venerdì 7 settembre 2007

La vigilia del V-Day

Alla fine è arrivato. Il Vaffanculo Day (termine recentemente sdoganato anche dalla cassazione) ideato dal "comico" Beppe Grillo sbarcherà domani nelle piazze di tutta Italia e in molte piazze del mondo: Parigi, Tokyo, New York, Denver, ecc. Un evento praticamente (e volutamente) ignorato (tranne poche eccezioni) da stampa e tv, ma notissimo tra gli utenti di internet e anche tra i diretti interessati.

Ieri mattina ho appeso il volantino alla macchina del caffé, in agenzia, ed ho avuto conferma di questa cosa. In pochi infatti sapevano dell'iniziativa (e casualmente proprio chi non utilizza internet). Sabato pomeriggio (o sera, vedrò) andrò anch'io a Rimini, in Piazza Tre Martiri, a fare la mia firma a sostegno dell'iniziativa. Un'iniziativa che riassumo brevemente per chi non sapesse di cosa si tratta.

Parlamento Pulito non è nient'altro che il nome di una proposta di legge popolare depositata dallo stesso Beppe Grillo in Cassazione il 12/07/2007 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Le richieste contenute in questa proposta sono sostanzialmente tre:
  1. No ai 25 condannati in Parlamento. Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva.
  2. Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento per più di 2 legislature (regola valida retroattivamente).
  3. No ai parlamentari eletti dai segretari di partito. I candidati devono essere scelti direttamente dal popolo con la preferenza diretta.
La proposta di legge verrà accolta e presa in considerazione se verranno raccolte almeno 50.000 firme autenticate.

Non mi piace fare appelli per tentare di convincere qualcuno a fare qualcosa. Con questo post voglio solo segnalare che c'è questa cosa e spiegare un pochino di cosa si tratta, poi ognuno si regolerà di conseguenza. Mi limito solo a un paio di considerazioni.

Su Beppe Grillo si è detto di tutto e di più, e su di lui mi pare non esistano mezze misure: o si ama o si odia. Ha indubbiamente il pregio di essere un "sovversivo" e di aver saputo utilizzare internet per bypassare con successo l'ostracismo televisivo che gli è stato imposto in virtù del suo essere considerato personaggio "scomodo". La maggior parte delle battaglie che conduce sono senz'altro - a mio parere - condivisibili. Penso a Shareaction, a Parlamento Pulito e a Schiavi Moderni, il libro-denuncia sul fenomeno del precariato nel nostro paese.

Le critiche invece che più spesso gli vengono mosse sono principalmente quelle di fare del facile populismo, aggiunto a una certa approssimazione e imprecisione nei suoi monologhi, specie quando affronta tematiche di tipo scientifico e/o economico (va tenuto comunque presente che Grillo è solo un comico con diploma di ragioniere). Famose, a tal proposito, sono ad esempio le famose cantonate prese parlando delle radiazioni dei telefonini che cuocerebbero le uova, oppure delle firme necessarie ad abolire i costi di ricarica dei telefonini, solo per citarne un paio.

Ad ogni modo credo che l'iniziativa Parlamento Pulito sia valida. L'unica cosa che fa girare le scatole di tutta la questione è che una legge di questo tipo sia partita per iniziativa di un comico "scomodo" che si è preso la briga di sensibilizzare le masse su questo tema. Il fatto che in Parlamento, l'organo legislativo supremo del nostro paese, non possano mettere piede persone che si sono macchiate di reati anche gravi, dovrebbe infatti appartenere all'ordine naturale delle cose e non essere richiesto a gran voce da una sollevazione popolare.

Ma ormai, si sa, da noi le cose funzionano così. A meno che non si provi a cambiarle domani.

giovedì 6 settembre 2007

Uno studio

Un recente studio americano avrebbe evidenziato come nella scelta del partner gli uomini guardino le "forme" e le donne il portafoglio.

Come dire, la scoperta dell'acqua calda.

