Il 25 aprile ho seguito in streaming via internet, tramite C6tv, alcune fasi del V2-Day di Grillo in piazza San Carlo a Torino. Tra i tanti - noti e meno noti - che sono intervenuti sul palco a parlare, mi ha particolarmente colpito l'intervento di uno sconosciuto (almeno finora) avvocato: Roberto Vassalle.
Questo battagliero legale, forte di questa sentenza del tribunale di Mantova del 2004 - che ha a sua volta aperto la strada ad altre sentenze di questo tipo - da tempo assiste moltissimi di coloro che sono stati truffati dalle banche nella nota vicenda dei bond argentini.
Mi ha molto colpito - dicevo - e anche fatto riflettere il suo intervento. Primo perché molte cose di quelle che ha detto non le sapevo, secondo perché ho interpretato il suo intervento come una sorta di gesto liberatorio (dopo tante porte chiuse e reticenze, la possibilità finalmente di parlare e di essere ascoltato), e terzo perché ancora non mi sembra possibile - e concepibile - che nel nostro paese il sistema dell'informazione funzioni per la maggior parte in questo modo.
Quando ho visto il suo intervento in diretta ho sperato che qualcuno lo mettesse poi su youtube. E infatti così è stato:
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 6 maggio 2008
lunedì 5 maggio 2008
Redditi online: come chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati
Non ho trovato detto più appropriato di questo per descrivere ciò che è successo, e che sta ancora succedendo, come corollario alla ormai stranota vicenda della fuga in ogni meandro della rete dei dati sensibili (730 e 740) di alcuni milioni di italiani.La decisione dell'Agenzia delle Entrate, con il beneplacito iniziale del vice ministro all'economia Visco, di mettere online queste informazioni e poi di tentare di bloccarle repentinamente per volere del garante della privacy, dimostra - oltre a provocare una triste ilarità e se mai ce ne fosse ancora bisogno - che per governare requisito essenziale è non capire un tubo di internet e delle meccaniche della rete. La vicenda e i suoi sviluppi, infatti, al cospetto dei quali gli omissis del rapporto Calipari e i file .doc che hanno smascherato le bugie di Tony Blair sulle fantomatiche armi di distruzione di massa iraqene sono delle quisquilie, offrono in tutta la loro drammaticità la prova di tutto questo.
Molti ancora si chiedono come sia stato possibile che il poco tempo in cui i dati sono rimasti online sia stato sufficiente a provocare l'emorragia. Ma mezza giornata online non è poco tempo, è un tempo lunghissimo, quasi l'equivalente della lunghezza di un'era preistorica, in rapporto alla velocità dello scambio delle informazioni in rete. Non è dato sapere quanti sono stati gli utenti che nel "poco tempo" in cui i dati sono rimasti online hanno fisicamente avuto la possibilità di farne il copia e incolla e di immetterli come .txt o .pdf nei circuiti p2p, ma non importa. Sarebbe bastato un solo utente che l'avesse fatto e il patatrac sarebbe successo, perché anche un solo file in un circuito di condivisione diventa immediatamente disponibile a tutto il pianeta.
Ora, a parziale scusante di Visco, c'è il fatto che probabilmente non immaginava (non immaginava?) che il garante avrebbe bloccato l'iniziativa, ma questo in ogni modo non giustifica un bel niente. Lui l'ha fatto - almeno così dice - in nome di una presunta "democrazia e trasparenza" (come se la democrazia di un paese si misurasse dalla possibilità o meno di sbirciare i redditi del vicino di casa) e adesso di questa democrazia e trasparenza ne subisce le giuste conseguenze. Perché la rete sotto questo punto di vista non perdona: tutto ciò che entra in circolo diventa di difficile (impossibile) rimozione.
Ecco perché suscitano ancora più ilarità le minacce di arresto, da parte dei responsabili delle indagini, per chi usa tali dati. Operazione che ovviamente presuppone la visita porta a porta nelle case degli utenti per verificare che nei rispettivi pc non vi siano archiviati i file incriminati. Grottesco che si aggiunge a grottesco e che ha già suscitato l'ilarità del resto d'Europa.
