martedì 9 dicembre 2008

Gli allarmi della Fao

Oggi la Fao ha lanciato l'allarme: un miliardo di persone muoiono di fame. Non si capisce il senso di questo allarme. La Fao non è l'organismo internazionale che dovrebbe occuparsi di questa emergenza? Cosa vuol dire "ha lanciato l'allarme"? E' un po' come se il medico che sta curando il paziente chiedesse aiuto: ma non è lui il medico? Forse qualcuno ricorderà che nel 1996, al vertice internazionale di Washington, l'organizzazione si era presa l'impegno di dimezzare il numero delle persone che muoiono di fame entro il 2015.

Siamo evidentemente sulla strada giusta. Nel 1996, infatti, in questa condizione c'erano 800 milioni di persone, oggi siamo quasi al miliardo. Di questo passo i conti fino ad arrivare al 2015 potete farli da soli. Mi sono spesso chiesto, alla luce anche degli insuccessi ammessi dalla stessa organizzazione, quale sia il senso della sua esistenza e se vale la pena che gli stati del mondo continuino generosamente a finanziarla. A volte viene quasi il pensiero, già espresso da altri, che l'unica cosa che nutre efficacemente sia solo se stessa.

1 commento:

  1. il fatto che una enorme parte di persone viva senza niente e muoia di fame è implicito nel nostro sistema. Come diceva Hugo "è dell'inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi". Noi siamo i ricchi e, finché rimarremo tali, ci sarà qualcuno che pagherà per noi. Per ogni morso in più che possiamo dare noi a un pezzo di pane c'è qualcuno che ne dà uno in meno. Avendo noi tutti molto più del necessario c'è qualcuno che deve avere molto meno del necessario. Purtroppo. Il brutto è che, pur riconoscendo tutti questa situazione, nessuno vuole veramente che le cose cambino, nessuno vuole veramente rinunciare a tutto il "di più" che ha. C'è solo da augurarsi che presto qualcosa possa cambiare, spinto da qualcosa che non sia necessariamente l'uomo (che vuole salvaguardare la sua situazione). Buona sera! :-)

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