Una generazione di asini

Secondo il ministro della Pubblica Istruzione, Fioroni, nel nostro paese ci sarebbe una "emergenza educativa", un modo elegante per dire che tra i giovani e gli studenti l'ignoranza regna sovrana. Questo il motivo principale che ha spinto il ministro a varare una riforma scolastica che in qualche modo restituisca un ruolo centrale a materie "classiche", tipo matematica, scienze, italiano, storia e geografia.

Diciamo che questo è forse uno dei pochi casi in cui un ministro la dice giusta. Ovviamente non si può generalizzare, ma la media dei risultati che ottengono i nostri studenti rispetto ai loro coetanei europei e il livello di disaffezione (se non di vera e propria insofferenza) verso la scuola sono sotto gli occhi di tutti.

E - non posso negarlo - anche per me è stato così. Anche io, infatti (ragioniere mancato), ho sempre vissuto la dimensione scuola come una costrizione, se non una vera e propria rottura di balle. Nel mio caso la scuola ha avuto la "colpa" (se così si può dire) di non essere riuscita a farmi appassionare allo studio, innamorare del sapere. Forse perché la cultura e la conoscenza erano viste come una costrizione. Un'imposizione addirittura ("studia altrimenti ti bocciano!"). La passione per la cultura, il sapere le cose che succedono nel mondo, sono scoperte che ho fatto in seguito, una volta terminata la scuola (sarà un caso?).

Ecco perché, pur ovviamente non giustificandoli, un pò mi immedesimo negli studenti di oggi, quelli dell'eufemistica "emergenza educativa". Una generazione che oltre a dover combattere contro una - a mio parere - naturale avversione per la scuola, deve anche scontrarsi con un modello di società che non fa niente per tentare di invertire questa tendenza: dove domina la cultura dell'isola dei famosi, della televisione idiota e invadente, del pecoreccio, dei soldi, del vuoto. Dove chi studia viene visto come il secchione imbecille e dove una velina guadagna 20 volte di più di un ricercatore universitario.

Una generazione di asini. Potrebbe essere diversamente?

mercoledì 5 settembre 2007

(AGGIORNAMENTO) Una intercettazione poco chiara

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando piuttosto insistentemente in rete l'intercettazione (o presunta tale) di una telefonata intercorsa tra un pedofilo italiano e un agente dell'FBI, che sarebbe riuscito a infiltrarsi e spacciarsi per procacciatore di bambini. L'argomento, come potete capire, è molto delicato perché tocca uno dei crimini più disgustosi e aberranti che persona umana (umana?) possa compiere.

Ho deciso di occuparmene perché ci sono tantissimi siti e blog che in questi giorni stanno divulgando questa intercettazione in modo piuttosto "leggero", senza cioè porsi domande sulla sua veridicità e attendibilità. Capiamoci bene: non sto affermando che la suddetta intercettazione sia falsa, dico solo che ci sono alcune cose che a mio parere non quadrano in tutta la vicenda. Come si sa, infatti, divulgare notizie in rete è molto facile, la loro verifica richiede invece un pò più di tempo.

Fatta questa breve ma doverosa premessa, vengo al punto, cercando di mettere in evidenza gli aspetti secondo me poco chiari di tutta la storia. Visto che il nocciolo di tutta la questione è appunto questa famosa intercettazione, cominciamo da qui. Non la riporto però qui sotto come faccio abitualmente per le cose che analizzo, perché si tratta di un testo volgare e molto forte che potrebbe turbare le persone più sensibili. Chi comunque vuole leggerlo lo può fare senza alcuna difficoltà immettendo in Google o in qualsiasi altro motore di ricerca le parole chiave moncini fbi.

In linea di massima, come dicevo, si tratta sostanzialmente di una serie di copia e incolla e di rimandi tra i vari siti che hanno pubblicato - e continuano a pubblicare - l'intercettazione. Da quello che ho potuto vedere, la maggior parte di questi indica come fonte principale 2 siti: questo e questo.

