martedì 17 giugno 2008

Volendo, ci sarebbero un paio di italiani prigionieri in Somalia

Lo so, è difficile tenere a mente tutto, riuscire a fare mente locale in mezzo al fiume in piena delle notizie che quotidianamente ci vengono catapultate addosso (anche se a breve - probabilmente - le notizie saranno in numero molto minore), ma vorrei ricordare che dal 21 maggio scorso due volontari, appartenenti a una organizzazione umanitaria italiana, sono in mano alle milizie somale (che proprio oggi si sono fatte vive chiedendo l'equivalente di 600.000 euro).

Si tratta di Iolanda Occhipinti e Giuliano Paganini (immagini qui), che si trovavano in Somalia per conto del Cins, una organizzazione umanitaria non governativa che si occupa di migliorare le condizioni di vita nei paesi in via di sviluppo.

Ora, sarà sicuramente perché ci si abitua a tutto, ma mi pare che sostanzialmente non gliene freghi niente a nessuno. Non si vedono più manifestazioni in piazza, fiaccolate, appelli come in altre occasioni: tipo la Sgrena, Mastrogiacomo, le due Simone, ecc...

Eh già, ci si abitua a tutto.

1 commento:

  1. una volta ho visto un servizio dove si spiegava come si scelgono le notizie e quello che può essere l'impatto nell'opinione pubblica all'informazione data, notizia utile o no nel tornaconto più sublolo che ci sia. credo che questo caso sia tra quelli, cioè un sequestro senza tornaconto, successo in un paese senza tornaconto, a persone che lavorano per un associazione senza tornaconto. non è l'iraq o il venezuela dove dobbiamo salvaguardare i nostri interessi, non sono andati per salvare noi, e poi la somalia è un paese scomodo perchè parlarne...... tanto è vero che ti fanno pensare: ma sarà successo!!

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