Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.Ci risiamo, l'ennesimo putiferio è scoppiato. E tutto per colpa di quell'irriverente linguaccia che risponde al nome di Marco Travaglio, che questa volta a
Che tempo che fa pare averla fatta proprio grossa. Ovviamente, guardando io pochissimo la tv, non ho visto la trasmissione e quindi mi baso su quanto riportano a proposito del presunto fattaccio i siti internet che ho consultato.
Se non ho capito male, tutto il can can è scoppiato quando il giornalista ha parlato di passate amicizie in odore di mafia di quella che è attualmente la seconda carica dello stato, e cioè Renato Schifani, attuale Presidente del Senato della Repubblica.
La sequenza incriminata la potete vedere cliccando sull'immagine qui sotto:

Le reazioni alle parole di Travaglio sono state varie e largamente prevedibili: Fazio e la Rai
si sono scusati in diretta all'apertura della puntata di ieri sera, il Pdl, compatto, ha parlato di diffamazione,
imboscata, offese gratuite e chiesto già l'avvicendamento
dei vertici di Raitre. Ma come stanno realmente le cose?
A mio parere, Travaglio, almeno un paio di errori li ha fatti. Il primo, come è stato già ampiamente sottolineato da molti (anche se forse più che imputabile a lui è da addebitare alla struttura stessa della trasmissione), è stata la mancanza di un contraddittorio. Insomma, se Schifani fosse stato presente forse la puntata e il relativo dibattito avrebbero preso un'altra piega, e magari lo stesso Schifani avrebbe potuto chiarire qualche lato poco chiaro di questa vicenda.
In secondo luogo, Travaglio avrebbe potuto tranquillamente menzionare il fatto che allo stato attuale Schifani ha la fedina penale pulita, nessuna condanna passata in giudicato e, attualmente, nessun procedimento in corso. In un periodo come questo, in cui (fortunatamente) il binomio politici-giustizia è abbastanza in voga, almeno in rete, questa precisazione non avrebbe stonato, ma avrebbe anzi contribuito a dare un quadro più completo della vicenda.
Tuttavia, fatte queste doverose precisazioni, non riesco a capire tutto il putiferio che è seguito. Né, tantomeno, capisco dove sia la grave offesa per la quale Fazio, a nome suo e della Rai, ha chiesto pubblicamente scusa in diretta ieri sera. Che Schifani abbia avuto in passato amicizie con individui in rapporti con la mafia non è un'esclusiva di Travaglio da Fazio, basta leggere un po' in giro.
Sulla wikipedia (
qui), ad esempio, si legge:
Renato Schifani è stato nel 1979 tra i fondatori della società Siculabrokers in cui ricoprì anche il ruolo di amministratore. Tra i soci di questa società, c'erano l'ex ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, Benny D'Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà[1][2][3] [4]. Benny D'Agostino è un imprenditore successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, Mandalà è stato condannato per mafia[5] ed è stato definito dai giudici il capocosca di Villabate[6], Lombardo è stato presidente e consigliere delegato della società di recupero crediti Satris[7] di cui erano soci i discussi esattori ed uomini d'onore della "famiglia" di Salemi Nino e Ignazio Salvo, arrestati da Giovanni Falcone nel 1984[8]. Nel 1992 Schifani insieme ad Antonio Mengano e Antonino Garofalo fonda la Gms, società di recupero crediti.
Notizie che si trovano anche spulciando
Repubblica, o semplicemente googlando un po'. E allora perché questo improvviso terremoto? Non erano cose che bene o male già circolavano? Sarà mica perché adesso Schifani è un "pezzo grosso"?
E poi, scusate, dove sarebbe in tutto questo l'"offesa"? Travaglio non ha mica chiesto le dimissioni di Schifani. Non ha mica detto che non è degno di stare dov'è per via di questa storia. Non ha mica chiesto pubblicamente che venga messo sotto processo. No, ci mancherebbe. Ha solamente raccontato i fatti - che come abbiamo visto erano già noti, ma che qualcuno avrebbe potuto non sapere - e auspicato che in un prossimo futuro lo stesso Schifani dia magari qualche spiegazione sui rapporti che in passato ha avuto con questi signori.
Non si può considerare una legittima richiesta? Io, cittadino, che magari col mio voto ho contribuito a far assumere a Schifani questa prestigiosa carica (e che magari vengo a sapere solo adesso di questa storia), non ho il pieno diritto di pretendere qualche spiegazione?
Oppure tutto è molto più semplice e si spiega,
come afferma mante, col fatto che in questo paese l'abitudine ad essere osservati e giudicati dalla stampa, cosi' come avviene in tutti i paesi del mondo, è ai minimi storici?
Aggiornamento 22,00Marco Travaglio
è stato querelato da Renato Schifani per diffamazione. Seguiremo naturalmente gli sviluppi.