per le cose che hanno detto, perché incavolarsi con loro vorrebbe dire in qualche modo abbassarsi al loro livello (tra l'altro non ho ancora capito bene cosa ci fa Caruso in parlamento).

Ce l'ho coi media in generale per non avere il coraggio di relegare certe idiozie in un trafilettino in ottava pagina.

Dolci evasioni

[...] "Godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura. E andate chissà dove per non pagar le tasse, col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe". [...]
Francesco Guccini - Cirano


Quando ho letto la notizia della presunta evasione fiscale di Valentino, mi sono subito balzati in mente i versi che leggete qui sopra, che appartengono a una delle più belle poesie in musica scritte dal grande Francesco (il testo completo è qui).

Valentino è un grande campione, non si discute. Io stesso non ho difficoltà ad ammettere di seguire con interesse le sue funamboliche evoluzioni motociclistiche. La domanda che mi sorge spontanea, però, è: perché molto spesso i grandi campioni di qualche disciplina sportiva non sono altrettanto campioni di civiltà e correttezza?

Valentino è solo l'ultimo della serie; l'elenco dei grandi campioni dello sport che hanno avuto problemi col fisco è infatti piuttosto lungo (contribuenti.it ne elenca alcuni qui). Ovviamente l'elusione degli obblighi fiscali non è appannaggio esclusivo di noti personaggi sportivi, ma anche di personaggi dello spettacolo (chi non ricorda il caso Pavarotti?) e, purtroppo, di molti anonimi liberi professionisti, tipo dentisti, ecc...

Più difficile, semmai, è cercare di capire quali siano i motivi (veri) che spingono questi personaggi a ricorrere a trucchetti vari (tipo residenze all'estero) per sfuggire ai voraci tentacoli del fisco di casa nostra. A mio parere è solo una questione di prospettiva. Se infatti guardiamo la vicenda dal punto di vista di una persona normale - tipo, che so, un semplice impiegato da 1000 euro al mese - diventa difficile giustificare un'evasione di questo tipo.

Se infatti, per ipotesi, Valentino avesse fatto tutto alla luce del sole dichiarando in Italia tutti i suoi guadagni e pagandoci sopra quanto dovuto, gliene sarebbero rimasti comunque sempre fin troppi. E' vero che il fisco italiano è noto - anche all'estero - per la sua voracità, ma uno che incamera certe cifre sarebbe logico pensare che non gli importi più di tanto se anche un quarto di quello che guadagna (ipotesi) se ne dovesse andare in tasse. Questo potrebbe essere il ragionamento di una persona "normale".

Evidentemente, però, quando si raggiungono certi livelli (di guadagno) qualcosa cambia (la famosa prospettiva di cui parlavo prima), ed entrano in gioco forse altri fattori (e qui entro nel campo delle ipotesi, bisognerebbe chiedere ai diretti interessati). Uno di questi fattori potrebbe essere rappresentato da una sorta di "presa di coscienza" del fatto che sia un peccato che una parte così cospicua del proprio patrimonio se ne debba andare in tasse, e quindi se esiste il modo (legale o no non importa) per evitarlo, ben venga.

Un'altra spiegazione potrebbe essere il famoso "così fan tutti". Valentino infatti potrebbe giustamente (si fa per dire) pensare: "Cavolo, gli altri campioni fanno tutti così. Io chi sono il più pataca*?" Oppure, ancora, il tutto potrebbe essere conseguenza della ben nota sindrome chiamata "avidità incontrollata e difficile da guarire", una patologia che si manifesta con il bisogno irrefrenabile di accumulare denaro in maniera spropositata anche quando se ne ha già fin troppo e alla fine è probabile che non si sappia neppure come spenderlo.

Così, a occhio, la terza ipotesi che ho menzionato mi pare la più plausibile, anche se quella del "così fan tutti" non mi sembra completamente scartabile. In ogni caso, trovo che i versi di Guccini che ho riportato a inizio articolo siano particolarmente azzeccati.



* "pataca" è un'espressione che non esiste sul dizionario. E' molto utilizzata qui da noi in Romagna come sinonimo di "fesso".

Bollo e balle

Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...