L'unica speranza rimasta, è che chi di dovere da questa storia abbia imparato qualcosa, ma è una speranza vana, visti anche certi precedenti. E quindi i buoi possono stare tranquilli: anche nelle prossime occasioni le porte le chiuderanno certamente sempre dopo.
domenica 4 maggio 2008
High hopes
Mi è capitato spesso di chiedere a mia madre se in gravidanza ascoltasse regolarmente i Pink Floyd. Mi ha sempre risposto di no. Evidentemente la malattia ha altre cause. :-)
Questa è "High hopes": oscura, criptica, ermetica quasi, sia nel testo che nelle immagini.
Buona domenica.
Questa è "High hopes": oscura, criptica, ermetica quasi, sia nel testo che nelle immagini.
Buona domenica.
sabato 3 maggio 2008
Risse televisive
In genere guardo poco la tv. E per quel poco cerco comunque, accuratamente, di evitare le risse: non le sopporto. Beh, pare che l'altro ieri sera una di queste risse verbali sia andata in onda ad Annozero tra Sgarbi e Travaglio (se la cosa vi può interessare il video è qui). Non ho seguito la trasmissione (ero fuori) e ho letto della diatriba verbale solo ieri dai giornali. Vinto dalla curiosità ho quindi fatto un'eccezione e me la sono sorbita tramite il video che ho linkato qui sopra.
Ora, quando sento cose come quelle che ho sentito, cerco sempre di evitare di farmi influenzare nel giudizio dalla maggiore o minore simpatia che mi ispirano alcuni personaggi, e di analizzare i fatti per quello che sono, magari cercando di andare a verificare le cose come stanno realmente.
Il primo pensiero che mi è venuto in mente seguendo l'animata diatriba, è che Sgarbi ha torto marcio. Su tutto. E non solo per quello che ha detto (per la cronaca vi lascio un paio di link riguardanti la famosa raccomandata di cui si parla nel video: 1, 2), ma per come l'ha detto. Certo, il personaggio bene o male lo conosciamo tutti, ma mi pare che quando si scende a certi livelli (impedire deliberatamente la prosecuzione di un pur vivace dibattito, impedire con tutti i mezzi all'altro di potersi esprimere liberamente, utilizzare gli insulti personali per zittire la controparte), anche chi eventualmente ha ragione passa inevitabilmente dalla parte del torto.
Per fare un parallelo, è come se io dessi del cretino, dell'ignorante, del bugiardo e del pezzo di m***a a chiunque nel mio blog dissentisse da ciò che scrivo. Prima cosa sarei un blogger da due soldi (in quanto ne tradirei lo spirito), seconda cosa perderei in due giorni tutti quelli che mi leggono, terza cosa passerei automaticamente dalla parte del torto e quarta cosa (forse la più terribile) diventerei come Sgarbi.
Ora, quando sento cose come quelle che ho sentito, cerco sempre di evitare di farmi influenzare nel giudizio dalla maggiore o minore simpatia che mi ispirano alcuni personaggi, e di analizzare i fatti per quello che sono, magari cercando di andare a verificare le cose come stanno realmente.
Il primo pensiero che mi è venuto in mente seguendo l'animata diatriba, è che Sgarbi ha torto marcio. Su tutto. E non solo per quello che ha detto (per la cronaca vi lascio un paio di link riguardanti la famosa raccomandata di cui si parla nel video: 1, 2), ma per come l'ha detto. Certo, il personaggio bene o male lo conosciamo tutti, ma mi pare che quando si scende a certi livelli (impedire deliberatamente la prosecuzione di un pur vivace dibattito, impedire con tutti i mezzi all'altro di potersi esprimere liberamente, utilizzare gli insulti personali per zittire la controparte), anche chi eventualmente ha ragione passa inevitabilmente dalla parte del torto.