Ecco quindi, a questo punto, gli aspetti a mio avviso poco chiari che riguardano questa storia:
  • Perché i media non ne parlano? Su nessuna testata di livello nazionale, sia italiana che estera, viene riportata questa intercettazione. Ho spulciato vari siti, tra cui Corriere, Repubblica, Ansa, AdnKronos, BBC: nessuno ne fa menzione. Il ché è piuttosto strano, visto che in genere i giornalisti si buttano a pesce (spesso anche a sproposito) ogni volta che spunta qualche storia in qualche modo collegata al tema in questione. Cercando informazioni in rete per parole chiave si arriva solamente, come dicevo, ai due siti che ho linkato sopra e a tutta la marea di piccoli portali che hanno ripreso la notizia.
  • Non ne parla neppure don Di Noto. Don Fortunato di Noto è un prete molto attivo in rete, che cerca di combattere con la sua associazione l'odioso fenomeno della pedofilia online, tra le altre cose denunciando alle procure i siti pedofili che riesce a scovare. Neppure sul suo portale viene menzionata l'intercettazione. La cosa è piuttosto strana, visto che il suo staff è sempre in prima linea nel divulgare notizie e informazioni sull'odioso fenomeno, come si può facilmente verificare navigando nel suo sito.
  • Perché anche l'FBI sembra non saperne niente? Il terzo e ultimo elemento "strano" di tutta la vicenda riguarda prioprio l'FBI. Visto che siamo in presenza di una intercettazione di una telefonata intercorsa tra un agente della suddetta organizzazione e un criminale, com'è possibile che l'FBI stessa sul suo sito non ne faccia parola? La cosa è strana perché l'FBI pubblica regolarmente sul suo portale i risultati e i resoconti di molte delle operazioni anticrimine da essa effettuate (ovviamente quelle non coperte da segreto investigativo). Di questa storia neppure l'ombra. Cercando per parole chiave non ho trovato né l'intercettazione stessa né tantomeno qualsiasi riferimento a tutta la vicenda. A margine dell'intercettazione diffusa in rete dai blog, inoltre, viene riportato anche qualche particolare di cronaca, tipo quello che il presunto pedofilo italiano sarebbe stato arrestato proprio dall'FBI il 18 marzo 1988 all'aereoporto JFK di New York. Non esiste niente sul sito dell'FBI riconducibile al fatto. Immettendo la data sul motore di ricerca interno del portale si viene solo ricondotti a questo pdf nel quale non c'è traccia del fatto in questione.
A questo punto direi che si può tirare qualche conclusione. In primo luogo, basandomi sulla mia piccola indagine, penso di poter affermare con una certa tranquillità che l'intercettazione sia un falso. Una cosa di questo genere, infatti, dovrebbe secondo me essere supportata da qualcosa di più "solido" (l'ideale sarebbe ad esempio un link a una fonte autorevole: BBC, FBI, NYT e simili), cosa che non ho trovato.

Questo episodio è solo uno dei tanti che dimostrano come sia facile far circolare in rete notizie poco attendibili o di dubbia provenienza. La struttura stessa della grande rete, infatti, che consente sostanzialmente a chiunque di mettere in circolazione quello che gli pare, è indubbiamente uno dei suoi più grandi pregi, ma allo stesso tempo anche un grosso limite. L'accortezza dell'utente dovrebbe essere quella di prendere tutto ciò che trova con senso critico e non come oro colato solo perché qualcun'altro l'ha già pubblicato.

Naturalmente (l'ho già specificato ma lo ripeto) ci tengo a precisare che le conclusioni a cui sono giunto sono frutto esclusivamente delle mie ricerche in rete, e, ovviamente, sarò ben lieto di segnalare eventuali variazioni o novità che mi venissero segnalate.


Aggiornamento 02/09/2007.

Ho contattato la redazione di CriminalMagazine.info (qui), il sito che viene maggiormente linkato come fonte della presunta intercettazione, per tentare di avere informazioni più dettagliate in merito alla medesima.


Aggiornamento 03/09/2007.


Ho provato a contattare oggi anche crimelist.it nella persona del suo direttore (qui).


Aggiornamento 05/09/2007.

