
Ancora? Ma allora è una fissazione... :-)
(via Corriere.it)
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
Sono sicuro che questo post farà molto felice un mio assiduo lettore che abita in quel di San Leo, e che so essere grande appassionato del grande Ivan Graziani (foto). ^_^

Ieri pomeriggio, verso le 17, ha suonato il telefono. In casa c'ero solo io e quindi (seppur con riluttanza) ho risposto. Era un'addetta di Sky, che aveva una vocina talmente squillante, allegra, simpatica e gioviale che lì per lì avrei sottoscritto qualsiasi cosa mi avesse proposto (compreso un invito in pizzeria). ^_^Io: "Pronto?"
Sky: "Signor Sacchini?"
Io: "Sono io..."
Sky: "Buona sera, sono [non ricordo il nome] di Sky. L'ho chiamata..."
Io: "Noo, ancora..."
Sky: "...per proporle un'offerta che non potrà rifiutare. Ha cinque minuti?"
Io: "No, guardi, avrei un po' di fretta..."
Sky: "Innanzitutto le dico che le chiamate che noi facciamo sono nel pieno rispetto della legge sulla privacy."
Io: "Privacy? Quale privacy? La sua forse. Le faccio notare che lei ha chiamato un numero telefonico privato, il mio, senza che io l'abbia mai autorizzata. E nell'ultima settimana questa è la terza volta. A quanto mi risulta, i numeri telefonici privati fanno parte dei dati personali, e visto che io non ho mai autorizzato Sky a trattare i miei dati personali le comunico che lei sta commettendo un illecito."
Sky: "Ma... io... veramente..."
Io: "Anzi, già che ci siamo potrebbe magari dirmi come ha avuto il mio numero."
Sky: "Mah, probabilmente lei ha sottoscritto qualcosa..."
Io: "Non ho mai avuto a che fare con la sua azienda, né ho mai sottoscritto niente. Le garantisco che ho un'ottima memoria."
Sky: "Sì, però magari lei ha sottoscritto qualche altra offerta che è in qualche modo collegata con noi: un concorso della Coca Cola per esempio, oppure di qualche altro prodotto..."
Io: "Ah sì? Cioè mi vuole dire che la sua azienda è collegata ad altre?"
Sky: "Certo, lei potrebbe aver sottoscritto un concorso con un'altra azienda che ha automaticamente comunicato a noi i suoi dati...
Io: "Ah, ho capito, una trappola. Guardi, faccia una cosa, provi un po' a mettersi nei miei panni. Le faccio un piccolo esempio: lei se ne sta a casa sua tranquilla tranquilla e viene disturbata un giorno da Sky, un altro da Telecom, un altro da Infostrada..."
Sky: "Lo so, immagino, ma io lo faccio per lavoro, non è che mi piace disturbarla... Comunque se vuole lei può essere cancellato dal nostro database."
Io: "Bene, desidero essere cancellato una volta per tutte dal vostro database!"
Sky: "Ok. Guardi, lei può fare in due modi: chiamando un numero verde oppure inviando una lettera di posta prioritaria alla sede Sky di Roma. Vuole l'indirizzo?"
Io: "Scusi, ma a lei non sfugge un piccolo particolare?"
Sky: "No, quale?"
Io: "Io dovrei inviare a mie spese una lettera per essere cancellato da un database in cui sono stato inserito arbitrariamente a mia insaputa e del quale non mi può fregare di meno..."
Sky: "Ah, già... adesso vedo se la posso cancellare direttamente da qui."
Io: "Grazie, molto cortese. Quindi ho buone speranze che questa sia stata l'ultima telefonata?"
Sky: "Penso di sì..."
Io: "Ok, grazie, buonasera."

Qualcuno di voi conosce per caso Pino Masciari? No? Beh, neanche io. O meglio, non lo conoscevo fino a ieri, quando ho trovato il link al suo sito in questo post di Beppe Grillo. Perché lì? Semplice: perché Grillo è stato l'unico, o quasi, a parlarne. Per il resto silenzio. Partendo da lì ho conosciuto la sua storia: la storia di un morto che cammina.[...] Inserito nel Programma Speciale di Protezione a partire dal 17 Ottobre 1997, portato via dalla Calabria e da allora sprofondato in un tunnel senza via d'uscita: in questi 11 anni non si contano i comportamenti omissivi tenuti dalle Istituzioni preposte alla mia protezione,L'imprenditore, quindi (è notizia di questi giorni), come si legge qui sopra, ha deciso di abbandonare la località protetta in cui è costretto a vivere e di tornare a suo rischio nella sua terra per due motivi: protestare per l'inerzia di uno stato che in modo evidente non è in grado di tutelare chi si ribella alla mafia, chiedere che uno stato dell'Unione Europea offra asilo politico o adozione alla sua famiglia al fine di tutelarne l'integrità.
contrari alla legge e prima ancora alla dignità della persona.
Abbandonato al mio destino insieme con la mia famiglia, isolati, esiliati dalla propria terra, privati delle imprese edili e del proprio lavoro (mia moglie è un medico-odontoiatra).
Prima mi hanno tolto il pane, poi mi hanno tolto la libertà, infine la speranza.
Dopo 11 lunghi anni di attesa e di fiducia nelle Istituzioni oggi devo ammettere che non ci sono le condizioni perché la mia famiglia continui a restare ancora in Italia considerando la situazione di abbandono e l'assenza dei settori preposti alla protezione, che sarebbe dovuta avvenire in modo vigile e costante nella località (per così dire) protetta.
La conclusione è che mi ritrovo facile bersaglio insieme alla mia famiglia della vendetta mafiosa, nell'allarmante contesto di 'ndrangheta, acceso e dilagante.
Pertanto chiedo formalmente al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro dell'Interno Giuliano Amato e al Viceministro dell'Interno Marco Minniti con delega alla Commissione Centrale ex art. 10 L. 82/91 di risolvere tempestivamente prima della consultazione elettorale la mia annosa vicenda, garantendo il diritto al lavoro e la sicurezza presente e futura per me e la mia famiglia.
Contemporaneamente chiedo formalmente ad una qualsiasi delle Nazioni dell'Unione Europea o altra Nazione l'ADOZIONE della mia famiglia, per mia moglie ed i miei due figli, perché si prenda cura di loro con la dovuta sicurezza.
Io no! Scelgo di rimanere nel mio paese, a rischio della vita, per proseguire la strada della denuncia civile e legale dell'impotenza delle Istituzioni, che alle parole non fanno seguire i fatti concreti e per raccontare la verità sulla lotta alla mafia in Italia: chi non scende a compromessi con le dinamiche mafiose deve essere fatto fuori, in un modo o nell'altro. [...]
Repubblica.it ha pubblicato l'altro ieri un interessante video che documenta un sabato sera qualsiasi, a Roma e dintorni, in compagnia di un'auto civetta della Stradale.
E' opinione diffusa (lo disse a suo tempo anche Montanelli) che il cavaliere (foto) abbia la spiccata tendenza a raccontare frottole. Beh, per una volta mi tocca smentire il grande Indro. In una recente conferenza stampa, infatti (video qui), lo stesso Berlusconi ha ammesso candidamente di non conoscere il mezzo (internet).


Credo che il primo insegnamento di questo poderoso romanzo sia la differenza tra fare turismo e viaggiare. Fare turismo significa andare in ...