sabato 28 dicembre 2019

A cosa serve la bocca

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La divisione tra uomini e donne è forse un prodotto dell'immaginazione, come il sistema delle Caste in India e il sistema razziale in America, oppure è una separazione naturale con profonde radici biologiche? Alcune disparità culturali, giuridiche e politiche tra uomini e donne non sono che il riflesso delle ovvie differenze biologiche tra i sessi. Fare bambini è sempre stato compito delle donne, perché gli uomini non hanno l'utero. Tuttavia intorno a questo fondamento universale, ogni società ha depositato uno strato dopo l'altro di concetti culturali e di norme che hanno poco a che fare con la biologia. Le varie società associano alla mascolinità e alla femminilità una quantità enorme di attributi che, per la maggior parte, non hanno alcun fondamento biologico preciso.
Per esempio, nella democratica Atene del quinto secolo avanti Cristo possedere l'utero significava non avere uno status giuridico indipendente e vedersi vietata la partecipazione alle assemblee popolari o la possibilità di ricoprire il ruolo di giudice. Con poche eccezioni, chi aveva l'utero non poteva beneficiare di una buona educazione, né dedicarsi al commercio o impegnarsi in speculazioni filosofiche. Nessuno dei leader politici di Atene, nessuno dei suoi grandi filosofi, oratori, artisti o mercanti aveva l'utero. Forse avere un utero rende una persona inadatta biologicamente a queste professioni? Gli antichi ateniesi pensavano di sì.
Non concordano gli ateniesi moderni. Nell'Atene di oggi le donne votano, vengono elette ai pubblici uffici, fanno discorsi, progettano di tutto, dai gioielli agli edifici e ai software, e vanno all'università. Il loro utero non impedisce loro di fare tutte queste cose con altrettanta bravura degli uomini. Certo sono ancora sottorappresentate nel mondo politico e in quello finanziario: nel parlamento greco le donne sono solo il 12% dei Deputati. Ma non esiste una barriera legale alla loro partecipazione politica, e la maggior parte dei Greci moderni ritiene che sia assolutamente normale per una donna avere un incarico pubblico. Numerosi Greci di oggi pensano anche che una parte integrante della qualità maschile stia nel essere attratto sessualmente soltanto dalle donne, e nell'avere rapporti sessuali esclusivamente con l'altro sesso. Non lo considerano un dato culturale quanto piuttosto una realtà biologica: i rapporti tra due persone di sesso opposto sono naturali, e innaturali quelli tra persone dello stesso sesso. In realtà, però, a Madre natura non importa nulla se gli uomini si sentono attratti sessualmente l'uno dall'altro. Sono solo le madri umane radicate in particolari culture che danno in escandescenze se il loro figlio ha una storia con il ragazzo della porta accanto. Se alla mamma saltano i nervi, ciò non è un imperativo biologico. Un numero significativo di culture umane ha considerato le relazioni omosessuali non solo legittime, ma anche costruttive dal punto di vista sociale, e gli antichi Greci ne sono stati l'esempio più eloquente. L'Iliade non fa menzione di eventuali obiezioni di Teti ai rapporti che suo figlio Achille aveva con Patroclo. La regina Olimpia di Macedonia fu una delle donne più caratteriali e volitive del mondo antico, e suo marito, re Filippo, fu assassinato. Tuttavia, non si infuriò quando suo figlio, Alessandro Magno, portò a a casa a cena il suo amante Efestione.
Come possiamo distinguere ciò che è biologicamente determinato da ciò che cerchiamo di giustificare tirando in ballo miti biologici? Una buona regola dice: "La biologia consente, la cultura proibisce". La biologia è propensa a tollerare uno spettro di possibilità assai ampio. È la cultura che impone alla gente di attuare certe possibilità proibendone altre. La biologia consente alle donne di avere bambini - alcune culture obbligano le donne ad attuare questa possibilità. La biologia consente agli uomini di godere sessualmente l'uno dell'altro - alcune culture proibiscono agli uomini di attuare questa possibilità. La cultura tende a sostenere che essa proibisce solo ciò che è innaturale. Ma da un punto di vista biologico, niente è innaturale. Tutto quello che è possibile è, per definizione, anche naturale. Un comportamento realmente innaturale, cioè che vada contro le leggi di natura, semplicemente non può esistere, per cui non avrebbe bisogno di alcuna proibizione. Nessuna cultura