Fulvio D'Amico, ufficiale dei Carabinieri e direttore del sito crimelist.it, uno dei portali maggiormente indicati come fonte - assieme a questo - dai vari siti in rete che hanno ripubblicato l'intercettazione, ha risposto oggi alla e-mail che gli ho inviato il 03/09 chiedendo chiarimenti.

L'articolo con l'intercettazione era originariamente pubblicato qui ed è stato rimosso, come confermatomi dallo stesso D'Amico, dopo che verifiche più approfondite hanno permesso di appurare la non attendibilità dell'intercettazione.

Riporto qui di seguito il testo inviatomi via e-mail:
Gentile Andrea Sacchini,

In seguito a verifiche ulteriori, l'articolo in questione è risultato essere molto probabilmente una classica "bufala". O quantomeno, non vi erano sufficienti prove per indicare l'intercettazione come vera e autentica. L'articolo è stato così rimosso da CrimeList.

Fulvio D'Amico.
Ringrazio qui pubblicamente il direttore di crimelist.it per aver risposto prontamente alla mia richiesta di chiarimenti e per la disponibilità (il tempo che gli ho fatto perdere nel via vai di e-mail) e serietà dimostrata nella gestione della vicenda.

Piccole e impercettibili prese per il culo






Repubblica (sempre sulla notizia) ci comunica, citando un studio di Nomisma, che la sorpresa al ritorno dalle vacanze sarà data dall'aumento delle bollette di luce e gas.

A parte il fatto che non si capisce dove sia la sorpresa (non ce ne accorgiamo tutti i santi anni che a settembre aumenta tutto?), è comunque una di quelle notizie che certamente rende felici chi come me con uno stipendio tiene sul groppone moglie e figli, ma vabbè...

E pensare che giusto due o tre giorni fa il governo aveva dato ampie rassicurazioni in merito agli allarmismi diffusi sul già prospettato aumento di prezzi e servizi. "Allarmismo ingiustificato", si sono infatti prodigati a ripetere, cercando di darcela a bere, Prodi e il buon Padoa-Schioppa (mentre nel frattempo l'Istat ci comunicava che i salari dei lavoratori sono fermi praticamente da 4 anni).

Ma ci sono alcuni altri aspetti interessanti (le impercettibili prese per il culo) evidenziati nell'articolo di Repubblica:
Unica consolazione il prezzo della benzina: invertendo il naturale movimento dei prezzi [sempre al rialzo, ovviamente], dall'inizio di agosto la verde è diminuita di 5 centesimi e fare il pieno di un'auto di media cilindrata costa circa un euro e mezzo in meno. In leggero calo anche i prezzi del gasolio che viaggia attorno a 1,19 euro, con lievi differenze tra marchio e marchio.
Certo, è una consolazione. E' consolante infatti sapere che adesso che le vacanze sono finite, così come lo spostamento in auto di milioni di persone, fare il pieno costa meno. Non costava mica meno quando c'era il boom del traffico su strade e autostrade, quando viceversa le compagnie-cartello alzavano al massimo il prezzo alla pompa (oltretutto - ennesima e ulteriore presa per i fondelli - dicendo che la benzina costava troppo per colpa nostra, che non giravamo abbastanza per cercare il distributore più conveniente).

Bello no? Oltre il danno la beffa, si potrebbe dire.

Felice di questa cosa, Repubblica ci dà però due brutte notizie (il chè è abbastanza normale, mica può darne solo di belle): aumentano il vino e i libri scolastici. Della prima non è che mi freghi sinceramente granché, visto che io sono totalmente astemio e anche in famiglia non piace a nessuno. Sui libri scolastici, invece, mi frega, eccome, visto che ho un paio di figlie che vanno a scuola.

Scuola i cui libri di testo rappresentano forse il capitolo più vergognoso nella storia dei cartelli attuati dalle aziende (in questo caso editrici) per spillare indebitamente soldi alle famiglie (qualcuno si è chiesto ad esempio come si possa giustificare l'edizione aggiornata annuale di un libro di storia o di matematica se non per motivi riconducibili all'aumento di prezzo), e che richiede per poter far fronte alla spesa il ricorso all'usato, come abbiamo dovuto fare noi, o a internet.

