mercoledì 22 ottobre 2025

Impronte

La scomparsa in poco più di 60 anni del quarto lago piu grande del mondo, che aveva un'estensione equivalente alle superfici di Piemonte, Lombardia e Veneto messi assieme, spiega più di tanti report scientifici l'entità delle impronte che la nostra specie ha lasciato e lascia continuamente sul pianeta. La storia raccontata dal Post, che non conoscevo, è impressionante. Un lago formatosi circa 18.000 anni fa dallo scioglimento dei ghiacciai alla fine dell'ultima era glaciale è stato reso un deserto in pochi decenni per meri motivi economici, ennesima prova dell'ambivalenza della nostra specie, capace di scolpire la Pietà, dipingere la Gioconda e scrivere la Divina commedia, e nello stesso tempo capace di distruggere un pezzo alla volta la casa in cui abita.

2 commenti:

  1. Ci sono stata nel 2008, e mentre la guida, una vispa signora che parlava un ottimo italiano, ci raccontava il destino incredibile e demenziale di questo lago si percepiva tutta la sua tristezza.
    In qualche modo a compensazione (se ricordo bene fu dopo la visita ad un museo in cui chi lo voleva aveva potuto indossare una specie di pesantissimo burka d'epoca, bello colorato che però più che un abito sembrava una blindatura), aveva fatto qualche utile considerazione su quanto il periodo in cui l'Uzbekistan aveva fatto parte dell'Unione Sovietica fosse stato importante nel liberare la condizione femminile (e come darle torto).
    Per l'aneddoto, eravamo stati anche sguinzagliati in un campo di quel famigerato cotone, ed era il periodo del raccolto, sicché ognuno di noi ne aveva prelevato qualche batuffolo contenente i semi. Tornata a casa li avevo piantati, con zero speranze dato il mio pollice proverbialmente nero, e invece erano spuntate le piantine... insomma ho avuto la mia piccola piantagione.
    Ma per tornare al tema generale e tragico di un disastro ecologico che non sembra destinato a finire, l'immagine di un uomo seduto sullo stesso ramo che sta segando ci fa ridere pensando a una barzelletta. Invece siamo esattamente noi, sputati, identici. Altro che ridere.

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    1. Grazie Siu per aver raccontato la tua esperienza. Veramente interessante. E l'immagine dell'uomo che sega il ramo su cui siede non potrebbe essere più azzeccata.

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