mercoledì 11 febbraio 2026

Nuovi convincimenti

Mi sto sempre più convincendo che la politica e l'attualità non vadano seguite sui social, né su testate "partigiane" afferenti a partiti (quasi tutte, purtroppo). Un buon 90 per cento di quanto confezionato da questi organi non ha lo scopo di informare ma di suscitare reazioni e esasperare polarizzazioni. Mi sono convinto di questo dopo quasi un mese di astinenza da facebook e dal suo ambiente tossico. Sto cominciando a prendere l'abitudine di informarmi su siti "neutri", pur conscio che la neutralità in senso assoluto non esiste e forse è normale che non esista. Penso a siti come Il Post, Valigia Blu, oppure Reuters o The Guardian, organi che, a mio giudizio, riportano e approfondiscono solo quelle notizie che meritano di essere definite tali. In questo modo riesco meglio a farmi un'idea su un singolo problema proprio perché viene riportato in maniera neutra e analizzato nelle sue varie sfaccettature.

Senza contare, cosa non da poco, che a non restare invischiati nelle diatribe tossiche e improduttive sui social si libera un sacco di tempo che può essere dedicato ad esempio a leggere. Infatti, sorprendentemente, nel mese di gennaio appena concluso ho letto moltissimo. Non si tratta di disinteressarsi alla politica o di chiudersi in una bolla. Si tratta di scegliere con più attenzione le fonti e i luoghi in cui decidiamo di sostare. Non tutto merita la nostra reazione immediata, non tutto richiede un commento. Informarsi meglio, ho scoperto, significa anche reagire meno. Reagire meno significa pensare di più.

La cosa che più mi ha sorpreso, però, non è stata solo la maggiore chiarezza mentale. È stato il tempo, il tempo liberato, tempo non speso a discutere con sconosciuti. Tempo non consumato in indignazioni lampo: tempo che si è trasformato in pagine lette. Forse informarsi meglio non significa leggere più notizie, ma leggerle con più criterio. Volevo chiamare questo post La scoperta dell'acqua calda :-)

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