mercoledì 4 agosto 2021

Da Molfetta a Napoli e ritorno

Qualche giorno fa Riccardo Muti, forse nel mondo il maggiore direttore d'orchestra vivente, ha festeggiato ottant'anni. Per l'occasione, il Corriere della Sera ha ripubblicato una sua autobiografia, uscita per la prima volta l'anno scorso. Si chiama Prima la musica, poi le parole e la sto leggendo in questi giorni. È interessantissima e gustosissima e tra gli innumerevoli aneddoti che racconta c'è quello relativo al suo luogo di nascita. Lo cito pari pari. Scrive Riccardo Muti:

"Sono nato a Napoli, nonostante mio padre Domenico fosse medico in Puglia, perché mia madre andava assai orgogliosa della sua città e decise, tutte le volte che noi cinque fratelli stavamo per nascere, di prendere il treno, andar lì, partorire e solo quando avevamo qualche giorno riportarci a Molfetta. Appena noi figli raggiungemmo l'età della ragione la trovammo tutti una decisione curiosa: come mai si sottoponeva a un viaggio che, almeno nel mio caso trattandosi del secondo anno di guerra [1941], era lungo, faticoso, e persino pericoloso? Glielo domandammo e lei rispose - senza sapere che almeno uno di noi avrebbe fatto una vita da giramondo in gran parte fuori dai confini d'Italia - con una frase cui allora non facemmo caso ma che adesso non può non apparirmi profetica: 'Se un giorno andrete in giro per il mondo e finirete, che so io, in America, quando vi chiederanno dove siete nati e risponderete A Napoli vi rispetteranno'; pronunciò il verbo aggiungendo alla s una c come sanno fare solo i napoletani. 'Se invece diceste A Molfetta, dovreste perdere un po' di tempo a spiegare dov'è."

Muti, nel prosieguo del racconto, si premura naturalmente di precisare che sua madre non aveva mai avuto alcuna intenzione, con le sue scelte, di recare offesa ai molfettani, ed elogia anzi quella terra menzionando il lungo elenco di personaggi di cultura e di arte ai quali Molfetta ha dato i natali, tra cui Gaetano Salvemini. Riccardo Muti vivrà a Molfetta fino a sedici anni, per poi trasferirsi a Napoli per motivi di studio e poi a Milano, dove prenderà il via la sua straordinaria e ancora incomparata carriera.

7 commenti:

  1. Eppure con molte località non capoluogo del nord Italia, questo non succede... "Il delitto di Cogne", e tutti a dover sapere dove fosse Cogne! "Il delitto di Avetrana (TA)", con quel TA in sovraimpressione nei telegiornali.
    Dettagli che mi hanno sempre dato un certo fastidio.

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    1. Omettere la provincia di una località presume che tutti sappiano dove sia ubicata, invece rimarcare che una località del sud è in provincia di una certa città lo trovo un po' come uno "specifichiamo che quelle parti sono sconosciute, anonime..."
      Potrei farti anche un altro esempio: succede un fatto di cronaca a... Cinisello Balsamo, dicono "Cinisello Balsamo"; succede tipo a Manduria, dicono "Taranto".
      Ora lo chiedo io: perché?

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  2. Risposta geniale... e come darle torto! :D

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