domenica 1 dicembre 2019

Il mio Black friday

Il mio Black friday è trascorso senza che abbia comprato nulla, per il semplice fatto che non mi serviva nulla (mi pare una motivazione ragionevole, no?). Mi sono limitato, ieri mattina, ad accompagnare mia figlia minore, Francesca, a comprare uno smartphone nuovo, dal momento che il suo, dopo quattro anni di onorato servizio, aveva tirato le cuoia.

Siamo arrivati ai Malatesta attorno a mezzogiorno, pensando che sarebbe stato l'orario con minori probabilità di trovare ressa. E infatti così è stato. Al reparto telefonia c'erano solo un commesso che contrattava con un potenziale cliente e un paio di persone che passavano in rassegna la mercanzia esposta. Francesca sapeva già quale sarebbe stato il suo acquisto e quindi abbiamo fatto presto.

Mentre Francesca sbrigava col commesso le formalità burocratiche, qualche persona era nel frattempo arrivata e il tipo aveva cominciato a chiamare il collega che stava cazzeggiando lì vicino. Quest'ultimo, pur avendo sentito il richiamo del collega impegnato, con la faccia più tosta del mondo ha pensato bellamente di fregarsene e di continuare nella sua attività di cazzeggio e giri a vuoto tra le scansie. "È incredibile," si è poi lamentato il venditore con quelli in attesa, "ogni volta che c'è da fare, lui se la svigna. La gente aspetta e lui, invece di venire qui a darmi una mano, se ne frega tranquillamente."

"Stessa cosa che succede dove lavoro io," ha quindi replicato un signore che era lì in attesa, "e come immagino succeda in ogni luogo di lavoro." Stavo per aggiungere la mia testimonianza a quella del signore e a quella, silenziosa, degli altri astanti che annuivano, poi ho pensato che non ne sarebbe valsa la pena. Mi è venuto in mente quel concetto che ama ripetere Galimberti nelle sue conferenze, secondo cui una civiltà cade per corruzione dei costumi, dove, nello specifico, per corruzione dei costumi si intende il menefreghismo.

20 commenti:

  1. Più che i menefreghisti da me ci sono gli imboscati.
    Almeno hanno la decenza di non farsi vedere.
    Ma è una brutta razza pure quella.

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    1. Beh, direi che imboscati e menefreghisti potremmo tranquillamente considerarli sinonimi, no?

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  2. Quel che mi ha impressionato di più nel tuo post, che pure è interessabnte, è stato cliccare sul collegamento che porta a Galimberti. Niente di cui non si sapesse qualcosa ma sentire snocciolare uno dietro l'altro i motivi che ci hanno portato in questa situazione italiana, mi ha scossa. E' stato come guardarsi allo specchio dopo piccoli interventi di chirurgia e vedere un mostro.
    Li ho fatto faticare i miei figli, convinta dovessero conquistare il posto dove volevano arrivare ma ho avuto tutti contro... avessi avuto Galimberti a portata di mano mi sarei risparmiata i mille e mille esami di coscienza.
    Ciao.

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    1. Ti capisco, non è facile trovare solidarietà quando si obbliga i figli a darsi da fare per soddisfare le rispettive aspirazioni. Si viene visti come genitori "snaturati". E vabbe'...
      Ciao Sati.

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  3. Aborro le mode americane compreso il black Friday.
    USA, come USA e getta, come comprare per il gusto di comprare e non per necessità.
    Importeremo mai dagli USA una moda sensata?

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    1. Non so, quello che so è che, al di là delle mode, il consumismo europeo non mi sembra molto diverso da quello USA.

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  4. Mi hai fatto venire in mente un grande magazzino dove sistematicamente le commesse parlavano polemicamente tra loro di turni e ferie, non si fa!

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    1. Concordo. Tornando a casa, Francesca mi ha detto: "Non mi sembra molto elegante che due colleghi di lavoro mettano in piazza i loro scazzi".

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  5. Da brividi l'intervento di Galimberti che hai postato. Vero, ci sono delle responsabilità che la maggior parte dei genitori nega.

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    1. Sì. Poi, certo, generalizzare è sempre un po' azzardato (ci sono ancora genitori che tirano su i figli inculcando loro l'inclinazione per l'impegno e per il darsi da fare), ma è comunque innegabile che la maggior parte vada nell'altro senso.

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  6. Tutto sbagliato. Hai fatto bene a non intrometterti. Ciao Andrea.

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    1. Spero di aver compreso ciò che intendevi riferire...

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    2. Oddio, mi sono un po' perso. A cosa ti riferisci?

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    3. Ciao Andrea.
      Mi riferisco al mio commento. Ho visto che non hai risposto ed ho pensato che forse ho interpretato male il tuo post...non so. O forse non mi sono fatta capire.

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    4. Ah, ok. No, tranquilla, avevo capito benissimo, è che a volte non replico subito ai commenti perché non ho la frenesia della risposta. Magari può capitare che passi anche qualche ora, specie se sto leggendo o facendo qualcos'altro di interessante.
      Ciao, Pia :*

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  7. Ma fare in modo che venga licenziato, no?
    Magari è parente o amico del capo e può starsene lì con le mani in mano.
    Solita meritocrazia all'italiana.. 😤😤

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    1. Non so se fosse parente del capo. In ogni caso, se anche lo fosse stato, molto difficilmente il suo status avrebbe potuto essere motivo di allontanamento. Anzi, il contrario.

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    2. Infatti intendevo che sarà il solito raccomandato che non può essere licenziato perché amico o parente di.

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    3. Ops, pardon, non avevo capito. Abbiamo detto la stessa cosa ;)

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  8. Questi comportamenti sono oramai piuttosto frequenti in molti ambienti lavorativi purtroppo. Avevo già ascoltato le parole di Galimberti, parole importanti e profondamente vere noi oggi lasciamo che siano la tecnologia e l'economia a decidere sul nostro futuro e non la politica, ed è vero scambiamo lo sviluppo con il progresso e ne stiamo sempre più pagando duramente le conseguenze.

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