sabato 5 settembre 2020

Negazionisti in piazza

Il ritrovo in piazza dei negazionisti del coronavirus non è interessante per la manifestazione in sé (quattro gatti che a stento occupano una piccola porzione di una piccola piazza di Roma), ma è interessante perché sdogana una novità finora inedita: anche i più cretini tra i cretini abbandonano il mondo virtuale dei social per rendersi fisicamente visibili, dando così ancora maggiore input all'opera già iniziata in rete di scavarsi la fossa del ridicolo da soli.

Sdoganati questi, mi aspetto a breve manifestazioni di piazza dei terrapiattisti, dei negazionisti dell'Olocausto, di quelli che sulla Luna non ci siamo mai andati, di quelli che le torri gemelle gli americani se le sono buttate giù da soli e compagnia bella, tutti appartenenti a un'unica grande famiglia che potremmo tranquillamente denominare i no-brain.

10 commenti:

  1. Non potevi dir meglio.
    Sottoscrivo

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  2. Pur non condividendo nulla di queste idee (mi fanno orrore), vorrei che fosse sempre garantita la libertà di manifestazione anche a loro.

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  3. Dalle immagini al tg non mi parevano proprio quattro gatti...purtroppo!!!!
    Avran diritto di manifestare sicuramente, come io quello di dire guardandoli che è proprio vero che la mamma dei cretini è sempre incinta.
    Ciao

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    1. Boh, non so, ho smesso di guardare la TV anni fa, quindi non so cosa abbiano passato. Comunque, che fossero pochi o molti il concetto del cretinismo non cambia.
      Ciao Max.

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  4. Una manifestazione di circa 1.000 persone ,
    è proprio da dire quattro gatti .
    Non hanno niente di meglio da fare ?
    Salvare il pianeta no ?
    Buona Domenica . Laura

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    1. Salvare il pianeta? Quelli? Siamo a posto :-)
      Buona domenica a te.

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  5. Sono d'accordo ma non sottovaluterei la questione. Stanno aumentando le persone che credono sinceramente e radicalmente in cose folli, si uniscono e manifestano i loro assurdi pensieri. A me tutto questo spaventa perché mi sembra un indizio che la nostra società è sempre più malata e che la follia, oltre che essere individuale, sta diventando anche sociale.

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    1. Concordo. In questo senso ha scritto questo pregevole post il sempre ottimo Gilioli.

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