lunedì 30 dicembre 2019

Stiamo scomparendo senza invasioni

Diceva Massimo Cacciari che la prima cosa che dovrebbe studiare un politico per essere un buon politico è la demografia, perché niente meglio di questa scienza descrive l'evolversi di una comunità e niente meglio di questa scienza riesce a indirizzarne le leggi. Noi non abbiamo politici che studino la demografia; diciamo pure che, tranne poche eccezioni, non abbiamo politici che studino tout court, e questo lo sappiamo.

Perché la demografia? Perché l'ISTAT ha pubblicato oggi uno studio da cui si evincono sostanzialmente due cose: (1) siamo il paese più vecchio del mondo perché nessuno fa più figli e perché si campa troppo a lungo; (2) gli stranieri rappresentano l'otto e rotti per cento della popolazione, quindi non c'è nessuna invasione, come invece vuole la narrazione e la propaganda dell'ex ministro della paura e del giornalame di destra.

Il declino demografico e generale del nostro paese va naturalmente a braccetto col declino demografico dell'Europa, tanto che, diceva sempre Cacciari, se noi europei non vorremo sparire nell'arco delle prossime tre generazioni dovremo nei prossimi anni aprire le porte a milioni di lavoratori da altre zone del mondo.

Il futuro dell'Italia e dell'Europa è un argomento che dovrebbe stare a cuore ai cosiddetti sovranisti, ma è noto che questi signori non hanno mai dato eccessive prove di intelligenza e lungimiranza, e lo dimostra il fatto che in Europa si sono già costruiti mille chilometri di muri (dieci volte quello di Berlino) per tenere fuori chi vorrebbe entrare. E pure Salvini, qualche tempo fa, delirava di un muro da costruire sui nostri confini orientali per fermare i migranti della rotta balcanica. Perché? Perché nei deliri ignoranti di questa gente c'è il sogno di un'Italia popolosa, prospera e abitata solo da italiani.

Ora, che ogni popolo abbia i governanti che merita sarà anche vero, ma ci dovrebbe essere anche un limite.

3 commenti:

  1. Sono d’accordo con Cacciari.
    Nel mio piccolo ho sempre sostenuto che se non ci fossero i bambini stranieri come minimo sparirebbero in un colpo centinaia e centinaia di sezioni, almeno qui al nord, e di conseguenza posti di lavoro per insegnanti, collaboratori scolastici, dirigenti scolastici e via discorrendo. Senza contare che la “mescolanza” di “culture” e persone produce nuova linfa, nuova bellezza, anche estetica, nuova genialità, nuove intelligenze e lo posso dire e affermare a tuttotondo per esperienza.
    Io mi auguro che un “invasione” avvenga davvero così l’Italia non sarà più destinata a divenire un Paese di soli vecchi. Buona serata.
    sinforosa

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    1. È verissimo. Non è un caso che tutte le grandi civiltà (Grecia, Egitto ecc.) siano nate sul mare, nei porti. Perché lì c'era la mescolanza, la "confusione" delle culture e delle lingue. Non abbiamo notizie di civiltà nate sulle cime delle montagne. Culture diverse che si incontrano portano anche problemi, è naturale (usanze, abitudini, lingue diverse), ma per contro c'è un arricchimento reciproco che è prezioso. Se noi abitanti dello stivale fossimo rimasti chiusi nelle nostre quattro mura, oggi non avremmo neppure la pasta al pomodoro.
      Ciao sinforosa.

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