martedì 17 agosto 2021

Eutanasia, si fa vivo il Vaticano

Da quando è partita la campagna di Marco Cappato e dei Radicali per raccogliere le firme per il referendum sull'eutanasia, alla quale ho apposto con gioia la mia firma, non avevo ancora letto nessuna uscita o dichiarazione proveniente dalle parti di oltre Tevere. La faccenda mi suonava strana - quando il Vaticano tace su argomenti sensibili c'è sempre sotto qualcosa - ma questo era. Non appena raggiunto l'obiettivo, proprio in questi giorni, delle 500.000 firme raccolte, obiettivo che adesso sale fino a 750.000, così, per stare dalla parte del sicuro, ecco che il Vaticano ha rotto il silenzio. 

A rompere questo strano ma ben motivato silenzio (non parlarne = minore pubblicità alla cosa = maggiore speranza di non raggiungimento delle 500.000 firme), è stato monsignor Paglia, incaricato dalle alte gerarchie di sparare ad alzo zero. 

Gli argomenti, a dire il vero, non sono neppure particolarmente originali, ma grosso modo girano attorno alle stesse paranoie con cui da anni più o meno eminenti porporati amano deliziare il pubblico. L'incipit è comunque interessante. "Non si può affrontare un tema così ampio e complesso con una firma", tuona monsignor Paglia. Certo, dipendesse da loro non si affronterebbe per niente, e potrebbe tranquillamente restare nei cassetti della commissioni parlamentari per altri 37 anni. E comunque nel corso degli ultimi tre decenni di eutanasia si è sempre parlato in conferenze, dibattiti, tavole rotonde, incontri, parlamento, ma magari in Vaticano si era un po' distratti. Forse è anche per questo che ci si è decisi a percorrere la via referendaria: per non farci troppo distanziare dal resto del mondo, che nel frattempo avanza mentre noi chiacchieriamo.

Poi, immancabile, la mai sopita tentazione di tirare in ballo lo spauracchio dell'eugenetica (ah, quel cattivone di Hitler!). "C'è la tentazione di una nuova forma di eugenetica: chi non nasce sano non deve nascere." A parte il fatto che la nascita in questo caso non c'entra assolutamente niente, dal momento che si sta parlando di una forma di regolamentazione del fine vita, ci sarebbe da far presente al monsignore che il fatto che due termini abbiano lo stesso prefisso non significa che hanno anche lo stesso significato. Eutanasia ed eugenetica sono due parole diverse con cui si designano due concetti diversi, e tentare strumentalmente di equipararle dal punto di vista semantico, non rende molto onore all'onestà intellettuale. 

Comunque sia, le firme necessarie sono state raccolte, si continua ancora a raccoglierne e ci sono quindi buone possibilità che il referendum si faccia e che si concluda con l'esito sperato dai promotori e da tutti quelli che hanno aderito. Sono ottimista.

9 commenti:

  1. Non so se hai letto il mio post di ieri, ma anch'io ho firmato e ho invitato i miei lettori a fare altrettanto.
    Quanto alle ridicole dichiarazioni della chiesa, mi rifiuto di leggerle. 😉

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    1. Fai male, sono molto istruttive ;-)
      Comunque sì, avevo letto il tuo post. Io avevo già firmato tempo fa in un banchetto in piazza qui a Santarcangelo, quando ancora non c'era la possibilità di farlo per via telematica. L'avessi saputo prima che sarebbe arrivata questa possibilità, avrei aspettato (la mia leggendaria pigrizia avrebbe vinto ancora una volta).
      Ciao Claudia :)

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    2. Ahahha
      Mi ricordo quando scrivesti del banchetto.
      Io che, però, sono (persino) più pigra di te, non avendo mai trovato banchetti nella mia città, non mi ero presa la briga di informarmi circa la possibilità di firmare nel mio Comune.
      Insomma, poterlo fare online è stato un miracolo. Cattolico, s'intende. Ahahahah

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  2. Una uscita o fuoriuscita?!?
    Intendo del Vaticano.

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  3. Firmato anche io, sfruttando la possibilità di farlo da casa con SPID.
    Sul fronte della Chiesa mi chiedo da anni una cosa: se proprio loro predicano un aldilà e una vita dopo la morte, come da promesse ripetute più volte in Vangeli e dintorni, perché si aggrappano così forte a questo piano di esistenza, e cercano di condizionare i cittadini di una nazione che non è la loro (il Vaticano è uno Stato a parte, ove peraltro vige una monarchia assoluta)?
    E che c'azzecca l'eugenetica?

    Ah come vorrei che il Vaticano traslocasse a Israele.

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    1. La risposta alla tua prima domanda potrebbe essere che a rigor di dottrina predicano un aldilà ma, di fatto, sono molto più attaccati alle cose dell'aldiqua, non solo per quanto riguarda temi etici o morali ma anche per tutto il resto. La risposta alla seconda domanda la trovi nel post.
      In linea generale, a me non dà alcun fastidio che la chiesa abbia le sue posizioni sui temi etici e ne rivendichi la legittimità. Ciò che mi infastidisce è che metta becco e cerchi di condizionare l'approvazione di leggi che riguardano tutti, non solo i cattolici.
      Se io fossi il capo della chiesa, direi: "Signori, la legge sull'eutanasia è contro la dottrina cattolica e chi si professa cattolico non può ricorrervi, gli altri si regolino come credono." Non sarebbe tutto più semplice?
      Io, che sono laico, non impongo a un cattolico di ricorrere all'eutanasia (o aborto, divorzio, fecondazione assistita ecc.), e mai mi permetterei di concepire leggi che obblighino i cattolici a ricorrervi. Semplicemente, lascerei ognuno libero di scegliere secondo le sue convinzioni e le sua morale. Possibile che sia un concetto così complicato da capire?

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    2. Il tuo discorso è di una semplicità spiazzante, come qualunque espressione di pensiero scaturita da puro buonsenso e fondata sul rispetto reciproco.

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