Per fare un parallelo, è come se io dessi del cretino, dell'ignorante, del bugiardo e del pezzo di m***a a chiunque nel mio blog dissentisse da ciò che scrivo. Prima cosa sarei un blogger da due soldi (in quanto ne tradirei lo spirito), seconda cosa perderei in due giorni tutti quelli che mi leggono, terza cosa passerei automaticamente dalla parte del torto e quarta cosa (forse la più terribile) diventerei come Sgarbi.
venerdì 2 maggio 2008
"Truzza"
Si potrebbe discutere a lungo sulla cosiddetta "house music" (e in particolare sul fatto se si possa considerare musica o no), ma ciò che mi inquieta in questo video è altro.
E cioè il fatto che le mie figlie tra poco avranno l'età di questa.
E cioè il fatto che le mie figlie tra poco avranno l'età di questa.
giovedì 1 maggio 2008
Rhymes and reasons
"All the children and the flowersAre my sisters and my brothers
Their laughter and their loveliness
Could clear a cloudy day"
Questi che leggete qui sopra sono i primi versi (testo integrale qui) del ritornello di una delle più famose canzoni di John Denver (foto): Rhymes and reasons. La canzone è contenuta nell'omonimo album uscito nel 1967, ed è diventata famosa molti anni fa qui in Italia per essere stata utilizzata come colonna sonora di una nota marca di materassi.
John Denver, probabilmente uno dei più noti folk singer americani, aveva tre grandi passioni: la musica, il volo (questa purtroppo fatale) e la natura. La stragrande maggioranza della sue innumerevoli canzoni parlano infatti di amore, fiori, cielo, bambini, nuvole, montagne. Sono tutte un inno alla bellezza e alla poesia della vita.
Rhymes and reasons ne è l'emblema.
Buon 1° maggio.
mercoledì 30 aprile 2008
E io che pensavo che la dichiarazione dei redditi fosse una cosa privata tra me e lo stato
Avete presente il 730? Si tratta di quel documento/dichiarazione attraverso il quale io, contribuente, comunico allo stato (e quindi al fisco) quanto ho guadagnato in un determinato anno.
Per tradizione piuttosto consolidata nel tempo, ho sempre presentato la mia dichiarazione dei redditi tramite il CAF dell'Acli. Non per un motivo particolare, ma per una semplice questione di comodità, essendo un loro ufficio poco distante da casa.
C'è un qualcosa di, non so come dire, intimo, mistico quasi nel presentare la dichiarazione dei redditi. Ci si mette in fila nella sala d'aspetto in attesa del proprio turno e poi si entra nell'ufficio. L'impiegata chiude la porta in modo che quello che ci si dice non esca dalla stanza e comincia il rito: presentazione della documentazione, domande varie riguardanti familiari a carico, spese sostenute detraibili, destinazione dell'8 x 1000, del 5 x 1000 eccetera eccetera. Insomma, il tutto mi ricorda un po' quando da piccolo andavo dal prete a confessarmi. Una cosa privata tra me e lui (e quello un po' più in alto ^^).
Beh, per adesso il Garante della Privacy ha bloccato tutto, ma per buona parte della giornata di oggi tutto questo non è esistito più. L'ultimo brandello di privacy rimasta è stato infatti sacrificato sull'altare di un presunta, e per certi versi aberrante, forma di "fisco spettacolo". In un'epoca, quella attuale, in cui tutto viene sviscerato, sezionato e dato in pasto alla morbosità del pubblico, poteva mancare la dichiarazione dei redditi? Si poteva negare al mio vicino di casa il piacere di venire a sapere quanto ho dichiarato nel 2005? No, non si poteva. E il fatto che per tutto il tempo in cui gli elenchi sono rimasti online il server che ospita sito dell'agenzia delle entrate sia saltato a causa dell'intensa mole di traffico, mi pare la dica lunga a proposito della morbosità di cui parlavo prima.
