venerdì 12 dicembre 2008

Secondo voi come hanno incastrato i falsi infermieri di Cosenza?

La cronaca, l'altro ieri, ci ha deliziato con una storia di quelle che contribuiscono a tenere alto il morale e rendere ancora più definito il quadro di come siamo messi in Italia. In quel di Cosenza sono stati scoperti, denunciati e arrestati 70 falsi infermieri regolarmente assunti alle dipendenze di varie strutture sanitarie della regione. Infermieri, ovviamente, totalmente privi delle basilari conoscenze mediche necessarie per svolgere le loro mansioni.

Scriveva mercoledì Repubblica:

I finti infermieri erano spesso coinvolti anche in sala operatoria e in altre delicate mansioni. Altri ancora avevano anche fatto carriera diventando caposala. Secondo quanto appurato dagli investigatori coordinati dalla procura di Cosenza, l'organizzazione falsificava, in maniera impeccabile, i titoli di studio vendendoli per somme che variavano tra 8 e 10mila euro. E garantiva anche stage truffa insegnando a misurare la pressione arteriosa, medicare e prelevare sangue. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati anche beni mobili e immobili del valore di 20 milioni di euro, pari a quanto indebitamente percepito nel tempo dagli arrestati.

Ma come sono riusciti gli investigatori a scoprire e a mettere la parola fine a questa mega truffa che proseguiva indisturbata fin dal 1975? Lo spiega bene barimia.info in questo articolo di cui cito un piccolo estratto: (il neretto è mio)

Il danno calcolato per il Servizio Sanitario Nazionale sarebbe di circa venti milioni di euro. I militari dell'Arma sono giunti agli arresti in questo giorno grazie a una lunga attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, pari a 8200 ore di registrazione. Nell'operazione sono stati impiegati circa 300 carabinieri.

Proprio così, la truffa è stata scoperta grazie all'uso delle intercettazioni telefoniche, quelle intercettazioni che il cavaliere ribadiva ancora ieri di voler fortemente ridurre e limitare - nell'ambito della grandiosa riforma della giustizia che l'esecutivo si appresta a discutere - utilizzandole solo per i reati "più gravi" (secondo lui) riguardanti mafia e terrorismo.

Questo signore non la smette di stupirmi. Ma in misura ancora maggiore mi stupisco del gradimento che i sondaggi - pare - gli attribuiscono. Nessuno mette in dubbio che i reati di mafia e terrorismo vadano perseguiti con l'uso delle intercettazioni, ci mancherebbe, ma non solo quelli. Andate a spiegare quello che succederà con questa riforma a chi è rimasto vittima di situazioni come quella che ho accennato sopra o come quella inerente lo scandalo della clinica degli orrori Santa Rita a Milano, ad esempio, i cui responsabili sono stati individuati e arrestati grazie alle intercettazioni.

Insomma, l'impressione generale è che invece di perseguire con determinazione ed efficacia chi commette reati - come in questo caso anche piuttosto seri, in quanto pericolosi per la collettività - si cerchi di agevolarli in tutti i modi.


2 commenti:

Vale ha detto...

La priorità di questo governo non è la lotta al crimine, anzi....

Andrea Sacchini ha detto...

Già. E poi mi pare di capire che dalla imminente discussione sulla riforma della giustizia ne sentiremo delle belle.

Fortunatamente qualcuno, ogni tanto, dà qualche segno di vita e interviene a mettere qualche paletto...

Fede

Dibattere amichevolmente con un cattolico è sempre un esercizio intellettualmente stimolante, e la chiacchierata di ieri con un collega ne è...