lunedì 7 giugno 2021

Africa, una storia da scoprire

Ho appena terminato questo interessantissimo saggio storico, scritto da Joan Roig. Racconta la storia del continente africano, necessariamente riassunta in molte parti e suddivisa in quattro macroperiodi. Il primo di questi racconta l'Africa antica e copre l'arco di tempo che parte circa da sei milioni di anni fa, quando sul continente comparvero i primi ominidi, fino al XV secolo; il secondo prende in esame l'età in cui ci furono i primi contatti con l'Europa e l'inizio del fenomeno della tratta degli schiavi, cioè il periodo compreso tra il XV e il XIX secolo; il terzo riguarda l'epopea (tragica) del colonialismo, cioè gli anni compresi tra il 1884 e il 1960; il quarto, dal 1955 ad oggi, si occupa del periodo postcoloniale.

Alcune cose che mi hanno incuriosito e che sono, a mio parere, degne di nota. Fino al XIX secolo era opinione diffusa, anche tra molti storici, che l'Africa fosse un continente senza storia e che i millenni, là, fossero trascorsi caratterizzati invariabilmente da riti tribali e poco altro. Questa credenza era diffusa per il semplice motivo che i pochi libri che affrontavano la storia africana erano in realtà libri sulla storia degli europei in Africa, e si pensava che la storia dell'Africa partisse appunto da lì, mentre invece non è affatto così. Scrive l'autore: "L'Africa vanta una storia ricchissima. Per due terzi della sua esistenza l'essere umano è stato presente solamente nel continente africano. Proprio lì, senza alcun dubbio, ebbero origine le guerre, l'odio e l'amore. E tutto sta a indicare che fu proprio quello il luogo in cui si sviluppò il linguaggio umano - alcuni esperti assicurano addirittura che tutte le lingue del pianeta derivino, in maggiore o minore grado, da una lingua primigenia che si sarebbe sviluppata in Africa."

Negli ultimi decenni, la collaborazione tra discipline diverse (principalmente storia, archeologia, paleobotanica e antropologia) ha permesso di fare luce sul lunghissimo periodo ritenuto senza storia capovolgendo questa narrazione. La storia africana è stata una storia ricchissima in cui si sono succeduti regni e imperi, alcuni dei quali caratterizzati da una grande magnificenza e grandiosità. La società africana è stata una società estremamente dinamica caratterizzata da forme di organizzazione sociale naturalmente molto diverse da quelle occidentali, come del resto lo sono in buona parte tuttora, in particolare quelle del XX secolo. Il primo macroperiodo preso in considerazione dal libro descrive appunto la storia di questi imperi.

Le due capitoli che invece affrontano i temi dell'arrivo degli europei, della tratta degli schiavi e del colonialismo sono probabilmente quelli di cui, in generale, si ha maggiore conoscenza collettiva, nel senso che si tratta di periodi storici generalmente contemplati anche dai programmi scolastici. La tratta atlantica degli schiavi, nella quale gli europei ebbero un ruolo di primo piano, conobbe il suo massimo "splendore", se così si può dire, tra il 1725 e il 1850. Gli storici hanno calcolato, con buona approssimazione, che circa 14 milioni di africani siano stati resi schiavi e deportati nelle americhe e in Europa, e un numero più o meno simile ha interessato l'altra tratta in cui si svolse questo traffico, quella orientale verso le Indie.

La storia del colonialismo, invece, che già conoscevo per aver letto altri libri, è forse uno dei capitoli più tragici, e per certi versi vergognosi, della storia umana. A partire dalla fine del 1800 fino alla decolonizzazione, iniziata al termine della Seconda guerra mondiale, l'Africa fu letteralmente presa d'assalto dagli europei per accapparrarsi non solo schiavi, ma tutta la serie di materie prime con le quali l'Europa si è sviluppata e ha costruito il suo benessere e la sua potenza. Ogni società e potenza europea corse per spartirsi territori, insediare colonie, costituire protettorati. A metà del Novecento non esisteva una sola porzione del continente africano che non fosse in qualche modo sotto il controllo dell'Europa.

Anche noi italiani, naturalmente, seppure in ritardo rispetto agli altri, ci buttammo in questa corsa folle per portare a casa un pezzettino di Africa, riuscendo però ad accapparrarci pochi territori in Eritrea, Somalia e Libia. Nel 1896 tentammo di conquistare l'Abissinia (l'attuale Etiopia) ma tornammo a casa con le pive nel sacco dopo essere stati sconfitti dalle truppe del re Menelik II. Ci riprovò Mussolini una quarantina d'anni dopo, tentando di assaltare l'Abissinia dall'Eritrea. Gli abissini resistettero eroicamente, finché Mussolini, deciso in ogni modo a portare a termine con successo la guerra, concepita in chiave di un aumento di prestigio del fascismo, ordinò di ricorrere a bombardamenti massicci e alle armi chimiche. Ciò che il nostro esercito fece, laggiù, ricorrendo all'uso dei gas chimici, è forse una delle pagine più vergognose della nostra storia militare recente. Alla fine della guerra, il generale Rodolfo Graziani, su richiesta del governo etiope, fu inserito dalla Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra nella lista dei criminali di guerra, ma non venne mai processato e l'Italia negò sempre la sua estradizione. Fu invece processato in Italia e condannato a 19 anni per collaborazionismo. Fu scarcerato dopo soli quattro mesi e aderì al nascente Movimento sociale diventandone poi presidente.

Perché è interessante questo libro? Perché permette di farsi un'idea complessiva della storia dell'Africa dalle origini fino a oggi, e quindi consente di comprendere meglio molti degli accadimenti in cui siamo oggi convolti anche noi, come ad esempio quello delle migrazioni e altri.

6 commenti:

  1. Questo tuo post mi ha aperto orizzonti che non conoscevo.Proprio pochi giorni fa mi sono stampato la cartina dell'Africa per avere sottocchio la posizione dei vari Stati.

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    1. Se ti può interessare, il libro in questione è facilmente reperibile anche in edicola a pochi euro. A me è piaciuto moltissimo.

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  2. Come al solito, grazie! Il tuo amore per il sapere trasmette entusiasmo.

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    1. Peccato solo che questo amore non ce l'avessi a vent'anni, altrimenti sarei andato avanti a studiare. D'altra parte, come dice Guccini: "a vent'anni si è stupidi davvero".
      Ciao, Giorgio.

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  3. Il titolo di questo libro non può essere più calzante al pensiero comune.
    L’Africa, un immenso Continente sconosciuto ai più.
    L’Africa, per molti, forse la maggioranza, sinonimo di miseria, povertà, arretratezza…
    L’Africa, Continente ricchissimo non solo di storia, culture, fedi religiose, ma di materie prime, che noi ci sogniamo.
    L’Africa, depredata, allora come oggi, sebbene in modalità differenti, in ogni dove da noi “bianchi”, uomini “che la sanno lunga” sul come sfruttare, rubare, aggirare mascherando il tutto da buonismo.
    L’Africa, culla di storia, umanità, bellezze…
    L’Africa, che deve in tutti i modi far valere i propri diritti.
    L’Africa, bisognosa di governi propositivi e non corrotti.
    Questa è la mia minuscola conoscenza dell’Africa, dopo oltre quarant’anni che “amo questa parola: Africa”.
    sinforosa
    P.s. Prendo nota del libro, grazie

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    1. Sì, l'Africa depredata oggi come allora, seppure con modalità diverse.
      Grazie a te.
      Ciao, sinforosa.

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