Questi non sono che pochi esempi, ma l'elenco delle prese per i fondelli a cui noi ormai dovremmo essere abituati - e del quale ogni tanto mi piace parlare - è lungo, lunghissimo.

Chilometrico.

martedì 4 settembre 2007

L'indultato

Leggo su Repubblica che uno dei due albanesi responsabili del duplice omicidio della coppia di custodi di Treviso (omicidio in stile mattatoio), era già noto alle forze dell'ordine (il grassetto è mio):
[...] Artur Lleshi, 33 anni, scarcerato il 14 settembre 2006 in seguito all'indulto con numerosi precedenti per furti, rapine e anche per sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo in seguito alla quale era stato arrestato dal commissariato di Castevolturno. [...]
Qualcuno glielo avrà detto a Mastella?

Microsoft condannata dall'antitrust

E' di queste ore la notizia che Microsoft è stata condannata dall'antitrust americano al pagamento di 179 milioni di dollari allo stato dell'Iowa (maggiori dettagli qui) per abuso di posizione dominante e pratiche illecite adottate per mantenere tale posizione.

La causa era stata intentata ben 7 anni fa dal suddetto stato con la formula della Class-Action (una specie di denuncia collettiva esplicitamente prevista dal sistema giudiziario americano) assieme ad altri paesi: Kansas, Carolina del Nord, Nord e Sud Dakota, Tennessee e il Distretto di Columbia.

I rapporti tra gli enti che si occupano nei vari paesi del mondo di garantire il rispetto delle regole della libera concorrenza (antitrust) e l'azienda di Redmond non sono sempre stati (e non sono tuttora) idilliaci. Contenziosi e processi sono in corso un pò in ogni angolo del pianeta e anche l'Unione Europea in questo senso non sta certo a guardare (è del 2004 la condanna in primo grado al pagamento di 497 milioni di euro per abuso di posizione dominante in seguito alla nota questione del lettore multimediale Windows Media Player).

Che zio Bill già da un pò non faccia più il bello e il cattivo tempo per quanto riguarda sistemi operativi e formati è ormai assodato, e, come dimostra questa sentenza, non può che far piacere il fatto che qualcosa cominci a muoversi anche per quanto riguarda legalità e rispetto delle regole della libera concorrenza.

lunedì 3 settembre 2007

Notizie "importanti"


La notizia della quale vedete il titolo qui sopra è stata riportata oggi sia sulla versione online del Corriere (qui) che su quella cartacea (l'ho letta questa notte in agenzia mentre davo un'occhiata alle prime pagine dei quotidiani).

Nella versione cartacea (chi ha sottomano una copia del Corriere di oggi può facilmente verificarlo) questa notizia è stata pubblicata in prima pagina, quando invece, secondo me, il posto migliore sarebbe stato in un piccolo trafilettino in 23esima.

A questo punto sto ancora cercando di capire che differenza c'è tra il Corriere della Sera e Novella 2000.

Quando il virus arriva dal typosquatting

I modi per beccarsi un virus informatico, si sa, sono molti: può succedere tramite e-mail, siti truffaldini, programmi scaricati incautamente dai circuiti p2p, ecc...

Un'altra tecnica utile (agli aggressori informatici) allo scopo è il cosiddetto typosquatting, un metodo di infezione che all'estero è in voga da tempo e del quale ci sono già le prime avvisaglie anche da noi (PI ha pubblicato un articolo in proposito agli inizi di giugno). Di cosa si tratta?

Guardate l'immagine qui sotto:




E adesso date un'occhiata, sempre nella stessa immagine, a cosa c'è scritto nella barra degli indirizzi di Firefox: http://www.goigle.it anziché http://www.google.it.