Ora, come dicevo, il Garante ha bloccato tutto. Infatti il sito è di nuovo raggiungibile e in home page campeggia un pdf con due righe di spiegazione che più o meno lasciano il tempo che trovano. E in più una certezza: la privacy è morta.
Per tradizione piuttosto consolidata nel tempo, ho sempre presentato la mia dichiarazione dei redditi tramite il CAF dell'Acli. Non per un motivo particolare, ma per una semplice questione di comodità, essendo un loro ufficio poco distante da casa.
C'è un qualcosa di, non so come dire, intimo, mistico quasi nel presentare la dichiarazione dei redditi. Ci si mette in fila nella sala d'aspetto in attesa del proprio turno e poi si entra nell'ufficio. L'impiegata chiude la porta in modo che quello che ci si dice non esca dalla stanza e comincia il rito: presentazione della documentazione, domande varie riguardanti familiari a carico, spese sostenute detraibili, destinazione dell'8 x 1000, del 5 x 1000 eccetera eccetera. Insomma, il tutto mi ricorda un po' quando da piccolo andavo dal prete a confessarmi. Una cosa privata tra me e lui (e quello un po' più in alto ^^).
Beh, per adesso il Garante della Privacy ha bloccato tutto, ma per buona parte della giornata di oggi tutto questo non è esistito più. L'ultimo brandello di privacy rimasta è stato infatti sacrificato sull'altare di un presunta, e per certi versi aberrante, forma di "fisco spettacolo". In un'epoca, quella attuale, in cui tutto viene sviscerato, sezionato e dato in pasto alla morbosità del pubblico, poteva mancare la dichiarazione dei redditi? Si poteva negare al mio vicino di casa il piacere di venire a sapere quanto ho dichiarato nel 2005? No, non si poteva. E il fatto che per tutto il tempo in cui gli elenchi sono rimasti online il server che ospita sito dell'agenzia delle entrate sia saltato a causa dell'intensa mole di traffico, mi pare la dica lunga a proposito della morbosità di cui parlavo prima.
Ora, come dicevo, il Garante ha bloccato tutto. Infatti il sito è di nuovo raggiungibile e in home page campeggia un pdf con due righe di spiegazione che più o meno lasciano il tempo che trovano. E in più una certezza: la privacy è morta.
Aggiornamento a Ubuntu 8.04: evitato per un pelo il linciaggio... :-)
L'aggiornamento alla versione 8.04 di Ubuntu, di cui parlavo nel post precedente, si è svolto senza inconvenienti... o quasi. Qualche problema l'ha dato solamente Firefox, almeno inizialmente. Da ieri sembra risolto.
Cos'era successo? Per qualche motivo, che tuttora mi rimane oscuro, il Firefox (3.05 beta) inserito nella nuova release del sistema operativo andava in crash con una regolarità impressionante ogni volta che Michela e Francesca tentavano di accedere a Meebo.com, il sito che utilizzano entrambe per chattare coi loro amici su Messenger.
Questo sito, del quale ho già parlato in un altro post, ha l'indubbia comodità di permettere di chattare utilizzando diversi protocolli di instant messaging senza bisogno di avviare un programma apposito, ma semplicemente aprendo una nuova scheda o finestra del browser. Beh, Firefox non voleva saperne di caricarlo, continuando ad andare in crash. Ho analizzato la consolle degli errori del programma ma non ho trovato niente. Lì per lì ho pensato che ci fosse qualche correlazione col fatto che Meebo è un sito quasi totalmente sviluppato in Ajax, una tecnica attualmente molto utilizzato per creare siti web interattivi, e ho ipotizzato eventuali conflitti con qualche suo componente, ma di ciò non sono riuscito ad avere conferma.
Comunque sia, ieri, riprovando, mi sono accorto che per qualche misterioso motivo tutto era tornato alla normalità. Cosa non da poco, visto che il fatto di non poter chattare con gli amici aveva gettato nel panico la prole. Prole che, in attesa di trovare una soluzione, ho temporaneamente "spostate" su Pidgin.

