venerdì 13 agosto 2021

Il rivoluzionario

Difficile scrivere qualcosa su Gino Strada senza cadere nella retorica un po' melensa degli osanna, ma d'altra parte è inevitabile che sia così, perché se c'è qualcuno che di osanna ne ha meritati davvero è stato lui. Mi piace pensare a lui come a un rivoluzionario. Non nel senso oggi fin troppo abusato del termine, ma nel suo senso più vero e primigenio, che indica chi ancora le rivoluzioni le fa. 

La sua rivoluzione è stata quella, solo in apparenza semplice, di avere alzato il culo dalla sedia e essere andato a sporcarsi le mani col sangue degli ultimi della terra. Essere andato in mezzo alle guerre a salvare quelle persone che oggi, qui, vengono considerate alla meno peggio nemici, senza fare distinzioni tra carnefici e vittime. Tutto qua, non c'è molto altro da aggiungere (o forse ce ne sarebbe fin troppo). In un mondo che si divide tra tantissimi che parlano tanto e pochissimi che fanno, oggi se n'è andato uno di quei pochissimi.

17 commenti:

  1. Sì, è così.
    Grazie Andrea.

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  2. Il sangue degli ultimi della terra perché le guerre le decidono i potenti stando dietro una scrivania, ci mandano soldati e mezzi armati, ma alla fine il comune denominatore di tutte le guerre è che a morire sono quasi esclusivamente civili.

    Qui una sua lezione contro la guerra.

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    1. "La guerra piace a chi non la fa."
      Cos'altro aggiungere?

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  3. Stasera risentivo il suo intervento a Propaganda Live di gennaio 2020.. e niente.. una devastante e lucida visione di come siamo fatti male.

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  4. Ci ha lasciato un uomo onesto, intelligente e come scrivi, rivoluzionario. Una persona della quale si poteva dirsi orgogliosi. Ce ne sono sempre meno e ne rimangono sempre meno. E' la fine di un'epoca.

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    1. Forse la fine di un'epoca no. Anche se meno visibili di lui, ci sono tante persone che prendono e partono, come volontari, verso le zone più disastrate del pianeta.
      Certo è che il modo e la passione con cui lui si è speso per seguire quella che era la sua vocazione, rimarranno probabilmente ineguagliati.

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  5. Un'eredità immensa da portare, ha messo in moto qualcosa di grande che non credo che si fermerà.
    Perciò: grazie Gino

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    1. Un'eredità immensa e, soprattutto, non facile. Speriamo.

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  6. Sono talmente d'accordo con te, che ho prelevato un periodo e l'ho postato da me, ovviamente citandoti.
    Grazie

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Come faremo ora che Gino Strada ci ha lasciati? Dovremo tenere a mente tutto quel che ci ha insegnato e il coraggio di guardare da che parte stare. Oggi dovremo santificare il nostro Gino Strada e fargli posto in ogni giorno del calendario.
      Ciao Andrea.

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  8. "Da che parte stare" è probabilmente l'insegnamento più grande che ci ha lasciato.

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