venerdì 30 marzo 2018

Newton e la mela

Scrive Stephen Hawking, nel suo celeberrimo Dal big bang ai buchi neri, che sto leggendo in questi giorni, che la mela che ispirò a Newton la formulazione della legge sulla gravitazione universale non gli cadde sulla testa. Semplicemente, la vide cadere mentre, seduto, se ne stava tranquillamente in contemplazione.

Voi, riderete, ma io ci avevo sempre creduto. Eh, beata ingenuità. Mi sento come quei bambini quando scoprono che Babbo Natale non esiste.

6 commenti:

Sbronzo di Riace ha detto...

secondo me non ha visto cadere nemmeno la mela

sì lo so che ci sarebbe un manoscritto che narra l'episodio

ma voglio dire, serviva proprio una mela per far ragionare sul perchè un oggetto cadesse verso il basso?

certo l'episodio della mela è suggestivo ma fosse stata una pera o la cacchina di un piccione cambiava qualcosa?

Andrea Sacchini ha detto...

Beh, credo che difficilmente la cacchina di un piccione sarebbe stata foriera di qualsivoglia ispirazione. Non fosse alteo che per l'impossibilità di vederla. (Non so se Newton ci vedesse bene o meno, ma dubito che sarebbe riuscito a vedere la caduta di guano da un piccione in volo).
:-)

Alberto ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alberto ha detto...

L'εὕρηκα va aldilà del fatto specifico.

Andrea Sacchini ha detto...

Archimede docet :-)

Sbronzo di Riace ha detto...

se cadeva sulla giacca la vedeva ahaha