L'immagine (nel sito) è linkabile. Osservate cosa succede se ci faccio clic col mouse per entrare:




Si apre una finestra che chiede se si desidera salvare sul pc il file ServiziParticolari.exe (un nome che è tutto un programma). Lo salvo sul desktop:




Ecco qua, si tratta di un eseguibile Windows di appena 31 KByte. A questo punto apro il fido Kapersky e lo analizzo. Risultato:



Come potete vedere, se apriamo il file scaricato, l'unico "servizio particolare" che ci ritroviamo sul pc è il Trojan-Clicker.Win32.Agent.ip.

Questa è la tecnica del typosquatting. In pratica si tratta di un sistema attraverso il quale vengono registrati da una o più persone una serie di domini molto simili (praticamente quasi identici) a quelli di altre società più note (in questo caso Google) con lo scopo di intercettarne una parte del traffico. La maggior parte di questi domini reindirizzano poi quasi sempre allo stesso sito trappola che naturalmente coll'originale non ha niente a che vedere.

Se facciamo ad esempio una breve ricerca whois, vediamo che il dominio goigle.it risulta intestato a tale Bojarovs Aleksejs, titolare di una certa Prolat, società al centro già da tempo di vari contenziosi legali con molte società di credito per la storia appunto delle varianti di nome a dominio.

In questo caso ho fatto l'esempio di Google (www.google.it che è diventato www.goigle.it), ma simili a questo ce n'è addirittura a centinaia. Possiamo trovare ad esempio www.coorriere.it, www.aklitalia.it, www.sebay.it, ecc... Un elenco esauriente della maggior parte di questi lo trovate qui.
Ovviamente da questi siti bisogna stare alla larga, specialmente se si usa Windows.

I metodi di difesa da questa tecnica truffaldina, oltre a quelli già noti (antivirus), consistono principalmente nel fare attenzione a ciò che si digita nella barra dell'url del browser, e, se possibile, cercare di utilizzare i preferiti o i segnalibri. Questo è infatti uno di quei casi in cui digitare a mano un indirizzo errato può costare piuttosto caro.

domenica 2 settembre 2007

Dov'è l'Esercito?

Apprendo dai media che in Sicilia gli imprenditori che accetteranno di pagare il pizzo al racket delle estorsioni saranno espulsi da Confindustria. La nuova norma dovrebbe essere inserita nel codice etico della federazione degli industriali anche a livello nazionale.

Leggo in questo articolo del Corriere:
Gli imprenditori che non si ribellano al racket delle estorsioni pagando il pizzo e che in qualunque forma «collaboreranno» con la mafia saranno espulsi da Confindustria.
Quel "collaboreranno" messo tra virgolette non mi sembra che sia molto adatto a rappresentare la situazione: sembra quasi che molti imprenditori siano contenti di farsi estorcere denaro in cambio di "protezione".

Prodi, che si dice contento dell'iniziativa di confindustria ("Un bell'esempio"), forse dimentica che molti imprenditori, probabilmente, accettano di pagare pur di non vedersi saltare in aria l'attività perché lo Stato non è in grado di assicurare loro quel minimo di sicurezza indispensabile per poter lavorare con un minimo di tranquillità.

Non si vede altrimenti il motivo per cui Ettore Artioli, vice presidente di Confindustria, abbia chiesto senza mezzi termini l'intervento dell'Esercito, ultima speranza per tentare di riportare sotto controllo una situazione che ormai non lo è più.

Immediata, in proposito, la replica del portavoce di Amato, Andrea Armaro:
"La decisione assunta oggi da Confindustria Sicilia di espellere gli imprenditori compiacenti e quelli che pagano il pizzo sia molto più importante e utile dell'invio dell'esercito, che è chiamato a svolgere altre funzioni"
Certo che è chiamato a svolgere altre funzioni, visto che attualmente è impegnato in 25 missioni in 18 paesi e 3 continenti (fonte). In pratica è in tutti i posti possibili e immaginabili tranne che nell'unico in cui dovrebbe essere: a casa propria, a difendere quel poco di legalità e di voglia di continuare che è rimasta agli imprenditori di casa nostra.

Taglio accise per i fessi

A proposito della riduzione delle accise sul gasolio, 17 centesimi al litro per 9 giorni partendo da oggi, giova ricordare che questo govern...