Pidgin (immagine qui sopra), tra l'altro, non è affatto male come programma: è multipiattaforma (gira sia su Windows che su Linux) e consente anch'esso di poter utilizzare moltissimi protocolli di messaggeria istantanea. E' stata la mia ancora di salvezza.
Nel frattempo, però, mentre smanettavo un po' per cercare di capire la causa del problema di Firefox, mi sono accorto che nei repository ufficiali della nuova versione di Ubuntu era inserito un altro programma, specificamente nato con lo scopo di emulare il Messenger di Windows in ambiente Linux. Si chiama Emesene, e ne vedete una schermata qui sotto.

Questo programma (sito internet qui) somiglia in maniera impressionante al messenger tradizionale, e anche molte sue funzioni, compresi gli smiles e le immagini, sono pressoché identiche.
Comunque sia, come dicevo, da ieri Firefox ha ripreso a funzionare caricando correttamente il sito al quale Michela e Francesca si erano abituate. Per stavolta pericolo scampato. :-)
Cos'era successo? Per qualche motivo, che tuttora mi rimane oscuro, il Firefox (3.05 beta) inserito nella nuova release del sistema operativo andava in crash con una regolarità impressionante ogni volta che Michela e Francesca tentavano di accedere a Meebo.com, il sito che utilizzano entrambe per chattare coi loro amici su Messenger.
Questo sito, del quale ho già parlato in un altro post, ha l'indubbia comodità di permettere di chattare utilizzando diversi protocolli di instant messaging senza bisogno di avviare un programma apposito, ma semplicemente aprendo una nuova scheda o finestra del browser. Beh, Firefox non voleva saperne di caricarlo, continuando ad andare in crash. Ho analizzato la consolle degli errori del programma ma non ho trovato niente. Lì per lì ho pensato che ci fosse qualche correlazione col fatto che Meebo è un sito quasi totalmente sviluppato in Ajax, una tecnica attualmente molto utilizzato per creare siti web interattivi, e ho ipotizzato eventuali conflitti con qualche suo componente, ma di ciò non sono riuscito ad avere conferma.
Comunque sia, ieri, riprovando, mi sono accorto che per qualche misterioso motivo tutto era tornato alla normalità. Cosa non da poco, visto che il fatto di non poter chattare con gli amici aveva gettato nel panico la prole. Prole che, in attesa di trovare una soluzione, ho temporaneamente "spostate" su Pidgin.

Pidgin (immagine qui sopra), tra l'altro, non è affatto male come programma: è multipiattaforma (gira sia su Windows che su Linux) e consente anch'esso di poter utilizzare moltissimi protocolli di messaggeria istantanea. E' stata la mia ancora di salvezza.
Nel frattempo, però, mentre smanettavo un po' per cercare di capire la causa del problema di Firefox, mi sono accorto che nei repository ufficiali della nuova versione di Ubuntu era inserito un altro programma, specificamente nato con lo scopo di emulare il Messenger di Windows in ambiente Linux. Si chiama Emesene, e ne vedete una schermata qui sotto.

Questo programma (sito internet qui) somiglia in maniera impressionante al messenger tradizionale, e anche molte sue funzioni, compresi gli smiles e le immagini, sono pressoché identiche.
Comunque sia, come dicevo, da ieri Firefox ha ripreso a funzionare caricando correttamente il sito al quale Michela e Francesca si erano abituate. Per stavolta pericolo scampato. :-)
martedì 29 aprile 2008
Premi produzione (per molti ma non per tutti)
"Ottantamila dipendenti del ministero dell’Economia riceveranno cinquemila euro in media a testa come “premio di produzione”."
Inizia così un articolo pubblicato oggi da Il Giornale. L'articolo in sé è da prendere con le pinze perché ho trovato pochi riscontri in rete di ciò che racconta. Tuttavia, considerando il fatto che è abbastanza dettagliato e che è effettivamente usanza da parte della pubblica amministrazione di elargire questi premi produzione, mi pare ci siano buone possibilità che l'articolo risponda a verità.
