La collana Urania inserisce questo romanzo nel genere fantascienza, ma a me ha dato più l'impressione di un classico di avventura di Verne o Salgari. Probabilmente l'impressione nasce dal fatto che Cooper ha scelto di ambientare la storia in un futuro che è tornato al passato, e quando la tecnologia viene bandita dalla Chiesa Luddista, l'estetica del mondo diventa automaticamente quella di un romanzo d'avventura dell'Ottocento - la costruzione artigianale della macchina volante di Kieron mi ha fatto tornare alla mente il Nautilus di Nemo.
In ogni caso è un bel romanzo e l'ho letto in un fiato tra ieri e oggi. Cooper usa il pretesto del futuro per scrivere una grande storia sulla curiosità umana, che in fondo è il tema universale di ogni grande libro d'avventura.
Piccola curiosità. La Chiesa Luddista di cui si parla nel romanzo è ispirata a Ned Ludd ed eredita l'odio per le macchine del movimento storico, ma lo porta all'estremo fondamentalista. Probabilmente l'autore ha voluto con questo collegamento mettere alla berlina i lati più fondamentalisti di ogni religione.

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