Verso marzo o aprile di quest'anno avevo cominciato a scrivere un romanzo (qualcuno di quelli che mi seguono da più tempo si ricorderà, l'avevo segnalato in una mia newsletter dell'epoca). Si trattava (nelle intenzioni) di una specie di "thriller archeologico", che aveva per protagonista un prete alle prese col ritrovamento di una misteriosa statuetta. E infatti il titolo provvisorio che avevo dato al lavoro era "Il mistero della terza statuetta".
Poi, verso inizio estate, avevo (dopo 7 capitoli scritti) momentaneamente abbandonato il progetto: un pò per esaurimento della vena creativa (non sapevo come far proseguire la storia) e un pò per sopravvenuti altri impegni, e la cosa era morta lì. Il lavoro è tuttora archiviato in una generica cartella "lavori" su una penna usb.
Ieri sera, nel letto, Chiara solleva lo sguardo dal libro che sta leggendo adesso (La cacciatrice di terroristi - autore anonimo) e mi fa:
"Uffa, che palle 'sti libri! A che punto è il tuo?"
"Il mio?" faccio io cadendo dal pero.
"Sì, non avevi iniziato a scrivere un romanzo?"
"Ah, già, me n'ero dimenticato..."
Forte di questo interessamento di mia moglie, mi è venuta una mezza idea di riprendere in mano la storia, e magari di finirla (tempo permettendo).
Boh, adesso vedo...
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
sabato 2 dicembre 2006
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