Ovviamente, se così fosse, facendo una rapida botta di conti (5.000 € x 80.000 dipendenti) significherebbe che circa 400.000 euro di soldi pubblici andrebbero come gratifica a funzionari della pubblica amministrazione particolarmente meritevoli.
Vabbè, prendiamola per buona...
Inizia così un articolo pubblicato oggi da Il Giornale. L'articolo in sé è da prendere con le pinze perché ho trovato pochi riscontri in rete di ciò che racconta. Tuttavia, considerando il fatto che è abbastanza dettagliato e che è effettivamente usanza da parte della pubblica amministrazione di elargire questi premi produzione, mi pare ci siano buone possibilità che l'articolo risponda a verità.
Ovviamente, se così fosse, facendo una rapida botta di conti (5.000 € x 80.000 dipendenti) significherebbe che circa 400.000 euro di soldi pubblici andrebbero come gratifica a funzionari della pubblica amministrazione particolarmente meritevoli.
Vabbè, prendiamola per buona...
E' arrivato l'"Airone audace"
Lo so, sono in ritardo di alcuni giorni, ma non potevo certo esimermi dal segnalare l'uscita della nuova versione del sistema operativo Ubuntu, anche se ovviamente gli utilizzatori e gli appassionati saranno sicuramente al corrente della cosa e molti avranno già anche effettuato l'upgrade.
Dunque, la nuova versione del sistema operativo Linux attualmente tra i più diffusi nel segmento dell'utenza desktop, si chiama appunto Hardy Heron, ed è la 8.04 (dove "8" identifica l'anno e "04" il mese di rilascio della versione). Questa qui sotto è la schermata "ufficiale":
Proprio mentre scrivo queste righe, ho avviato il processo di aggiornamento sul pc che utilizzano Chiara e le mie figlie, poi toccherà al mio. Una volta terminato il tutto, pubblicherò altri post in dettaglio su alcune delle principali novità della nuova versione del sistema operativo. Per adesso mi limito a segnalare le singole release di alcuni dei programmi inseriti all'interno della distribuzione:
Consiglio, tra i tanti siti che parlano della nuova release, questo interessante articolo del Sole24Ore. Ulteriori aggiornamenti nei prossimi post.
Dunque, la nuova versione del sistema operativo Linux attualmente tra i più diffusi nel segmento dell'utenza desktop, si chiama appunto Hardy Heron, ed è la 8.04 (dove "8" identifica l'anno e "04" il mese di rilascio della versione). Questa qui sotto è la schermata "ufficiale":
Proprio mentre scrivo queste righe, ho avviato il processo di aggiornamento sul pc che utilizzano Chiara e le mie figlie, poi toccherà al mio. Una volta terminato il tutto, pubblicherò altri post in dettaglio su alcune delle principali novità della nuova versione del sistema operativo. Per adesso mi limito a segnalare le singole release di alcuni dei programmi inseriti all'interno della distribuzione:
- Firefox 3 (beta), la versione più recente del browser a codice aperto, maggiore antagonista di Internet Explorer
- OpenOffice.org 2.4, una delle più valide alternative libere e gratuite all'Office di zio Bill (da segnalare che la versione 2.3 in lingua italiana ha battuto il record del milione di download in soli 5 mesi)
- Cheese, un interfaccia grafica di gestione della webcam tramite la quale catturare istantanee e brevi filmati che possono poi essere condivisi con altri utenti
- Wubi, forse l'applicativo di cui si parla di più da un po' di tempo in qua in rete. Si tratta in sostanza di un installer di Ubuntu che consente di installare il sistema operativo del pinguino in una partizione virtuale creata nel filesystem di Windows (qualcosa del genere l'avevo già sperimentato qualche tempo fa su Xp)
Consiglio, tra i tanti siti che parlano della nuova release, questo interessante articolo del Sole24Ore. Ulteriori aggiornamenti nei prossimi post.
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