Ha ragione Fazzo: il processo con protagonista B. per la nota faccenda della compravendita di senatori si chiuse con una bella estinzione per intervenuta prescrizione (modificata da chi? Mmh... fatemi pensare...). Nel frattempo, però - ci sei, Fazzo? - fece tempo a vedere la luce la sentenza di primo grado, quella che condannò B. e nelle cui motivazioni si legge: "Le dazioni di denaro effettuate da Berlusconi, tramite Lavitola, a De Gregorio sono state effettuate quale corrispettivo della messa a disposizione del senatore e, quindi, della sua rinuncia a determinarsi liberamente nelle attività parlamentari di sua competenza, e non certo come mero finanziamento al Movimento Italiani nel Mondo. Tant'è vero che il 24 gennaio 2008, votando la sfiducia alla maggioranza della quale solo quattro mesi prima faceva parte, De Gregorio contribuì a mettere la parola fine al secondo esecutivo guidato da Romano Prodi".
E ancora: "È del tutto pacifico che Berlusconi abbia agito, direttamente
o attraverso Lavitola, con assoluta coscienza di corrompere un senatore, compensando la condotta del pubblico ufficiale contraria ai suoi doveri di parlamentare con l'ingente somma di tre milioni di euro".
Sarebbe stato carino menzionarlo nell'articolo, no, Fazzo?
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 13 marzo 2018
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