domenica 19 ottobre 2025

Ormai vale tutto

Continuare a seguire le vicende politiche del nostro paese diventa progressivamente sempre piu difficile, perché il dibattere politico non si svolge più - questo succede grosso modo dall'avvento del berlusconismo in qua - nel recinto della legittima critica tra "avversari", col sostantivo "avversari" che già denota di suo la deriva imboccata, ma si svolge nel solco di guerre verbali che lasciano sostanzialmente il tempo che trovano e che servono solo a eccitare gli istinti più retrivi del consesso degli uditori.

Solo negli ultimi 15 giorni sono stati utilizzati fiumi di inchiostro sui giornali e fiumi di bit in rete su dichiarazioni che c'entrano molto con le curve degli stadi e quasi niente con qualcosa che assomigli a sostanza, come ad esempio la sferzata della capa di governo secondo cui la sinistra (quale sinistra? Qualcuno la vede?) sarebbe caratterizzata dallo stesso livello di fondamentalismo di Hamas, a cui replica Landini col suo "cortigiana", a cui si aggiunge Elly Schlein col suo "con l'estrema destra al governo la libertà e la democrazia sono a rischio" (qui un fondo di verità c'è, a dirla tutta).

Ma si tratta di urla che lasciano il tempo che trovano. Nella finanziaria appena partorita dal governo è previsto un aumento di 20 euro alle pensioni minime, che arrivano così a poco più di 600 e rotti euro al mese. Ci sono milioni di persone in Italia che campano con poco più di 600 euro al mese e nessuno si scanna su questo, un trafiletto a pagina 18 e poi tutto passa in cavalleria. L'ISTAT ha prodotto l'ennesimo report sulla drammatica situazione della povertà nel nostro paese e anche qui nessun sussulto. Mattarella ha lanciato ieri l'ennesimo grido sull'ormai imbarazzante forbice tra la costante perdita di potere dei salari delle persone comuni e gli emolumenti di manager e dirigenti di partecipate, società pubbliche e grandi industrie. Tutto a pagina 18 e via. Però pagine e pagine di discussioni su lui ha detto questo, lei ha detto quest'altro, lui ha fatto questo, lei ha fatto quest'altro.

Che palle, viene voglia di non seguire più niente e di mettersi a suonare.

11 commenti:

  1. Che dire Andrea, ho visto il tuo video e penso che l'uscita dei capelli bianchi (se ho visto bene) ti sta facendo diventare più saggio. Ma anche senza capelli bianchi la gente non ce la fa più ad ascoltare loro.

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    1. Direi che a 55 anni qualche capello bianco ci sta :-)

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  2. Anch'io non seguo più la Tv!Buona domenica.

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  3. In Spagna, l'opposizione sembrano cani che abbaiano sense dire mai che farebbero se toccassero potere.

    podi-.

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  4. Io l'ho sempre pensato che ormai si tratta solo di "tifo" e non c'è nessun programma serio a lungo termine. Quando lo dico a mio marito lui mi risponde che non capisco niente e ripeto sempre le stesse cose.
    Ma io sono vissuta ai tempi della prima repubblica quando i discorsi erano più articolati ma non aggressivi. Sì è vero che parlavano in politichese ma non c'era il tifo da stadio che mi sembra di vedere ora.

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    1. La differenza tra i politici di una volta e quelli di oggi sta nel fatto che magari spesso i primi erano anche dei lestofanti, ma erano generalmente di cultura molto elevata e competenti. Non si limitavano agli slogan ma i problemi che dovevano affrontare li studiavano, li esaminavano, cercavano di risolverli con lo studio e la competenza.
      Oggi un politico con uno straccio di laurea lo devi cercare col lanternino e, pur essendo spesso dei lestofanti pure loro, sono di un'ignoranza abissale e si approcciano ai problemi senza alcuna competenza e a suon di slogan.
      Siamo messi male, veramente male.

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    2. E sì è proprio così.

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