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venerdì 2 dicembre 2011

Pericoli scampati

Leggo sulla prima pagina del Corriere che ieri, Giornata mondiale per la lotta all'Aids, in Rai non è mai stato pronunciato il termine profilattico. Io sono d'accordo, intendiamoci, visto che il rischio che si correva era effettivamente di quelli da non sottovalutare. Qualche giovane virgulto, ad esempio, avrebbe potuto udire tale terribile parola e chiederne il significato a mamma o a papà. Certi rischi meglio evitarli.

giovedì 1 dicembre 2011

Giornata mondiale contro l'Aids

Oggi è la giornata mondiale contro l'Aids. Vale la pena segnalarlo, giusto per ricordare che l'emergenza non è affatto superata (anche se i giornali non fanno più i titoloni di una volta).

giovedì 2 dicembre 2010

L'Aids? Cosa vuoi che sia...

Una indagine svolta dall'Anlaids, fatta intervistando 1000 studenti appartenenti a 12 scuole romane, ha portato ai seguenti risultati:

I giovani tra i 16 ei 19 anni hanno rapporti sessuali ma non vogliono i distributori di profilattici nelle scuole, ignorano il pericolo di contrarre l'Aids e non fanno il test per l'Hiv.
[...]
Il 64% del campione ha già fatto sesso, il 49% non usa il preservativo per i rapporti occasionali e il 16% crede che l'Aids si non sia un problema perché si cura con un vaccino". I ragazzi hanno più rapporti delle coetanee: il 68% contro il 59%. Tra gli intervistati, il 5% ha già contratto una malattia sessualmente trasmissibile.
[...]
solo il 47% dei giovani intervistati usa il condom con partner occasionali. Tutti gli altri lo fanno senza". La ragione, dicono, è che indossare il preservativo crea imbarazzo (27% ), ad alcuni sembra addirittura un atto di sfiducia nei confronti del partner. E ancora, il 28% degli studenti intervistati non sa dell'esistenza e dell'efficacia del vaccino contro papilloma virus (il virus responsabile del tumore al collo dell'utero) ma il 16% crede che ne esista uno già in commercio contro l'Aids.

Le conclusioni potete tirarle voi.

lunedì 22 novembre 2010

Chiesa e profilattici, secondo round

Le dichiarazioni del papa di ieri l'altro, riguardo la questione del profilattico ("in alcuni singoli casi è giustificato"), hanno evidentemente sollevato un po' troppi entusiasmi nell'opinione pubblica. Tanto che ieri il Vaticano, per bocca di padre Lombardi, si è affrettato a farsi sentire per alcune precisazioni.

Innanzitutto, dice il portavoce vaticano, il pensiero di Ratzinger "non può essere certo definito una svolta rivoluzionaria". E poi aggiunge una frase molto interessante: "ma ritiene [il papa, ndr] che l'uso del profilattico per diminuire il pericolo di contagio sia 'un primo atto di responsabilità'".

Cosa? Abbiamo capito bene? L'uso del profilattico per evitare contagi è "un primo atto di responsabilità"? Ma come? Non è quello che il mondo intero, con ben altri toni, va dicendo da una vita? Non è ciò che dice da sempre l'ABC Aproach, l'UNAIDS e tutte le organizzazioni internazionali che nel mondo sono impegnate nella lotta all'AIDS?

Siamo contenti che sia finalmente arrivato anche il papa. Meglio tardi che mai. Bisogna ammettere che rispetto alle sue ultime dichiarazioni in questo senso, fatte l'anno scorso in occasione della sua visita in Africa ("l'epidemia di Aids non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi"), c'è stato un notevole passo in avanti.

A questo punto posso anche aspettarmi che se ne esca fuori domani dicendo che gli piace Star Trek.

Non disturbiamo i padri

Per la ministra Roccella, le cui visioni della donna e della maternità non si discostano granché da quelle di Vannacci - con l'aggravant...