si è mai data la pena di proibire agli uomini di fare la fotosintesi, alle donne di correre più veloci della luce, o agli elettroni a carica negativa di attirarsi reciprocamente. In verità, i nostri concetti di naturale e innaturale non sono ricavati dalla biologia, ma dalla teologia Cristiana. Il significato teologico di naturale è di essere "consonante con gli intenti di Dio che ha creato la natura". I teologi cristiani sostennero che Dio aveva creato il corpo umano intendendo che ciascun membro e organo servisse a un particolare scopo. Se noi usiamo le nostre membra e i nostri organi per gli scopi previsti da Dio, si tratta di un'attività naturale, usarli in modo differente da quello inteso da Dio diventa una cosa innaturale. Ma l'evoluzione non ha alcuno scopo. Gli organi non si sono sviluppati in vista di uno scopo, e il modo in cui trovano uso è in costante cambiamento. Non c'è un singolo organo nel corpo umano che faccia solo il lavoro che il suo prototipo faceva quando comparve centinaia di milioni di anni fa. Gli organi si evolvono per svolgere una particolare funzione, ma una volta che si sono realizzati, possono adattarsi anche ad altri usi. 
Le bocche, per esempio, comparvero perché i primissimi organismi pluricellulari avevano bisogno di un modo per assumere sostanze nutritive nel loro corpo. Noi usiamo ancora la nostra bocca per tale scopo, ma anche per baciare, parlare e, se siamo Rambo, per tirare via la sicura dalle bombe a mano. Forse che alcuni di questi usi sono innaturali semplicemente perché 600 milioni di anni fa i nostri antenati larvali non facevano queste cose con la loro bocca? Allo stesso modo, non è che le ali comparvero improvvisamente in tutta la loro gloria aerodinamica. Si svilupparono da organi che servivano ad altri scopi. Secondo una teoria, le ali degli insetti si svilupparono milioni di anni fa da protuberanze del corpo su insetti che non volavano. Gli insetti con bernoccoli avevano una superficie più ampia di quella degli insetti senza bozzi, e questo fatto consentiva loro di assorbire più luce solare e di stare quindi più caldi. Attraverso un lento processo evoluzionistico, questi scaldini solari si fecero più grandi. La stessa struttura che consentiva un massimo assorbimento di luce - superficie estesa e piccolo peso - conferiva per caso anche un po' di slancio quando gli insetti dovevano zompare e saltare. Quelli che avevano protusioni più grandi potevano saltare più lontano. Alcuni insetti cominciarono a usarle per planare, e da lì il passo fu breve perché questi organi diventassero ali con cui alzarsi in volo. La prossima volta che una zanzara ronza vicino al vostro orecchio, accusatela pure di comportamento innaturale. Perché se fosse stata educata e paga di ciò che Dio le aveva dato, avrebbe dovuto usare le sue ali solo come pannelli solari.
Una identica sorte di molteplicità funzionale può essere riferita ai nostri organi e comportamenti sessuali. Il sesso dapprima si evolse per la procreazione e i rituali di corteggiamento come metodo con cui valutare l'idoneità di un potenziale partner, ma numerosi animali tendono a utilizzare entrambe queste finalità per una moltitudine di scopi sociali che hanno poco a che fare con la replicazione di sé. Gli scimpanzè, per esempio, usano il sesso per cementare alleanze politiche, stabilire intimità con qualcuno, allentare tensioni. È forse innaturale tutto questo?
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(da Sapiens, da animali a dèi. Breve storia dell'umanità, Y. N. Harari)

2 commenti:

Sari ha detto...

Il sesso è un organo di potere perchè procura qualcosa che attira tutti: il piacere... e questo è il tratto furbo che la natura ha escogitato per moltiplicarsi.
La divisione fra maschi e femmine vede queste ultime perdenti per via della prole da accudire e fa comunque comodo al potere, qualunque potere, tenere conto solo della metà del popolo.
E' un bel pezzo questo che ci proponi, fa riflettere parecchio. Facciamolo trovare nella calza della Befana a certa parte politica. ;)

Andrea Sacchini ha detto...

Se potessi, riprodurrei integralmente questo bellissimo saggio, ma naturalmente non lo posso fare. Posso solo consigliare di leggerlo perché merita veramente. La parte politica a cui alludi non saprebbe cosa fare di questo libro, come in generale non sa cosa fare dei libri, quindi risparmierei alla Befana questa fatica :-)

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