giovedì 25 dicembre 2008

Terremoti di fine anno

Può darsi che questo titolo venga automaticamente abbinato da qualcuno al recente terremoto che ha colpito molte zone dell'Emilia. Mi riferisco invece alle altrettanto recenti inchieste che hanno visto invischiato in alcuni giri poco chiari il figlio del leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro (foto).

Chi segue un po' le vicende della politica, converrà con me che tutto ci si sarebbe potuto aspettare dagli sviluppi dell'inchiesta di Napoli tranne che dalle intercettazioni uscisse fuori il nome del figlio di colui che paragona la loro utilità a quella del bisturi in sala operatoria. Insomma, una delle molte ramificazioni dell'inchiesta su quello che è stato definito il "sistema Romeo" è arrivata a sfiorare la famiglia Di Pietro.

I giornali e i media in genere hanno dato molto risalto fin da subito alle dichiarazioni immediate dello stesso Di Pietro, il quale, come ha ampiamente riportato anche sul suo blog, ha esortato i magistrati inquirenti ad andare avanti tranquillamente perché quando si tratta di fare chiarezza "non c'è figlio che tenga". Un risalto a queste dichiarazioni forse perfino eccessivo, nel senso che Di Pietro difficilmente avrebbe potuto farne di diverse, se non altro per una questione di coerenza con quanto va dicendo da un bel po' di tempo in qua sul tema appunto delle intercettazioni.

Su quanto è trapelato finora non dò giudizi né sentenze prima del tempo perché è piuttosto difficile farsi un'idea chiara in merito. E ciò come conseguenza del fatto che a seconda delle fonti che si consultano il "clan" dei Di Pietro viene associato nella peggiore delle ipotesi a mazzette, brogli, appalti truffa e via discorrendo, e, nella migliore, lo stesso figlio di Di Pietro sarebbe solamente vittima di un tentativo di ricatto. Per adesso l'unico elemento certo in questo marasma di dichiarazioni e notizie è che non esiste nei suoi confronti nessun tipo di provvedimento.

Come impressione personale trovo quantomeno sospetto il fatto che le notizie sulla vicenda siano state riportate - specie da alcune particolari testate - in maniera piuttosto tendenziosa, quasi si volesse mettere in atto una sorta di opera di discredito verso Di Pietro, e più in generale il suo movimento, proprio adesso che il suddetto movimento sta raccogliendo tanti consensi. Personalmente sono proprio curioso di seguire gli sviluppi della vicenda; vedere cioè se alla fine le indagini porteranno a qualcosa di concreto oppure, come penso, tutto si dissolverà in una bolla di sapone.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo articolo è interessante (nonostante sia scritto su Il Giornale e nel classico stile provocatorio de Il Giornale):
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=317152

Andrea Sacchini ha detto...

A mio parere, il figlio di Di Pietro non farebbe male a seguire questi consigli di Peter Gomez.

Anonimo ha detto...

Invece pare che piano piano Di Pietro stia diventando garantista:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/in_sardegna/?contentId=56487

Anche quando ha detto "se mio figlio è colpevole, lo sono tutti gli italiani", come a far intendere che le raccomandazioni fanno parte del costume nazionale. Ok, è vero, ma detto da un (ex?) moralista suona male...

E il problema peggiore è che senza Di Pietro, l'IdV non esiste.

Anonimo ha detto...

Riposto il link:

http://unionesarda.ilsole24ore.com/
in_sardegna/?contentId=56487

Anonimo ha detto...

Ecco un altro link interessante:

http://www.pensierolibero.eu/
tgeu/index.php?op=new&id=364

Andrea Sacchini ha detto...

Eh, certo che il secondo articolo che hai linkato un po' dà da pensare (anche se sarebbe interessante andare a verificare se tutte le situazioni elencate corrispondono alla realtà dei fatti).

Comunque sia, mi pare che il gesto di Di Pietro junior, di cui parla suo padre stamattina nel suo blog, tagli definitivamente la testa al toro almeno su questa storia.

Claudio, se non vuoi correre il rischio che link particolarmente lunghi risultino spezzati, e quindi inutilizzabili, puoi usare tinyurl.com.

Fede

Dibattere amichevolmente con un cattolico è sempre un esercizio intellettualmente stimolante, e la chiacchierata di ieri con un collega ne è...