Devo dire che questo libro, che ha tra i suoi fili conduttori le dipendenze, mi ha ha spinto a fare un esame di coscienza, facendomi sospettare che il mio rapporto coi libri non sia del tutto sano. Certo, la dipendenza da libri è sicuramente meno deleteria della dipendenza da alcol, fumo, gioco, social media, pornografia ecc., ma si può inquadrare comunque come dipendenza. Del resto l'autrice stessa, nella prima parte del libro, racconta di una sua dipendenza non sana dai libri, specialmente romanzi rosa, avuta in gioventù, e in certe dinamiche raccontate mi ci sono abbastanza riconosciuto.
Comunque sia, il libro spiega con chiarezza come la nostra ricerca continua di gratificazione (dai social media agli snack, dai videogiochi alle piccole abitudini quotidiane) possa alterare il nostro cervello e il senso del piacere. Non è un manuale moralistico: è un viaggio nella mente moderna, con storie reali (l'autrice prende spunto da esperienze fatte coi suoi pazienti, col loro permesso ovviamente) e riflessioni scientifiche che aiutano a capire perché ci sentiamo spesso "sazi" ma insoddisfatti, spiegando i meccanismi che portano a questo.
In sintesi, L’era della dopamina non solo spiega come funzionano il desiderio e la gratificazione nel nostro cervello, ma offre anche strategie concrete e riflessioni profonde per sopravvivere in una società, quella attuale, che ha collocato sugli altari la ricerca del piacere e ha messo al bando il dolore. Un libro che aiuta a comprendere il rapporto tra cervello, piacere e società contemporanea.

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