Così, a memoria, credo che questo sia uno dei romanzi sull'emancipazione femminile e sul coraggio più belli che abbia mai letto.
Carlo è un figlio del sud, del Salento. Dopo aver trascorso un periodo della sua giovinezza al nord, in Liguria, ha finalmente la possibilità di tornare a casa, nel suo paese di origine: Lizzanello, nel leccese. Con lui c'è sua moglie, Anna, conosciuta e sposata in Liguria. In un caldo giorno di giugno del 1934, Carlo e Anna scendono dalla corriera nella piazza principale di Lizzanello.
Carlo è contento di essere tornato a casa, di riabbracciare suo fratello e la sua famiglia. Anna invece capisce subito di essere arrivata in un posto che non le appartiene, che le è estraneo, che inizialmente non comprende. Nel paesino di poche migliaia di anime viene subito da tutti chiamata "la forestiera". Anna è coltissima, ha studiato, non va in chiesa, è libera, determinata, dice ciò che pensa e fa ciò che vuole fare senza chiedere il permesso agli uomini, e deve farsi strada in mondo conservatore dominato dai pregiudizi, dalla superstizione, dall'ignoranza, dagli uomini e da rigidi codici sociali.
È un romanzo in cui l'emancipazione femminile e il riscatto sociale sono racchiusi in una cornice narrativa dove si intrecciano le storie di due famiglie, quella di Carlo e quella di suo fratello Antonio. Sullo sfondo, le vicende della Seconda guerra mondiale. Splendido.

Intrigante la trama, avvincente questo femminismo agli albori, ma la scrittura a mio parere è piuttosto deludente
RispondiEliminamassimolegnani
Io l'ho trovata scorrevole e interessante. L'unica lieve difficoltà l'ho avuta, nel corso della lettura, a tenere a mente i collegamenti familiari tra i tanti personaggi. Ma questo credo sia un limite della mia memoria (e dell'età) :-)
EliminaUna donna fuori dal suo tempo, Anna.
RispondiEliminapodi-.
Sì, ma che è comunque riuscita a mantenere integra la sua indole senza piegarsi.
EliminaLetto anche io, alcuni anni fa. A me è piaciuto; è una bella storia, di una donna che negli anni trenta ha sfidato i pregiudizi che in quegli anni (e in molti anni ancora avanti...) c'erano sulle donne.
RispondiEliminaCiao, Mafi.
A tratti, specie per quanto riguarda l'ambientazione storica e il contesto rurale sotto il regime fascista, mi ha ricordato I giorni di vetro. Entrambi i romanzi molto belli, comunque.
EliminaCiao Mafi.
Devo leggerlo, grazie, ho invece letto e visto il film "l"Agnese và a morire" ciao
RispondiEliminaCredo di aver letto il libro tanti anni fa, ma non ricordo bene.
EliminaCiao
L'ho letto tempo fa ma è piaciuto anche a me.
RispondiEliminaItalia anni ‘30. Un paesino del sud. Una donna del nord…
...dai Anna, non è un lavoro da donne… Siamo seri.
Non esistono portalettere donna. “Finora” disse Anna…
***
Con queste premesse non potevo proprio non leggerlo.
E’ stato interessante e anche spaesante leggere in questo romanzo tutti i preconcetti e le etichette che a quei tempi si appiccicavano alle donne. Una donna del nord che combatte e cerca di cambiare le cose, solo essendo donna. Perchè si sa, le donne ci mettono il cuore, in tutto quello che fanno e quindi poi si nota.
C’è un passaggio in questo libro che mi ha fatto una tenerezza infinita… Il primo giorno del voto alle donne. Per noi è tutto scontato e anzi siamo così disamorati della democrazia da non aver più voglia di andare a votare. E quindi leggere l’emozione della prima volta mi ha dato un bello scossone interiore.
Ci sono vari passaggi storici nel libro e quindi si tocca con mano il cambiamento politico, le prime lotte sindacali, la posizione del prete del paese e della Chiesa, l’ateismo dei comunisti e la posizione delle donne nella comunità…
Elisa
Per noi è tutto scontato e anzi siamo così disamorati della democrazia da non aver più voglia di andare a votare
EliminaHai ragione. Sotto questo aspetto, libri come questo andrebbero divulgati e fatti leggere il più possibile. L'educazione civica si può imparare anche dai romanzi.