domenica 18 marzo 2018

Tra Enzo e Gino

Ora, gaffe più o meno grosse chi prima e chi dopo ne abbiamo fatte tutti. Ci sta. Ma se io fossi un deputato appena eletto alla Camera nella circoscrizione di Modena e mi accingessi a partecipare a un incontro con sindaco e autorità varie per suggellare l'elezione, la prima cosa che farei, non sapendo un tubo della città che mi ha spedito in parlamento perché in tutta la mia vita non ho mai messo il becco fuori da Roma, la prima cosa che farei, dicevo, è documentarmi un pochino.

Senza fare chissaché, eh, anche solo dando una scorsa a Wikipedia per apprendere a grandi linee la storia della città, i personaggi principali ad essa legati, ed evitare così figure di questo genere.
Che poi non c'entra nemmeno più di tanto la storia di Modena. L'immagine di Enzo Ferrari, coi suoi occhialoni neri e quel viso da nonno un po' rude ma bonaccione, fanno ormai parte dell'iconografia classica dei grandi personaggi italiani, un po' come Gino Paoli. Non stiamo parlando di una gaffe che si potrebbe fare scambiando, che ne so?, Otto von Bismarck col Barone di Münchhausen - lì novantanove su cento, me compreso, si sbaglierebbero - stiamo parlando di due personaggi che si conoscono, noti, che fanno parte della cultura e dell'imprenditoria italiane, e se tu non li conosci vuol dire che negli ultimi trent'anni non hai mai aperto un giornale, guardato un servizio alla tv, letto un libro, niente.

Sei stata solo chiusa tra le tue quattro mura su Marte. Mentre qua sulla Terra la vita andava avanti.

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