lunedì 19 marzo 2018

Dal vaffa in qua

Sono passati un po' di anni dall'intransigente vaffanculo al parliamo con tutti di alcuni giorni fa. Neppure tanti, per la verità. In fondo è una sorta di percorso obbligato: si inizia col purismo senza se e senza ma e si finisce piano piano coll'amalgamarsi alla massa.

Anche la Lega iniziò così. "Mai con la destra e mai con la sinistra", strillava trent'anni fa un giovane Bossi, con gl'immancabili dito medio e gesto dell'ombrello, a quei comici figuri che con alabarde e corna lo stavano a sentire, estasiati di quell'estasi che nasconde solo vuoti di pensiero, assiepati sul pratone di Pontida. Poi s'è visto com'è andata finire: via via sono andati in soffitta purismi e celodurismi vari in favore di un comodo e remunerativo rilassamento a bagnomaria nell'andazzo generale.

I pentastellati ci hanno messo un po' meno ma sono arrivati lì anche loro. Del resto il blogger di Genova l'ha detto chiaramente: "L'epoca dei vaffa e' finita [...] Noi siamo un po' democristiani, un po' di destra e un po' di sinistra, un po' di centro. Possiamo adattarci a qualsiasi cosa."

Eh? Possiamo adattarci a qualsiasi cosa? Ho capito bene? Non mi diventerà un De Mita?

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