domenica 15 febbraio 2026

Spese irrazionali

A breve - mi pare che pochi ne abbiano parlato - la Consulta si esprimerà sulla legittimità costituzionale della legge, fatta in epoca covid, che permette l'elargizione dilazionata del tfs ai dipendenti pubblici. Breve riassunto. In epoca di ristrettezze economiche causate dalla pandemia fu varato un provvedimento che consente all'INPS di erogare il tfs ai dipendenti pubblici (l'equivalente del tfr dei dipendenti privati) in forma dilazionata. In pratica, i dipendenti pubblici che andavano in pensione non ricevevano la liquidazione in un'unica soluzione, come avviene per i dipendenti privati, ma a rate spalmate su un certo numero di anni. Senza interessi, ovviamente. Oggi quella norma è ancora in vigore ma sulla sua costituzionalità pende il giudizio della Consulta, che dovrebbe arrivare a giorni.

L'INPS si batte per mantenerla in vigore, i ricorrenti alla Corte Costituzionale si battono per vedere equiparato il loro diritto di ricevere la liquidazione con le stesse modalità dei dipendenti privati. Il problema è che se la legge venisse dichiarata incostituzionale, la corresponsione in blocco del tfs a tutti i dipendenti pubblici che sono andati in pensione in questi anni, obbligherebbe lo Stato a spendere circa 12-13 miliardi di euro, una cifra difficilmente sostenibile, visto il tenore delle sue finanze. Ma l'aspetto divertente (si fa per dire) della questione sta nella motivazione, oltre a quella economica, addotta dall'INPS per mantenere la dilazione: troppi soldi erogati tutti in una volta possono essere spesi in modo irrazionale. Cioè, tradotto: se io do troppi soldi tutti in una volta a un pensionato, magari questo poi potrebbe non essere in grado di gestirli come si deve, potrebbe usarli male, sprecarli. Se invece gliene do un po' alla volta magari sta più attento e gli durano di più.

Ora, sorvolando sul fatto che quei soldi appartengono a chi li ha accantonati nel corso della sua vita lavorativa e non all'INPS; sorvolando sul fatto che ognuno è libero di gestire i propri soldi come crede (anche di sprecarli, perché no? E poi chi decide se una certa spesa è uno spreco oppure no, l'INPS?), questa sorta di paternalismo di stato mi pare si collochi tra il patetico e il ridicolo. Ricorda il genitore che elargisce la piccola paghetta settimanale al pargoletto per insegnargli a usarla con criterio e abituarlo a gestire bene i suoi soldini. Indirettamente è come se l'INPS considerasse i pensionati come dei poveri allocchi non in grado di gestire i propri soldi. 

Boh, non so, è tutto cosi assurdo da sembrare irreale.

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