lunedì 5 marzo 2018

E adesso?

Adesso niente. Quel che succederà non lo so certo io, e non lo sanno neppure gli esperti politologi, e men che meno lo sanno i politici stessi. Diciamo che nell'immediato futuro non vorrei essere nei panni di Mattarella, ecco. Ma la situazione in cui ci troviamo dopo quello che è successo ieri era stata ampiamente pronosticata, e quindi è probabile che l'attuale inquilino del colle abbia già pensato a qualcosa o abbia già qualche idea. Vedremo.

L'unico punto fermo in questo mare di incertezze è che la sinistra è morta, altri non ve ne sono, e la sua agonia, di cui ieri si è avuta solo l'ultima certificazione, è cominciata, lenta ma inesorabile, una dozzina di anni fa, quando il centrosinistra di Prodi portava a casa diciannove milioni di voti e una percentuale del 50%. Altri tempi.

Da lì, appunto, è stato tutto un lento ma continuo disgregarsi, una lenta ma costante perdita di identità, di connessione con la realtà, di incapacità di interpretare le istanze di un elettorato che non si riconosceva più nella direzione che stava prendendo il centrosinistra e cioè un patetico sciommiottamento della destra. Scimmiottamento di cui l'ultima legislatura è stata l'esempio più lampante - viene in mente il Guccini di Addio, quando se la prendeva con "chi si dichiara di sinistra e democratico ma è amico di tutti perché non si sa mai."

Adesso è tutta destra, il 70% dell'elettorato ha espresso il desiderio di andare a destra chiaramente, o votando esplicitamente il centrodestra o votando partiti sicuramente maggiormente assimilabili a quest'area. Il Pd e le poche macerie che ne restano hanno adesso davanti cinque anni di opposizione, cinque anni in cui, forse, riusciranno ad analizzare ciò che è successo, a scrollarsi di dosso quella ridicola e arrogante macchietta che, specie nell'ultimo tratto di percorso, li ha guidati scientemente verso il disastro e magari provare a riprendere in mano quella bussola e quella identità persi tanto tempo fa.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

In Italia vale il fenomeno che si manifesta in alcuni Paesi stranieri: l'elettorato prima si sposta a sinistra, poi a destra alternandosi così, all'infinito.
Al momento - non memori dello schifo dei governi di centro-destra passati (1994,2001,2008) ci si rivolge ancora a destra.
Con la differenza che un partito di populisti ed incompetenti quale è il m5s, ha trionfato, specie al sud malgrado le pessime amministrazioni locali di Roma e Torino (specialmente Roma).
Mi attendo un risultato (di amministrazione, non certo di consensi visto che stanno sbancando ovunque al centro e al nord) pessimo del M5S, stavolta a livello nazionale.
Della lega me lo immaginavo. La lega ha stravinto nella mia città in una regione che - anni fa - i leghisti consideravano meno che africa, il Lazio.
Insomma i "terroni" delle mie parti hanno dato il voto alla lega (presumibilmente, dagli exit poll siamo intorno al 17%).
IN pratica per anni ci hanno detto che siamo terroni, bifolchi, peggio degli animali e in cambio miei concittadini li hanno votati!
Per il resto mi interessa poco: fra qualche anno gli italiani criticheranno i prossimi politici che si intrupperanno (a spese nostre) in parlamento e al Governo. Io sono stato coerente e non sono andato a votare. Se devo scegliere tra merda e merda preferisco lasciar stare poi è contrario ai miei principi tendenzialmente anarchici.
Nella mia città l'affluenza è stata intorno al 73%. I reatini terroni hanno fatto la fila sotto l'acqua,in media per 1 ora e mezza (ma in una zona di Rieti per 3 ore), per votare prevalentemente leghisti e grillini. In un seggio si è rimasti in fila fino all'1.30. Il prefetto ha disposto di lasciare aperto il seggio fino ad esaurimento dei votanti (sempre sotto l'acqua o ammassati come bestie nei corridoi della scuola elementare).
Come a dire: non solo dovete votarci ma dovete pure soffrire per farlo.
Credo seguiranno - poi - altre sofferenze.

Adal

Andrea Sacchini ha detto...

Le tue basse aspettative rispetto a ciò che potrà combinare un esecutivo pentastellato, anche alla luce di ciò che è successo a Roma, ad esempio, sono anche le mie. Tuttavia, per quanto incompetenti possano essere, non è escluso che qualcosa di buono possano combinare, ipotesi rafforzata dall'impressione tutto sommato buona che a me ha fatto l'elenco di personalità proposte nella famosa sceneggiata della presentazione anticipata di ministri di qualche giorno fa. Ma queste sono speculazioni che lasciano il tempo che trovano, dal momento che solo dopo un certo periodo di tempo che saranno all'opera sarà possibile dare un giudizio.
Chiarito questo, per quel pochissimo che può valere io non credo in una futura alleanza 5*-Lega perché, alla luce dei numeri, Salvini avrebbe in tutto ciò un ruolo di semplice gregario-stampella, cosa che non accetterebbe mai. Sono più propenso a ipotizzare un accordo tra i 5* e un centrosinistra riunito e "derenzizzato". Ma anche qui si tratta di pure speculazioni la cui fondatezza che sarà verificata solo nel prossimo periodo.
Credo comunque che i 5*, pur impegnandosi al massimo, non potranno raggiungere i disastri combinati dalla classe politica che andranno a sostituire, disastri ben rappresentati da questa tabella pubblicata stamattina dal Sole24Ore. E penso altresì che i 5*, pur con tutti i loro difetti, abbiano avuto il merito di aver canalizzato su essi stessi gran parte dei voti di protesta, di malcontento, di rabbia ecc. che circolavano nella società, voti che altrimenti avrebbero ingrossato il patrimonio di consensi già fin troppo elevato della Lega o, peggio ancora, di Casapound o di Forza Nuova, scenario che a mio parere sarebbe stato ben peggiore di quello attuale.

Francesco ha detto...

Anche secondo me è improbabile un'alleanza tra lega e cinque stelle. Salvini ha detto chiaramente poco fa che lui vuole governare col centrodestra.
http://m.huffingtonpost.it/2018/03/05/matteo-salvini-vogliamo-governare-con-la-coalizione-di-centrodestra_a_23377079/

Anonimo ha detto...

in ogni caso cosa faranno mi riguarda ma non lo posso controllare. Se governassero per noi e non se governassero noi, forse avrebbe un senso. Così è il solito giochino dei politici tra loro rivali e amiconi dietro le quinte.
Sudditi siamo e sudditi rimaniamo. Ovviamente è il mio parere e mi auguro di cuore che sia sbagliato.
perché se dovesse essere giusto potremo parlare di strategie, di futuro, di governabilità ecc ecc ma sarà sempre il giochino che vede noi subire le leggi che loro si fanno e ci impongono. Noi qui sotto e loro nei palazzi a gestire la nostra vita.
La cosa tragica - rispetto al passato in cui i tiranni imponevano le leggi al popolo - è che il potere glielo abbiamo dato noi e loro hanno carta bianca per fotterci e fare quello che vogliono della nostra vita... a spese nostre.

Adal

Daniela Petrucci ha detto...
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